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A (Rac)Conti Fatti

A (Rac)Conti Fatti
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Consegna prevista Luglio 2022

Hai mai pensato di tradire il tuo compagno, avere una tranquilla storia clandestina nella quale poter essere realmente te stesso? E che mi dici del desiderio celato di avere figli, perennemente disatteso e delle persone che sembrano così “normali” ai nostri occhi ma che nascondono un’orribile verità vissuta nel corso della loro infanzia? Frasi dette o non dette, ciò che avremmo voluto o dovuto fare, ma non ne abbiamo avuto il coraggio. E se potessimo immedesimarci in un personaggio per fargli fare o dire ciò che noi non abbiamo detto o fatto? Persino rincorrere quell’amore perduto tra i banchi di scuola a causa della timidezza, quella relazione mai iniziata per colpa di un destino avverso… o ancora quella perversione custodita nel nostro essere più profondo per timore di essere giudicati “fuori dalla morale comune”. Lasciati trascinare in un vortice di passioni ed emozioni che faranno affiorare ricordi, pensieri, sensazioni e desideri ai quali forse non hai dato il giusto peso.

Perché ho scritto questo libro?

“A (Rac)Conti fatti” è una raccolta di racconti scritti soprattutto per me stessa. Li ho scritti perché spesso viviamo situazioni, direttamente o indirettamente, sopravviviamo ad esse, ci plasmano, ci cambiano. Ma non riusciamo a dar loro voce. Fermarle, scriverle, renderle storia, ci dà l’idea di poterle condividere, di farle conoscere. Essere personalità singolari e complesse non è un difetto. Essere se stessi è la vera sfida in un mondo che ci vuole decisamente uniformi e standardizzati.

ANTEPRIMA NON EDITATA

(TRA)DIRE E FARE… C’E’ DI MEZZO QUALCUNO?

Erano una coppia che stava insieme ormai da una dozzina di anni. Alberto e Marta si capivano al volo e i loro figli apprezzavano da sempre quella loro complicità, fatta anche di piccole abitudini che non cessavano col trascorrere degli anni: il bacio prima di andare al lavoro, i regalini disseminati per casa per ricordarsi l’amore di uno verso l’altra, i complimenti e le frasi dolci sussurrate all’orecchio.

Avevano due figli: Francesca, la grande di 12 anni, con una personalità spiccata ed un gran senso del dovere ed il piccolo Paolo di 6 anni, mansueto e paziente, ma un gran chiacchierone e giocherellone al tempo stesso.

Alberto e Marta erano entrambi sulla quarantina e pareva che la loro vita avesse preso la classica piega tranquilla: lavoro, casa, famiglia, un incastro perfetto.

Fu per il loro tredicesimo anniversario che Alberto decise di dare un tocco di pepe al loro matrimonio, comunicando a Marta di aver iscritto entrambi ad una sorta di “agenzia” per lo scambio di coppie. Cosa peraltro di cui entrambi avevano parlato diverse volte con curiosità e malizia, ma che non si era mai concretizzata per mancanza di tempo o forse di coraggio.

L’idea piacque molto a Marta che, forte dei sentimenti che lei e Alberto provavano da sempre l’uno per l’altra, sapeva che si sarebbe trattato solo di un gioco erotico fine a sé stesso. E che una volta concluso, avrebbe lasciato solo la scia del pepe nella loro storia. Nient’altro.

L’agenzia provvedeva a selezionare le coppie o le singole persone con gli stessi intenti e con le caratteristiche richieste; pertanto la coppia designata aveva all’incirca la stessa età di Alberto e Marta, ma a differenza loro, non aveva figli.

L’appuntamento e l’incontro erano stati fissati in una camera d’albergo fuori città. Una volta lì, i quattro partecipanti potevano decidere di trascorrere la notte tutti e quattro insieme, oppure scambiarsi tra loro ed occupare una ulteriore camera comunque già riservata.

Giunti all’albergo, Marta e Alberto salirono con l’ascensore al piano predefinito, aprirono la porta della stanza entrambi con uno strano senso di eccitazione, ma anche di imbarazzo. Ed invece, si stupirono entrambi di quanto il tutto avvenisse in maniera naturale.

La coppia li aspettava seduta sul letto, composta, come fossero vecchi amici in attesa di vecchi amici.

Non ci fu quell’attimo di esitazione o di vergognoso silenzio, in cui non si sa cosa dire. Marta era come presa da una sorta di ubriachezza sobria. Aveva scelto di lasciarsi andare del tutto nel dire e fare cose per le quali normalmente avrebbe preventivamente riflettuto più e più volte.

Alberto appoggiò la giacca alla sedia posta dinanzi alla scrivania ed attese con fredda calma che qualcosa avvenisse.

“Sei molto bella”, disse Marta alla donna seduta sul letto. Le accarezzò il viso ed i riccioli neri che le incorniciavano il viso. Poi l’avvicinò a sé… e la baciò!

Alberto e l’uomo seduto dall’altra parte del letto reagirono con piacevole stupore a quell’avvenimento inatteso che aggiungeva ancor più malizia a tutta la situazione, semmai ce ne fosse stato bisogno…

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La donna, Carla, ricambiò il bacio e sembrò esserne lusingata. Tuttavia, dopo un languido sguardo a Marta, si alzò, prese Alberto per mano e, meccanicamente, uscì dalla stanza per andare presumibilmente ad occupare l’altra stanza a loro riservata. Lasciando quindi intendere di conoscere le dinamiche del “gioco”, di non essere una novellina, ma di prendere invece in mano le redini della situazione.

Marta rimase delusa per un attimo: aveva infatti sperato di poter trascorrere almeno qualche ora tutti e 4 insieme per giocare a ricreare quegli intrecci e quelle posizioni tante volte sognati di nascosto o anche solo immaginati per puro godimento durante i rapporti col marito.

Antonio, l’uomo rimasto in camera con lei, percepì l’esitazione della donna e, per metterla a proprio agio, prese a carezzarle le spalle da dietro, come una sorta di massaggio rilassante e distensivo. Poi le fece scivolare dalle spalle le bretelline del reggiseno e della canotta, le baciò il collo e tutto si tinse di audaci e soffuse luci rosse, di calore di corpi, di sesso puro e semplice, ma ricercato e sofisticato.

Sesso bello, bellissimo… ma soprattutto diverso.

E non che quello con Alberto non fosse bello, ma questo era semplicemente… diverso.

Anche Alberto nella stanza accanto viveva il suo regalo di anniversario con estrema libertà. Dopo il sesso travolgente, i due avevano deciso di farsi anche una doccia rigenerante insieme. E lì, la passione li aveva travolti nuovamente.

Antonio si stava rivestendo. Erano le prime luci dell’alba e Marta era ancora assopita, nuda, con il lenzuolo che creava un gioco di vedo / non vedo sulle sue curve di splendida quarantenne.

Se fu lo sguardo insistente di Antonio non saprei dire, ma in quell’istante lei aprì gli occhi e i due si guardarono. Fu come se si conoscessero da anni. Lui si sedette accanto a lei e di nuovo il desiderio li abbracciò con voluttà e malizia. Di nuovo sesso. Di nuovo quel coinvolgimento fatto di “godiamocelo fino in fondo perché domani sarà finita”.

Diversamente dalla sera prima, durante la quale entrambi avevano evitato il contatto visivo, vuoi per imbarazzo, vuoi per l’impeto del nuovo sesso che si scopriva davanti a loro, stavolta i due si guardarono, fissi negli occhi.

Si piacquero, si presero. Ed al termine, rimasero avvinghiati l’uno all’altra.

Poi tutto finì. Era ora di tornare alla propria vita… e al proprio coniuge.

Ma Antonio si lasciò sfuggire una frase: 

“Non so cosa darei per rivederti!”.

Mentre invece Marta, col marito, era d’accordo che si sarebbe trattato di una volta sola, fatta di comune accordo, come sfizio per rinvigorire la loro vita di coppia. Nient’altro.

Ed invece fu proprio Alberto a stupirla di nuovo.

Aveva deciso di iscriversi all’agenzia in maniera “definitiva”: entrambi avrebbero potuto usufruire periodicamente del servizio: singolo o di coppia.

L’unica regola era che avrebbero sempre dovuto dirsi quando e con chi. Se la cosa fosse stata gestita alla luce del sole  con delle regole, non solo non si trattava di tradimento, ma entrambi ne avrebbero tratto giovamento e beneficio. Questo a tutto vantaggio della loro vita sessuale che pareva attraversasse un periodo di “calma”, non per la frequenza, ma per la fantasia che scarseggiava e che rendeva il tutto più monotono e lento.

E così, mentre la settimana trascorreva nella routine e, tutto sommato, nella normalità della vita familiare, Alberto aspettava con ansia l’arrivo del sabato sera per il suo incontro privato.

Si era organizzato, almeno un paio di volte al mese, degli incontri a due con donne inviategli dall’agenzia di volta in volta, in alberghi della zona ma rigorosamente fuori città.

Marta accettava la cosa con una tranquillità interiore che da un lato la spiazzava: in fondo il marito andava a fare sesso con altre donne! Ma lo accettava anche con l’impazienza di vederlo tornare, perché da quando quello che doveva essere una scoperta da fare insieme, era diventata un’abitudine, la loro vita sessuale era decisamente migliorata.  Il marito aveva infatti ritrovato l’antico vigore, la resistenza e la prestanza che lei aveva amato in lui negli anni della giovinezza. I suoi preliminari a letto si erano fatti via via più audaci e fantasiosi e la loro passione era di nuovo sulla cresta dell’onda.

Se la contropartita era fargli passare un paio d’ore al mese con qualcun’altra, in fondo che male c’era? Amava lei e tornava sempre e comunque da lei.

Un sabato sera, prima di uscire, Alberto le disse: 

“Perché non lo fai anche tu un’altra volta? Così, tanto per divertirti…”.

Fu in quel momento che, rapido ed istantaneo come il flash di una macchina fotografica, a Marta venne in mente Antonio.

L’avrebbe fatto sì, ancora una volta. Ma con lui.

Ovviamente, come da regolamento, l’agenzia vietava di scambiarsi nomi, indirizzi, numeri di telefono e generalità per una questione di privacy.

E quindi Marta chiese un appuntamento per il sabato sera successivo… ma chiese espressamente di lui.

Quando Antonio bussò alla porta della camera d’albergo, lei era sdraiata sul letto.

Si alzò, lo vide.

Si guardarono per un lungo istante, si abbracciarono come se fossero stati anni che non si vedevano ed in realtà era trascorsa “solo” qualche settimana.

Iniziarono a baciarsi, dapprima con dolcezza, poi con ardore sempre crescente… si levarono i vestiti e li gettarono per terra. Si volevano e si bramavano.

Lui la penetrò con forza e con la passione che aveva celato in sé dal loro ultimo ed unico incontro. La desiderava con tutte le sue forze e lei si sentiva travolta dalle emozioni: era lusingata, rapita, affascinata, si sentiva desiderata, apprezzata. Si sentiva bella, giovane.

Dopo qualche ora di sesso travolgente, i due iniziarono a prepararsi per il rientro, ognuno alla relativa “vita”.

Ma Antonio, ancora non pago di quella esperienza esaltante e così terribilmente diversa dalle altre, le propose quello che non avrebbe mai dovuto.

Le chiese di scambiarsi i numeri di telefono.

Perché il desiderio di rivederla andava oltre le regole di un’agenzia, per non dover attendere ogni volta il sabato per rivedersi, perché in fondo quello che loro avevano andava ben al di là di una avventura extra coniugale, peraltro condivisa nella maniera più trasparente possibile.

Eppure Marta sapeva che quello, in qualche modo, neanche il più sottile in fondo, stava per diventare tradimento.

Suo marito era stato chiaro: se la cosa era gestita in maniera trasparente ed avessero incontrato persone dell’agenzia per del sesso occasionale, entrambi ne erano a conoscenza e non avrebbero fatto del male a nessuno.

Ma scambiarsi i numeri di telefono rompeva gli schemi. Andava al di là del gioco degli scambi. E non era tra le regole che lei ed il marito avevano contemplato.

Marta non volle. Non gli diede il suo numero. Ma Antonio insistette. E finì per infilarle il suo biglietto da visita nella borsa.

Per Marta ricominciò la settimana. Cercò di viverla in modo naturale, con i figli, ma soprattutto col marito, per il quale Marta era ormai diventata una dea da venerare, dentro e fuori dalla camera da letto.

Come diavolo riusciva Alberto a scindere le due cose? Come riusciva a scoparsi donne diverse un sabato sì ed uno no e poi essere il marito dell’anno i restanti 28 giorni del mese?

Marta aveva provato solo una volta e già non riusciva a smettere di pensarci.

Ma a cosa pensava? A lui? O piuttosto a come lui la faceva sentire? Si sentiva come la protagonista di uno di quei romanzi che aveva letto… o forse l’attrazione per Antonio era reale e andava bloccata sul nascere?

Per rientrare nel seminato e non lasciare che tutto si frantumasse sotto i suoi occhi, aveva bisogno di una prova del nove.

Avrebbe chiamato l’agenzia e richiesto un appuntamento con un uomo, uno “nuovo”, uno che non aveva ancora visto… e in realtà, a parte Antonio non ne aveva incontrato nessuno.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Raffaella Bordonaro
Sono nata il 24 ottobre 1980 a Brescia. Diplomata all'I.P.S.S.T. Camillo Golgi di BS nell'anno 2000, sono stata impiegata dipendente di un'azienda metalmeccanica per 10 anni. Al rientro dalla maternità ho avuto il benservito e la possibilità di occuparmi a tempo pieno di mia figlia. Dopo 3 anni ho capito di voler ritrovare una sfera lavorativa autonoma in un settore in cui avevo iniziato ad approcciarmi in maniera casuale ma con interesse sempre maggiore. Da quasi 8 anni sono titolare di un negozio di articoli SecondHand per l'infanzia in franchising. Ho pubblicato 3 libri (di cui 2 autoprodotti) perchè la mia passione per la scrittura non mi ha mai abbandonata da quando, all'età di 12 anni, ricevetti in dono il mio primo diario. Da allora la passione è cresciuta, trasformandosi in racconti dapprima, successivamente in blog. Per approdare poi alla creazione di romanzi.
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