Quando si verifica un’enorme vincita, è assai raro che si venga a conoscere l’identità del vincitore ed ancora meno che cosa ne faccia di simili somme l’aggiudicatario della vincita. Quello che è dato leggere, di solito sono articoli come il seguente, del 2006:
Queste, salvo casi sporadici, sono le uniche informazioni disponibili relative ad una grande vincita. Alla lettura di notizie di questo genere, il commento emotivo più frequente, indirizzato al vincitore, intona questa litania: “Beato lui! Quello sì che ha risolto i suoi problemi!”. Ma sarà così che poi vanno le cose? Avrà veramente davanti a sé la strada spianata chi fa una grossa vincita? Se provassimo ad immaginare, entrando nei particolari, cosa faremmo noi o cosa farebbe un nostro amico al posto del vincitore, ci accorgeremmo che sono molte le complicazioni e la strada è molto più difficile di quanto possa sembrare a prima vista. Proviamo a calarci per un momento nei panni dell’aggiudicatario di 61milioni di euro: per cominciare la somma va incassata, e già qui c’è chi inizia a perdersi; poi quel denaro verrà voglia di spenderlo, cosa che attirerà tante attenzioni indesiderate, oppure, volendo spendere e spandere, si sarà costretti a trasferirsi dove non si è conosciuti, con tutto ciò che questo comporta in termini di rinunce ad affetti, luoghi, amicizie.
Oltre ai racconti di pura invenzione, ci sono alcune notizie vere relative alle rare occasioni nelle quali sia stato possibile identificare il fortunato o la fortunata vincitrice; riguardo alle notizie tratte dalla stampa, naturalmente si tratta di somme di importo ogni volta diverso.
1. Sogni di gloria
Goffredo Lotardo la sua spettacolare vincita pari a 61milioni di euro più spicci inizia a consumarla a piene mani già prima di averla incassata. Appena verificato che i numeri del suo bel sistema, costato una robusta cifra ogni settimana, corrispondono esattamente a quelli estratti, si reca subito alla sua banca e, giunto davanti al direttore, senza perdersi in preamboli, gli consegna l’originale del tagliando vincente, facendosi rilasciare una dichiarazione con la quale si attesta che Goffredo Lotardo è il titolare della somma che sarà incassata. Viene firmata una delega per l’incasso e, di fronte ad una richiesta di un’immediata messa a disposizione a mo’ di anticipo di due milioni di euro per le prime urgenti indilazionabili spesucce, la banca ottiene l’impegno da parte del vincitore a garantire che la somma verrà depositata in banca e tutti i movimenti bancari futuri restino esclusiva dell’istituto di credito. Goffredo sottoscrive spedito una serie di documenti che non legge nemmeno, si fa dare tutto ciò che gli permetta di effettuare i pagamenti e, lasciata la banca, tra le tante cose che potrebbe ora fare, decide di dirigersi verso il salone del parrucchiere. In tasca ha contanti pari a 30.000 euro e due carte bancomat; per le carte di credito (tre) dovrà attendere qualche settimana. E’ tempo di mettere la testa a posto. E dove se non da Ferruccio, il suo parrucchiere di fiducia. Mentre questi armeggia sulla chioma per fargli delle meches, Goffredo pensa agli acquisti che farà appena sistemato il capello. E’ deciso a seguire un certo ordine; dopo l’acconciatura, sarà la volta dei vestiti: intimo, camicie, magliette, pantaloni, giacche, giubbetti e completi, qualche cravatta, soprabiti e tutto ciò che, balzandogli agli occhi, gli piacerà al momento. Poi passerà all’acquisto di almeno una ventina di orologi, i più belli, i più costosi. Ah, finalmente! Rimanendo nel reparto ori e gioielli, comprerà delle belle collane d’oro massiccio, alcune con la croce, altre senza, da mettere con la camicia sbottonata. Infine, per quanto riguarda questa prima urgente sistemazione dell’abbigliamento, concluderà con una pingue infornata di calzature. Salutato Ferruccio, si accinge ad eseguire la scaletta degli acquisti, ma un improvviso pensiero lo blocca: dove porto o dove faccio portare tutta questa mercanzia di lusso che sto per comprare? Goffredo vive da alcuni anni in un piccolo appartamento che condivide con un amico: da lunedì a venerdì, e spesso anche il sabato, lavora come elettricista per una piccola ditta che allestisce impianti. Dopo aver frequentato l’Istituto Tecnico Industriale in una cittadina della Brianza, poco distante dal paese di campagna dove è nato e all’epoca ha vissuto, e dopo aver assolto l’obbligo militare, si è trasferito a Milano, dove ha subito trovato lavoro. Ora ha 26 anni, una mezza fidanzata, 61milioni di euro e l’urgente necessità di trovare immediatamente un’abitazione adeguata al suo nuovo status di uomo ricco. Modificando, per cause di forza maggiore, la scaletta degli acquisti, introduce al primo punto la ricerca di un’agenzia immobiliare esclusiva, in grado di soddisfare in brevissimo tempo il suo bisogno di un tetto dorato. Alla prima agenzia che riesce a trovare, iniziano con il proporgli vari attici, palazzotti, appartamenti lussuosi, ville, manieri, ma nulla sembra convincerlo del tutto. Esaminando le varie proposte, comincia anche a rendersi conto dei problemi che comporta abitare una dimora di un certo tono in termini di gestione, personale, pulizie e manutenzione dei giardini. Ma quale giardino, qui è di parco che parliamo! Precisa quindi meglio la propria richiesta specificando che ha bisogno di una bella casa prestigiosa, se possibile già dotata di personale e di chi lo gestisca, perché lui non ha voglia né tempo di impicciarsi di simili questioni. Con l’aria di dire ‘adesso ti sistemo io!’, l’addetta tira fuori un nuovo fascicolo dicendo subito che si tratta di una villa padronale destinata a persone molto facoltose. La dimora, abitata fino a poche settimane prima da un conte, ora è sul mercato, perché il nobiluomo è venuto a mancare di recente. Gli eredi, nella attesa di espletare una complessa e controversa pratica di successione, sono disposti ad affittare la proprietà comprensiva di governante, cuoca, cameriera, tuttofare, stalliere e giardiniere, per un importo mensile pari a 100.000 euro, stipendi esclusi. La dimora, situata a una quarantina di chilometri dalla città, è un grande edificio d’epoca, simile ad una fortezza più che ad un castello. Qua e là, infatti, si ergono delle torrette e c’è un possente muro che cinta l’edificio principale, le dependances ed un parco di due ettari. Goffredo non si sofferma a calcolare quanto il tutto gli costerà in un anno, perché altre sono le sue priorità. Egli considera che accettando la proposta, potrà risolvere subito una lunga serie di problemi: spazio a disposizione per vestiti, feste, ospiti e auto; personale per organizzare party, lavare la biancheria, cucinare e servire in tavola; e infine ottima impressione sulle categorie di persone che d’ora in poi ha intenzione di frequentare. Non chiede nemmeno di andare a visitare il luogo, dicendo che gli basta vedere qualche foto e sapere che dista una trentina di chilometri dalla città. Nel giro di pochi minuti l’affare è concluso con l’accordo di una presa di possesso immediata. Al signor Lotardo sono chiesti sei mesi di anticipo della pigione e sono altresì presi accordi sulle istruzioni che l’agenzia fin da subito dovrà impartire alla servitù in merito al nuovo inquilino. Uscito dall’agenzia immobiliare, l’impaziente nuovo ricco riprende in mano la scaletta degli acquisti e fa una serie di visite in vari negozi, lasciando l’incarico di consegnare la merce all’indirizzo della nuova dimora. Si diverte un mondo a osservare la reazione delle commesse che assistono stupite e compiaciute al saccheggio da parte dell’illustre sconosciuto. Goffredo, lasciando i vari negozi, non manca di elargire mance esagerate, soprattutto alle commesse che gli vanno a genio. Esaurita questa prima serie di incombenze, resta un’altra questione importante e urgente da risolvere: l’acquisto di un’auto come si deve. Qui le idee sono già precise da tempo e non esistono dubbi di sorta: Lamborghini. Per una serie di motivi: perché nei sogni da ragazzo di Goffredo c’è sempre stata la Lamborghini, perché di Ferrari ce ne sono ormai troppe e perché con una macchina così si farà notare di più. Alla concessionaria riescono a fare in modo di ottenere il tagliando assicurativo in poco più di mezz’ora e Goffredo in breve è in grado di uscire impugnando il volante di una Lamborghini Gallardo, spinta da un motore capace di sviluppare 640 cavalli. Ora finalmente può togliersi un sassolino dalle scarpe: presentarsi davanti all’ufficio della ditta a bordo del rombante bolide nero, suonare il clacson, abbassare il finestrino e gettare ghignando verso la porta d’ingresso dell’ufficio della ditta di impianti elettrici la busta contenente la lettera delle proprie dimissioni, fare il gesto dell’ombrello, ripartire lasciando qualche metro di segno di sgommata. Le poche righe le ha già preparate, esattamente mezz’ora dopo essersi riavuto dalla scarica elettrica dell’avvenuta mega-vincita. Eseguita la consegna, si dirige rombando verso le colline per andare a saggiare le doti della belva, cercando di imparare a tenere a bada l’esuberante scuderia di cavalli del motore. Si lancia in un divertente percorso misto e, quando si ritiene abbastanza soddisfatto, decide che è venuto il momento di andare a prendere visione diretta della dimora che ha affittato poche ore prima. Dopo averla trovata, non senza qualche difficoltà, gli pare abbastanza corrispondente all’idea che si è fatto guardando le foto all’agenzia. Fa subito riunire tutto il personale, composto da sette persone, che si esibiscono in un profondo inchino. Goffredo, dopo essersi presentato, mette subito in chiaro che non è interessato a salamelecchi e inchini; ciò che gli preme è di essere liberato da ogni impiccio riguardante acquisti, manutenzioni, adempimenti burocratici e litigi della servitù. In casa lo vedranno, quando gli andrà di tornare a casa, il che significa che spesso, se gli garba, dormirà altrove. Fra i programmi c’è quello di iniziare a organizzare dei ricevimenti e delle feste e in queste occasioni sarà importante garantire un buon servizio. Ora che le prime incombenze urgenti sono finalmente terminate, ci sono tutte le giuste premesse per fare una cosa che occupa da tempo i sogni di Goffredo: riuscire ad entrare nel mondo dei calciatori e delle veline. Per raggiungere questo scopo comincia a frequentare gli allenamenti, i bar, i locali notturni e i ristoranti dove sono soliti muoversi i giocatori più gaudenti. Inizia a fare amicizia con alcuni di loro, offrendosi di pagare il conto e sfoderando delle mazzette di banconote impressionanti. Quando ritiene che i tempi siano maturi, decide di organizzare una festa a casa sua e di invitare un gran numero di calciatori. Li incoraggia a portare il più gran numero di amiche e donne possibile. La speranza di Goffredo è di riuscire in questo modo ad entrare nel giro delle veline, delle modelle, delle attrici e delle conduttrici televisive che rappresentano ai suoi occhi quanto di più desiderabile possa esistere. Per incoraggiarli ad accettare l’invito, mostra ai giocatori alcune foto della sua reggia dove avrà luogo la festa. La sera del party si presentano un centinaio di persone circa, molti dei quali perfetti sconosciuti infiltrati grazie al passaparola. C’è comunque un buon numero di famosi calciatori e diverse splendide ragazze, alcune delle quali già viste da Goffredo in televisione. I drink, lo champagne e la coca sono consumati in quantità industriale e non pochi fra gli invitati iniziano a ciondolare in evidente stato di ebbrezza o a muoversi eccitati. E’ previsto che ci si possa spostare liberamente anche all’esterno nel parco e un pazzo scatenato ad un certo punto, dopo essere andato nelle scuderie e averlo liberato, monta su uno splendido sauro e, cavalcandolo senza sella, si dirige al galoppo verso la piscina cercando di incitare il cavallo a saltare dentro l’acqua; la bestia si arresta pochi metri prima del bordo ed il cavaliere, privo di staffe e di redini, viene disarcionato e vola direttamente dentro la piscina, suscitando l’ilarità di tutti.
Goffredo ha modo di fare conoscenza con molte persone nuove e quando qualcuno azzarda chiedergli l’origine della sua ricchezza, prende l’abitudine di rispondere di possedere una società di manutenzione di piattaforme petrolifere, un settore che, pensa Goffredo, non dovrebbe stimolare ulteriori curiosità. Al termine della festa, si scopre che sono state rubate diverse preziose suppellettili e nel parco ci sono danneggiamenti vari, un po’ dappertutto. Non ne fa un dramma. Nel giro di breve tempo, nella reggia vengono organizzate altre due feste, molto simili alla prima, eccezione fatta per un maggiore controllo sugli intrusi. A Goffredo, in occasione del secondo party, è stata presentata una conduttrice televisiva che si occupa di un programma pomeridiano di una televisione nazionale. La donna, Sandra 32 anni, piace decisamente a Goffredo e da quel momento ogni suo pensiero è rivolto a lei e a come farla sua. Sandra, una donna alta, ben fatta, bionda, spiritosa e decisa, sembra non essere indifferente alle attenzioni del padrone di casa, ma non lascia trapelare chiari segnali di incoraggiamento. Le domande di Goffredo, miranti a sondare la situazione della sua vita privata, vengono eluse sapientemente con dei giri di parole. Ha accettato l’invito a partecipare all’ultima delle feste organizzate da Goffredo, ma anche in questa occasione non ci sono stati sviluppi significativi. Goffredo in quel mondo vuole, deve, può, contare di più. Quando Sandra gli rivela di essere in lizza per essere prescelta come attrice per un film e di essere preoccupata a causa della concorrenza per quel ruolo di due attrici professioniste, Goffredo intravede la strada da seguire. Si fa dire chi sono il regista e il produttore. Con queste informazioni riesce a rintracciare gli uffici della produzione e presentandosi come possibile finanziatore del film ottiene un appuntamento. Si presenta elegantissimo e, trovatosi faccia a faccia con il produttore, gli espone l’intenzione di diventare co-finanziatore del film a patto che la parte di attrice protagonista sia assegnata a Sandra. Il produttore, dopo un debole tentativo di sostenere che l’aspetto artistico non può sottostare al vile denaro, di fronte all’offerta di tre milioni di euro, mette da parte ogni questione di principio e accetta l’accordo. Viene anche stabilito che il produttore dirà solamente all’aspirante attrice che i suoi dubbi riguardo alla scelta dell’artista cui affidare la parte principale sono stati fugati da una persona molto influente e molto fiduciosa nelle capacità di Sandra. All’inevitabile richiesta di quest’ultima di saperne di più sul suo estimatore, il produttore dovrà essere molto evasivo. Un investimento così cospicuo, Goffredo intende gustarselo un poco alla volta. Nel frattempo la vincita è stata incassata dalla banca e non esistono più limiti di spesa. In una grande città è più facile eludere la caccia all’identità del vincitore e Goffredo, un po’ perché poco conosciuto, un po’ perché assistito dalla fortuna, riesce ad evitare pubblicità e seccature. Per dirla tutta, è anche ricorso a un espediente; ha dato incarico al suo compagno di appartamento di fare circolare la voce, attraverso mezze parole e allusioni, che Goffredo si sia dato al traffico di droga, al fine di crearsi un alibi in grado di giustificare l’auto costosa, il licenziamento e la sparizione dalla circolazione. Questa messa in scena gli fornisce anche l’appiglio mancante per scaricare la mezza fidanzata. Oltre alla manovra di accerchiamento di Sandra, c’è un altro traguardo che primeggia tra le mire del neo-ricco. Organizzare feste e vedere che non siano disdegnate anche da gente del mondo dello spettacolo e del calcio, a Goffredo dà soddisfazione, ma fra i suoi desideri c’è quello di fare parte delle liste esclusive di coloro che figurano invitati alle presentazioni delle squadre, che hanno diritto ad avere un posto d’onore in tribuna, che possono sedersi in prima fila alle sfilate di moda, che sono ammirati, riveriti e lasciano dietro di se scie di commenti e di interrogativi. Da lì potranno nascere ulteriori inviti a feste di quelle giuste, parties di quelli come si deve, festeggiamenti importanti, occasioni mondane, inaugurazioni selezionate. Se serve, Goffredo si sente pronto a fare degli investimenti o delle donazioni che lascino il segno; soldi ce n’è in abbondanza. Fra le varie possibilità che prende in considerazione c’è quella di diventare sponsor di una squadra di serie A. Ma a che titolo potrebbe farlo? Con quale marchio? Non certo quello di una società di piattaforme petrolifere inesistente. A titolo personale? Goffredo Lotardo figura tra i maggiori sponsors della tal squadra! No, anche questa ipotesi è da scartare. La residenza figura ancora presso l’appartamentino che divideva con un amico, quando lavorava come elettricista. A Fausto, che è il suo migliore amico, ha regalato una Porsche e siccome non è il caso di lasciare l’auto in strada di notte, gli ha comprato anche un garage. Un’Alfa sportiva l’ha regalata a suo fratello Egidio, mentre al babbo ha fatto recapitare una Mercedes berlina. Se c’è una cosa che non fa difetto a Goffredo, è la generosità. Anche prima di diventare ricco, era sempre pronto a prestare a qualche amico i cento o duecento euro e spesso si dimenticava anche di farseli restituire da coloro che spontaneamente non glieli ridavano. Un po’ perché era generoso, un po’ perché gli piacevano i vestiti alla moda, un po’ perché seguiva la squadra del cuore in trasferta, non gli riusciva mai di arrivare alla fine del mese con lo stipendio che riceveva. A furia di cacciare quattrini a destra e a manca, il signor Lotardo riesce a farsi un certo nome nei giri che gli stanno a cuore. Pur avvertendo una resistente sottile diffidenza nei propri confronti, dovuta alla sua apparizione improvvisa nel mondo che conta e provenendo da chissà dove, può comunque toccare con mano che i suoi soldi sono apprezzati e la sua magnanimità lodata. In tribuna d’onore spesso siede a pochi metri di distanza dai personaggi più conosciuti e potenti d’Italia e nell’ambiente cinematografico, la voce che possa essere lui colui che si è messo in luce per aver dato un robusto sostegno finanziario ad un film si diffonde in breve tempo e diventa oggetto di conversazione nei salotti frequentati dalla gente legata al mondo del cinema. Dal canto suo, Sandra inizia a guardare con occhio diverso il buon Goffredo e si decide ad accettare un invito a cena a due. Avendo saputo che un giocatore di calcio del Milan ha portato la sua fidanzata Martina a cena a Parigi con un aereo privato, non vuole essere da meno e, lasciando l’aspirante attrice senza parole, la carica su un velivolo privato e la porta a Parigi al ristorante La Tour d’Argent. Ha anche prenotato una stanza all’Hotel de Crillon che si affaccia su Place de la Concorde, lussuoso e costosissimo, ma glielo rivelerà solo se durante la cena vedrà che le cose procederanno in una certa direzione. Mentre a lume di candela cenano uno di fronte all’altra, Sandra vuole saperne di più riguardo alle voci riguardanti le intercessioni di Goffredo per il ruolo di prima attrice. Come risposta ottiene dei vaghi riferimenti alle sue sottovalutate doti di attrice che lui è stato in grado di fare valere nei luoghi giusti. Sandra chiede:
“Ma perché l’hai fatto?”
“Forse perché non volevo che, per ottenere a tutti i costi la parte,
finissi nel letto sbagliato”
“E chi ti dice che sarei stata disposta a fare anche questo?”
“Chi vuole restare puro e immacolato in questo mondo non va da nessuna parte”
“Le cose non stanno così?”
“Mi sto chiedendo cosa sono disposto a fare io per avere te!”
Sandra sorride divertita e lancia un’occhiata compiaciuta al suo mecenate.
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