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Adesso il cielo brilla di più

Adesso il cielo brilla di più
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Consegna prevista Aprile 2022

Flavia è un’adolescente come tutte le altre: famiglia, amici, fidanzati e una cosa dalla quale non si stacca mai: la pallacanestro. Vive nella capitale, Roma, e, come tutti gli adolescenti, ha un rapporto odi et amo con i suoi genitori. L’estate è ovviamente il suo periodo preferito, soprattutto perché rivede i suoi migliori amici, quelli che durante l’anno non può incontrare perché vivono tutti in parti diverse dell’Italia. All’improvviso, nella primavera del 2018, una notizia che fa fermare il cuore: Flavia, a quel tempo appena sedicenne, ha un tumore. Nel libro viene raccontata la sua vita, i suoi legami e affetti più cari e le sue passioni più grandi dal suo “fratello” maggiore Federico, il quale svolge diverse interviste alle persone più importanti della vita di Flavia e descrive anche con molta accuratezza il loro rapporto e le sue forti emozioni che lo portano alla decisione di mettere tutto nero su bianco e scrivere il libro.

Perché ho scritto questo libro?

Il libro che ho scritto è nato in seguito a un avvenimento che ha particolarmente segnato la mia vita, cioè la prematura scomparsa di una mia carissima amica di Roma per un tumore osseo. Il mio primo pensiero è stato quello di fare qualcosa di grande e meraviglioso per lei. Spero di riuscirci e di regalare una copia anche a lei.

ANTEPRIMA NON EDITATA

1. Flavia attraverso i miei occhi

Agosto 2015. Non ricordo il giorno esatto – ci mancherebbe, sarei pazzo – ma so che è stato un momento essenziale della mia vita. Quel giorno è stato un mattone portante della mia futura casa tutta da costruire. Tra il 7 e l’8 agosto del 2015 ho incontrato per la prima volta Flavia Cianci.

Ricordo tutto perfettamente, è stata una situazione strana e divertente allo stesso tempo: come ogni anno mi trovavo in Salento, nel villaggio estivo di sempre: «Alimini 1», ero in teatro e Ludovica Pagliara – una mia amica – mi aveva raggiunto per presentarmi le new entry nel nostro gruppo: una certa Ludovica e lei, Flavia Cianci.

Da sempre, quando incontro qualcuno per la prima volta, raramente apprendo o ricordo al primo colpo il nome, le difficoltà aumentano poi se mi vengono presentate più persone. Ricordo che Flavia mi aveva detto di provenire da Roma; da quel momento, ogni volta che la incontravo, la chiamavo: «Romaaa!». Sono andato avanti così per giorni, e lei faceva lo stesso con me: «Ei Bresciaaa!».

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Mi piaceva, era un modo diverso di chiamarsi, era divertente. Poi mi ha subito preso, colpito: bellissima ragazza, molto giovane (aveva due anni in meno di me, al tempo 13), simpatica, solare, sveglia, forte, decisa e determinata. Per una ragazza di quell’età sono tutte qualità pregevoli, ho da subito avuto la certezza che fosse più matura della media.

Un giorno, al bar sulla spiaggia del nostro villaggio, il: «Bikini Beach Bar», dopo averla incontrata l’avevo salutata con: «Roma!!!», al solito modo, insomma. Ma sorpresa: mi aveva risposto a tono dicendomi: «Ei Fede, non ti pare l’ora di chiamarmi col mio nome?» – con la sua splendida e inconfondibile cadenza romana. Ero colpito e imbarazzato, c’era un problema: non ricordavo il suo nome! Ho iniziato quindi una prodigiosa arrampicata sugli specchi. «Va bene» ho risposto, aggiungendo che l’avrei chiamata col suo vero nome, così sono andato via. Ho cercato Ludovica (Pagliara, la nostra amica in comune che ci aveva presentati qualche giorno prima) per chiederle una volta per tutte quale fosse il suo nome, così che potessi fissarmelo in testa per bene: «Flavia!».

Abbiamo passato insieme solo una settimana, ma già ero certo che la nostra sarebbe stata una lunga e forte amicizia, una cosa rara, un’amicizia vera.

Lei e il mio migliore amico – Federico Martorana – si avvicinarono molto, ma in un modo diverso rispetto all’amicizia che legava me e Flavia. Io allora mi trovavo in mezzo, come in un limbo: ero l’ago della bilancia. Dopo essersi messi insieme, hanno provato a far durare la relazione il più possibile, a distanza. Ma non è durata molto, purtroppo: dal 19 agosto 2015, si sono lasciati solo due mesi dopo.

Non ho mai condiviso questa decisione, per il bene di tutti e tre. Non volevo trovarmi in mezzo ad una relazione che sarebbe stata complicata, come il fratello di mezzo (quale sono) con la mia sorellina Flavia e mio fratello da una vita, dalla nascita, Federico. Ma

non era cosa di cui preoccuparsi: era estate, erano felici e io lo ero ancor di più per loro due. Erano entrambe persone splendide che meritavano la felicità.

Pochi giorni prima della mia partenza avevamo deciso di scattare una foto di gruppo, eravamo tantissimi. Io sono ritratto accanto alla persona a cui volevo più bene e alla quale tenevo di più: Flavia. Nonostante la conoscessi da una sola settimana, era come se le fossi amico da anni, in quel villaggio era tutto magico. Questa foto è diventata storia, magia, ricordo, si tratta dell’unica foto dove siamo ben visibili insieme. Il 17 agosto del 2015 l’ho postata su Instagram e uno degli hashtag era ovviamente: #romaaaa. Ecco subito il commento di Flavia: «Ahó ma te vuoi fà vivo» con un cuore alla fine. Ci eravamo salutati solo da tre o quattro giorni, ma la mancanza era già troppa per entrambi.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Federico Bertoni
Mi chiamo Federico Bertoni e ho 21 anni. Vivo a Brescia e frequento l'Università di Parma nell'ambito della comunicazione. Ho scritto per i quotidiani “Bresciaoggi” e “Giornale di Brescia”. Sono un ragazzo ambizioso, al quale piace sognare. A breve mi andrò a laureare, sono solo all'inizio del mio lungo viaggio. Il mio punto di forza è la mia famiglia: la forza, l'energia e la fiducia che ripongono sempre in me, mi aiuta a osare sempre di più!
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