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Aggiornamento

“E quando pensi che sia finita, è proprio allora che comincia la salita” Sono le parole di una famosa canzone di Antonello Venditti: le trovo particolarmente calzanti per quello che riguarda l’attività di uno scrittore. Scrivere un romanzo, ma anche solo un racconto o una novella, comporta un notevole dispendio di energie. Alla fine ci […]

“E quando pensi che sia finita, è proprio allora che comincia la salita”

Sono le parole di una famosa canzone di Antonello Venditti: le trovo particolarmente calzanti per quello che riguarda l’attività di uno scrittore.

Scrivere un romanzo, ma anche solo un racconto o una novella, comporta un notevole dispendio di energie. Alla fine ci si sente veramente esausti, soprattutto se si è legati ai tempi stretti degli editori.

Alla fine della scrittura una sorta di rilassamento prende lo scrittore, ma è cosa breve… i lavori da svolgere sono ancora tanti: rilettura e revisione, passaggio a un editor e relative probabili discussioni sui contenuti, sulla loro gestione ed elaborazione, scelta del titolo, scelta delle immagini per la copertina, promozione delle vendite spesso anche con attività di prevendita, incontri coi giornalisti e poi con i lettori.

La salita sembra infinita e le forze sempre meno…

Poi arriva l’amico, il conoscente, anche il lettore particolarmente affezionato ai tuoi libri che ti dicono “ma perché non scrivi di più?”…

“Che fantastica storia è la vita”… di uno scrittore!

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