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Aggiornamento

Qual è il mio genere narrativo? Queste le parole di un regista che ha letto le bozze di “Tutti vogliono uccidere Dio”: «Mi sono divertito, ma è roba strana e purtroppo non tratto il genere distopico ontologico.» Da ipocondriaco provetto mi piazzo davanti al computer, ma nessuna traccia di genere distopico ontologico, anche se in […]

Qual è il mio genere narrativo?

Queste le parole di un regista che ha letto le bozze di “Tutti vogliono uccidere Dio”: «Mi sono divertito, ma è roba strana e purtroppo non tratto il genere distopico ontologico.»

Da ipocondriaco provetto mi piazzo davanti al computer, ma nessuna traccia di genere distopico ontologico, anche se in compenso ho finalmente visto com’è fatto un pangolino.

Cerca e ricerca ciccia fuori che il mio genere È e NON È distopico.

È DISTOPICO perché mi piace descrivere realtà immaginarie, perché descrivere e/o leggere descrizioni realistiche di personaggi e situazioni, mi annoia alla morte.

NON È DISTOPICO perché non narro mai il futuro, solo qualche strisciatina di passato ed il mondo che racconto non è mai opprimente e pericoloso, al massimo surreale, paradossale e comico. Sarà perché ho iniziato la mia carriere di autore scrivendo cartoni animati?

Se il genere distopico non mi inquadra completamente, non mi resta che andare ad analizzare l’«ontologico».

Nei prossimi aggiornamenti però.

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