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La ragazza che fece un salto alla fiera e scomparve

CONTEST LETTERARIO Una grande passione, scrivere. E leggere, naturalmente. Due inclinazioni che si possono coltivare in un mucchio di posti: dal bar di una stazione di provincia, all’intimità della propria scrivania. Ma la fiera dell’editoria indipendente a Milano… beh, quello è un posto un po’ più indicato degli altri. Così Lei decise di spendere la […]

 

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CONTEST LETTERARIO

Una grande passione, scrivere. E leggere, naturalmente. Due inclinazioni che si possono coltivare in un mucchio di posti: dal bar di una stazione di provincia, all’intimità della propria scrivania. Ma la fiera dell’editoria indipendente a Milano… beh, quello è un posto un po’ più indicato degli altri.
Così Lei decise di spendere la domenica mattina districandosi tra stand, pile di libri, confusione incalzante. C’era una sorta di disordine ordinato: copertine come macchie di colore facevano da tappezzeria al lungo corridoio dell’ex Ansaldo, dove era ospitata la fiera.
Lei prese il coraggio a due mani e si avvicinò allo stand di un editore. Aveva paura che non sarebbe stata neppure ascoltata, o peggio, che sarebbe stata ascoltata distrattamente. Come molti altri, anche Lei aveva il suo sogno, il suo manoscritto chiuso nel cassetto. Lo aveva fatto leggere solo agli amici. Un lavoro lungo tre anni. E invece l’editore le rivolse subito un sorriso. Qualche convenevole, una stretta di mano… i due si misero a chiacchierare. Del suo libro, certo: una storia di conflitti attuali, trasposti in un presente parallelo e in un futuro alternativo, tra armi avveniristiche e scontri di civiltà. Una trama che all’editore ricordò Ballard, Vonnegut e persino La svastica sul sole di Philip Dick. Mentalmente l’editore lo etichettò come distopia, e come “ha del potenziale”. Senza dubbio lo aveva colpito e interessato. Touché. Eppure l’editore ebbe la vivida sensazione, sotto le luci al neon della fiera, che quello di Lei non fosse solo un romanzo. La conversazione divenne fitta, poi fu interrotta per quella che doveva essere una breve pausa. L’editore rispose alla domanda di una collega, o forse passò una comitiva di bambini vocianti. Quando si rigirò, Lei era scomparsa.

Come continua la storia? Quella di Lei, quella dell’editore, quella del suo libro… ditecelo voi compilando il form qui sotto. Avete 3000 battute a disposizione per dare un finale a questo racconto!

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