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Un'aquila a New York - Una storia vera della shoah

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Consegna prevista Ottobre 2020
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Tutto si svolge nell’arco di una giornata di Judy, che abita a NY. Oggi dopo la scuola, sarà la nonna a portarla al parco, insieme a una amichetta. Lì le aspetta una sorpresa: con un lungo cannocchiale potranno vedere il nido di un’aquila, proprio in cima a un alto edificio. Ma c’è tanta gente in fila, e nell’attesa Judy chiede alla nonna di raccontarle la sua storia preferita. Da qui parte la narrazione della famiglia ebrea Ascher, che viveva vicino Varsavia: le buone ricette della mamma, i bei giorni di festa, e la storia di due sorelle, Hanna e Marian, che si vogliono molto bene. Entrambe si sposano ma, mentre Marian ha tre figli, Hanna cade in depressione perché non riesce ad averne. Sarà così che quando Marian rimane nuovamente incinta, promette alla sorella che, se nascerà una bambina, si chiamerà Sara e gliela affiderà. Intanto Hitler avanza e Hanna, con il marito, decide di trasferirsi in America, mentre Marian prende una decisione che cambierà la vita della piccola Sara.

Illustrazioni di Brunella Fontani

Perché ho scritto questo libro?

Quando ho ascoltato la storia di Sara, dalla sua protagonista, ho pensato di farne un libro. Volevo scrivere una storia sulla shoah che fosse positiva, tenera e, se possibile, leggera. Ho inserito la storia di un’aquila, che davvero ho visto su Central Park, per farne un parallelo. Credo che sia importante raccontare anche pagine brutte della nostra storia. Con una favola, si possono raccontare anche le cose brutte, entrando dalla finestra, per arrivare alla porta del cuore dei lettori.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Il mio nome è Judy. E’ un’abbreviazione per Judith, un nome più antico che si usava tra la mia gente. Vivo in una grande città, che si affaccia sull’Oceano. In realtà, dove abito io, è un’isola, ma te ne accorgi solo se prendi un battello, quello della circle line, e ci fai un giro intorno. Allora vedi che in cima, ma proprio in cima, è divisa dalla terra da uno stretto tratto di acqua, che poi sarebbe un fiume, l’Hudson, che si getta nel mare.

Dal mare sono venuti tanti, ad abitare qui. Traversavano l’Oceano, venivano dall’Europa su delle grandi navi, per fuggire dalla miseria o dalle persecuzioni della guerra. E la prima cosa che  vedevano, venendo dal mare, era una grande statua, la statua della Libertà. Li salutava, con la sua fiaccola sempre accesa, come un grande faro, e sembrava dir loro: “ecco, non è un miraggio, qui sarete al sicuro”.

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Dalla mia casa si vede uno spicchio di mare, se sali sul tetto. Io non abito in un grattacielo, ce ne sono tanti nella mia città, ma in una casa molto vecchia, fatta tutta di mattoni, rossi. Un ricco mercante la fece costruire per sé e per la propria famiglia più di duecento anni fa. Oggi ci abitiamo: io e i miei genitori al piano di sopra; sotto ci stanno i nonni. Io vado spesso a giocare da loro. Mi piace ascoltare il nonno quando suona il violino, o mia nonna quando mi racconta le sue storie. E, quando mamma non può, è la nonna che mi accompagna al parco.

Il mio preferito si trova proprio al centro della città, in mezzo a grattacieli ed alti palazzi, ed è pieno di alberi, di prati, e ci vivono protetti tanti animali, soprattutto scoiattoli. Ce ne sono talmente tanti, che devi stare attento, quando fai merenda. Loro sono così veloci ed affamati, che te la ruberebbero! Ci sono anche un grande lago ed alcuni laghetti, su cui ci puoi andare con una piccola barca, ed uno zoo con le foche e gli orsi. E poi campi per giocare a baseball, e piste per pattinare. D’inverno fa molto freddo, un vento gelido viene dal mare e si infila in ogni strada e viale, dove la neve cade giù fitta. Nel parco rimane per mesi. In quel periodo noi bambini stiamo in casa al caldo. Ma poi viene la primavera, gli alberi si riempiono di fiori, e gli animali ritornano nei loro nidi. E noi ritorniamo a giocare nel parco!

Oggi è una di queste giornate, c’è il sole, sono tornata da scuola, e mamma mi chiede:
“Che ne dici di andare al parco?”

“Certo. Viene anche Niki?”

Niki è mia cugina, abita vicino a noi, ed ha quasi la mia età, che sarebbe quasi sette anni. Ma mamma non fa in tempo a rispondermi che… squilla il telefono. Un impegno imprevisto. Forse salta la passeggiata.

“Purtroppo non posso accompagnarvi. Sentiamo se può portarvi la nonna.”

Grande! Con la nonna ci si diverte di più. Lei mica fa tante storie se ci rotoliamo nell’erba, o ci sporchiamo un po’ a giocare… e poi ci offre sempre un hot dog.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Anna Genni Miliotti
Alterna la sua attività di esperta di problematiche dell’infanzia e adolescenza, con quella di scrittrice. Già consulente dell’Istituto degli Innocenti di Firenze e del MIUR, formatrice, docente in master universitari, ha pubblicato molti libri tra i quali per Franco Angeli Abbiamo adottato un bambino, Adolescenti e adottati, Le fiabe per… parlare di intercultultura”. Tra i libri di narrativa: Mattia e il suo gatto, Giunti; Quello che non so di me, Fabbri; Mamma di pancia e mamma di cuore, Editoriale Scienza. Ha partecipato a numerose trasmissioni televisive come protagonista (“Famiglia Gantile” in Romanzo familiare” di TV2000, Anna Genni Miliotti in “Guerrieri” su La7) E’ responsabile del sito www.adozioneinternazionale.net, e di www.annagennimiliotti.it. Ha vinto numerosi premi letterari, svolge laboratori di scrittura nelle scuole primarie su temi sociali (vd a L’Aquila e Norcia).
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