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Quando il grande spirito parlò

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Aruk e Akim vivono in una piccola tribù indiana alle pendici delle Grandi Montagne. Fra le prime battute di caccia e i sogni a occhi aperti sul futuro, l’adolescenza dei due fratelli trascorre felice nella serenità del villaggio. Ma una minaccia oscura sta per abbattersi sul loro popolo: un demone che porterà con sé morte e distruzione, e che da settimane infesta i sogni dei due ragazzi.
Solo l’aiuto degli spiriti potrà salvarli, guidandoli attraverso un percorso pieno di pericoli, alla ricerca della salvezza della loro tribù e alla scoperta di se stessi.

FRATELLI

La regione si presentava come un immenso pa-scolo. Solo le dolci colline ne interrompevano la monotonia, dando al paesaggio l’aspetto di un mare verde appena increspato dalle onde. Le foreste si trovavano un po’ più a nord e proseguivano, senza interruzioni, fino ai piedi delle montagne. Queste formavano un’imponente catena, le cui vette erano talmente alte da sbucare spesso, bianche di neve, al di sopra delle nuvole.

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I pascoli erano solcati da numerosi fiumiciattoli che a tratti s’ingrossavano a formare laghi piccoli e grandi, e grazie a questa profusione d’acqua l’erba cresceva abbondante, verde e rigogliosa. Nella stagione secca, quando il sole era talmente caldo da riuscire a prosciugare la maggior parte dei corsi d’acqua riducendoli a paludosi rigagnoli, i pascoli si coloravano di uno splendido oro. In inverno, poi, uno spesso strato di neve ricopriva tutto come una candida coperta e donando una pace ovattata, a voler sottolineare il meritato riposo della natura. Al limitare della foresta, sulle sponde di uno dei fiumi che scendevano impetuosi dalle montagne per solcare il mare verde della pianura, viveva una popolazione di indiani, le cui origini si erano fuse alla leggenda. Molto tempo prima, tutte le tribù al di là dei grandi laghi si erano radunate per pregare il grande spirito, affinché potesse rivelargli il segreto per mantenere pace e abbondanza nei raccolti. La richiesta era stata così insistente che il grande spirito, per poter rispondere, era volato in cielo. Da sopra le nubi aveva visto tutto: il presente, con le tribù legate da solidi patti di fratellanza; il passato, con le guerre combattute e le lotte per la sopravvivenza; il futuro, con le sue ombre e le sue incognite. Poi era sceso di nuovo tra i villaggi e aveva ordinato al guerriero più forte e coraggioso di tutti, Achak, di scegliere dieci famiglie con le quali partire per raggiungere una terra lontana, così da formare una nuova tribù. Durante il viaggio sarebbero stati guidati e protetti dallo spirito dell’orso. E così Achak per giorni e giorni aveva condotto gli indiani attraverso terre sconosciute fino a quando il grande spirito era apparso loro per dichiarare concluso il viaggio e per annunciare la nascita di un nuovo popolo: gli Odawa. La tribù contava circa duecento individui. Vivevano in piccole abitazioni dalla particolare forma a cupola, costruite piegando ad arco pali di legno che venivano poi rivestiti con strisce di corteccia, pelli di animali e stuoie sapientemente intrecciate, lasciando un’apertura sul tetto per far fuoriuscire il fumo del focolare che ardeva notte e giorno al centro della capanna. Il pavimento di terra veniva ricoperto d’erba, sulla quale venivano distesi tappeti di lana dai colori sgargianti. Erano case calde e confortevoli anche negli inverni più rigidi e nevosi. I tratti somatici degli Odawa erano molto aggraziati: avevano occhi allungati dal taglio acuto e profondo, la corporatura era alta e muscolosa, il portamento fiero. I capelli, scuri e lisci, erano lasciati sciolti oppure raccolti in lunghe trecce arricchite con vistosi ornamenti: perline colorate o piume di uccello. Si vestivano confezionando abiti di pelle di cervo e di bisonte, che potevano essere semplici e comodi oppure elaborati e decorati con inserti di pelliccia. Durante le cerimonie sacre sfoggiavano collane, bracciali e amuleti che costruivano lavorando e colorando il legno, le ossa di animali e le pietre del fiume. Gli Odawa vivevano a stretto contatto con la natura, perché sapevano di essere semplici figli della madre terra e di dover ringraziare il loro fratello fiume per tutte le cose che avevano.Una vita non facile la loro, ma tutto sommato piacevole, e questo perché avevano imparato il segreto della felicità: gioivano delle cose semplici. Prendevano dalla natura solo il necessario e si aiutavano a vicenda.Nel villaggio, tutti quanti – dai più piccoli ai più anziani – avevano dei compiti da svolgere. Le donne, oltre a preparare il cibo, accudivano i bambini più piccoli e gli orti, filavano e tingevano la lana, vera e propria arte che veniva tramandata da madre in figlia e che dava vita a tappeti e coperte multiforme e multicolore. A loro spettava anche il compito di creare tutto il vasellame lavorando la creta. Gli anziani del villaggio insegnavano ai ragazzi le arti e i mestieri e tramandavano con i loro racconti la conoscenza, la cultura e le tradizioni. Gli uomini cacciavano, difendevano il villaggio, costruivano e riparavano le capanne. Aruk aveva solo tre anni e il suo compito era quello di starsene buono buono al villaggio senza combinare guai, ascoltare le storie degli anziani e, ogni tanto, aiutare la madre a preparare da mangiare o a raccogliere le verdure nei campi. Ma quel giorno, il vecchio al quale di solito veniva affidato, dandogli in mano una vecchia canna da pesca senza amo, gli aveva detto: «Oggi andiamo a pescare, e non torneremo fino a quando non avrai preso almeno cinque pesci». Aruk era certo piccolo, ma non sciocco. Forse non conosceva l’importanza delle esche, nella pesca, ma l’amo? Era chiaro che fosse solo una scusa per tenerlo lontano dal villaggio. Sapeva che sua madre, Dristi, stava per dare alla luce un altro bimbo, e forse quel momento era finalmente arrivato. Ma la faccia cupa che il padre aveva al mattino e le espressioni preoccupate delle donne che erano arrivate a casa per aiutare, insieme alla maschera di grande sofferenza della madre, facevano presagire qualcosa di brutto e pericoloso. Era abbastanza ovvio che tutti lo volessero lontano dal villaggio perché avevano paura che capitasse qualcosa di spiacevole a sua madre o al bambino. Aruk allora aveva preso la vecchia canna da pesca ed era andato, accompagnato dal vecchio, dove il fiume si allargava un po’ a formare una grossa pozza e, pur sapendo che senza amo non avrebbe mai preso un pesce, si era messo a pescare.

2021-03-09

WWWITALIA

Recensione e intervista all'autrice della giornalista Maria Paola Battista http://www.wwwitalia.eu/web/recensione-di-quando-il-grande-spirito-parlo-di-simona-livio-intervista-allautrice/
06 giugno 2019

Aggiornamento

Recensione di Crescere di Marika, in arte la labraiamatta90 sul suo blog.
Scoprite cosa ne pensa.
18 marzo 2019

Evento

18 marzo ore 15, Biblioteca Ispra
L'autrice Simona Livio incontrerà in biblioteca il gruppo di lettura di Ispra per parlare del suo ultimo libro Crescere e del crowdfunding nell'editoria.
11 marzo 2019

Aggiornamento

A partire dalle ore 20.00 l'autrice Simona Livio sarà in diretta nella trasmissione I DU MATT su Radio Lupo Solitario (https://www.radiolupo.it/) per parlare del suo nuovo libro Crescere.

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Non vedo l’ora di poter leggere il libro di Simona . Ho la fortuna di conoscerla di persona ed è una persona davvero speciale ! Ho letto La trama e già mi coinvolge moltissimo.
    In bocca al lupo splendida donna 🥰

  2. (proprietario verificato)

    Aspetto con ansia di poter leggere un libro che sono sicura sarà ricco di sentimenti e di valori

  3. (proprietario verificato)

    Una bella storia, riga dopo riga, pagina dopo pagina, vien voglia di vedere cosa succede, come vanno a finire le avventure dei due fratelli e di tutta la tribù …mi è piaciuto
    Solo una cosa sul finale, mi sembra un pochino troncato, come se mancasse un pezzo,
    ma ragionandoci forse è solamente perché si vorrebbe sapere come prosegue la loro vita

  4. (proprietario verificato)

    Che dire…..leggere di quei valori che ci sono stati insegnati e che al giorno d’oggi sono sottovalutati ,mi riempie il cuore di gioia ….in bocca al lupo ……non vedo l’ora di leggerlo 😘😘😘

  5. (proprietario verificato)

    Che dire….Non vedo l’ora di gustarmelo tutto…parola per parola!

  6. (proprietario verificato)

    Non vedo l’ora di poter leggere questo libro che sarà sicuramente coinvolgente!

  7. (proprietario verificato)

    L anteprima mi piace molto.Non vedo l ora che arrivi il libro.Complimenti Simona!

  8. (proprietario verificato)

    Non vedo l’ora di leggere Questo libro!
    Crescere….emblema della vita, narrata da quale migliore interprete, se non da una persona Vera come Simona!.

  9. (proprietario verificato)

    Grande Simo!!! Curiosa ed emozionata per te, sono certa che sarà stupendo ❤️

  10. (proprietario verificato)

    Simona è una persona speciale, che ho incontrato in un momento speciale della vita, è una bella sorpresa sapere che è una scrittrice e che crea dei bellissimi racconti con il cuore!

  11. (proprietario verificato)

    Sono molto felice per Simona, per questo sogno che si avvera e per tutti gli altri che verranno.

  12. (proprietario verificato)

    Bella la possibilità di leggere l’anteprima non editata, brava Simona per il testo! L’idea che ognuno debba coltivare il proprio talento è un ottimo insegnamento, quindi spero che il libro venga letto da tante persone!!!Forzaaaa

  13. (proprietario verificato)

    Ho incontrato questo libro quando era ancora neonato, ora sta crescendo forte come una quercia!brava Simona, te lo meriti!!

  14. (proprietario verificato)

    Ciao Simo bellissimo riassunto della tua vita fino ad oggi! Leggeremo con entusiasmo questo tua nuova creatura!

  15. (proprietario verificato)

    non vedo l’ora di leggerlo tutto, è una storia che fa riflettere molto e da cui di può imparare per, appunto, CRESCERE ❤️

  16. (proprietario verificato)

    Ciao Simona, sono contenta di leggere il tuo racconto . grazie di avermi resa partecipe

  17. Super complimenti Simona,
    Hai una grande anima e sono sicura che tutti lo sentiranno leggendo il tuo libro 🙂

  18. (proprietario verificato)

    Grande la mia Simo io l’ho sempre detto che eri bravissima a scrivere e questa è la conferma

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Simona Livio
SIMONA LIVIO è nata nel 1974 in provincia di Varese dove si è diplomata e dove tuttora vive insieme alla sua famiglia.
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