Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages

Il Segnato III. La fine del multiverso

100%
200 copie
completato
6%
47 copie
al prossimo obiettivo
Svuota
Quantità
Consegna prevista Agosto 2020
Bozze disponibili

Tutto ciò che inizia ha una fine. Il fato ha predisposto le sue pedine sulla scacchiera del creato. Tutto è pronto per la partita finale. In gioco c’è il destino dell’intero multiverso. Tutte le strade andranno a convergere in un unico punto dove si prepara un conflitto di proporzioni globali. Ma quando le pedine acquistano consapevolezza e decidono di rompere gli schemi tutto può accadere.
Ed è allora che Il Segnato, il Bastione, il Cercatore, Isabelle, Ka’Muluth e tutti i personaggi che ci hanno accompagnato fino ad ora dovranno affrontare i nemici più insidiosi: le loro paure, il loro passato, le loro nuove responsabilità, dovendo scendere a compromessi con i loro demoni interiori per essere pronti ad affrontare gli orrori cosmici che si stanno preparando a ristabilire il loro antico dominio sugli uomini.
Il Segnato sarà il salvatore del multiverso o colui che lo divorerà come dicono le profezie?
Tutte le domande avranno in questo capitolo la definitiva risposta.

Perché ho scritto questo libro?

La fine del multiverso è la fine di una strada sulla quale mi sono avventurato cinque anni fa. Fa parte di un’unica storia che andrebbe letta di seguito per essere apprezzata fino in fondo. I personaggi che popolano l’universo del Segnato sono cresciuti con me e in quest’ultima parte arrivano alla fine di un lungo percorso personale che è l’inizio di una nuova consapevolezza e di un nuovo cammino. Siamo alla fine di un viaggio che preannuncia un nuovo inizio.

La prigione era angusta e rumorosa. Le urla, i chiacchiericci, i lamenti incessanti esacerbavano la cacofonia insopportabile che non dava tregua ai carcerati. Nel luogo dimenticato da Dio non esisteva l’alternanza sole luna. Non era mai notte e non era mai giorno. I prigionieri sperimentavano una luce costante insufficiente a illuminare l’ambiente, ma incapace di renderlo adatto al riposo. Migliaia e migliaia di corpi cozzavano tra loro in cerca di spazi inesistenti. Quando un nuovo detenuto veniva incarcerato lo spazio aumentava magicamente, il tanto che bastava per ospitare il suo corpo in posizione eretta. Quella non era vita, ma agonia. Il peggio arrivava quando il carceriere attingeva alle capacità dei prigionieri che sperimentavano ogni volta nuove forme di dolore. Ogni tentativo di opporsi era fallimentare. Provare ad arginare il potere di quella forza portava solo ad altre sofferenze indicibili, con carni che si laceravano e arti che si spezzavano. Invano i carcerati cercavano di artigliare le pareti della prigione. Jax avrebbe dato tutto per respirare la libertà che gli era stata negata. Oramai però aveva perduto ogni speranza di riacquistare la libertà. Kaspar Vogel lo aveva sconfitto, come aveva fatto con tutti gli altri e ora lo teneva prigioniero della sua anima. Conosceva alla perfezione le emozioni del carceriere e percepiva la reciprocità di questo stato dell’essere. Il Segnato era in grado di sentire ogni singolo pensiero dei suoi demoni interiori. La prigionia era mentale oltre che fisica. Il solo pensare a una rivolta era inattuabile oltre che inutile, perché lui ne era a conoscenza sin dal momento in cui nasceva l’idea della fuga. Ciò che accadde quel giorno fu qualcosa di impensabile che sorprese tutti: la voce di Kaspar risuonò per la prima volta tra le pareti della prigione.Continua a leggere
Continua a leggere

“Mi rivolgo a ognuno di voi per proporvi un patto. So che mi state ascoltando così come so che alcuni di voi stanno già pensando di infrangerlo pur senza conoscerne i termini. Potrei elencare i nomi di ognuno dei centoquarantasette ribelli. Ma vi dico: prima di pensare al tradimento ascoltate quello che ho da offrirvi.”
Nessun demone fiatò. Ognuno di loro aveva già sperimentato la furia del Segnato e non voleva trovarsi ad affrontarla una seconda volta. Jax era conosciuto come il giullare dell’apocalisse. Un demone minore con la capacità di fare battute divertenti e adeguate al momento. Il suo scopo nella vita prima della prigionia era quello di creare la battuta definitiva, quella che avrebbe fatto ridere a crepapelle anche un uomo in punto di morte. Vogel non aveva mai attinto alla sua capacità. Però era un ottimo oratore e visto che tutti tacevano si decise a prendere la parola.
“Se sei davvero tu, dacci un SEGNO.”
Nessuno rise, ma lui insistette.
“Questa era pessima. Non credo che me la SEGNERO’.’”
Il silenzio dopo una battuta era la cosa peggiore che potesse capitare a un caratterista quale lui si considerava.
“Va bene va bene. Siete veramente demoni tristi.”
La voce di Vogel risuonò forte e chiara:
“C’è qualcun altro a voler prendere la parola oltre a questo buffone?”
Jax era stato ferito. Lui era un giullare e non tollerava che gli si desse del buffone.
“Sei scortese e ignorante. Se vuoi parlare con qualcuno, parla con me. Sono Jax Il giullare dell’apocalisse. Scusami se non mi inchino, ma ho le spine uncinate del mio vicino di destra nelle costole e le zanne di quello di dietro conficcate nella schiena.”
“Va bene allora. Ho deciso di non utilizzare mai più le vostre capacità.”
Jax fu colpito da quell’uscita a effetto e notò che anche i demoni che avevano cercato riparo tra i corpi dei vicini, stavano alzando timidamente la testa incuriositi dall’affermazione.
“In cambio di questo voi smetterete di combattere alla ricerca di una libertà impossibile da ottenere.”
“Non è giusto. Io non ci guadagno nulla. Non ho mai provato a scappare e non mi hai mai considerato nemmeno per errore.”
“Non sto forse parlando con te? Se sei d’accordo ti nominerò mio portavoce ufficiale.”
“E anche consigliere? Sono affidabile e onesto.”
“Non esagerare demone. Purtroppo sento che troppi dei presenti anziché essere felici sono ulteriormente rancorosi e non posso permettermi che non siate d’accordo all’unanimità.”
“Suvvia ragazzi. Non fate cose di cui potreste pentirvi. Se non accettate quel che il nostro aguzzino ci chiede, continuerete a farvi malissimo.”
“Aspettate. L’accordo non finisce qui. C’è un’altra parte.”
Quando il Segnato finì di spiegare i termini del patto, Jax credette di non aver capito bene. Eppure non c’era molto da fraintendere e il fatto che ogni demone accettò fu la prova che per quanto incredibile la proposta aveva centrato il bersaglio.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

Ancora non ci sono recensioni.

Recensisci per primo “Il Segnato III. La fine del multiverso”

Condividi su facebook
Condividi
Condividi su twitter
Tweet
Condividi su whatsapp
WhatsApp
David Giuntoli
David Giuntoli, classe 1967, nato a Lucca e pisano da una vita, è infermiere e da sempre appassionato di letteratura horror, fantasy e fantascienza. Ha pubblicato diversi racconti e Il Segnato II, I pirati del multiverso è il secondo volume della saga dopo Il Segnato (bookabook, 2017).
David Giuntoli on Facebook
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages

Questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti per aiutarci a migliorare la tua esperienza di navigazione quando lo visiti. Proseguendo nella navigazione nel nostro sito web, acconsenti all’utilizzo dei cookie. Se vuoi saperne di più, leggi la nostra informativa sui cookie