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“No, non abbiamo figli”. L’amore ai tempi dell’infertilità

Amato da Erika Repetto
Overgoal! Un ufficio stampa curerà la visibilità sulla stampa tradizionale e su quella online. Un promotore professionale proporrà il libro ai librai, una strategia dedicata di marketing online consiglierà il libro a nuovi potenziali lettori.
Goal! Il manoscritto passerà alla fase di editing, revisione, progetto grafico e stampa. Una volta pronto, il libro verrà pubblicato in formato cartaceo e ebook, e reso disponibile all'interno del circuito di Messaggerie Libri e nei più importanti store online.
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Consegna prevista ottobre 2019
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“L’impossibilità di avere un figlio è una ferita che non si rimargina. Il desiderio non muore, semmai muta un poco la sua forma, attraversando una gamma di sentimenti che va dalla passione per quello che potrà essere alla malinconia per ciò che non è stato”.

Un libro per le coppie che affrontano la difficoltà di concepire un figlio: a loro si offre come uno specchio in cui riconoscere i propri sentimenti, trovarli rappresentati in un episodio ed etichettati con la parola giusta; riconoscersi almeno una volta e dire: “Sì, è successo anche a me”.

Ma anche un libro dedicato a chi non ci è passato e quasi sembra ignorare che l’infertilità possa essere una evenienza, a chi rimane meravigliato nell’incontrare una coppia senza figli, a chi applica con loro le categorie della normalità, a chi evoca la colpa e il peccato, a chi si vergogna di chiedere, a chi ha paura di fare una gaffe, a chi mancano le parole, a chi vorrebbe essere vicino ma non sa come.

Perché ho scritto questo libro?

Negli anni trascorsi alla ricerca di una paternità, ho raccolto un po’ di appunti per conservare un ricordo di episodi, accadimenti e riflessioni.
Li ho messi “in bella copia” innanzitutto per me, per ricercare un conforto nella scrittura. Mentre queste pagine prendevano forma ho pensato che potevano essere di qualche interesse e utilità per gli altri: e così offro queste pagine ai lettori.

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Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Un tema complesso e delicato trattato con sincerità, intelligenza, leggerezza e profondità allo stesso tempo. E non pensiate che sia rivolto solo a chi non ha figli. Io ne ho ma una lettura come questa è preziosa per imparare a non dare niente per scontato. Consigliaterrimo.

  2. (proprietario verificato)

    Una condivisione personalissima e profonda, ironica e a tratti feroce di esperienze, emozioni e sentimenti.
    Ho letto il libro in un soffio e ho aspettato a scrivere un commento perché l’ho sentito talmente sotto pelle da restare senza fiato e senza parole.
    Ho sorriso al sottile umorismo e agli accenni colti, ho pianto consapevole di essere stata in tempi lontani “a volte vittima e altre carnefice di indelicatezza”. In ogni caso è un sollievo che se ne possa parlare.
    Un libro così mancava, grazie Giorgio per il tuo coraggio.
    Ora vorrei proporlo a tutti anche se temo di peccare nuovamente di indelicatezza.
    Nel dubbio intanto lo rileggo, come qualcuno suggeriva con calma e con un buon bicchiere di vino.

  3. (proprietario verificato)

    Un libro profondissimo e sincero: ho apprezzato tanto il coraggio di Giorgio di raccontarsi in modo così vero e schietto, di renderci partecipi della sua sofferenza nella ricerca della paternità ma anche delle soluzioni che ha trovato per superare lo sconforto e dare un senso ai pensieri, alle emozioni, agli accadimenti. Mi sono commossa ed emozionata di continuo nella lettura e le parole di Giorgio mi hanno permesso di mettere a fuoco ancora di più quanto il fatto di poter diventare genitori è un’eventualità, non una certezza né un diritto che ci si guadagna o si acquisisce per merito. L’ho trovato un libro estremamente contemporaneo, in cui moltissime coppie potranno ritrovarsi e trovare conforto. Giorgio ci racconta della sua vita anche con grande ironia e spessore culturale. E lo fa con il cuore aperto, e questo è l’aspetto che, fra i tanti, mi è piaciuto più di tutti!

  4. (proprietario verificato)

    Ho letto la storia autobiografica di Giorgio (e di Giulia) tutta di un fiato! Grazie per l’ironia e la leggerezza (ho riso), grazie per la profondità dell’emozione (ho pianto), grazie per i riferimenti colti che mi rivenderó davanti ad un bicchiere di buon vino ma soprattutto grazie per aver condiviso e perché ora che so non daró più per scontato. Recensendo questo libro, per una volta, non faccio un favore allo scrittore ma a chi lo leggerà!

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Giorgio M. Ghezzi
Mi chiamo Giorgio M. Ghezzi, dove la 'M' sta per Maria: un secondo nome che non amo e che mantengo solo in iniziale, a mo' di vezzo. Sono nato nel 1970 a Milano e lì ho vissuto fino a 35 anni, finché il lavoro mi ha portato a Forlì. Oggi vivo a Bertinoro, forse il paese più bello della Romagna.

Ho scritto e scrivo per il mio lavoro: articoli, capitoli e nel 2016 un libro sulla formazione e sulla gestione delle risorse umane. Nulla di memorabile, ma sempre scritto con passione e cura, gustando ogni volta il piacere di completare un testo e offrirlo al giudizio del lettore.

Poesie e racconti dell'adolescenza e della gioventù sono persi in qualche cassetto e lì rimarranno: la maturità (anagrafica) mi ha portato a questa esperienza narrativa, sempre che così si possa definire.
Giorgio M. Ghezzi on sabinstagramGiorgio M. Ghezzi on sabfacebook

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