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Come farsi trovare in rete: la SEO per lettori e scrittori

Come far trovare la propria pagina o il proprio blog dai motori di ricerca? Ne parliamo con Francesco Margherita, sociologo, scrittore e consulente SEO.

 

Quando cerchiamo qualcosa in rete quasi sempre ci affidiamo ai motori di ricerca: Google, Yahoo, Bing, Duckduckgo e altri. Non sempre hanno le risposte che cerchiamo o le risposte corrette, ma hanno sempre delle risposte e quasi sempre sono un buon punto di partenza. Ma come funziona una motore di ricerca? E, soprattutto, come far trovare la propria pagina o il proprio blog dal motore di ricerca?

Francesco_margheritaNe parliamo con Francesco Margherita, sociologo, scrittore, musicista, consulente SEO. Curatore del blog Seogarden.net, amministratore della community Fatti di SEO su Facebook, italian brand ambassador di Semrush e autore del Manuale di SEO Gardening, giunto alla seconda edizione (Flaccovio). Si occupa principalmente di consulenza e divulgazione, più raramente di formazione.

 

Buongiorno Francesco e grazie per l’intervista. Entriamo subito nel vivo, quanto è importante farsi trovare in rete?

Dipende: alcuni segmenti di mercato godono maggiormente dei benefici di un buon posizionamento organico, per gli altri il “come” si viene trovati sarà spesso più importante della visibilità in sé nei motori di ricerca. Insomma, non è solo questione di esserci, ma di esserci nel modo opportuno rispetto a ciò che si fa. Ad esempio uno scrittore deve curare molto gli aspetti a cavallo tra personal branding e ottimizzazione del sito web per i motori di ricerca, perché una cosa influenza l’altra.

Si parla spesso di algoritmi. Mi è parso di capire che tu abbia un approccio umanistico al tema. Ci puoi raccontare qualcosa?

Un algoritmo è esprimibile con una formula matematica, ma è più semplicemente un metodo per fare qualcosa. Puoi risolvere un cubo di Rubik mediante una formula matematica, oppure puoi studiare un video su YouTube e vedere con i tuoi occhi come si fa. Ecco, la mia attenzione è semplicemente spostata sul capire come e perché Google assegna rilevanza a una pagina web invece che a un’altra, piuttosto che sul misurare i fattori di ranking che determinano il punteggio di qualità di una pagina. Per altro Google è una black box, quindi tutto sommato è meglio usare gli occhi, a patto di avere uno sguardo sufficientemente allenato per certe cose.

Che cosa cercano i lettori in rete?

I lettori cercano risposte, ma anche e soprattutto domande più puntuali di quelle da cui è partita la loro ricerca. Questo aspetto non è da sottovalutare, anzi, l’idea di sviluppare domande trasversali può essere un bel punto di partenza per arricchire un contenuto web in modo da fare la differenza rispetto alle altre pagine simili di siti web concorrenti. Prova a partire dall’idea che le persone spesso NON sanno cosa stanno cercando e affinano le loro interrogazioni a Google per provare a cogliere spunti utili. Oggi più che mai la ricerca è un percorso che va indirizzato a partire dalla conoscenza del proprio mercato di riferimento. Talvolta è un percorso a ostacoli, ma in ogni caso se non è direttamente Google a rispondere, significa che non c’è linearità tra domanda e risposta. Pensaci su e capirai quanto è affascinante il nostro mestiere.

Che cos’è e com’è cambiata la SEO in questi anni?

La SEO (Search Engine Optimization, ndr) è nata come ottimizzazione del codice e dell’architettura dei siti web per migliorare le performance in lettura da parte dei motori di ricerca. Negli ultimi anni si sta molto evolvendo su due fattori, uno è l’esperienza di navigazione, l’altro è il contesto di significazione. A vincere la partita della rilevanza sono i siti web facilmente scansionabili, quelli con una buona architettura dell’informazione, quelli che riescono facilmente e gradevolmente ad accompagnare gli utenti verso il compimento dell’azione per cui esistono e quelli che mantengono un focus sull’offerta di informazioni allineato con ciò che Google (gli utenti) si aspetta nella comunicazione di segmento. Gli ultimi due punti rappresentano le evoluzioni e lo stato dell’arte nella SEO.

Come può aiutare gli scrittori a farsi conoscere?

Gli scrittori possono usare la SEO per diventare visibili verso gli altri scrittori o gli aspiranti tali. A partire da qui è possibile innescare un meccanismo di pubbliche relazioni tale da innescare il potere centrifugo del web. In particolare suggerisco di fornire suggerimenti sulla scrittura più che utilizzare il proprio blog per narrare racconti o esperienze di vita.

Conviene concentrarsi solo su Google o guardare anche ad altri motori di ricerca?

Per l’Italia sì. Se ragioniamo unicamente di visibilità nei motori di ricerca è certamente Google il canale preferenziale. Non si pensi però a Google come a un semplice motore di ricerca, perché c’è dietro tanta roba. Google è un ecosistema di piattaforme su cui riflettere. Google.it è solo la punta dell’iceberg. Ad esempio, hai mai pensato a un canale YouTube?

È sempre difficile dare consigli in un mondo che cambia velocemente, se ne dovessi dare uno “a prova di futuro prossimo” quale sarebbe?

L’unico suggerimento che può resistere alla prova del tempo è creare valore. Sembra banale, ma guardandomi intorno nell’ambito di chi scrive, noto contenuti autoreferenziali e sostanzialmente poco interessanti. Credo che occorra investire tempo per creare risorse davvero utili a qualcuno e difficilmente reperibili in rete. Parlo di guide, raccolte di informazioni, tutorial, come anche di tenere canali tematici, podcast e creare occasioni di confronto sui social network. Tutto quello che facciamo può essere “captato” da Google e contribuire alla crescita in rilevanza del nostro brand personale. Allora forza, c’è sicuramente qualcuno che ha un problema da risolvere. È la fuori e aspetta solo te.

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