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Aggiornamento

A firma di Massimo Del Viscio, giornalista e scrittore, autore di “Te la do io la cuccagna”, è apparso un articolo sul settimanale distribuito nella zona dell’Olgiatese comasco. Una narrazione fine: gli esperimenti con l’arte, la voglia di viaggiare, le prove di forza e un grande bisogno di affetto Padre e figlio, insieme raccontando l’autismo […]

A firma di Massimo Del Viscio, giornalista e scrittore, autore di “Te la do io la cuccagna”, è apparso un articolo sul settimanale distribuito nella zona dell’Olgiatese comasco.

Una narrazione fine: gli esperimenti con l’arte, la voglia di viaggiare, le prove di forza e un grande bisogno di affetto

Padre e figlio, insieme raccontando l’autismo

Il diario di Umberto Sgarbi diventa “Il bambino dell’aceto”. Un bellissimo libro per l’inclusione sociale.
“Questo diario è un incitamento per gli altri genitori che stanno affrontando le nostre stesse sfide”.

Marcello Sgarbi, papà di Umberto, consulente pubblicitario, ha fatto un’analisi lucida, partendo da quello che, fin dalla nascita di suo figlio, voleva essere un vero e proprio diario.

Un nastro riavvolto sulla prima infanzia, poi sono passati i mesi e gli anni, fino all’amara diagnosi, nel 2000, che ha svelato l’autismo di quel bel bambino. il libro, che è ora in prevendita sul sito di bookabook, una sorta di crowdfunding che punta a prenotarne almeno duecento copie per poi immetterlo nel circuito della distribuzione, sviluppa una narrazione che, attraverso l’infanzia , gli anni della scuola e l’adolescenza, percorre la vita di quel bimbo che, da piccolo, adorava l’aceto. Ora Umberto, ventitré anni, è un gigante buono, sia nell’aspetto sia nell’animo, cresciuto sotto sguardi a volte diffidenti ma, soprattutto, circondato da molto amore.

“Ho voluto scrivere questo libro in primis perché Umberto lo possa leggere – spiega il papà autore – lui è autistico ma è in grado di farlo, contrariamente a quanto alcuni medici ci avevano prospettato. Vorrei che scoprisse quanto il suo papà ha cercato di volergli bene. Questo racconto vuole rappresentare anche un incitamento per gli altri genitori che, come me e mia moglie Marina Arrigoni, si trovano a dover fronteggiare una patologia così importante. Vuole anche essere un incitamento a non arrendersi: tutti quegli sforzi necessari per aiutare a crescere un figlio affetto da questa sindrome saranno ricompensati dalle soddisfazioni che lo stesso restituirà. Il diario l’ho anche pensato per dare un prezioso strumento a quelle persone che non conoscono, o conoscono poco, l’autismo: vuole rappresentare uno strumento di inclusione sociale, al fine di poter scoprire quanta ricchezza c’è nella ‘teoria della mente’ di chi è affetto da questa sindrome”.

Papà Marcello, 60 anni suonati e una grande passione per la comunicazione, il disegno e la musica, ci crede: ha ancora molte cose da raccontare, ma quelle scritte nel libro sono già uno spaccato essenziale di una vita che, nel sentire comune, poteva essere di sacrifici e privazioni per la nascita di un figlio diverso.

Invece, col passare del tempo, quella diversità è diventata speciale: una grande opportunità, come quella data dalla fondazione dell’associazione “Gli IncredAbili”, ufficialmente nata nel 2011 ma che, proprio quest’anno, ha festeggiato il decimo anno di attività.

“Parte del ricavato lo devolverò a sostenere le attività del sodalizio – conclude Sgarbi – ritengo fondamentale il ruolo che ha avuto su mio figlio questo gruppo di persone, animate dalla buona volontà di fare qualcosa per gli altri”.

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