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Il senso del cane

Il sendo del cane
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Consegna prevista Dicembre 2021
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Forse esiste un senso per il quale si manifesta la vita.
Un senso universale al quale ognuno può prendere parte pur con proprie specifiche peculiarità.
Io sono favorevole a pensare che questo senso esista e che le relazioni siano il contesto nel quale imparare ad agire in modo armonico a questo principio.
Nel libro “Il senso del cane” descrivo come la relazione fra uomo e cane possa, facilmente, rappresentare tale opportunità e risolversi, non soltanto, con comportamenti del cane favorevoli alla nostra vita, ma con il traguardo, tutt’altro che secondario, di maturare nell’uomo una coscienza favorevole alla Vita.

Perché ho scritto questo libro?

Mi vengono poste spesso domande alle quali devo rispondere in modo diretto e specifico rinunciando a dare rilievo a origini e destinazioni di ciò che sto descrivendo.
In questo libro mi sono divertito a svelare “solo” quei legami sottili e trascurati che rappresentano il filo senza il quale la specificità decade, perde il suo senso.

ANTEPRIMA NON EDITATA

PREFAZIONE

Prima ancora di stendersi sul foglio, la scrittura è un atto creativo che prevede la trasformazione di contenuti di pensiero in rappresentazioni simboliche che risultino chiare e possibilmente gradevoli per se stessi e per gli altri. Ho sempre amato la scrittura ma non sono un professionista di quest’arte; tuttavia, spinto dal desiderio di condividere una serie di principi e riflessioni sul senso della vita e, in particolare, delle relazioni interumane e tra uomo e animale, mi sono cimentato,  non senza fatica e attraverso un intenso esercizio di revisione, nel produrre questo libro.

Faccio appello al buon cuore dei lettori affinché possano riconoscere il valore delle mie proposte al di là della maldestra capacità di esporle.

Sono estremamente grato agli Autori che, con i loro scritti, hanno contribuito alla mia formazione personale e professionale: dalla loro lettura ho acquisito molte verità e ho appreso che qualunque visione, che riguardi il modo di intendere la realtà intera piuttosto che la natura del cane, è determinata, tra le altre cose, dalle coordinate di spazio e tempo. Così, ogni aspetto dell’esistenza può essere percepito e inteso in maniera differente a seconda del punto di osservazione (spazio) e del momento in cui viene considerato (tempo).

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Saper variare il punto di osservazione e/o il momento, spesso può rappresentare l’ “alternativa” e stabilire la differenza tra il rimanere intrappolati nelle spire di un problema e lo scorgere la soluzione. Abituarsi a cambiare il punto di osservazione, che è alla base della creatività, ci consente di cogliere elementi nuovi che non avevamo ancora esaminato; imparare a sintonizzarci sull’unico tempo reale, che è quello presente, ci permette di sganciarci dai rimorsi del passato e dalle aspettative verso il futuro per godere appieno di una nuova dimensione temporale dove anche le esperienze più consuete si riveleranno incredibilmente inedite.

Anche la visione che ha dato origine a questo libro ha una cornice spazio-temporale.

Scrivo dalla primavera del 2020.

La stragrande maggioranza dell’umanità ha guardato questa primavera dalla finestra della propria abitazione, da cui si sarà potuta allontanare solo per “comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità”.

Mi trovo in un bosco dell’Appennino fra la Lombardia e il Piemonte.

Mentre scrivo, il mio cane Sat cerca contatto con me e spinge la sua schiena contro il mio ginocchio, poi, restandovi aderente, si sdraia.

Sua sorella Seva, distante da noi di qualche metro, osserva il pascolo delle pecore e di Itaca, la mia bellissima asina, e resta attenta che rimangano in una zona di sicurezza entro la quale possano essere velocemente raccolte e riportate a me in caso di necessità.

L’aria mi pare la più pulita che abbia mai respirato e profuma di fiori.

Il cielo è “blu dipinto di blu” e su questo sfondo risaltano, meravigliosamente, il verde brillante di piccole foglie nuove sugli alberi e il bianco di milioni di fiori di ciliegio selvatico.

Odo solamente l’ininterrotto canto degli uccelli e il ronzio delle api; di tanto in tanto, il verso dei caprioli in amore che si cercano.

Altrove, fuori dalla portata dei miei occhi, ben distante dalle atmosfere che si producono nella mia mente, domina la pandemia.

Il mondo discute l’emergenza sanitaria attraverso i termini della politica e dell’economia.

Anche io seguo questi dibattiti, ma devo confessare di averne perso il filo: non mi intendo di politica nè, tanto meno, di economia.

Svolgo da ventitrè anni la libera professione di educatore cinofilo.

Cercare l’intesa con il cane è un po’ come mettere a punto la formula, verbale o scritta, adatta per condividere un messaggio.

Il dialogo avviene da due differenti punti di osservazione: prima che abbia inizio, è buona norma che gli interlocutori si scambino reciprocamente le loro coordinate.

La metafora del cane, che mi ha accompagnato e sostenuto in tutti questi anni, si é dimostrata un validissimo strumento didattico per la divulgazione di principi di pedagogia, psicologia e sociologia che mi sono cari e la cui conoscenza rappresenta, davvero, la chiave di accesso alla relazione con il cane e alla comprensione del suo senso.

Il mio amico Albino sceglie riferimenti tratti dal mondo del calcio e dalla storia per dare senso e prospettiva agli avvenimenti; altre persone attingono ad ulteriori campi, a seconda di gusti e preferenze, per veicolare i loro significati. Io trovo, nelle molteplici dinamiche rivelate dalla millenaria relazione fra l’uomo e il cane, quel che mi ispira, mi soddisfa e mi occorre per offrire,  a me stesso e ai miei amici e clienti, un percorso di educazione che sappia, al contempo, risolvere difficoltà contingenti e appagare aneliti emotivi e spirituali.

Così come è in uso in questo periodo ho cominciato ad offrire online, tramite Social Network, quotidiane lezioni di conoscenza ed educazione del cane, cosicché ognuno possa trarne vantaggio pur restando a casa propria.

Dopo oltre quaranta giorni di isolamento sociale, ritenendo di aver raccolto materiale sufficiente fra quello prodotto nello scorso decennio e quello creato negli ultimi giorni, ho voluto provare a legare insieme le parti e a dar loro una forma.

Una forma che, spero, sia in grado di veicolare un senso…

Il senso

del cane.

LE RADICI NEL SENSO

Che sia il senso a determinare il metodo!

Si fa, ormai frequentemente, un uso delle parole che tende ad allontanarle dal loro reale significato. Così, poco a poco, il linguaggio si svuota del suo senso originario e fatica sempre più a veicolare tutti i contenuti della realtà. Formule verbali impoverite influiscono negativamente anche sulle comunicazioni interpersonali, provocando distanze sociali, incomprensioni, dubbi, paure.

Una selezione adeguata di vocaboli, favorisce lo sviluppo delle idee guida che sono un’indispensabile predisposizione all’azione. L’etologia ci descrive una società “lupina” caratterizzata da un capo branco dominante e da gregari sottomessi, ma questi termini e le immagini a cui rimandano non sono le più indicate per illustrare la relazione con il nostro cane.

È possibile che si crei competizione fra i membri di un branco di animali così come tra individui di una comunità umana. È un’evenienza naturale che può essere causata da motivi legati alla riproduzione o al desiderio di affermare la propria posizione all’interno del gruppo; in ogni caso ciò avviene tra “pari” che desiderano confrontare forza o talenti.

Considerando che un cane adulto è paragonabile ad un bambino di età compresa fra i tre e i cinque anni, non è pensabile reputarlo un nostro “pari” e, di conseguenza, ingaggiare con lui dinamiche di contesa: proprio come un bambino, il cane ha bisogno di una persona che lo indirizzi, che rappresenti un modello di comportamento coerente e, infine, che lo protegga dai pericoli ambientali e da quelli legati a inesperienza e immaturità.

Dal momento che la comparazione fra cani e bambini ha spesso scandalizzato alcuni miei interlocutori, mi affretto a puntualizzare una differenza essenziale. Nei bambini, di qualunque fascia di età li si voglia considerare, è in atto un processo di trasformazione evolutiva che li renderà adulti; nel cane ciò non avviene, in quanto egli manterrà la sua condizione di immaturità e dipendenza per tutto il corso della vita. Quindi, se è vero che la frase “il cane è come un bambino” è certamente imperfetta, il raffronto mi torna utile per due motivi: 1. estinguere dal rapporto tra cane e padrone qualunque traccia di competizione, perchè è ancora troppo radicato lo stereotipo secondo cui “il cane deve capire chi comanda”; 2. definire il vero ruolo dell’essere umano verso questo animale, per cui il cane non deve capire chi comanda ma di chi si può fidare e può eleggere a propria guida.

In un percorso di educazione cinofila è dunque fondamentale, per colui che voglia ottenere un buon legame con il proprio cane, eliminare ogni idea di competizione per sostituirla con un concetto di leadership basato sulla piena assunzione di responsabilità nei confronti dell’animale. L’ostentazione di atteggiamenti di dominanza da parte del proprietario fa si che il cane non riesca a sviluppare fiducia nei suoi confronti e diventi un soggetto insicuro e poco responsivo alle richieste esterne.

Dobbiamo imparare a conoscere le modalità di percezione e comunicazione del cane per poter dialogare con lui in modo efficace, ma in nessun caso sarà necessario vestire i panni di un lupo che combatte per il riconoscimento della sua egemonia. Migliaia di anni di convivenza ed evoluzione, fianco a fianco, hanno fatto sì che la relazione fra uomo e cane abbia acquisito un proprio senso e una sua precipua etologia.

A questo punto spero di essere riuscito ad avvicinare il lettore alle vere radici del senso del cane, che non devono essere ricercate, magari lasciandosi fuorviare da luoghi comuni, in ambiti differenti da quelli che lo contraddistinguono come un essere vivente dotato di specifiche peculiarità. Spero altresì di aver introdotto con chiarezza un altro concetto che ritengo colonna portante della mia proposta educativa: la necessità di essere pienamente responsabile del proprio animale e di rappresentare per lui una sorta di modello.

Dalla tradizione popolare (“Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”, “Tale cane tale padrone”), da studi psico-pedagogici di differenti culture e scuole di pensiero, così come anche dalle esperienze di tutti noi, ci perviene un identico insegnamento: le frequentazioni e la condivisione di spazio e tempo sono condizioni che hanno una forte influenza formativa e trasformatrice della personalità  di un individuo.

Così, l’educazione (sia dei nostri figli che dei nostri cani) non potrà prescindere dal seguente principio: “la mente prende la forma di ciò su cui poggia l’attenzione”.

Ho scelto di tenere in gran conto questo precetto, sulla cui base, come già accennato, si fondano la visione e il metodo di educazione che propongo.

Per lo svolgimento del ruolo di educatore mi avvalgo di numerose conoscenze acquisite nel corso della mia vita che non riguardano esclusivamente l’ambito cinofilo ma anche quello più prettamente umano; tra tutte, la scienza psicologica dell’India antica riveste un ruolo di particolare importanza.

Questa tradizione, che vanta una millenaria e fruttuosa esperienza nel campo dello studio della mente e che sta riscuotendo sempre maggior successo anche nel dominio del moderno pensiero occidentale, accende un faro sul valore della relazioni (“il successo della vita è determinato dal successo delle relazioni”) e sulla stretta connessione esistente tra la felicità/realizzazione di un individuo e il suo impegno verso quelle altrui.

Durante la mia carriera sono stato testimone di meravigliose trasformazioni e di incredibili successi come anche di situazioni di stallo e brucianti fallimenti.

I traguardi più rilevanti sono stati raggiunti dalle persone che, con coraggio e umilità, si sono fatte carico delle proprie responsabilità e che, dopo aver cercato e riconosciuto se stesse nelle difficoltà di interazione con il cane, hanno saputo modificare alcuni elementi della loro personalità e del loro comportamento, per ristabilire equilibrio e armonia.

Altri hanno trovato ostico questo percorso e insostenibile il peso di una tale responsabilità.

Lo stesso cammino che propongo ai miei clienti, lo compio quotidiamente in prima persona in compagnia di cinque border collie: Hari, Radhe, Sat, Seva e Bracken. Loro, come i cani che li hanno preceduti, mi conoscono intimamente e sanno quando sono forte, determinato, pieno di entusiasmo o, al contrario, triste, debole, spaventato. Certamente mi chiedono e hanno bisogno della “miglior versione di me”, ma sanno perdonarmi quando non lo sono. Insieme a loro scrivo queste pagine, ricevo i clienti, svolgo le lezioni di educazione cinofila, ricerco e condivido il senso del mio lavoro.

Quanto devo a questi amici e quanto li amo è un argomento che, a volte, credo ingenuamente si possa evincere anche solo dalla didattica che ho elaborato e dalle definizioni attraverso le quali ho imparato ad esprimerla. Ma non è così. Mi sforzerò allora di descrivere le esperienze che hanno ispirato il mio metodo in modo da facilitare la sua comprensione e consentire una più immediata applicabilità  degli insegnamenti.

2021-03-26

Aggiornamento

Ricordo, che durante una lezione dagli interessantissimi contenuti, la mia attenzione stava scemando e venne risvegliata dalla musicalità di queste parole: "Il fare un libro è meno che niente, se il libro fatto non rifà la gente." Giuseppe Giusti Abbiamo raggiunto il traguardo delle 200 copie e il libro si è meritato la tanto agognata pubblicazione. Ogni traguardo successivo ne agevolerà notorietà e divulgazione. Il mio più sincero auspicio è che questo testo possa, davvero, dimostrarsi un utile strumento, che sappia suggerire o ispirare riflessioni utili ad attuare cambiamenti migliorativi della relazione con il proprio cane e nel conferire a questa corretto valore e senso. Grazie a tutti per l'aiuto e per l'interesse che in tanti state dimostrando.
2021-03-19

Evento

Canale YouTube "Truffle for dummies" Venerdì 19 marzo alle ore 21 sul canale youtube "Truffle for dummies" avrò l'occasione di approfondire alcuni argomenti riguardo la relazione con il cane e presentare il mio libro "Il senso del cane". Nel corso della serata a grande richiesta faremo anche un focus sul border collie. Sarò disponibile a rispondere alle vostre domande in diretta. Ecco il link per partecipare: https://www.youtube.com/channel/UCV7vZWvmQ1sfgKoZ2ojBhKw

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Alessandro Coppola
Alessandro Coppola, educatore cinofilo nato a Milano nel 1976.
Nel 1996 adotta Baki al canile municipale di Milano,
Le difficoltà che incontra nel reintegrare la personalità di quel folle cane si dimostrano stimolanti ed irrinunciabili opportunità di crescita.
Nel 1997 frequenta un corso di formazione per educatori cinofili.
Nel 1998, insieme ad Artù, cucciolo di bordercollie, approccia il mondo dello sheepdog.
Nel 2009 fonda Casa Vaikuntha dove tuttora risiede e svolge la sua attività di educazione cani e addestramento cani da pastore.
Nel 2012, il Centro Studi Bhaktivedanta rilascia ad Alessandro il Master in Psicologia Indovedica,
Dal 2013 offre conferenze pubbliche sulla relazione fra uomo e cane.
L'abbondante materiale didattico prodotto negli ultimi 12 anni è reperibile sul suo sito casavaikuntha.com e sul canale Youtube Casa Vaikuntha psicologia ed etologia del cane.
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