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La maternità di un libro

Silvia Algerino è autrice di Come se fossimo già madri, storia intensa di donne, di vita e di maternità.  Per Dietro la Copertina, Silvia ci racconta la sua esperienza di autrice di un libro nato in crowdfunding su bookabook. Ciao Silvia, Come se fossimo già madri ha raggiunto il goal molto rapidamente. Come autrice, che cosa ti […]

 

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Silvia Algerino è autrice di Come se fossimo già madri, storia intensa di donne, di vita e di maternità. 

Per Dietro la Copertina, Silvia ci racconta la sua esperienza di autrice di un libro nato in crowdfunding su bookabook.

Ciao Silvia, Come se fossimo già madri ha raggiunto il goal molto rapidamente. Come autrice, che cosa ti ha lasciato la tua campagna di crowdfunding?

La mia campagna di crowdfunding mi ha dato molto soprattutto sotto un profilo umano. Questo non mi stancherò mai di dirlo. Condividere il mio progetto ha costituito un valore aggiunto molto importante. E in un certo senso ha persino cambiato le prospettive che avevo inizialmente.
Il momento in cui ti rendi conto che il tuo progetto non è solo più tuo ma è condiviso da (tante) altre persone, capisci che comunque vada a finire, hai creato una connessione, una sorta di ponte. E se le altre persone hanno deciso di credere in te è perché hai saputo comunicare un’emozione.

Sapresti dirci qual è stato il momento più stimolante? E quello più difficile?

Il momento più difficile e quello più stimolante per me hanno coinciso e si sono presentati quando, raggiunto circa il 50% del goal, dovevo convincere le persone a me meno vicine. Come credo capiti un po’ a tutti, in prima battuta la partecipazione arriva dai famigliari e dagli amici più stretti, poi diventa indispensabile uscire allo scoperto.
Io sono una persona molto schiva di natura e per me è stato difficile propormi all’esterno. Così ho organizzato una presentazione investendo anche qualche soldo. Ho affittato una sala, fatto stampare gli inviti, preparato un aperitivo e ho raccolto, con mia grande sorpresa, una sessantina di persone. Non avevo mai parlato in pubblico, per cui ho dovuto tirare fuori quella parte di me nascosta che voleva farcela. E’ stato un bel successo, prima di tutto personale. Tutti i presenti hanno fatto la loro offerta. E praticamente in una sera sola ho raccolto quello che mancava, chiudendo così la campagna.

Hai ricevuto commenti sul libro dai tuoi lettori/sostenitori?

Con mia grande sorpresa ho ricevuto tantissimi commenti dalle persone che hanno letto il mio romanzo. Direi che circa il 75% delle persone che hanno partecipato alla campagna mi hanno dato il loro giudizio. In primo luogo questo mi ha dato una grande soddisfazione perché mi ha testimoniato che l’hanno letto davvero. E questo per me è stato il mio vero successo.
In secondo luogo mi è stato utile ricevere critiche e suggerimenti, anche se purtroppo sono stati più numerosi i complimenti (non che non facciano piacere, ma ovviamente sono meno costruttivi per un esordiente come me).
Infine, mi hanno detto praticamente tutti che l’hanno letto molto in fretta, che avrebbero voluto che non finisse. Ecco, credo che per un aspirante scrittore non ci possa essere complimento più gradito.

Che consiglio daresti a un autore che sta per iniziare la sua campagna?

A un autore che inizia la campagna consiglio di mettersi in gioco fino in fondo, spendendosi soprattutto sotto un profilo umano. Consiglio inoltre di non affidarsi troppo ai social, ma di utilizzarli in modo parsimonioso, con pochi contenuti ma buoni. Ognuno deve trovare la propria arma vincente a seconda del proprio potenziale pubblico, ma credo che il contatto diretto sia sempre il migliore.

E a un autore che non ha ancora deciso se mandare il suo manoscritto a bookabook?

La campagna mi ha dato una serie di stimoli importanti:
– la possibilità di tirare fuori dal cassetto il mio romanzo;
– la sfida nel mettermi in gioco;
– l’essermi creata un seppur modesto pubblico dal quale ho già avuto un riscontro immediato, sia nella partecipazione alla campagna, sia nei commenti al mio romanzo.
In un certo senso ha cambiato la mia visione di me stessa come autrice. Per assurdo, dopo aver raggiunto questi obbiettivi, la pubblicazione è passata decisamente in secondo piano.
E se la narrativa ha come scopo quello di far emozionare anche solo una persona, allora io il mio scopo l’ho già raggiunto.
Invito gli autori a provare, in ogni caso non avranno niente da perdere.

Da gennaio è iniziato “Dietro la copertina”, lo spazio dove i nuovi scrittori bookabook possono confrontarsi tra di loro, con il team e con alcuni degli scrittori che hanno già terminato la campagna e adesso sono “mentor”. Hai dato la tua disponibilità a essere “mentor”, che cosa ti aspetti da questa esperienza?

L’esperienza di mentor ovviamente per me è un’esperienza nuova. Credo che sia molto importante l’aspetto umano nel poter mettere a disposizione di qualcun altro il percorso che ho fatto fin qui, sperando di poter essere utile agli altri. Inoltre penso che sarà molto utile anche a me, per la mia crescita personale, confrontarmi con i percorsi altrui. Spero che possa nascere una rete di contatti anche con gli altri autori che hanno terminato la campagna come me e con il team di bookabook e da qui contribuire a costruire un progetto più grande che sta prendendo forma proprio sotto i nostri occhi.

Il libro di Silvia è in fase di preparazione e uscirà nei prossimi mesi. Per rimanere aggiornati sull’uscita di Come se fossimo già madri potete scriverci e sarete tra i primi a conoscere la data di esordio.

Il team di bookabook
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