In un futuro in cui la Terra è diventata asettica e quasi priva di profumi, l’umanità sopravvive sotto il controllo dei Rimpatriati mentre i Tetri, esseri che si nutrono di aromi, si avvicinano affamati al collasso finale. Solo Elliatro un villaggio fuori dal tempo, conserva ancora odori, memorie e rituali antichi.
Qui convergono, 7 personaggi legati da un destino comune. Ognuno di loro dovrà compiere un percorso rituale che porta alla scoperta di una qualità interiore e di un potere sottile utile nell’affrontare ciò che sta arrivando.
Perché ho scritto questo libro?
Questo libro nasce da una domanda: e se un giorno gli odori, i profumi sparissero dalla Terra?
Da questa ipotesi prende forma una storia, quella dei “Respiro dei Sette” che intreccia narrazione, percezione, memoria e simmetrie invisibili. Il romanzo esplora l’ascolto interiore, la responsabilità personale rispetto al conflitto individuale e a quello collettivo.
Accanto alla scrittura ho scelto di integrare altri livelli sensoriali: una traccia sonora che accompagna la lettura.
ANTEPRIMA NON EDITATA
PRELUDIO
Nessuno lo seppe con precisione, quando iniziò. Forse fu una vibrazione quasi impercettibile nell’aria, un tremito silenzioso che fece voltare gli animali nelle stalle e tacere di colpo le api negli alveari. Forse fu l’odore dell’alba che una mattina, apparve privo di quella scintilla segreta che rende un giorno diverso, da qualsiasi altro. Fu allora che l’antico respiro del mondo cominciò a incrinarsi. Non tutti lo sentirono. Solo sette esseri umani, sparsi in luoghi lontani e immersi nelle loro vite incomplete, lo avvertirono nel medesimo istante. Un minuscolo scarto, una pausa inspiegabile tra un battito e il successivo. Fu come se qualcosa nel profondo, avesse cambiato direzione. Primaluna smise di ascoltare il sogno che un suo paziente, finalmente, aveva deciso di raccontare. Carlotta, guardando il suo ennesimo disegno incompiuto, sentì che la linea che cercava da tempo, esisteva già da qualche parte. John sollevò una mano come per sfiorare un ricordo che faceva fatica a tornare. Aera vide passare nei suoi occhi biofotonici un’ombra che non aveva mai visto. Perì si fermò accanto alle sue geometrie vive che tremarono per un istante. La signora Liberagatti guardò verso le montagne. Elio rilevò, con il suo spettrografo, un suono tra le stelle. Apo inciampò su un sasso che era appena rotolato sul sentiero che stava percorrendo. Nessuno di loro poteva saperlo ma in quel preciso momento, i Tetri, popolo di silenzi e fame d’ombra, si erano mossi sotto la crosta della notte. Dopo secoli di attesa, avevano fiutato il primo indebolimento dell’aroma del mondo. Una lievissima fragilità. Una crepa. E.. Mentre quel giorno scivolava verso una luce insolitamente opaca, un’altra presenza si risvegliò nell’oscurità sospesa. Qualcosa di antico, una cupola eterea e incorporea, rimasta dormiente per ere e che ora pulsava già, in risposta ai frammenti di quelle forme che John avrebbe rotto di lì a poco. Il mondo senza accorgersene, stava riallineando le sue simmetrie invisibili. Da quel secondo in poi, ogni gesto, ogni respiro, ogni vibrazione avrebbe condotto i Sette verso lo stesso punto di rottura. Perché quando il respiro del mondo si indebolisce, non chiama mai una persona sola. Chiama chi è capace di ascoltarlo. Chiama i Sette. Anche Elliatro, dalle sue colline asimmetriche che si stavano sgretolando sul mare, li stava chiamando. Ognuno di loro, una volta giunto nel borgo, avrebbe dovuto attraversare il proprio rito : una camera interiore, un varco, un’ombra che chiede di essere nominata. Solo così avrebbero ottenuto le consapevolezze e i poteri sottili che li avrebbero resi capaci di affrontare ciò che stava arrivando. E i Tetri che avevano sentito la stessa frattura, cominciarono a credere che il loro tempo era tornato.
Commenti
Ancora non ci sono recensioni.