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Aggiornamento

Oggi vi regalo un breve estratto in cui si parla di Aubert: animo inquieto, gran viaggiatore, sempre alla ricerca del luogo ideale in cui vivere con Eli. Lo sciamano, che stava spiegando in un miscuglio d’inglese e spagnolo cosa avrebbero dovuto fare per assumere l’ayahuasca, si era interrotto e l’aveva raggiunto. Non gli aveva detto […]

Oggi vi regalo un breve estratto in cui si parla di Aubert: animo inquieto, gran viaggiatore, sempre alla ricerca del luogo ideale in cui vivere con Eli.

Lo sciamano, che stava spiegando in un miscuglio d’inglese e spagnolo cosa avrebbero dovuto fare per assumere l’ayahuasca, si era interrotto e l’aveva raggiunto.

Non gli aveva detto niente di sconvolgente, solo qualcosa sulle palabras mágicas, che erano più importanti delle erbe, e poco altro.

Poi era ritornato nel gruppo e aveva ripreso il discorso, parlando di piante miracolose e degli spiriti che indicavano quali scegliere per guarire il malato.

Lo sciamano, per raccontare al meglio la storia si muoveva come un attore consumato, una sorta di danza ipnotica per comunicare con gli spiriti: gli Xapiripë.

Abitavano da sempre nella foresta, erano esseri minuscoli come particelle di polvere dorata, ma per vederli era necessario prendere più e più volte la polvere dell’albero yãkõanahi.

Aveva anche citato un suo più autorevole collega, Davi Kopenawa Yanomami, il Dalai Lama dell’Amazzonia.

“L’epidemia dei Bianchi può cercare di bruciarli e divorarli, ma essi non scompaiono mai. I loro specchi germogliano sempre di nuovo.

I Bianchi disegnano le loro parole, perché il loro pensiero è pieno di oblio.

Noi conserviamo le parole dei nostri antenati dentro di noi da molto tempo e continuiamo a trasmetterle ai nostri figli.

È così che, nonostante siano molto antiche, le parole degli xapiripë tornano a essere sempre nuove. Sono loro che nutrono i nostri pensieri.

Sono loro che ci fanno vedere e conoscere le cose da lontano, le cose degli antichi.

È il nostro studio, quello che ci insegna a sognare”.

Io, come Aubert, amo Davi Kopenawa Yanomami e ora sto rileggendo “La caduta del cielo”.

Per saperne di più:

https://www.rightlivelihoodaward.org/laureates/davi-kopenawa-hutukara-yanomami-association/

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