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Chicchi di more

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Consegna prevista Ottobre 2026

Caterina è una donna affermata, equilibrata. Apparentemente ha tutto, ma dentro si sente scardinata dalle mancanze del presente che cerca di colmare rifugiandosi nella sua infanzia. Una donna-bambina che vive in bilico tra un sogno mai realizzato, la maternità, e il suo incessante desiderio di amare, vissuto spesso nel tormento interiore e inteso come fonte di gioia canalizzata non in modo univoco, ma universale. Sogna e vive. Vive e non riesce a smettere di sognare. Ciò che la rende così speciale è il suo lato più fragile, che non l’arresta, che la trasforma in donna risoluta. Nel cuore ha radicato un pianto antico. Un pianto che non conosce tregua di fronte a una realtà che le porterà via tutto.

Perché ho scritto questo libro?

E’ nato nel momento in cui una mia cara amica mi consigliò di parlare di me, in qualche modo. Lo buttai giù qualche anno fa e l’ho ritrovato, quasi per caso, in una vecchia pennetta usb. Ho deciso di portarlo a termine per testimoniare, soprattutto a me stessa, la mia forza interiore in un periodo tormentato della mia vita, sentita sempre in bilico fra il restare o scappare. Questo libro, spero, mi faccia restare nel posto in cui ho scelto di stare.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Quella ragazza gli fece uno strano effetto. Forse per i suoi occhi furbetti, oppure per quel sorrisino intrigante o semplicemente perché era bellissima e lui si sentì immediatamente attratto da lei.

«Allora che aspettiamo? Venga»

Caterina si alzò incredula e varcò la porta che lui aveva gentilmente aperto.

La loro prima chiacchierata si svolse su un prato, nel parco di fronte al tribunale. Gregory si sentiva impacciato, ma non lo mostrava. Caterina parlò per tutto il tempo. Raccontò del suo sogno di diventare avvocato. Del suo trasferimento in Francia all’età di quattordici anni. Si vantò delle sue origini italiane, del cibo, della moda, dell’arte. Tuttavia, sottolineò sempre con garbo il suo amore per Parigi. Gregory l’ascoltava in silenzio. Sembrava ipnotizzato da quella fanciulla che presto scoprì più giovane di lui. Non gli fece paura la differenza d’età, ma ciò che lo spaventò maledettamente furono le emozioni e la chimica che sentì con Caterina.

Erano trascorsi già due anni dalla loro separazione, ma Gregory era sempre nel suo cuore. Provava dentro un affetto incondizionato per quell’uomo fantastico, che l’aveva accompagnata per quasi dieci anni della sua vita. Esatto accompagnata. Pur essendo stati sposati felicemente, col passare del tempo il rapporto più che appiattito si era lentamente annullato. Dapprima entrambi non riuscivano proprio a vederlo, non erano capaci di constatare la concretezza di questa realtà opprimente, quasi soffocante. Ma un giorno, di fronte a quello che spesso è il desiderio maggiore di un uomo e una donna, si trovarono a combattere con una bestia più grande di loro: l’impossibilità di avere un figlio. Sembrava che avessero preso il problema con una certa filosofia, con una maturità disarmante, con anche una consapevolezza spaventosa. Ma sapevano bene che non sarebbe durata a lungo, la maschera col tempo si scioglie e cade a terra, lasciando solo la sua amara impronta. Continuavano a vivere in uno stato di illusoria superficialità. Gregory, ammirato procuratore, ogni giorno si alzava felice, si preparava calmo e baciava l’amata Caterina. Si recava a lavoro, che per lui era tutto ciò che più contava.

BOZZA 2

Il disagio.

È un’evidente condizione di insofferenza verso il mondo. Il disagio crea lentamente corrosione, porta a uno stato di indifferenza devastante. Calcola tempi e modi per evitare ed evitarsi. Nel frattempo, logora anche il più solido dei rapporti. Il disagio non è solo materiale, è soprattutto un fattore interiore, che, moltiplicato alla serena quotidianità, genera e trasforma. Genera insoddisfazione, automatismo, vuoto. Trasforma tutto ciò che fino a ieri era bello, in insopportabile peso. Le domande da grandi diventano piccole e ridicole. I gesti, le parole, derivano non più da una volontà di confrontarsi, di costruire, ma sono spinte dal desiderio di distruggere, di calpestare, di liberarsi di quelle catene che stringono, fanno male. Il disagio vissuto a tutti i livelli è imbarazzante, colpevole. È il risultato ovvio del non coraggio, che è diverso dalla viltà. Non si fugge dal disagio, ma si può affrontarlo, superarlo. Causa rossore, torpore, sudore. In una coppia, invece, è figlio dei silenzi. Visi privi di emozioni, di tatto, di naturale calore. In una coppia non sentirsi a proprio agio è come far finta d’amare.

BOZZA 3

Entrata come suo solito nel padiglione, si fermò all’ingresso con la sua valigetta. Ne estrasse lo strumento. Lo appoggiò sulla clavicola, posizionandolo bene sotto la mascella. Nessuno si accorse di queste sue manovre. Intanto i bimbi giocavano sui propri letti e i medici e gli infermieri lavoravano sodo.

Lei prese l’archetto e iniziò a suonare. Le note dell’Intermezzo di Mascagni cominciarono a effondersi lente nell’ambiente, catturando l’attenzione di grandi e piccini. Fu un momento magico. Accorsero in fretta anche i frati e i ragazzi della scuola. Caterina accarezzava le corde con una maestria unica, mentre intorno tutto fu fermo. Le voci si spensero. I visi si distesero. Ognuno ascoltava quella musica. Chi chiudeva gli occhi, chi li sgranava sorpreso. Volevano afferrarla, perché sembrava un fluire intoccabile, irraggiungibile. Eppure, abbracciò ogni cosa, ogni persona, stringendola a sé. Caterina in quell’istante stava regalando al mondo una gioia incomprensibile, ma bellissima, che attraversò le anime, cospargendole di una sensazione eterna. I cuori si espansero, le menti si liberarono, gli occhi divennero lucidi, le carni inutili. Tutto sembrò fuori dalla realtà. Quella musica li stava trasportando altrove, in un luogo sano, meraviglioso, fatto di cioccolata, di alberi verdi, fiori rigogliosi, fiumi freschi da bere. Era un luogo pieno d’amore, dove si respirava solo pace e calma. Si respirava.

Caterina continuò a suonare. Poi arrivò il finale. E fu silenzio. Scese il violino, tenendolo tra le mani. Le scappò un sorriso. Poi si guardò intorno, ma nessuno si muoveva o osava fiatare. L’assalì un forte imbarazzo. Forse aveva esagerato, pensava. Guardava Rudy che aveva la bocca spalancata.

BOZZA 4

Dicono che la vita va avanti. Ma come? In che modo? Quando tutto il tuo mondo crolla e ti ritrovi a terra. Dicono di rialzarti, che sarai più forte. È vero. Eppure, quell’assenza rimane così presente da lacerarti ogni giorno di più. Conoscerai una sofferenza mai sentita prima, la odierai. Disprezzerai la vita e te stesso. Ti sentirai morto dentro al punto che nemmeno le urla verso il cielo basteranno al tuo sfogo. Vorrai fuggire da quel dolore, nasconderti dalla vita. Stringerai i pugni e digrignerai i denti, fino a farli sanguinare. La perdita ti aliena, ti sconfigge, ti danzerà dolce addosso, ferendoti violentemente. Nessun tempo sarà capace di abbatterla. Tuttavia, sarà proprio quella perdita a riempirti di nuove speranze, di altre emozioni, di vere paure. Ti riempirà di una vita differente, costrettamente cambiata, perché è nell’incontrare il dolore che si trova il giusto senso nel mondo. “Non si augura mai a nessuno, eppure è necessario provarlo almeno una volta nella vita! Quello che fa davvero male.” le diceva sempre Mario, che le mancava inesorabilmente.

Adesso Caterina avvertiva solo il bisogno di ricostruire la sua vita, scaricare la disperazione che aveva provato di fronte alla perdita di Rudy e all’abbandono di Paolo. Si era concentrata sulle sue forze per superare quel ricordo, quell’ennesima tortura vissuta in prima persona.

Doveva riuscire a continuare a lottare. Non poteva arrestarsi.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Rosanna Evangelista
Di origine molisana, ho studiato presso l'Università di Perugia dove ho conseguito la Laurea in Lettere Moderne e, successivamente, presso l'Università di Cassino dove mi sono specializzata in Filologia Moderna. Dopo gli studi, sono tornata in Molise, dove ho iniziato a intraprendere i primi passi per l'insegnamento, cominciando il lungo percorso del precariato. Nel frattempo, mi sono dedicata alla stesura del mio primo romanzo, La Scelta, sogni e paure di una donna, con cui sono arrivata semifinalista al premio La Giara della Rai, pubblicato nel 2017 dalla casa editrice Kimerik. Trasferitami a Roma nello stesso anno per motivi di lavoro, il medesimo editore ha pubblicato anche il mio secondo romanzo, Nino. Entrambi i libri sono stati ospiti anche del Salone internazionale di Torino. Dal 2021, sono fissa a Napoli dove insegno Lettere alle scuole superiori.
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