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Il commento di Laura Bucchioni, una lettrice-sostenitrice: “Ho finito di leggere il libro che avevo cominciato due gg. fa, ora l’ho passato a mia madre che l’ha quasi finito a sua volta. Premesso che, come mia abitudine, lo rileggerò una seconda volta per capire meglio alcuni passaggi, devo dire che mi è piaciuto, che si […]

 

 

Il commento di Laura Bucchioni, una lettrice-sostenitrice: “Ho finito di leggere il libro che avevo cominciato due gg. fa, ora l’ho passato a mia madre che l’ha quasi finito a sua volta.

Premesso che, come mia abitudine, lo rileggerò una seconda volta per capire meglio alcuni passaggi, devo dire che mi è piaciuto, che si legge bene, suddiviso così in capitoli brevi, che è molto scorrevole ed originale nello sviluppo della storia.

Molto interessanti sono anche i riferimenti “astronomici” all’inizio di ogni capitolo che, onestamente, non sono in grado di valutare o mettere subito in relazione alla vicenda, anzi, onestamente, devo rileggerli con attenzione per afferrare il concetto per me quasi sempre nuovo (io sono ignorante in geografia astronomica!!)

Diciamo che si è concluso nel modo che mi auguravo, una pagina dopo l’altra ero da subito coinvolta e interessata alle vicende della povera Eleonora (più che a quelle di Marco, meno simpatico). Fin da subito infatti mi sembra che sia lei che cattura l’attenzione del lettore perché si capisce che (fin da bambina ) è una “fuoriclasse” (nel “doppio” senso della parola, purtroppo, in questo caso), in una famiglia “ingombrante”, con una madre “lontana e dispotica”, una maestra comunque figura assai scialba e non autorevole, che fatica per questo a trovare il suo posto nella vita anche perché regolarmente è costretta, dopo un po’, a ripartire per mettere radici in altri luoghi sempre precari.

Sembra una persona fragile, in realtà è assetata di amore e relazioni affettive stabili; è molto intelligente, creativa, anche se, pure da adulta sembra “trascinare” una vita poco soddisfacente, frustrata perché “sempre all’ombra di qualcuno”, nonostante le innate capacità, che comunque professionalmente emergono e la portano a distinguersi ed a essere sempre all’altezza. Ha avuto tuttavia la fortuna, a parte il rapporto coi suoi nonni, di conoscere Maria e Sara, che hanno comunque “reso migliore” la sua vita presente (cioè mentre viveva il rapporto con loro), e futura, assimilandone consigli , modi di essere e di fare…che hanno inciso profondamente quando , suo malgrado, ha “realizzato “ la perdita ed ha dovuto “camminare da sola sulle proprie gambe”.

Per quanto riguarda Marco , poco incisivo, in balia sempre della sua famiglia, della mamma arrogante e prevaricatrice, mi hanno fatto sorridere i riferimenti a invalidità riconosciute indebitamente (mi sembra) a fratello e cognata…riferimenti forse non proprio casuali, dati i tuoi trascorsi!! C’è anche il tuo mondo (passato), nel libro, mi sembra…

Marco anche lui in conclusione prende atto degli errori e ce la mette tutta per essere un “uomo” migliore e non solo un letterato/scrittore fine ed arrivato…

Alla fine mi sembra il caso di dirlo, ha trionfato l’amore reciproco di due persone complicate che però vivono in funzione l’uno dell’altra nonostante le difficoltà e i trascorsi….”

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