Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages

Parentesi tonda

Parentesi tonda
100%
200 copie
completato
8%
46 copie
al prossimo obiettivo
Svuota
Quantità
Consegna prevista Agosto 2021
Adesso l’orologio puntava le due del mattino e quell’atmosfera d’amore e arcobaleni era andata a farsi benedire già da troppo tempo, sostituita dall’odio, dalla rabbia, dalle abitudini spezzate. Persino il modo di prendere il caffè era cambiato.
“Amaro” le aveva appena ricordato Massimo, urlando le parole con aria di sfida nel vederla prendere lo zucchero dal secondo ripiano del terzo scaffale.
“Lo so idiota; è per me infatti.” E glielo porse. “Da quando hai iniziato a prenderlo amaro hai fatto diventare amara ogni cosa, persino te stesso.” Si era seduta a indiana di fronte a lui, ed ora sorseggiava il suo caffè dolce. Dolce come lei, ancora, dopotutto. 
Ginevra e Massimo, ex amanti, si trovano intrappolati dentro una stanza a causa di una tormenta. Basta poco perché i due comincino a ripercorrere i passi che hanno scandito la loro relazione d’amore, spinti dalla necessità di risolvere in una notte un’espressione apparentemente impossibile. Sarà un percorso doloroso, arduo e tortuoso, un flusso di coscienza e un racconto bilaterale in cui i due protagonisti tentano di capirsi, risolversi e correggersi, affinché la parentesi possa finalmente chiudersi.

Perché ho scritto questo libro?

L’amore è pazienza, sopportazione, ma soprattutto attesa. Saper aspettare di trovare le parole giuste, il momento esatto in cui finalmente due persone imparano a parlare la stessa lingua, a capirsi e a incontrarsi in un punto che può diventare l’infinito. Scrivendo questo libro, ho tentato di dare la possibilità a Ginevra e Massimo di poterlo comprendere.

ANTEPRIMA NON EDITATA

9. Amare è aspettare

Io non stavo affatto bene, quando sei andato via la prima volta, Max; e lo dicevo che stavo male, alle persone; mica me lo tenevo dentro, perché volevo essere aiutata. Ma non ci credevano, sai? Non ci credevano se dicevo loro che da quando eri andato via qualcosa era cambiata davvero in me. Non ci credevano che per un’intera settimana, la prima in cui eri sparito, non avevo toccato cibo.

La gente non crede mai a nulla riguardo l’amore. Credono solo all’illusione; ma poi il dolore dove sta? Solo dentro di noi; il noi di chi resta. Di chi resta e piange; perché chi se ne va non prova nulla. Chi se ne va sta solo bene, piuttosto se ne libera del male. E Amen.

“Sei più magra”, mi dicevano tutti. E certo che lo ero; ma non solo nell’aspetto: ero più magra anche di emozioni. Tu non eri più dentro di me; avevo perso troppo peso, quello indispensabile: ossigeno puro per me. L’amore l’avevo perso tutto, perdendo te.

“Sei più magra”; sì, lo sapevo; ma non potevo sempre stare lì, a ripetere e spiegare il perché. Faceva solo male. “Ho avuto un periodo un po’ così, ma ho ripreso a mangiare; mi abbuffo adesso”, tagliavo corto. Ed era vero, avevo ripreso a mangiare tranquillamente, soprattutto cioccolata – sai quanto ne esco pazza, te lo ripetevo sempre, continuamente – ma alle volte lo stomaco mi si bloccava e non ci riuscivo. Non riuscivo a ingerire nulla e c’eri solo tu nel mio stomaco, forte come un pugno. Un dolore insistente che spingeva forte e prendeva a calci tutte cose, tutte le mie ossa. “Sei più magra, stai bene”. Ma volevo che me lo dicessi tu, ne avevo abbastanza degli altri. Volevo che mi dicessi “sei più magra, stai bene; ma adesso ti faccio star bene io”.

Continua a leggere

Continua a leggere

– Invece non te l’ho mai detto.

– Però poi sei tornato e senza comunque avvertirmi mi hai fatta stare meglio. Cenavamo insieme, e io mangiavo poco e niente, e allora tu mi imboccavi con la forza. “Un boccone io, un boccone tu”, mi dicevi; ed allora io mangiavo sempre volentieri quando ero con te ed eri così premuroso.

– Sì, soprattutto lo facevo quando cenavamo a casa mia, prima di raggiungere gli altri.

– Io voglio solo addormentarmi e sapere che tu ci sei, che ti preoccupi per me. Come quella prima volta in cui dormimmo insieme, quando ti svegliasti nel cuore della notte e mi trovasti lì, accanto a te, dormiente, e ti si rassicurò il cuore, innamorato; beato.

– Sì, mi svegliavo di colpo, per controllare se c’eri… e ti vedevo che dormivi tranquilla e dicevo: l’amore mio è qui, tutto va bene.

– Andava sempre bene, se eravamo insieme.

2020-10-30

Aggiornamento

Superati i 60 pre-ordini, nonché lo step per l'edizione limitata! Grazie a tutti i miei sostenitori! Aver superato le 60 copie vuol dire che chiunque abbia contribuito fino ad adesso, riceverà la sua copia a prescindere da come andrà la campagna. E adesso?! Adesso dritti insieme verso i 200 pre-ordini!

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Un graditissimo momento, quello della lettura di questo libro, che aspettavo da un po’. Parentesi tonda è più di un semplice romanzo. È una storia vera. È il capitolo finale di una storia d’amore sofferta ma anche viva e piena di speranza, come lo sono i sentimenti che affiorano in ogni sua pagina. Un’unica “espressione” conduce e risolve, nella complessità dei sentimenti dei due protagonisti, il racconto e rende scorrevole ma accurata, profonda e intima la scrittura.
    I personaggi sono così reali da non riuscire a perdere nemmeno un istante delle loro riflessioni, delle loro emozioni e delle indecisioni che senti anche tue, perdendo così quel distacco che ti accompagna nella lettura di ogni libro.
    Molti scrivono, ma non tutti riescono a emozionare con le parole, e lei, in questo, è sempre stata una maestra.

  2. (proprietario verificato)

    Una passione intensa, travolgente e autentica, che nulla guarda e considera fuorché se stessa. Il micromondo di Ginevra e Massimo è uno spazio intricato e inaccessibile, in cui tuttavia chiunque ricordi il primo vero amore riesce a immedesimarsi. Un “problema” complesso ma risolvibile, o almeno è quello in cui i due giovani protagonisti credono fino alla fine.
    Parentesi tonda è un viaggio nei ricordi per ognuno di noi, in una prosa intensa ed emozionante.

  3. Parlare di emozioni non è mai semplice, si rischia di cadere nel banale. “Parentesi tonda” di banale non ha nulla, il linguaggio è molto coinvolgente e ti proietta subito a capire i punti di vista dei protagonisti e l’immedesimazione è spontanea e diretta.

  4. Giulia Cannizzaro

    (proprietario verificato)

    Un travolgente turbinio di emozioni. La purezza e complessità di un amore tormentato abbinati ad un linguaggio piacevole e scorrevole nonostante la profondità dei dialoghi. È questo a rendere “Parentesi Tonda” un romanzo da divorare ma anche da risolvere insieme ai protagonisti attraverso il loro coinvolgente viaggio nella memoria!

Aggiungere un Commento

Condividi su facebook
Condividi
Condividi su twitter
Tweet
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Anna Aglianò
Anna Aglianò ha 27 anni e vive a Siracusa, dove lavora come receptionist in un Hotel. Da sempre appassionata di poesia e narrativa, scrive racconti dalla tenera età. Nel 2011 e nel 2012 vince rispettivamente il terzo e il primo premio “Franca Maria Gianni”, con “Giorno di pioggia in un ospedale” e “Un’infanzia tra gli odori”. Nel cassetto ha alcuni romanzi che attendono di vedere la luce, in borsa porta sempre una penna.
Anna Aglianò on FacebookAnna Aglianò on InstagramAnna Aglianò on Wordpress
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages

Questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti per aiutarci a migliorare la tua esperienza di navigazione quando lo visiti. Proseguendo nella navigazione nel nostro sito web, acconsenti all’utilizzo dei cookie. Se vuoi saperne di più, leggi la nostra informativa sui cookie