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5 consigli per una campagna di crowdfunding vincente

Perché fare una campagna di crowdfunding editoriale? Per creare una comunità attiva attorno al vostro libro. Come? Ecco cinque accorgimenti di cui non potete fare a meno.

 

Il crowdfunding ha ottenuto in poco tempo successi in campi tra di loro molto diversi, dal cinema al design, passando per l’arte, la tecnologia, le opere pubbliche. E l’elenco potrebbe essere molto più articolato.
Si tratta di uno strumento versatile, che nel mondo del libro ha trovato una sua collocazione naturale, fino a diventare nel 2016 uno dei principali canali di pubblicazione al mondo. Si basa, in larga misura, sul passaparola, che è infatti lo stesso criterio che determina (o meno) il successo di un libro, come dimostrano i dati AIE.
Ma perché una campagna di crowdfunding attorno a un libro aggreghi un pubblico di lettori serve qualche accorgimento.

L’obiettivo e il coinvolgimento
Il vostro scopo non è “pubblicare un libro”. Per quello ci sono strumenti più immediati di una campagna di crowdfunding. Il vostro scopo è “pubblicare un libro che venga letto e consigliato dai lettori”.
Per farlo è necessario che si crei un pubblico e un passaparola: in altre parole una comunità.
Di conseguenza una campagna di crowdfunding non si basa sul vendere più o meno in anticipo un libro, ma sul “coinvolgere le persone in un progetto editoriale, rendendole partecipi e attive”.

La squadra
Avete presente i film sulle campagne elettorali? Attorno a un candidato c’è una squadra. Ora, pensate che il vostro manoscritto sia il candidato. Voi siete il portavoce, la casa editrice è il partito per il quale si presenta. I lettori potenziali, quelli là fuori, sono gli elettori da convincere. La differenza la farà la vostra squadra. Professionisti della comunicazione? Macché. Prima della campagna di crowdfunding pensate ai vostri 5-10 amici lettori più stretti. Fategli leggere il manoscritto e, se apprezzano, reclutateli per l’avventura!

Piccolo spazio pubblicità
Ma come raggiungere nuovi lettori? La rete mette a disposizione infiniti spazi di pubblicità e probabilmente vi state chiedendo quale faccia al caso vostro. Bene, evitateli come la peste. Per due buone ragioni. La prima è che vi serve un pubblico coinvolto fatto di lettori che raccontano il vostro libro ai loro contatti e così via, fino a costruire una comunità numerosa. La seconda è che la pubblicità conviene, economicamente e non solo, farla fare all’editore.

Non solo cosa, ma anche perché
Il vostro libro è “cosa” avete scritto. Se volete coinvolgere le persone dovrete anche raccontare “perché“. Essere sinceri, diretti, chiari. Se alla fine della lettura è un personaggio, un’atmosfera, un passaggio a restare impresso nel lettore, prima della lettura è che cosa vi ha spinto a scrivere il libro che lo rende unico. Evitate i booktrailer, a meno che non siate registi professionisti. Meglio un video dove parlate in camera, guardando il vostro futuro lettore, e gli raccontate il vostro progetto.

Amami ancora, fallo dolcemente
Non smettete di coinvolgere, appassionare e appassionarvi. Un lettore che ha già comprato il vostro libro non è un nome da cancellare dalla lista, anzi! Negli anni abbiamo visto presentazioni organizzate dai lettori, anche nei cortili di case private, frequentatissime. Non abbiate paura a chiedergli che cosa ne pensa delle bozze, di presentarvi i suoi amici lettori (fisicamente o virtualmente), di darvi una mano a far circolare il vostro libro. Se è un lettore appassionato lo vivrà come un gesto di attenzione e non come un favore da farvi (considerate che può sempre dirvi no, ma molto spesso vi dirà di sì).

Tomaso Greco
Sono editore e co-fondatore di bookabook.

Prima ho studiato (laurea in legge e dottorato), viaggiato, pubblicato saggi, insegnato all’Università e non solo.

Continuo a occuparmi di innovazione culturale, in Italia e in Europa, con l’idea che serva più innovazione nella cultura, ma soprattutto molta più cultura nell’innovazione.
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2 Responses

  1. Ho letto tutto due volte . Decisamente interessante

  2. Paolo Cuomo

    Il coinvolgimento e le grandi manifestazioni di affetto che sto ricevendo nella mia personale esperienza di crowfunding sono state in grado di superare l’obiettivo iniziale che mi ero posto: avere un mio piccolo spazio negli scaffali di una libreria. Questo sarebbe stato impossibile col sistema editoriale tradizionale. BookaBook mi ha già fatto dono di una esperienza indimenticabile.

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