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“Le tre lame” nasce una sera di ottobre del lontano 1985, quando diciottenne, assieme a due miei amici (Arianna e Stefano) passammo qualche ora a discutere di paradossi spazio-temporali. Avevamo appena assistito alla proiezione di “Ritorno al futuro” e ci era piaciuto molto. La mattina seguente, armato di penna e una agenda che qualche banca […]

 

 

“Le tre lame” nasce una sera di ottobre del lontano 1985, quando diciottenne, assieme a due miei amici (Arianna e Stefano) passammo qualche ora a discutere di paradossi spazio-temporali. Avevamo appena assistito alla proiezione di “Ritorno al futuro” e ci era piaciuto molto. La mattina seguente, armato di penna e una agenda che qualche banca generosa aveva regalato a mio padre, cominciai a scrivere. E dopo cinque capitoli mi fermai. Forse non sapevo dove volevo andare a parare e probabilmente non avevo idea in quale ginepraio mi fossi infilato! Per un paio di mesi rimase lì, un’agenda verde con molti scarabocchi e qualche parola incomprensibile che il mio amico Sandro cercava di tradurre mentre con il suo 286 si esercitava a trascriverlo in un più decifrabile Times New Roman 11. Ecco, forse se oggi sono qui a presentare il mio libro è proprio per colpa sua. “Vai avanti” mi diceva, incuriosito dalla storia che via via si stava dipanando, prendendo strade e pieghe inaspettate.
“Di cosa parla?” questa era la domanda più frequente che mi sentivo rivolgere da chi direttamente o meno veniva a sapere della mia passione. Alla fine mi sono trovato a rispondere “è un fantasy” in un’epoca in cui il fantasy era quasi esclusivamente Tolkien o Terry Brooks.
Passarono anni, decenni, e la domanda era diventata “E il tuo libro?” con il tono velatamente ironico di chi ha trovato il tuo punto debole. Ebbene, a Natale del 2016 la serie infinita di “…sono fermo da anni……non ho l’ispirazione….è solo un passatempo” cambiò inaspettatamente in “E’ finito!”
Che cosa è rimasto dell’idea originale? Non so dirlo, ma sicuramente mi sono divertito a svilupparla. E ancora oggi, dopo più di trent’anni posso condividere un pezzo della mia storia e della mia fantasia con i miei amici. Come quella sera di ottobre del 1985.

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