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Tiker Will: il folletto dei sogni

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Consegna prevista Marzo 2021
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Nel mondo dei sogni si vivono le avventure più entusiasmanti!
Questo perché ognuno di noi ha un folletto dei sogni che lo conosce nel profondo, sa cosa gli piace e cosa desidera, sarà quindi in grado di fargli vivere la più grande delle avventure.
Il mio folletto si chiama Tiker Will e questa è la nostra storia.
Una storia di amicizia e coraggio, all’interno di un mondo in cui galli giganti con una zampa sola, miniere di nani e forti emozioni la fanno da padrone.
Ci saranno difficoltà da affrontare e paure da superare, alcune facili, altre più impegnative.
Esatto, perché oltre al sogno, c’è anche l’incubo.
Nel mio mondo dei sogni l’incubo ha una personalità vera è propria, si chiama Acmong ed è in grado di concretizzare le mie peggiori paure.
Gli incubi si nutrono della magia dei folletti per riuscire a far sprofondare i bambini in una spirale di paura e disperazione.
I bambini, però, sono più coraggiosi di quanto si creda, ma io sarò abbastanza coraggioso da sconfiggere Acmong?

Perché ho scritto questo libro?

La storia nasce da un pensiero fisso che invade la mia mente quando non riesco a dormire: come si fa ad addormentarsi?
Questo pensiero, unito alla passione per le fiabe e i romanzi di formazione, ha dato vita a Tiker Will: il folletto dei sogni.
Volevo raccontare una storia fantastica, piena di colore e avventura, che però aiutasse il lettore a crescere, a evolversi.
Motivo per cui, nel romanzo, ci sono svariate citazioni a opere che hanno contribuito alla mia crescita personale.

ANTEPRIMA NON EDITATA

QUEL MAGICO MOMENTO

Ci sono notti in cui non riesco a prendere sonno. Resto lì, nel letto, a fissare il soffitto e a pensare. Penso alla mia giornata e ai sogni che farò. Con cosa farò colazione e a quello che farò l’indomani. Quando però non riesco più a pensare a nulla, la mente trova spazio per una sola domanda: come ci si addormenta?
Ed ecco che il traguardo del sonno è sempre più lontano. Credo proprio che nessuno possa riuscire a spiegare l’attimo stesso in cui il sonno prende il sopravvento.
Certo, c’è il momento in cui gli occhi vengono chiusi e il sonno prevale, ma se doveste chiedere a qualcuno di raccontarvi l’esatto momento in cui si addormenta, non saprebbe rispondervi. Tuttavia è proprio in quel preciso momento che accadono le cose più meravigliose e avvengono le avventure più grandi.
Inoltre, è in questo preciso momento che Babbo Natale e la Fatina dei Denti entrano in scena. Molti bambini la notte della vigilia di Natale, o quando cade loro il primo dentino, cercano di rimanere svegli per riuscire a vedere queste due meraviglie. I più furbi, invece, architettano qualche trappola o stratagemma che faccia rumore, come ad esempio un cuscino pernacchioso in fondo al camino o del pepe sotto al cuscino per far starnutire la fatina. Pensano così di riuscire a sopraffarli mentre dormono, poiché il rumore farebbe da sveglia. Non sanno però che il momento in cui ci si addormenta è magico. Succede qualcosa di innaturale e inspiegabile: si abbandona la realtà.
Non si è più nel reale, i rumori non possono essere uditi e per quel secondo non si può essere svegliati, ed è proprio allora che Babbo Natale mette i regali sotto l’albero e la Fatina sostituisce il dentino col soldino.
Lo so che può deludere, ma non riuscirete mai a sopraffare Babbo Natale o la Fatina, neanche se foste i più furbi del mondo.

Continua a leggere

Ora, però, torniamo a quell’attimo magico in cui si abbandona la realtà, perché vi farà piacere sapere che i sogni che fate sono in realtà veri. Ebbene sì, accadono proprio in quell’attimo e, al mattino, quando vi svegliate, pensate siano stati solo frutto della vostra immaginazione. Eppure, nel profondo del vostro cuore, sapete che tutto quello che è accaduto sembrava reale.
Se fate un brutto sogno vi svegliate tremando e se fate un bel sogno vi svegliate allegri, ma anche un po’ angosciati, perché ciò che avete sognato non è successo veramente.
Sbagliato!
Tutto quello che avete visto è davvero successo, ma voi non lo sapevate, almeno fino ad oggi. Quando sognate di cadere sentite realmente la sensazione del vuoto e se state per sfracellarvi al suolo vi svegliate immediatamente. In realtà in quel momento state tornando alla realtà, il sogno è però stato brutto e burrascoso, di conseguenza il rientro sarà tale. Inoltre la cosa più sconvolgente è che il momento in cui vi svegliate non avviene subito dopo la caduta, ma il tempo che avete passato nel non-reale si manifesta velocissimamente nella vostra testa.
Vi sarà capitato senz’altro di svegliarvi una o due ore dopo esservi addormentati a causa di un sogno. Questo succede perché la vostra avventura nel non-reale è durata quel lasso di tempo, e nel momento stesso in cui siete tornati al reale quel tempo è trascorso estremamente veloce nella vostra mente in modo da farvi sembrare di esservi svegliati immediatamente. La realtà è che vi siete svegliati ben una o due ore dopo la fine del sogno. Nel reale il momento in cui ci si sta per addormentare dura un attimo, ma nel non reale può durare anche tutta la notte. Voi siete lì in quel momento e, quando vi svegliate, in realtà siete semplicemente tornati al reale e la notte scorre in maniera enormemente veloce nelle vostre menti. Per questo pensate che i sogni siano finti, perché tornando dal non-reale al reale i ricordi sbiadiscono. Ora, come è giusto che sia, vi starete chiedendo come mai ogni notte i sogni cambiano o come mai, a volte, fate il medesimo sogno. Tutto dipende dal vostro folletto dei sogni.
Ogni bambino ne ha uno e ognuno agisce in maniera differente. Potrei stare qui a farvi uno spiegone di quello che succede quando si incontra il proprio folletto, ma vi annoiereste, ed io con voi.
Ho quindi deciso di raccontarvi la mia esperienza personale, o meglio, la mia avventura insieme a Tiker Will.

FRA LE NUVOLE

Tiker Will è il mio folletto dei sogni e ricordo perfettamente la notte in cui l’ho conosciuto.
Era una fredda sera di Dicembre, la bianca neve ricopriva le strade e io non riuscivo a prendere sonno. Pensavo appunto a come sarebbe stato bello scoprire come ci si addormenta.
Finalmente il sonno ebbe il sopravvento e d’un tratto ero fuori dal mio corpo.
<< Ma che cosa sta succedendo?>> esclamai ad alta voce, talmente forte che i miei genitori si sarebbero dovuti svegliare senz’altro, pensai, ma questo non accadde.
Mi stavo sollevando dal suolo, fluttuavo all’interno della mia stanza e salivo sempre più in alto, fin quasi al soffitto.
“Di questo passo finirò per sbatterci contro!” esclamai, ma anche questo non accadde.
Come per magia passai attraverso il soffitto e, subito dopo, saettai attraverso le tegole del tetto, fino a giungere sopra la mia casa.
“Non può essere vero!” cercavo di convincermi che fosse solo un sogno, ma non lo era affatto. Salivo sempre più in alto, ormai ero circondato da bianche nuvole e fiocchi di neve che scendevano verso il suolo. Riuscivo a vedere tutto il panorama e le case diventavano sempre più piccole.
“Guarda la casa della nonna! Sembra minuscola da quassù” urlai a gran voce.
Non saprei spiegarvi come, ma il timore mi aveva completamente abbandonato. Ero perso nella magia di ciò che mi stava accadendo, perché sarebbe da sciocchi non ammettere che quel che stava succedendo fosse magico.
Sollevai il capo verso l’alto per vedere fin dove stessi volando e quale sarebbe stata la mia destinazione. Dinnanzi ai miei occhi si palesò uno spettacolo stupefacente. Un immenso nuvolone rosa sovrastava il cielo, sembrava morbido e spumoso, quasi come se fosse fatto di panna.
“Come sarebbe bello adagiarsi su un così morbido cuscino.” desiderai estasiato.
Desiderio esaudito. Appena terminai la frase, la mia testa si posò sull’immensa nuvola passandoci attraverso, seguita dal resto del corpo. Era davvero la cosa più morbida che avessi mai toccato. Era come, come… No, sarebbe inutile spiegarvelo, non esiste nulla di simile al mondo e quindi non capireste.
Trapassai completamente quella morbidissima nuvola e mi ritrovai in un mondo fatto interamente di nuvole. Mi guardai intorno stupito: non avevo mai assistito ad uno spettacolo come quello. Nuvole rosa, rosse, gialle, verdi, blu e di qualsiasi altro colore erano tutte intorno a me.
“Questo posto è fantastico!” urlai a gran voce.
Esultai e saltai di gioia. Appena iniziai a saltare mi resi conto che le nuvole divennero elastiche. Estasiata da quella scoperta alzai la gamba, la buttai giù e feci un salto ancora più in su!
Iniziai a rimbalzare come una molla qua e là, andando a sbattere contro le nuvole.
Saltai sempre più in alto, finché non fui interrotto da una voce che rimbombava fra le nuvole.
“Oh oh oh! Eccoti qui mio piccolo amico!” disse la voce.
Cercai di fermarmi immediatamente, ma l’andamento dei rimbalzi fece sì che ci impiegai qualche secondo. Mi guardai in giro, ma non vidi nessuno.
“Chi ha parlato?” domandai allora, sperando che qualcuno si facesse vedere.
“Chiudi gli occhi e sarò lì in un battibaleno!” rispose la voce.
Chiusi gli occhi per un secondo e quando gli riaprii lui era lì, proprio davanti a me, in piedi e sorridente.
Una strana creaturina, alta pressapoco come me. Aveva la pelle color verde, un lungo naso tondeggiante e sulla testa un grosso ciuffo di capelli rossi. Portava solo un paio di pantaloncini gialli a pois viola e un paio di grosse scarpe arancioni.
“Piacere di conoscerti amico mio, il mio nome è Tiker Will e sono il tuo folletto dei sogni!” disse la creatura.
“Il mio cosa?”
“Il tuo folletto dei sogni!”
“E che sarebbe?”

“Come che sarebbe? Sono colui che ti farà divertire quassù, nel mondo dei sogni!”
“Il mondo dei sogni?”
“Esatto, il mondo dei sogni!”
“E che sarebbe?”
“Uffa, quante domande fai, ho sempre trovato noiosi gli spiegoni, vieni che ti faccio vedere.”
Detto ciò fece un salto parecchio alto, schioccò le dita e immediatamente fra le sue mani comparve un grosso pennello.
“Allora, dimmi che ti va di fare e io lo disegnerò con questo pennello!” esclamò fiero.
“Come che mi va di fare?”
“Avrai pur voglia di far qualcosa!”
“Certo, ma in che senso?”
“Non cominciare di nuovo con le domande sai! Dimmi cosa avresti sempre voluto fare, ma per qualche motivo non hai mai potuto, dai libero sfogo alla tua fantasia!”
“Ma a me piacciono un sacco di cose!”
“Ci sarà una cosa che hai sempre in testa e che vuoi fare ogni momento della giornata!”
“Ma io voglio solo divertirmi, ogni momento della giornata!”
Miei cari lettori, per quanto voi abbiate potuto viaggiare in lungo e in largo e vedere ogni varietà di cose e persone, vi giuro che non avete mai visto nulla come il sorriso che apparve sulla bocca di Tiker in quel momento.
“Mio caro amico, non potevi dire cosa più entusiasmate!” disse.
Il pennello iniziò a vorticare in una serie di colori e scintille.
“Che stai facendo?” chiesi felice, mentre osservavo tutti quei colori prendere vita intorno a me.
“Fidati di me, sono il tuo folletto dei sogni, so esattamente cosa ti piace!” rispose lui.
Non aveva mai smesso di far roteare il pennello. Sembrava danzasse, e più la danza continuava, più i colori aumentavano. Erano sempre più vivaci e splendenti. Brillavano di una strana luce incantata, che rendeva il tutto ancora più magico.
Mi ritrovai circondato da quello splendore, era la cosa più incredibile che mi fosse mai successa. Tiker rideva, rideva come non avevo mai sentito ridere nessuno. Era colmo di gioia e di felicità e più i colori crescevano, più la sua risata si faceva intensa.
Tutto d’un tratto i colori si fecero estremamente densi e iniziarono a mischiarsi fra loro. Le nuvole erano ormai sparite e sia io che Tiker vagavamo all’interno di quell’enorme mondo colorato.
I colori danzavano, si amalgamavano e cominciavano pian piano a creare delle forme. Ed eccolo lì, d’improvviso apparve un albero, rosa e rigoglioso. Poi un altro, viola e ricco di frutti gialli. Via via che il tempo passava gli alberi aumentavano e iniziò anche a scorrere un ruscello dai mille colori. Scrosciava lento e tranquillo e ogni colore brillava a suo modo rendendo unico lo scorrere dell’acqua.
Si formò dell’erba rossa, ma non era secca o morta, era di un rosso acceso e squillante. Più l’erba aumentava più notavo che non era solo rossa, qua e là era anche verde e gialla. Colori estremamente brillanti, non avevo mai visto, in tutta la mia vita, dei colori così vivaci e accesi. Quando il prato fu formato, iniziarono ad uscire dei fiori. Alcuni non avevano petali, ma ali di farfalla. Altri avevano degli enormi petali rosa. Era incredibile notare le loro diverse dimensioni. Ce ne erano alcuni piccoli come una briciola di pane ed altri grandi come una casa.
Ormai i colori erano diventati una vera e propria foresta incantata.
Rimasi a bocca aperta nel vedere che veniva coperta da un cielo giallo con sfumature arancioni, e la cosa ancor più incredibile era che non si riusciva a capire se fosse giorno o notte.
La mia confusione aumentò quando vidi comparire delle stelle splendenti nel cielo. Non mi feci alcun problema, rimasi solo meravigliato da quella bellezza magica e irreale che mi scaldava il cuore.
Restai a fissare il cielo per qualche secondo a bocca aperta, senza proferir parola, finché la voce di Tiker mi riportò a quella che in quel contesto si poteva definire realtà.
“Allora, ti piace vero?” mi domandò allegro. Se ne stava lì in piedi davanti a me, mentre con uno schiocco delle dita fece sparire il pennello.
Ero troppo meravigliato per dire qualsiasi cosa, così mi limitati ad annuire. Ero commosso.
Tiker scoppiò a ridere.
“Ah ah ah! Che c’è amico mio? Non hai nulla da dire?” mi chiese.
“Tiker, è bellissimo!” risposi senza fiato. Sempre sorridendo Tiker saltellò vicino a me e mi mise un braccio intorno alle spalle.
“Eri così preso dalla foresta che non ti sei accorto di quel foglietto di carta ai tuoi piedi.” mi disse.
“Quale foglietto?”
“Sei sordo? Quello che sta lì in terra!”
Abbassai lo sguardo e notai che il folletto aveva ragione. Per terra, vicino ai miei piedi scalzi c’era un biglietto di carta piegato in due. Lo presi, lo aprii e lo lessi ad alta voce.
“Salve mio piccolo amico, sono il grande nano Kolin! Tempo fa ho lasciato un tesoro nei pressi della miniera dei nani, se lo troverai sarà tuo!”
“Mi sembra interessante!” esclamò Tiker.
Io mi girai con un ghigno di simpatia stampato in volto.
“Oooh, ti sembra interessante?” domandai sarcastico.
“Si, perché? Qualcosa che non va?”
“Beh, hai creato tu tutto questo e di conseguenza anche il biglietto!”
“Ah!” disse.
La sua espressione era un misto di incredulità e fierezza.
“Tu credi questo?”
“No, io non lo credo. Io ti ho visto spennellare di qua e di là come un matto e creare questo bellissimo mondo!”
“Si, ma non mi hai visto creare né il biglietto, né nani o cose simili!”
“Questo è vero, ma tu sei il mio folletto dei sogni, sai ciò che mi piace e hai creato tutto questo per farmi divertire.”
Tiker sorrise.
“Esatto” disse.
“Quindi sai anche dove si trova il tesoro no?”
“Forse sì, forse no!”
“Cos’è, fai il misterioso?”
“Beh, amico mio, mettiamo il caso che tutto ciò che tu stia dicendo sia la verità e io sappia esattamente dove si trovi il tesoro, vorresti davvero saperne l’ubicazione?”
Tiker restò a fissarmi per qualche secondo con un sorriso da furbetto stampato sul volto. Io lo fissai a mia volta nei suo grandi occhioni, non potevo essere più soddisfatto di ciò che disse.
“Certo che no! Che divertimento ci sarebbe!” gridai a gran voce.
Tiker fece un gran salto mortale per la gioia, atterrò coi piedi per terra e spalancò le braccia al cielo.
“Ben detto amico mio!” esclamò con voce ricca di entusiasmo. “All’avventura!”

24 luglio 2020

Aggiornamento

Siamo arrivati all'80%, grazie mille! Ora si entra nel rush finale! "Tiker Will: il folletto dei sogni" è un romanzo a cui tengo molto! È basato sui sogni, essendo io un grande sognatore sia da sveglio, sia nel sonno. Questo romanzo è un piccolo grande sogno e, come diceva il grande Walt Disney: "Se puoi sognarlo, puoi farlo".
09 giugno 2020

Aggiornamento

Siamo arrivati al 50% dei pre-ordini!
GRAZIE MILLE a chiunque mi abbia supportato e deciderà di supportarmi!
Tiker Will: il folletto dei sogni è un libro che ho scritto col cuore, come se io stesso raccontassi una storia ai bambini o, se siete adulti, è un po' come se insieme ci ricordassimo la nostra infanzia e i nostri sogni!
"Tutti i grandi sono stati bambini una volta (Ma pochi di essi se ne ricordano)” [Antoine de Saint-Exupéry]
05 giugno 2020

Aggiornamento

I ragazzi di THE NERD’S FAMILY mi hanno dato l’opportunità di parlare del mio romanzo in una loro intervista!
La trovate a questo LINK:
https://thenerdsfamily.com/2020/06/05/tiker-will-il-folletto-dei-sogni/

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    È un libro che vi farà ridere, vi emozionerà e vi farà tornare bambini.
    La storia di un’amicizia bellissima e un’avventura che ognuno di noi vorrebbe sognare almeno una volta. Lo consiglio a tutti

  2. (proprietario verificato)

    Ottimo romanzo di formazione fiabesco, fortemente consigliato!

    Tiker Will: il folletto dei sogni.
    Come dice il titolo stesso, questo romanzo è ambientato nel mondo dei sogni: un mondo magico e colorato, in cui tutto può accadere. Un mondo dei sogni, però, reso reale dall’introduzione dettagliata dell’autore, che lo presenta come una realtà parallela in cui veniamo trasportati un attimo prima di addormentarci: una spiegazione che di scientifico non ha nulla, ma che appare verosimile agli occhi di un bambino, o di un adulto a cui piace sognare, rendendo quest’esperienza ancora più entusiasmante.
    Iniziato come un’avventura al solo scopo di divertire il protagonista, questo sogno si rivelerà invece un ottimo esercizio di riflessione e crescita personale. Spinto attraverso numerose prove, affrontate dapprima con l’aiuto di Tiker Will o di altre creature, il giovane protagonista si troverà a dover affrontare la prova più grande: fronteggiare da solo le proprie paure, impersonificate da Acmong, l’incubo.
    Le riflessioni del protagonista sono pensieri che ciascuno di noi ha affrontato almeno una volta nella vita, e il fatto che egli non venga mai chiamato per nome né descritto, al di là dell’abbigliamento, permette al lettore di immedesimarsi ancora di più nel racconto.
    La narrativa incalzante, i colori accesi e il linguaggio semplice rendono il libro adatto ai più piccini, non dandogli tempo di annoiarsi durante lettura, mentre le riflessioni psicologiche, i richiami a film, libri e storie che hanno caratterizzato l’infanzia e l’adolescenza di noi nati negli anni ‘80/’90, e l’assenza di banalità nella trama rendono questo romanzo una piacevole lettura anche per i più grandi che hanno voglia di tornare alla leggerezza di quand’erano ragazzi: insomma, un libro per tutta la famiglia!

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Giorgio Brambilla
Brambilla Giorgio nasce il 12 Ottobre 1993. Cresce a Bellusco, un paese in provincia di Monza e Brianza.
Nel 2007 inizia a frequentare il Liceo Artistico Statale di Monza, diplomandosi nel 2012.
La sua passione per la creazione di storie, unita a quella del disegno, lo portano a iscriversi a un'accademia del fumetto.
Sempre nel 2012 inizia gli studi presso l'accademia ACME Milano, laureandosi in Fumetto, dipartimento Pittura (2016).
Sin da bambino era insito in lui l'amore per la creazione di storie e avventure.
La passione per le storie per bambini e ragazzi prende però il sopravvento grazie alla tesi di laurea, incentrata sulle fiabe e come queste si fossero evolute negli anni, partendo dai racconti popolari, fino ad arrivare addirittura ad avere spazio all'interno dei videogiochi.
Anche se in realtà, ciò che fece scoccare la scintilla fu la lettura dei romanzi di Peter Pan.
Giorgio Brambilla on FacebookGiorgio Brambilla on Instagram
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