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Il giallo

Da Sherlock Holmes a Montalbano, da Miss Marple a Pepe Carvalho.

 

Per gran parte della mia vita, la prima immagine che mi veniva in mente alla parola “giallo” era quella della mitica signora Fletcher in Murder, She Wrote. Ho visto più e più volte tutti gli episodi del telefilm e ancora oggi ogni tanto mi sorprendo a chiedermi chi sia il colpevole.

Lo schema risolutivo dell’indagine è però sempre lo stesso e deriva direttamente dal genere del giallo classico, nato convenzionalmente nel 1841 con I delitti della Rue Morgue di Edgar Allan Poe e diventato enormemente più famoso con la nascita di Sherlock Holmes dalla penna di Arthur Conan Doyle.

Per “giallo classico” si intende quello di tipo deduttivo, in cui l’investigatore fa lavorare le sue «celluline grigie» per analizzare tutti gli indizi e le tracce che rinviene sul luogo del delitto. Anche se al lettore tali prove sembrano marginali, l’investigatore riesce sempre a trovare la soluzione del caso e a consegnare il colpevole alla giustizia, ristabilendo l’ordine sociale. Le ambientazioni sono spesso aristocratiche, lontane dai luoghi in cui avvengono i fatti di cronaca nera, così come sono generalmente benestanti i detective, che indagano più per diletto e per mettere alla prova le loro capacità deduttive che per professione e responsabilità sociale. 

Miss Marple e Hercule Poirot di Aghata Christie, Philo Vance di S. S. Van Dine o – per gli affezionati come me – la signora Fletcher sono senza dubbio i detective classici più famosi.

Non sono gli unici, però, perché da allora il genere poliziesco è diventato uno dei più letti in tutto il mondo, anche grazie alle evoluzioni che ha subito e determinato a sua volta nei lettori. Ecco i due sottogeneri più importanti.

L’HARD BOILED

Lasciata da parte l’ambientazione altolocata e la deduzione cerebrale, negli anni ’30, si diffonde negli Stati Uniti il genere hard boiled. L’elemento centrale della trama (e dell’indagine) è l’azione, di solito violenta, attraverso cui il colpevole viene stanato da un detective o un investigatore privato dalla vita dissipata, un vero “duro”, solitario, cinico e sregolato, che agisce al limite della legalità, utilizzando la violenza al pari dei criminali che combatte. L’ambientazione privilegiata dei romanzi hard boiled diventano i quartieri degradati e corrotti delle grandi metropoli americane.

I precursori del genere sono stati senza dubbio Dashiell Hammett con Il falcone maltese e Raymond Chandler con Il grande sonno. In epoca più recente è un classico del genere il famosissimo L.A. Confidential di James Ellroy.

Il NOIR

Nei romanzi noir la risoluzione del crimine diventa un pretesto per raccontare uno spaccato della società, per cui si presta più attenzione alla caratterizzazione dei personaggi e dell’ambientazione che all’indagine in sé. È in totale antitesi con il giallo classico, perché il lieto fine non è contemplato: anche quando il crimine viene risolto, l’indagine solleva problematiche sociali poco edificanti, oppure – più semplicemente – forze esterne (e corrotte) impediscono al detective di affidare il colpevole alla giustizia.

Vi è anche una variante “mediterranea” nel noir, in cui le ambientazioni sono spesso idilliache e le classiche mete turistiche che il mondo intero invidia al Mediterraneo vengono contrapposte alla brutalità dei crimini che vi vengono perpetrati.

Scerbanenco, Carlotto, Izzo, Camilleri, Markaris e Vazquez Montalbán sono i maestri del genere.

 

La difficoltà principale nello scrivere un giallo (ma anche uno degli elementi che lo rendono di ottima qualità) consiste nel riuscire a organizzare la trama in modo tale che la soluzione del caso non sia facile e immediata, pur disseminandola di indizi che permettano al lettore di avere le stesse possibilità del detective di risolverlo.

Giulia Corazza
Milanese doc da circa 30 anni, mi sono laureata in Scienze politiche, perché volevo scrivere dell’attualità, e in Editoria perché, alla fine, ho preferito leggere e lavorare con la finzione, in tutte le sue romanzesche forme.
Ho vissuto a Milano e Genova, la mia seconda casa, e da quasi tre anni lavoro come editor a bookabook.
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