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Racconti di un T.r.oo.p - storie di corse e amicizia

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Consegna prevista febbraio 2020

Il percorso che ha portato un bipide sedentario di quasi un quintale a diventare un corridore qualunque attraverso l’amicizia, il sacrificio, l’avventura, un pizzico di pazzia e tanta ironia.

Ogni racconto un’avventura, corse mitiche, compagni speciali, ognuno con una propria peculiarità, ogni persona è un unico: incontrerete il mago della corsa stop and go, il siluro da discesa, il collezionista di padelle in ghisa, il presidente dal dito magico, l’indistruttibile robocop, la sciura con la sigaretta, gli evergreen, il gigante buono, la socia dagli occhi assassini, il cowboy, la santa Carla…

Incontrerete la montagna con i suoi insegnamenti, un Resegone visto da davanti e preso da dietro.

Il mondo dei corridori è fatto in maggioranza di amatori dalle prestazioni atletiche normali che si possono riconoscere nei Racconti di un Troop dove la corsa è sfida con i propri limiti, ricerca di un benessere psicofisico, divertimento, ma anche riflessione e discernimento personale.

Perché ho scritto questo libro?

Perché sia letto!
Beh… ho dato a un gruppo di amici e parenti la versione zero, tutti mi hanno detto “Bello! È da pubblicare!”, vabbè, direte voi, sono amici, cosa vuoi che ti dicano, che è una schifezza?
Ci ho pensato quando mi sono accorto che, dopo la lettura, lo zio, in sordina, si è andato a comperare le scarpette e ha iniziato a correre. Allora ho pensato: forse è davvero bello! I messaggi positivi e per nulla scontati di cui sono intrisi i racconti sono semplici, ma efficaci. E allora… perché no?

ANTEPRIMA NON EDITATA

Chiudi gli occhi, respira, materializza l’obiettivo… flow… chiudi gli occhi, respira, lasciati cullare dal rumore del mare… stai calmo… flow… è solo una lunga passeggiata in salita verso il monte che fuma… bang!! Si parte… lo stomaco si chiude, il neurone incomincia a vibrare, le gambe sono dure, Mario, Massimo, Odo ho detto le gambe! Non incominciate già a ridere, ma perché mi sono spalmato la crema arnica effetto termico? Il cervello si disconnette, mi giro e trovo gli occhi dei compagni, è una gara individuale ma per il gruppo dei TROOP è il viaggio della compagnia dell’Etna, sorrido pensando all’analogia con le avventure di Frodo nel Signore degli anelli, un piccolo essere che affronta un impresa oltre le proprie capacità e la porta a termine non da solo, non solo grazie al proprio cuore e determinazione ma soprattutto alla compagnia dell’anello, all’amicizia, alla fiducia e talvolta al fato; un libro stupendo di Tolkien che non solo andrebbe letto, io l’ho fatto più volte, ma dovrebbe anche essere inserito nel programma.

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  Il primo passo è fatto, forse, vista la nottata, già con il partire il più è fatto! È iniziata l’avventura, ora mancano solo 42,999 km scarsi e poco meno di 3000 metri di dislivello, arriveremo tutti in cima, stremati e contenti, butteremo le nostre scarpe nel fumarolo: nulla sarà più come prima.

Introspezione

Mi presento: Paolo, nato il 1 ottobre 1971 nella popolosa Brianza a metà strada tra la metropoli e le montagne, altezza 1m e 76 cm, peso 85 kg a mio malgrado oscillanti verso l’alto, sposato tre figli e una moglie molto paziente, ingegnere anomalo, runner per caso ed ora grazie all’appartenenza ad una associazione sportiva, all’incontro e il grande affiatamento con gli amici della compagnia, la riscoperta di altri con la comune passione per la corsa, la montagna, la fatica, il divertimento, la condivisione, la simpatia e positività esplosiva di Mario compagno e amico, sciamano e mantra della corsa, sono mutato in un “TROOP”.

Appartengo alla sezione atletica di una polisportiva che vanta una lunga, anzi lunghissima storia, iniziata settanta anni fa, nel lontano maggio del 1945, quando Don Attilio Bassi, sacerdote dell’oratorio la fondò.

La vetusta età è pienamente contenuta e rappresentata nel nome dal sapore di altri tempi ispirato da un motto latino “Dimica Potenter” (“combatti con vigore”) creato dal cappellano dell’Ospedale cittadino, poi abbrevivato nella sigla Di.Po. dal suono più giovanile ed accattivante.

Erano gli anni del post fascismo, l’Italia era appena uscita dall’incubo della seconda guerra mondiale, dalla propaganda che esaltava la prestanza fisica, la superiorità, la fierezza del gesto atletico, l’orgoglio, la virilità. La storia societaria parla che già alla fine del primo anno di vita si contavano 600 atleti che praticavano i vari sport dal calcio all’atletica senza cardiofrequenzimetro, GPS e capi tecnici; chi correva lo faceva in calzoncini corti, maglietta di cotone e scarpine minimali che nulla hanno a che vedere con l’attuale gamma di scelta che mette in difficoltà e confusione assoluta tutti i corridori, dal neofita al più esperto. Nel mondo del podismo tutti si interrogano con la stessa intensità del Re Amleto della tragedia shakesperiana: stabile o neutra? Massimo ammortizzamento o da trail? Superleggere o intermedie? Chiodata o minimalista? Questo è il Dilemma!

Vi starete domandando ma il TROOP che specie è? Nei trattati di corsa in genere si parla di velocisti, di maratoneti, di ultramaratoneti, di corse outdoor o trail, di vertical, nulla si dice di questa strana tipologia di corridore! un attimo di pazienza, cerco di elabolare alcuni concetti base affinché poi sia tutto più chiaro.

Tralasciando l’attività agonistica dove la corsa è una professione, nella corsa amatoriale gli atleti delle società sportive si possono suddividere in varie tipologie tra le quali: i Top, gli Evergreen, i Tapascioni, gli Anarchici e i Magnaspasso.

Nella categoria dei “Top” vi sono gli atleti amatoriali che hanno la fortuna di avere doti atletiche superiori garanzia, se allenate, di ottime prestazioni. I predestinati alla velocità vanno stimati, non invidiati perché, come dice un saggio amico e collega ormai usurato dagli anni di intensa attività fatta senza un criterio se non quello di andare sempre al massimo delle proprie capacità, la velocità uno ce l’ha o non ce l’ha: è un  dono del buon Dio.

Ognuno, pur avendo la propria velocità e cilindrata, deve allenarsi con costanza, continuità e soprattutto seguendo un piano di allenamento calibrato sull’obiettivo che si vuole raggiungere, sui propri impegni lavorativi cercando di non trascurare la famiglia che deve restare al centro della propria vita.

Avere un buon piano di allenamento è la seconda legge aurea del runner ricordando come il buon piano di allenamento non deve essere ne banale ne semplice.

Il programma per essere efficace deve avere come caratteristiche imprescindibili la costanza e la fatica, ma per essere sopportabile avere come sfondo l’amicizia, la condivisione, l’ironia ed una buona dose di divertimento.

In genere nonostante i buoni propositi, le nozioni tecniche ben conosciute dalle varie letture, per noi TROOP il piano d’allenamento pre competizione, o meglio pre avventura,  risulta sempre un po' approssimativo, dopotutto non siamo né professionisti né top, siamo solo dei bipedi, nella maggior parte molto fiduciosi o semplicemente irresponsabili, ci affidiamo completamente al fato … e che ce la mandi buona.

La consapevolezza di allenarsi “adminchiam”, nonostante l’obbiettivo scelto sia sfidante e talvolta oggettivamente troppo al limite delle proprie capacità, fa nascere quel senso di rimorso positivo che aiuta a superare decorosamente la sfida o a perderla con grande dignità; di fondo la consapevolezza non nel solo gesto atletico ma di aver partecipato a un grande viaggio, a una avventura vera.

Correndo ormai con costanza da qualche anno ho potuto da subito testare la veridicità della seconda legge aura del runner ma… non tutto il male viene per nuocere, dalle difficoltà esce la stoffa del corridore e solo dalle crisi si può sperimentare la terza legge aura del runner.

Tutte le volte che mi sono presentato a una gara con una preparazione sommaria o troppo approssimativa, le gambe, il fiato e la testa hanno dovuto pagare dazio. Il traguardo è diventato un miraggio, le gambe delle appendici estranee al proprio corpo, la testa prima di scollegarsi ha ricordato con precisione notarile tutto quello che avrei dovuto fare e non ho fatto.

Nel momento di completa crisi solo il cuore ti è compagno, ti da forza e  ti incita a non mollare nonostante la benzina sia finita e tu stia arrancando verso il traguardo come il Peugeot in salita nella canzone degli 883 vedendo gli altri passare; l’orgoglio e la determinazione fanno il resto, con ostinazione si taglia il traguardo cercando di correre per avere una bella foto finale, per poterlo raccontare, per rispettare e onorare un'altra legge aura del runner, la quarta, quella che dice “mollare MAI, camminare MAI, forse”.

Nella categoria dei “Evergreen” vi sono gli atleti amatoriali maturi, non nel senso di vecchi, anzi non chiamateli mai vecchietti altrimenti si offendono. Gli evergreen sono atleti maturi, non vivono di ricordi, talvolta ricordano passate glorie ma praticano ancora, nonostante tutto, il running con costanza; hanno ancora ottimi livelli prestazionali testimoniati dalle classifiche sia in termine di posizioni di categorie che assoluti.

Solo loro conoscono ed hanno già vissuto tutte le leggi aure del running; per me sono dei padri ispiratori,  runner di una categoria avanzata, paragonabili agli sciamani, ai quali rivolgersi pieni di ammirazione, dandogli del  Voi, per carpire i segreti , le tecniche nascoste del running.

La categoria dei “tapascioni”, analoga alla categoria dei “ciclisti della domenica”, è composta da uomini e donne che partecipano solo alle corse non competitive a passo libero, nel mondo del podismo appunto chiamate “Tapasciate”, tenendo al collo il cartellino di iscrizione, indossando marsupio, maglione e giacchetta puntualmente poi legata in vita o tenuta fastidiosamente in mano ancor prima di arrivare al primo chilometro.

Il vero “tapascione” in genere non va oltre il percorso di 12 km, si ferma a tutti i ristori mangiando e bevendo in abbondanza, solo saltuariamente pratica la corsa infrasettimanale e se lo fa, lo fa solo in speciali e determinate occasioni quali la prova costume o i post abbuffate; non corre mai nel periodo invernale perché fa troppo freddo, quando piove perché ci si bagna, quando è nuvolo perché ci si potrebbe bagnare, anche se il saggio smartphone segnala una probabilità inferiore al 5%; ignora l’esistenza delle tabelle di allenamento, della soglie anaerobiche e tutte le altre pippe che agitano e confondono la mente dei runner più avanzati.

Tutti coloro che non hanno avuto una gioventù atleticamente attiva e si sono approcciati, come me, alla corsa in età adulta, evolvendosi dalla condizione di quintale sfondadivano a quella di runner, sono obbligatoriamente passati da una fase “tapasciona”.

La teoria della corsa amatoriale non a caso trova nell’assioma: “se un runner vuoi diventare per tapascione prima devi passare” un suo pilastro fondamentale.

La categoria dei “magnaspasso” è composta da uomini e donne che si iscrivono alle manifestazioni podistiche amatoriali solo per far numero, passeggiare e chiacchierare in compagnia usufruendo dei punti ristori

In genere sono incuranti degli altri corridori, passeggiano tranquillamente affiancati lungo i percorsi, creando ingorghi paurosi soprattutto lungo i tratti di sentiero sterrato. Il runner quando incontra un “magnaspasso” lungo la propria traiettoria nel cuor suo lo maledice, è la cosa più semplice da fare, non lo fa però con cattiveria ma per carenza di ossigenazione celebrare. Il deficit di ossigeno limita la capacità intellettiva non gli permette di vedere e riconoscere i valori positivi da loro evangelizzati, valori che sono alla base di una sana corsa amatoriale, valori ahimè spesso dimenticati dall’ansia di prestazione e dal desiderio di riscontro cronometrico: la corsa come attività sociale che aggrega e crea affiatamento tra le persone.

Vi è in realtà anche la categoria degli “anarchici”, sono corridori che non vogliono o non possono appartenere a nessun gruppo podistico organizzato, sono cani sciolti. L’anarchico preferisce correre da solo, non ha nessun interesse al riscontro cronometrico, la corsa lo fa semplicemente star bene, lo rilassa.

Per correttezza scientifica ed onestà intellettuale è necessaria una piccola divagazione e richiamare la devianza “triathlon” pericolosa per gli equilibri famigliari, la resa lavorativa e la vita sociale.

Può colpire tutti i corridori, un virus contagioso ma non aggressivo che trova terreno fertile per germogliare quando il corridore ha provato tutte le normali esperienze podistiche, si sente appagato, arrivato, annoiato dalla normalità e ricerca quindi nuovi stimoli; in genere nasce nell’atleta che passa, nell’arco di qualche anno, dall’esperienza soporifica del divano con birra ghiacciata alla 100 km, convinto di aver completato il proprio excursus: la sola corsa nulla gli può ulteriormente dare.

Attenzione, se non hai paura dell’acqua e sei arrivato a correre una 100 km passando per tutte le esperienze intermedie (10 km, mezza maratona, maratona, trail, 50 km) sei ad alto rischio di devianza; grazie a Dio mia moglie può stare tranquilla e dormire sonni sereni, non ho ancora corso una cento chilometri e soprattutto ho un pessimo rapporto con l’acqua e con il galleggiamento!

I “tritop” sono una specie dai quali bisogna stare alla larga o perlomeno così lo pensano le mogli, sono indubbiamente degli atleti con l’iniziale maiuscola, sono degli “intransigenti”, spesso sembrano altezzosi e pare guardino il semplice corridore dall’alto in basso, se poi hanno la recidiva ironman, un consiglio, meglio evitarli.

Se inviti a una festa o semplicemente a un aperitivo un triptop, soprattutto se è in recidiva ironman, non offrirgli mai, assolutamente mai, un bicchiere di vino o un salatino! Solo così potrai evitare che con fare saccente e sguardo superbo ti ricordi che lui è un ironman, segue una dieta bilanciata ricca di fibre. Tranquillo però, quando salutandolo ti allontanerai mangiando un salatino unto, bisunto e burroso è lecito pensare un luogo corporeo dove infilargli per intero quella carota cruda che sta sgranocchiando! Non è peccato, me l’ha confermato un amico sacerdote.

Di tutta un'altra pasta sono i “tri_TROOP”, veri cowboy dello sport, persone svitate ma genuine ottimi compagni di avventura, di tavola e di vino.

Mi devo rassegnare, nonostante cerchi di mantenere una certa costanza nell’allenamento, mi sforzi di fare “qualche lavoretto” utilizzare tabelle di allenamento farlocche da me redatte non potrò mai diventare un TOP! L’unico obbiettivo realistico è cercare di governare la fatica, potenziare quello che il buon Dio mi ha dato per poter affrontare prove sempre più sfidanti, senza guardare l’orologio, senza l’ansia da prestazione che limita il godimento del viaggio concentrandolo solo nel finale allo stop cronometrico del traguardo.

Non voglio essere frainteso, è doveroso specificare come le tabelle fai da te, pur essendo spesso realizzate “adminchiam”, sono fondamentali, restano pur sempre dei validi piani di allenamento in quanto, secondo il principio newtoniano, sapientemente acquisito dal popolo asiatico, nulla si inventa … ma tutto si copia, sono quasi sempre basate su rielaborazioni di tabelle fatte da persone serie, professionisti del settore (io ad esempio di base uso quelle di Orlando Pizzolato allegate al Manuale “come preparare la maratona con Orlando Pizzolato” liberamente scaricabili dal sito di terramia.it oppure quelle contenute nel libro “quelli che corrono” del grandissimo Stefano Baldini).

Non provo invidia, sono orgogliosamente un TROOP, mi consola un poco la constatazione che la maggior parte dei Top da me conosciuti, oltre al dono naturale della velocità, hanno avuto nella loro giovinezza una parentesi sportiva, più o meno lunga, in atletica leggera, un imprintig  che ha sedimentato nell’inconscio un background tecnico.

L’imprinting tecnico permette una corsa bella, elegante, leggera, poco dispendiosa ed efficace, tali fortunati corridori,  se dotati di doti comunicative possono evolvere in GURU: preparatori atletici, personal coach ai quali affidare le nostre ambizioni nonché l’elaborazione di piani di allenamento personalizzati.

Particolari congiunzioni astrali possono portare a una fusione osmotica delle diverse filosofie e approcci alla corsa creando forme di runner mutanti; nella maggior parte dei casi la mutazione è di tipo estemporanea, se diventa stabile genera dei veri fenomeni non atletici ma umani .

Il “TROOP”, in estrema sintesi, è…  to be continued…

14 novembre 2019

Aggiornamento

A natale regalati e regala la prenotazione di "racconti di un Troop" un libro che non è un libro... ma un esperienza .
31 ottobre 2019

Aggiornamento

buon halloweenTrooP!
21 ottobre 2019

Aggiornamento

cari futuri lettori, volevo solo aggiornarvi che il lavoro di editing sta procedendo secondo i programmi ... con l'editor abbiamo già chiuso il primo giro di sistemazioni, non vedo l'ora di chiudere i lavori, definire la copertina ed arrivare al fatidico "ok si stampa". Grazie per il supporto che mi avete dato, portate ancora qualche mese di pazienza, il tempo dedicato a questa fase delicata è ben speso ... non devo avere troppa fretta. Ora che siamo in fase di editing ho potuto vedere con i miei occhi come lavorano i professionisti sui testi ed ho avuto ragione della scelta iniziale: non rendere visibile ai futuri lettori la bozza dei racconti. Forse divulgando la bozza avrei potuto ampliare il numero di sostenitori, il passaparola è più efficace il passaparola se si conosce il prodotto! c'è però un ma ... vi voglio dare solo il meglio! , il meglio è il prodotto editato, corretto e rivisto con gli editor di bookabook. Forse anche il titolo del libro sarà diverso ... aspettate e vedrete!!! Il passaparola poi, sul libro stampato! grazie a tutti i 210 sostenitori che hanno reso possibile la pubblicazione dei racconti che spero di poter ringraziare uno ad uno nel giorno di uscita in libreria del libro. Paolo
12 agosto 2019

Aggiornamento

Chiusi per ferie?
Sì, grazie... A settembre novità, per ora continua la campagna di pre-ordini... si punta all'extragoal.

Buon ferragosto, buon meritato riposo!
24 luglio 2019

Aggiornamento

Si sta avvicinando agosto, mese, per eccellenza, dedicato alla vacanza e al riposo. Vi auguro di passare un buon agosto, ci risentiamo a settembre... vi svelerò i personaggi troop che incontrerete nella lettura del libro.

Non anticipo nulla sugli eventi di febbraio quando il libro potrà essere finalmente sugli scaffali, vi lascio però le leggi auree del corridore troop... nel caso decidiate di iniziare a correre, come è capitato a me, in riva al mare sotto il sole .

Un consiglio ... bevete in abbondanza e indossate un cappellino con visiera non voglio avere futuri TrooP sulla coscienza.

Paolo
11 luglio 2019

Aggiornamento

Ieri abbiamo festeggiato il primo traguardo in puro spirito TrooP con una bella crostata fatta in casa... genuina e spontanea.
Il libro, ormai si può chiamare così, è in coda di editing e verrà preso in carico tra un mese e mezzo circa... il lavoro di impaginazione, correzione e grafica ci impegnerà per un paio di mesi e poi via: si va in stampa e poi in distribuzione.
La consegna, direttamente a casa vostra, è confermata per fine gennaio 2020,vi siete garantiti una bella lettura invernale accoccolati intorno al camino o a letto sotto un bel piumino.
Nel frattempo, le prenotazioni continuano a essere attive, non fermate il passaparola!
04 luglio 2019

Aggiornamento

Un grazie agli amici della SAM (società alpinisti monzesi) che hanno pubblicato il breve ravvonto dell'ultima avventura del Super Troop e stanno partecipando alla promozione del libro "racconti di un Troop".
Siamo ormai allo scatto finale, mancano poche copie all'obbiettivo nel frattempo volevo condividere il racconto dell'avventura del 22 giugno 2019 della terna troop... partita da Monza e mai arrivata in capanna.
Monza Resegone 2019
Quando trovi il cancello chiuso ma vinci uguale! L’edizione numero cinquantanove ci vede partire prestissimo, poco dopo le nove di sera con il pettorale numero 26, compagne di avventura sono Elena “la sciura comotti”, Michela “Volpina 74” ed io “il super TrooP” … in auto la preziosa e precisa assistenza di Tino “lo Zio” e Carla “La santa” … mia moglie.
Per la prima volta, dopo tante gare, ho al seguito la moglie “La santa Carla” che seppur partendo un po’ riluttante e quasi rassegnata ad una serata di noia mortale, ha vissuto la notte magica e l’avventura che solo la Mo.Re. sa creare … ore diverse dalla quotidianità a tratti molto divertenti.
Dall’auto ammiraglia hanno potuto vedere il passaggio di molti personaggi mitici ripresi anche nelle storie contenute nei miei “ racconti di un Troop”, personaggi a volte un po’ strani ma unici, come Domenico detto “Rosmarino” maestro della corsa “Stop adn Go” che ha disarmato tutti, ma proprio tutti, con un’assistenza alla propria terna, capitanata dal presidente “ l’uomo dal dito magico” per niente pronto alla competizione e dal fido scudiero “il collezionista di padelle”, con una tecnica fatta di più go che stop permettendogli una salita, buia, umida e rancorosa al castello di Rossino ; la corrazzata femminile con l’indistruttibile Cristina “Robocoop” e la veloce Maria “La bionda”; il veloce Fabio “siluro da discesa” con Matteo e Massimo nonché, al rientro verso casa, l’arrancare faticoso in salita del “ trio di via Fiume” che al motto “boia chi molla” il cancello di Erve lo hanno trovato con le chiavi nella toppa ma con un ultimo tuffo sono riusciti a infilarsi pochi secondi prima che il custode lo chiudesse.
Torniamo a noi, la terna mista pettorale 26, rimaneggiata dopo l’infortunio dello Zio è uno squadrone veramente TrooP, alla “sciura” si è aggiunta al volo la “volpina”; la corsa parte subito in salita, il rischio cancello è molto probabile, la cosa non ci scoraggia e si procede comunque e a prescindere fino a Erve dove, nonostante gli sforzi di una camminata veloce che ha provato l’equipaggio, si arriva fuori tempo massimo … la voce del giudice di gara al cancello … con tono asciutto in un sintetico “siete fuori tempo massimo … squalificati!” certifica la fine della gara competitiva e la certezza che l’appuntamento in capanna sarà, a Dio piacendo, solo rimandato al 2020.
Un avventura comunque a prescindere, come sempre fantastica la partenza dal centro di Monza tra due ali di folla che ti fanno luccicare gli occhi dall’emozione, la discesa dalla pedana d’onore con il terrore di inciampare, centinaia di bambini che ti aspettano per darti il cinque perché per una notte i loro eroi siamo noi e non i cartoni visti in televisione, il pubblico che lungo il percorso che ti incita e già a Villasanta ti grida “Bravissimi!!”, le terne … le molte terne … che ci passano e voltandosi ti salutano con un ciao “sciura comotti”, ciao “Volpina 74” … e tu … ah il nome è scritto davanti “supr troop”, gli amici e parenti che hanno creato dei veri e propri punti di incoraggiamento modello finale dei mondiali di calcio con sirene e striscioni, a Erve la faccia pallida e tremante della sciura comotti che sbuca fuori, come la madonna del rosario, dal mantello dorato, la fortuna di avere in tasca le chiavi dell’auto, il rientro in autobus nel pieno della notte … insomma alla fine la capanna non l’abbiamo vista ma l’avventura l’abbiamo vissuta tutta senza rimpianti.
E a chi mi chiede “come è andata?”, “ci siamo fermati a Erve.”, “ah!, peccato!” … rispondo “Perché?” … questa è la Monza Resegone, si parte in tre e si arriva in tre … se si soffre si soffre in tre … se non si arriva non si arriva in tre … ma a prescindere dal risultato resta un avventura vissuta in tre, un esèperenza condivisa in tre che ti fa dire, il giorno dopo … l’anno prossimo la riproviamo!
Paolo
07 giugno 2019

Aggiornamento

Il 7 giugno 2019 vi aspetto al banchetto "Troop" presso la cascina Lodovica in occasione della quarta edizione della omonima corsa campestre organizzata dagli amici della sezione Atletica della Polisportiva Di.Po.

via Lodovica - Oreno frazione di Vimercate (Mb)

Io c'è! E voi?
07 maggio 2019

Aggiornamento

Ciao amici lettori!
Scrivo per ringraziare tutti coloro che erano presenti al brindisi di presentazione di "Racconti di un TrooP - storie di corse e amicizia" che si è tenuto al parcheggio di via Rota a Vimercate (Mb) Un pomeriggio di presentazione modello ristoro gara, ho scelto un brindisi all'aperto sotto un gazzebo perchè è la cosa che più si avvicina al mondo delle corse.
La presentazione è stata un successo grazie all'aiuto dei numerosi amici Troop.
Se volete saperne di più dei mitici Troop che popolano il mondo delle corse mi potete trovare venerdì 7 giugno 2019 dalle ore 18:00 al banchetto presso la cascina Lodovica a Vimercate in occasione dell'omonima manifestazione ludico sportiva!
Grazie ancora a tutti e continuate a condividere.
   

Commenti

  1. sarabra79

    (proprietario verificato)

    La passione per la corsa dell’autore è il filo conduttore di tutto il libro.. quello che lo rende unico e lo impreziosisce sono i racconti di vita vissuta, gli aneddoti divertenti, le riflessioni più o meno serie e i piccoli camei di una Brianza ricca di storia e tradizione. Lettura coinvolgente. Ve lo consiglio! Saretta

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Paolo Brambilla
Mi presento: Paolo Brambilla, ingegnere atipico, corridore per caso, amico, padre di famiglia con una moglie adorabile e tre stupendi ragazzi.
Sono nato sedentario il 1 ottobre del 1971 a Vimercate, magrissimo e con un mese di anticipo. La mia mamma mi raccontava sempre come l’infermiere, prima del parto, con un tatto di altri tempi, le avesse detto come i bambini prematuri di otto mesi morivano... prima o poi di sicuro tutti, per ora vivo, amo e corro.
Ho scoperto la corsa per caso, alla ricerca di una forma fisica ormai da troppo tempo persa. Velocemente è diventata per me passione e ora irrinunciabile compagna di vita.
La corsa mi fa star bene, mi rende felice, mi continua a regalare momento di riflessione e opportunità di nuove amicizie e avventure.
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