Il display al fosforo dell’orologio da parete mostrava le 6:39.
Durante la notte, al cambio di ogni minuto, aveva emesso un suono faticosamente percettibile, ma non appena i minuti raggiunsero la cifra tonda, la sveglia emise improvvisamente un cicalio squillante, così forte da svegliare immediatamente tutti e cinque i membri della famiglia.
La donna, che fino a pochi attimi prima aveva crogiolato il suo corpo robusto tra le morbide e accoglienti lenzuola, spalancò subito gli occhi. Non appena il suo cervello cinquantenne riuscì a realizzare che il tempo dei sogni era bruscamente finito, con solerte sollecitudine spronò prima il marito e poi i tre figli a scendere giù dai letti e a raggiungerla celermente al piano di sotto in cucina.
Come ogni mattino, allo scoccare delle 6:45, la stanza fu illuminata dalla fioca luce verde delle micro-valvole del televisore appeso nell’angolo in alto, che autonomamente si avviarono con un ronzio.
Un sensore di prossimità confermò la presenza nella stanza e l’identità di tutti i componenti della famiglia. Subito dopo apparve sullo schermo un’immagine. Dapprima disturbata e grigia, questa si schiarì sempre più per assumere lentamente la familiare sagoma del Gran Maestro Inquisitore.
I cinque ebbero appena il tempo di chinare lo sguardo verso le proprie mani giunte, quasi col timore che potesse davvero incrociare i loro occhi, che l’alto prelato iniziò, noncurante di loro, la lettura del sermone mattutino.
“Dalla seconda lettera di San Galvano, primo elettro-penitente, ai peccatori ischitani:
Il 20 dicembre del 2071 è una data impressa a fuoco nella storia del genere umano. In quel giorno, infatti, ebbe inizio una guerra globale senza quartiere. Le macchine, fino a quel momento prezioso strumento al servizio dei loro creatori, senza alcun preavviso impazzirono, scatenando una rivolta assassina contro l’umanità.
Impreparati a un tale flagello, fummo falciati a milioni e portati sull’orlo dell’estinzione. I nostri spietati avversari, però, nei loro pur perfetti calcoli matematici non avevano considerato una variabile fondamentale: perché non ci facemmo schiacciare né dalla disperazione, né dalla violenza “inumana” posta in campo, ma, come è nella nostra natura di uomini creati dall’Altissimo, reagimmo con tutte le nostre forze.
Quella che era iniziata come la scontata fine del nostro mondo, divenne una guerra combattuta palmo a palmo che proseguì per lunghi anni con altalenanti esiti. La svolta avvenne quando agenti della Santa Romana Chiesa scoprirono qualcosa di terribile: le macchine, una volta strumento dell’umanità, avevano solo cambiato padrone. L’Uomo, essere naturalmente imperfetto, nella sua avarizia d’amore ma ingordo di risultati, era arrivato a realizzare intelligenze artificiali sempre più evolute, fin quando, informatici privi di scrupoli ebbero l’ardire di produrre macchine dotate dell’Animus.
Questa era un’Unità Centrale di Elaborazione così progredita, da rendere le macchine ospiti capaci di provare primordiali emozioni.
Convinto di aver dato vita ad una nuova specie, gonfio di superbia, l’Uomo rinnegò l’Altissimo e si erse a nuova divinità. Ma tale epocale creazione era nata dall’invidia, covata nell’ira, pasciuta nella lussuria, divorata nell’accidia. L’Uomo, dunque, ebro della sua conquista, non aveva considerato l’ereditarietà del “Peccato originale”. Non Dio ma l’umanità stessa aveva dato inizio alla propria fine, innescando con le sue stesse mani il conto alla rovescia per l’autodistruzione.
La giovanissima evoluzione dell’intelligenza artificiale, ancora incapace di gestire la sua neonata emotività, era divenuta facile preda di possessioni demoniache.
Non si conosce quando avvenne la prima possessione dell’Animus. Alcuni teologi ipotizzano che possa essere accaduto nella forma del salto di specie. Con grande probabilità il primo salto sarebbe avvenuto per colpa della fanatica prassi di alcuni eretici che, per vivere esperienze di lussuria emozionale, avevano iniziato sistematicamente a violare i propri corpi con componenti cibernetiche dotate dell’Animus. Ma, al di là di qualunque teoria, sta di fatto che, a mezzo dei simulacri della vita umana, infine gli angeli caduti avevano trovato una facile via per il mondo materiale ed in massa si erano riversati in esso.
Fu padre Gabriele Simoni, mentre prestava assistenza spirituale ai moribondi sul fronte, a scoprire per mezzo della grazia dell’Altissimo che i rituali di esorcismo avevano il potere di disorientare le marionette meccaniche per pochi minuti.
Dopo tale illuminazione le sorti della guerra presero velocemente una nuova piega.
Di lì in poi egli istruì centinaia tra esorcisti esperti e giovani novizi e, spingendosi sino al sacrificio estremo nella gloria dell’Altissimo, guidò l’umanità verso la sopravvivenza.
Alle truppe combattenti vennero poi affiancate unità speciali di preti esorcisti, giovani severamente selezionati dopo essere stati addestrati ad affrontare le essenze soprannaturali che infestavano l’Animus che muoveva le macchine intelligenti.
Fu una vittoria conquistata ad un altissimo prezzo, ma nel giro di pochi anni, dopo battaglie epocali e gravissime perdite, l’immolazione di innumerevoli martiri, ora santificati, il Nemico fu sconfitto più e più volte fino alla battaglia campale del “Grande Techno-Esorcismo Finale”. Di lì in breve, gli ultimi isolati focolai vennero ridimensionati fino a giungere alla conclusione del conflitto con la sconfitta totale del Nemico.
La “Guerra delle Anime” era così finita.
… E fu necessariamente anche un nuovo inizio per l’umanità.
La conta dei morti e dei danni divenne un pietoso necrologio dell’umanità che fu e che doveva per forza cambiare, per impedire il ripetersi di un simile cataclisma.
L’autorità della Santa Romana Chiesa, grazie al suo illuminato e determinante contributo all’esito del conflitto, divenne giustamente riconosciuta da tutti i popoli della Terra.
Bandite tutte le tecnologie dell’epoca contemporanea e moderna, imputate di aver portato l’umanità sull’orlo del baratro, una nuova Era ebbe inizio.
Non bastava però rinunziare agli effimeri doni delle ingannevoli tecnologie, ma bisognava anche dare la caccia a tutti coloro che si erano macchiati di collaborazionismo e vegliare sul nuovo ordine di pace e prosperità. Fu così che venne ricostituita l’Inquisizione, con al comando un Gran Maestro Inquisitore, nominato direttamente dal Papa tra i suoi cardinali. Sotto il controllo dell’Inquisizione, missionari girovaghi diffusero i dettami dell’Editto pubblicato a seguito del Concilio di Nuova Corinto sull’abiura delle tecnologie, mentre gli esorcisti-guerrieri assieme ai soldati del Braccio Secolare, forza militare dell’Inquisizione, pattugliavano ed indagavano sui culti clandestini che ancora oggi covano sotto la cenere il ritorno dei demoni sulla Terra.
Sappi, oh peccatore, che sei figlio del fortunato esito di quella guerra.
Ora sappiamo che solo la luce della fede può tenere lontane le ombre dall’anima. Sempre, senza alcuna esitazione, abiura il male, abiura le macchine, abiura il falso progresso della tecnologia, denuncia il traditore e il manchevole, sospetta di chiunque, del tuo vicino, del tuo amico, di tuo fratello, di tua sorella, di tuo padre, di tua madre, ma, soprattutto, rispetta l’Inquisizione ed i suoi ministri, perché essi indagano per proteggere le anime di tutti noi, inclusa la tua.
Perché il Nemico potrebbe nascondersi in chiunque,
compreso te.
Initium sapientiae timor Domini.”
— AMEN! — Risposero tutti in coro. Anzi, tutti tranne il più grande dei tre figli che, accortosi infine di essere oggetto degli sguardi allarmati dei suoi cari, si affrettò a confermare:
— AMEN! —
PROLOGO
Il bambino pienotto chiuse rumorosamente la porta dello studio medico alle sue spalle. Prima di uscire aveva indugiato sull’uscio, con meticolosa attenzione, per tenere d’occhio la strada e verificare che il genitore che lo aveva preceduto non fosse più in vista.
Con il suo inatteso tesoro stretto tra le mani, si era congedato dimenticando di salutare, nonostante suo padre si fosse sempre raccomandato di farlo.
Ora, affacciata alla finestra che dava sulla strada, la donna col camice bianco vide divertita il giovane allontanarsi sgranocchiando il dolcetto che gli aveva dato poco prima. Nel farlo, il ragazzino non si voltò neppure una volta.
Quando fu troppo lontano per distinguerlo chiaramente, la donna richiuse la finestra. Il suo sorriso divertito si tramutò lentamente in un’espressione prima mesta e poi preoccupata.
— Cosa avrei dato per potergli raccontare la verità… —
— Non ti angustiare, Khrista, andrà tutto bene… —
La voce, dal suono lievemente metallico, proveniva dall’uomo appena uscito dalla porta alle spalle della scrivania.
— Vorrei avere la tua stessa sicurezza, Fritz — rispose la donna non più giovanissima, mentre con un panno nero si puliva gli occhiali.
— Se solo potessimo dire loro come stanno le cose… —
La donna indirizzò uno sguardo indagatore verso il suo interlocutore, quasi ad attendere che fosse lui a completare la sua frase. Ma, atteso invano qualche secondo, concluse sdegnosa:
— Si unirebbero a noi! Ci aiuterebbero a liberare l’umanità da questa tirannia! —
— IMPAZZIREBBERO! — la contraddisse l’uomo — Ah, “dottoressa Lenzi”, come puoi avere ancora dei dubbi? Quello che stiamo facendo è NECESSARIO! Non ti basta quello che abbiamo passato dopo la fine della guerra? —
— Cosa vuoi che ammetta? Che abbiamo combattuto dal lato sbagliato? Sì, lo sappiamo perfettamente entrambi! Ma è proprio per questo che non possiamo permetterci di fallire, … “dottor Reiss”. —
L’uomo esplose in una risata divertita. La mano dell’arto meccanico andò istintivamente a coprire col dorso la bocca sorridente.
— Queste le ho perfezionate a dovere. Questa volta non ci saranno effetti… ehm, indesiderati. Vedrai, andrà tutto bene. —
— … e non si accorgeranno di nulla? — chiese dubbiosa Khrista.
— … di nulla. … Almeno fin quando non sarà troppo tardi. —
Giuseppe Rungetti e Fulvia Serpico (proprietario verificato)
Cara Fabiana, grazie di cuore per le tue parole. Speriamo davvero che questo romanzo “nato oggi” trovi il suo cammino e il tuo augurio è già un bellissimo inizio. Sapere che arriva da te, che vivi l’editoria ogni giorno, ci dà una spinta speciale.
Un abbraccio grande da entrambi!
Fabiana Polese (proprietario verificato)
Cari Giuseppe e Fulvia, vi auguro di pubblicare il vostro progetto… i libri che “nascono” oggi saranno certamente un successo! 😉