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Vi presento… Edith Leroy! Come si potrebbe bene intuire, Edith ha un legame di sangue con Stephen; si tratta infatti di sua nipote, la bambina che non avrebbe mai dovuto vedere la luce e di cui l’uomo ha invano tentato di impedire la nascita. Stephen, seppure con mezzi crudeli, intendeva agire per il bene comune, […]

 

 

Vi presento… Edith Leroy! Come si potrebbe bene intuire, Edith ha un legame di sangue con Stephen; si tratta infatti di sua nipote, la bambina che non avrebbe mai dovuto vedere la luce e di cui l’uomo ha invano tentato di impedire la nascita. Stephen, seppure con mezzi crudeli, intendeva agire per il bene comune, ma nulla poteva contro l’amore irrazionale di sua figlia Cecile, che ha deciso comunque di mettere al mondo Edith in segreto, sacrificando la propria vita.


Edith è una bambina, poi una giovane donna, dotata di indole pacifica e timorosa, nonostante la sua apparenza dica tutt’altro: spaventosamente alta e spaventosamente robusta, sembra che nulla possa farle del male. Cresciuta in convento assieme alla sua unica compagna Nora, conduce un’esistenza pacifica destinata a essere sconvolta dalla sua misteriosa natura, pericolosamente pronta a esplodere seminando distruzione e morte.


Il personaggio di Edith nasce perché mi piaceva l’idea di raccontare di una donna religiosa, sensibile e pavida, ma capace suo malgrado di compiere delitti ed efferatezze indicibili. Esteticamente, sono dominanti i tratti ereditati da suo padre Alan, portatore della sua stessa maledizione: statura impressionante, robustezza, occhi di un anomalo colore ambrato; anche la pelle leggermente scura è un lascito di Alan, servo presso la tenuta dei Leroy. I suoi lineamenti, invece, sono ispirati ai miei.


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