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Aggiornamento

6) Una sera Il teschio di Yorick all’improvviso riapparve in scena e parlò, spaventando me e i becchini intorno alla fossa. Disse: “Visto che non possiamo tornare indietro nel tempo per riparare i nostri errori, prima di sperimentare tragedie con le solite incalcolabili conseguenze, si possono scongiurare o almeno attenuare ulteriori accaniti tentativi d’auto apocalisse […]

6) Una sera Il teschio di Yorick all’improvviso riapparve in scena e parlò, spaventando me e i becchini intorno alla fossa. Disse: “Visto che non possiamo tornare indietro nel tempo per riparare i nostri errori, prima di sperimentare tragedie con le solite incalcolabili conseguenze, si possono scongiurare o almeno attenuare ulteriori accaniti tentativi d’auto apocalisse della stirpe? Olocausti da molti tollerati come inevitabili, naturali o addirittura produttivi?”
Nello stupore generale, prima di sparire nel buio della tomba aggiunse: “E ricordatevi che secondo l’Annuario dell’Istituto di ricerca svedese SIPRI, nel pandemoniaco 2021 la spesa mondiale per soldati e nuovi armamenti risulta una cifra importante quanto un tempo universale! 1 milione 981 miliardi di dollari!”
Uno dei becchini presenti alla scena sorride e d’un fiato borbotta uno stringato calcolo: “Puerca la mucca! Lira più lira meno, sono oltre 240 dollari all’anno che ogni discendente d’omo vivente sul pianeta terra paga in conto a guerre e conflitti di ogni specie, che lo si voglia o meno! Mannaggia!”
Amleto finora seminascosto nella penombra chiese di scatto: “Possibile che così tanti soldi servano per tenerci buoni con la paura di ammazzarci? Tutti nel caso?”
Una rocca voce dall’oltretomba si udii rimbombante: “Ha ha ha! Grande fatica fanno i miei smarriti e bellicosi cuccioli ad arrendersi all’evidenza della loro brevissima infanzia primordiale. Ha ha ha! Siete solo dei riottosi protagonisti di un asilo nido unico in questo universo, convinti di essere già adulti e di sapere abbastanza. Con un’esperienza di vita pari allo zero virgola zero? Ha!”
Mi sono scosso e con decisione ho provato a riprendere il controllo dell’operetta:
“Cari fantasmi inesistenti, il romanzo è mio e voi non c’entrate proprio nulla! E’ un’altra storia, che mi diverte parecchio anche. Tre giorni dietro al mio personaggio centrale, l’ingegnere William Rogers trattato in terza persona con empatia soggettiva, questo è il plot. Niente stravolgimenti!”
Tornato il silenzio ho ragionato con più calma: “Certo, quanto ci sia del creatore o dello spettatore nella stesura di un romanzo penso che sia argomento infinito. Come si sa, i pensieri fanno quello che vogliono. Ordiscono un tessuto che i deferenti scrivani tentano di afferrare per trasformarli in parole scritte, e la cosa non è così semplice. Mi sarebbe piaciuto sbirciare Shakespeare, Pirandello, Cortazar o Lucho Sepúlveda per sapere come facevano, tanto più a notte inoltrata e con un virus mortale in giro.
PS: Chiamate famigliari avevano chiuso una serata nervosa ma nessuno tra gli affetti risulta contagiato. A quest’ora non si dovrebbe, ma celebro la fortuna con un avanzo di dolce da #forno ancora caldo. Cont…

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