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Apriti cielo! Confessioni minime di due steward al servizio di Sua Maestà

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Consegna prevista Aprile 2020

Assistenti di volo.
Quante storie hanno intessuto sul nostro conto!
Quante sono frutto della sadica fantasia dei passeggeri o di aspiranti aviatori e quante invece veritiere o anche solo vagamente simili alla realtà?
È giunta la resa dei conti.
La cordicella del giubbotto di salvataggio ce l’abbiamo in mano noi.
Chi sono e cosa fanno i passeggeri?
Perché lo fanno?
Una cosa è certa. Nell’alto dei cieli, la realtà supera di gran lunga la più fervida delle fantasie terrene e questa volta non lo apprezzerete più attraverso i racconti distratti e oziosi dei viaggiatori – re e regine per una notte – al bar, bensì dalla bocca ogni giorno sempre più sbalordita di due steward.
Preparatevi al decollo.
Un viaggio attorno al mondo in 50 racconti dove l’unica morale è l’eterea follia dettata dall’ipossia, dove tutto è permesso, dove nessuno conosce nessuno, nell’“aria” di nessuno, dove domani è un altro giorno, dove l’unico limite è il cielo.

Perché ho scritto questo libro?

Quando il reale diventa surreale e la follia un modus vivendi hai due opzioni: o ne parli con un bravo psicologo (ma non sempre funziona) o con una buona dose (q.b.) di ironia ne scrivi al mondo intero.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Rullaggio

“Ma guarda come sono eleganti. Come sono belli. Che divisa immacolata! È uno spettacolo vederli sfilare per l’aeroporto. Mi basta guardarli per rilassarmi.”

Forse non mi hanno mai visto dopo il regalino di una passeggera che si è dimenticata di prendere le pastiglie per il mal d’aria.

“Ma i piloti, si sposano con le hostess? No, perché altrimenti come fanno? Son sempre in giro.”

Quindi agli steward restano le fate?

“Alla fine, dai, sono tutti camerieri per aria.”

Non mi risulta che al Ritz ci siano manette, letti a castello, forcipi e kamikaze, ma se sbaglio ditemelo che provo a cambiare carriera.

“Loro non ce l’hanno mica una casa, son sempre in volo. Un affitto sarebbe sprecato e comprarla non gli conviene di certo. Diventerebbe vecchia senza usarla. Non so neanche se gli darebbero un mutuo…”

Non vedo l’ora che arrivi l’ultima rata.

“Pensa che non possono nemmeno donare gli organi .”

Se è per quello nemmeno il sangue.

“Ma con i figli come fanno?”

Davvero. Piegarli in valigia è un gran problema.

Assistenti di volo.

Quante storie hanno intessuto sul nostro conto!

Quante di queste sono frutto della sadica fantasia dei passeggeri o di aspiranti aviatori e quante invece sono veritiere o anche solo vagamente simili alla realtà?

È giunta la resa dei conti.

La cordicella del giubbotto di salvataggio ce l’abbiamo in mano noi. Bisogna riempire un vuoto. “Il vuoto d’aria” di cui non si è mai parlato.

Ma chi sono e cosa fanno i passeggeri a bordo di un volo transoceanico? E perché lo fanno? E se a quelle altitudini sanno ancora quello che fanno, ci sarà qualcuno che li perdonerà?

Una cosa è certa. Nell’alto dei cieli, la realtà supera di gran lunga la più fervida delle fantasie terrene e questa volta non lo apprezzerete più attraverso i racconti distratti e oziosi dei viaggiatori – re e regine per una notte – al bar, bensì dalla bocca ogni giorno sempre più sbalordita di due steward ancora operativi sulle tratte intercontinentali.

Allacciate dunque le cinture di sicurezza e preparatevi al decollo.

Si parte per un viaggio attorno al mondo in 50 storie minime dove l’unica morale è l’eterea follia dettata dall’ipossia, dove tutto è permesso, dove nessuno conosce nessuno, nell’aria di nessuno, dove domani è un altro giorno, dove l’unico limite è il cielo e dove noi, se Dio vuole, sopravvivremo per continuare a raccontarvele.

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 Top 10

E anche in questo volo il fenomeno delle eccedenze di prenotazione (overbooking) colpisce ancora. Dei 54 passeggeri in Business Class, 20 sono clienti a prezzo pieno, mentre agli altri è stato effettuato il passaggio alla classe superiore, (upgrade) sono stati staccati troppi biglietti in economica. Non sarebbe un grande problema, non fosse che molti dei miracolati hanno aspettative irrealistiche… futuristiche e… diciamolo pure… anche un po’ compulsive.

Come se noi non sapessimo che sono businessari per caso.

La lista passeggeri riporta il profilo di ogni cliente… sappiamo anche se vanno tenute le debite distanze per via dell’alito cattivo… i colleghi di terra sono davvero spietati nella valutazione.

Comunque, nella tratta Miami-Londra ecco la top ten (in ordine sparso) delle dieci perle di saggezza dei passeggeri in business per caso.

Sbizzarritevi pure a creare la vostra classifica personale!

Pronti? Via.

  1. «Posso avere un bicchiere di champagne blu?»

«Signora, abbiamo il Taittinger oppure lo Champagne rosé, quello blu non ce l’abbiamo.»

«Ah, io l’ho visto in un film, pensavo che l’aveste.»

Risposta pensata: Avrà visto l’aereo più pazzo del mondo?

  1. «Come si accende la luce in bagno?»

Il guardaroba non è illuminato. Esci che ti fai male e non c’è nemmeno lo sciacquone!

  1. «Vorrei un bicchiere di champagne rosé e voglio fare come i francesi, mi ci metteresti due cubetti di ghiaccio e un grano di pepe?»

Avrà visitato un territorio d’oltremare a me sconosciuto.

  1. «Vorremmo due bicchieri d’acqua bollente, poi la fai raffreddare e ce la dai.»

«Posso darvela direttamente dalla bottiglia a temperatura ambiente?»

«No, siamo indiani, siamo abituati all’acqua pura dell’Himalaya, ce l’hai un termometro?»

Riflessione interiore: come mai tutte le volte che vado in India solo al pensiero di aprire il rubinetto mi prende la diarrea? Sarà per l’acqua pura dell’Himalaya?

  1. «Quando viene il capitano a farci visita?»

Non siamo su una nave da crociera. Gli unici momenti in cui si vede il capitano passeggiare per i corridoi dell’aeromobile è quando non ha digerito bene e non vuole rendere l’aria irrespirabile in cabina di pilotaggio per il suo collega.

Consigli spassionati: non rivolgetegli la parola, lasciatelo passare il più in fretta possibile.

  1. «Io non prendo niente.»

«Ma no tesoro, prendi qualcosa, su.»

«No, non ho sete.»

«Ma dai, quando ti ricapiterà più un’occasione del genere?»

«Hai ragione, ordina tu.»

«Una coca cola con ghiaccio e limone.»

Le occasioni della vita: una coca cola in Business ha tutto un altro sapore, concordo.

  1. «Questa è la zona “arcobaleno?»

«In che senso?»

«20 E ed F. Anche i nostri amici gay avevano questi sedili nel loro viaggio a Hong Kong, si sta benissimo, e poi c’è molta privacy, grazie.»

Oddio, con quegli sguardi da concepimento, questi due chissà che intenzioni hanno.

  1. «Per me una M, le ciabatte ce le ho già.»

Malinformata: il pigiama lo diamo solo in Prima. Le ciabatte te le porti ancor prima di sapere che ti verrà fatto l’upgrade? E se poi non si abbinano?

  1. «Se ha finito con l’antipasto le porto via il piatto.»

«Ah, io ho già mangiato anche il crème caramel… perché c’era qualcos’altro?»

«Sì. c’è il pasto caldo.»

«Ok, allora portami il manzo però poi vorrei un altro dolce sennò mi sembra di fare le cose a rovescio.»

Traduzione: non fai prima a dirmi che vuoi il bis di dolci?

  1. «Qual è il bottone per fare girare la poltrona letto?»

Non siamo a “The Voice” e io non sono la Carrà.

Giochi ortodossi

Volo Newark-Londra, imbarco.

«Siamo in 40, tutti ortodossi, i pasti kosher li avete?»

Non li negheremmo nemmeno ai 40 ladroni.

«Sì, sì, sono tutti Glatt, non preoccupatevi.»

«Andiamo!» e con un cenno della mano ordina al suo popolo di imbarcarsi sull’aereo verso i pasti promessi.

Salgono a bordo una masnada di bambini con cernecchi e portacappelli, vestiti omino Bialetti e donne in abiti tinta unita, scarpe terra a terra, calze coprenti con la riga che evidenzia la vena varicosa post gravidanza e gonna a pieghe da suora laica, rigorosamente in Trevira.  Chiudiamo l’Arca, si parte, parola di Yaveh.

Qualche ora dopo…

«Ciao, come ti chiami?» mi domandano due bimbe scocciate del gruppo davidico.

«Franco e siccome so che le seconda domanda sarà se voglio giocare con voi, vi dico subito di sì perché dormono tutti e mi sto annoiando a morte.»

«Yeah! Allora andiamo a prendere le parrucche delle nostre mamme, aspetta qui!»

E dove avrei potuto nascondermi?  Le fanciulle tornano saltellanti con ben cinque parrucche sfilate dai portaoggetti a forma di candelabro che le madri addormentate avevano posizionato sui tavolinetti per le culle in cabina.

«Ma siete sicure che le vostre mamme vogliono che giochiamo con queste?» domando preoccupato.

«Sì, abbiamo il permesso, noi non abbiamo le bambole, però possiamo fare quello che ci pare con queste.»

«Ma perché le vostre mamme si tolgono le parrucche in aereo?» chiedo.

«La mia mamma dice che lo fa perché le piace il turbante.»

«La mia invece dice che sennò non riesce a dormire.»

«Aspettate un attimo che vado in cabina a controllare.»

In effetti sono tutte addormentate con dei bellissimi copricapi colorati, quasi quasi io gioco.

Torno in cucina, nel frattempo sono venuti anche i fratelli riccioloni e un’altra bambina curiosona.

«Dai, allora a che gioco giochiamo?»

«Allora, tu fai il parrucchiere, noi pettiniamo le parrucche, poi vado a prendere i candelabri e le mettiamo lì sopra, tu devi indovinare di chi sono, se vuoi puoi fargli anche uno shampoo.»

«Ci sto, però non barate.»

«Ma no, quella bionda non è di Sarah, è di Ruth, non capisci proprio niente!»

No, in effetti non ho mai giocato a parrucche, anche a Identikit sono sempre stato una schiappa.

Dlin, dlin, dlin!

 

«Bambine, qua cominciano a suonare troppe campanelle, io bisogna che faccia un giro di succhi di frutta, perché non cambiamo gioco? Vi va di fare le hostess, se volete potete mettervi anche la parrucca, mi fate le tre file di dietro, ora vi preparo il vassoio.»

«Sììììììììì!»

«Io non vengo» fa la bambina curiosa. «Se volete sto qui e guardo le parrucche, la mia mamma non ce l’ha. Io non ho mai giocato a pettinarle, di solito pettino le bambole che mi regalano per Natale, sono molto più belle!»

Oddio, adesso si mettono a litigare, me lo sento.

«Natale??? Guarda che noi non abbiamo mica bisogno dei regali di Natale per divertirci.»

«Perché a voi non ve li porta i regali Babbo Natale?»

«No, e allora?»

«Bambine, andiamo, lasciamo qui le parrucche, le guarda Sue, vero?»

Vado in cabina per il giro dei succhi, le tre israelite mi fanno le ultime tre file, i fratelli rimangono in cucina a giocare a “Biblical”, una specie di Milionario per pochi eletti e Sue continua a pettinare le parrucche come fossero bambole di Natale. Perfetto, si può vivere in armonia dopo tutto.

Torniamo in cucina.

«Franco, il signore nell’ultima fila mi ha detto che faccio troppo casino e se posso portargli subito un “lesbian tea”, che cos’è?»

«Ah sì, ti ha chiesto un té lesbico? Aspetta, glielo preparo subito.»

«Eccolo, portaglielo» dico a Esther dandole in mano un tè con latte e limone da portare al simpaticone.

«Allora, chi vince a “Biblical”?»

«Io! Lui non sa neanche quanti anni aveva Matusalemme!»

«E lui allora, che non si ricorda più se i comandamenti ebraici sono 634 o 645?»

«Be’, dai, siete bravissimi, se vi porto le cuffie della Business riuscite a concentrarvi meglio?»

Cerco di tenerli impegnati con il quizzone dell’aldilà, devo assicurarmi che non danneggino le parrucche delle madri.

«In una c’è una gomma da masticare!» dichiara radiosa Sue.

Forse non ho capito bene… quella stronzetta avrebbe appiccicato una cicca nei capelli delle ortodosse???

«No, adesso la mamma si arrabbia, perché io ci posso giocare, però se succede qualcosa è colpa mia e mi mette in punizione.»

«Ok, il gioco è bello quando è corto, dimmi in quale l’hai appiccicata!»

«Noooo, sei o non sei un parrucchiere?»

Che palle! Adesso devo mettermi lì a spulciare tutti i capelli per trovare la gomma prima che si sveglino le madri.

«Aiutatemi, dai. Tu Sue torna a sedere, con te non giochiamo più e poi dico a tua madre che quest’anno ti saltano i regali di Natale.»

«Infatti» fa Esther, «ti sta bene, così sei senza parrucche e senza bambole!»

«Dai, bambine, cercate di trovare sta gomma in fretta, forza!»

«Trovata! È qui! Ma non si stacca!»

Per forza, ma come cavolo aveva fatto a spiaccicargliela così. Non c’è tempo da perdere, devo prendere le forbici dalla valigetta del pronto soccorso e darci un taglio.

«Rachel, è l’unico modo, dobbiamo tagliare una ciocca, ma non dirlo alla mamma, tanto non se ne accorge, mi raccomando.»

«Va bene, mi fido, sei tu il parrucchiere.»

Zac!

«Adesso tornate a sedere e riporte “i giochi” in cabina e speriamo che non se ne accorga nessuno.»

20 minuti all’atterraggio.

Controllo che in cabina sia tutto a posto, lancio un’occhiataccia a Sue che stringe forte la sua mamma con la faccia innocente. Nel frattempo le sparruccate si tolgono i turbanti e si ricongiungono alla peluria finta, per la gioia dei loro mariti che le desiderano solo se glabre e pure.

«Mamma» dice Rachel «lo sai che Franco fa il parrucchiere?»

«Ah, sì? Be’ allora potrebbe darmi una sistemata alla parrucca.»

Rachel si gira e con la mano davanti alla bocca, lasciando una fessura tra il medio e l’anulare mi sussurra: «Si vede il buco di dietro».

«E poi mi ha insegnato anche a fare il “lesbian tea”.»

«Cosa???»

Si è fatto tardi, forse è meglio scendere. Se poi si accorge anche dell’ammanco…

Scrittrici bloccate, banane e professoresse single

«Ma il volo è pieno?»

«Sì, signora.»

«Cioè, tutti questi sedili vuoti si riempiranno di gente?»

«Quando l’imbarco sarà finito, sì.»

«Io non so se ce la faccio, comunque mi porti una tazza di tè che intanto ci penso.»

Mi dirigo verso la cambusa, ma la guardo sospettoso con la coda dell’occhio. Troppo tardi, sono già in profondità, due dita in gola possono fare molti danni.

Sei sedili.

Ne ha mitragliati sei.

Un idrante.

«Hai visto cosa mi succede solo al pensiero? Non è che adesso posso andare davanti  in una cabina più comoda?»

Riferisco al capocabina alla porta l’accaduto. Fermiamo l’imbarco. Sale a bordo il reparto disinfestazioni con i costumi di scena da Cassandra Crossing, tanto per tranquillizzare gli altri passeggeri.

«C’è una brutta influenza in giro” commentano alcuni.

«È un’epidemia.»

«E io dove vado intanto?» domanda l’inondatrice.

«La facciamo disimbarcare per precauzione signora.»

«Ma no! Io devo essere a Boston per stasera, ho una cena importante, con persone importanti, insomma, è davvero importante che io vada e comunque sono “vuota”, vede?» E si provoca un altro conato con le dita in gola. «Anche volendo…»

Niente da fare, la squadra Cassandra la lascia a terra. La prossima volta, prima di farsi venire il vomito al pensiero di 6 ore in economica, forse ci penserà due volte.

Con i sedili tutti belli e profumati si riprende l’imbarco e si parte.

«Duty free? Articoli da regalo? Offerte speciali? Alcolici?»

Bibite e panini non si può dire?

«Vorrei quel rossetto verde che dopo diventa rosso, ha presente?»

«Sì, glielo vado a prendere dalla Prima.»

Sto per tornare in economica con il bottino e la signora in pigiama in Prima mi fa il gesto della spanna. Visto che si sta violentemente lavando i denti tutta stesa di fronte allo schermo, immagino voglia un bicchiere? Glielo porto.

«Non è possibile!» esclama mettendo il video in pausa. Forse ho interpretato male il gesto. Magari voleva un dito abbondante di whiskey?

Continua a spazzolarsi con rinnovata veemenza e intanto mi espone il suo problema. Dev’essere un dentifricio di ottima qualità, mamma mia quanta schiuma.          Io sempre con il bicchiere in mano, eh?

«Ma poi lei ci va pure a letto?»

Le trame dei film sono sempre più complicate, non saprei cosa aggiungere, ma non vedo nemmeno il motivo di approfondire.

«Io sono 20 anni che insegno e non trovo giusto che succedano queste cose tra studenti  e professori, tu cosa ne pensi?»

Io penso che sarebbe venuto il momento di andare in bagno, lei invece?

Un sorso d’acqua e… giù tutto il liquido schiumoso nel bicchiere che io continuo sempre a tenere in una  mano, perché nell’altra ho ancora il rossetto verde che però poi se vi ricordate diventa rosso.

«Io penso di essere una persona alla mano… però ecco… insomma, a me non è mai capitato che uno studente si sia innamorato di me, questo è il punto, perché?»

Le guardo la schiuma alla bocca, butto un occhio verso il liquido rossastro nel bicchiere e non ho più dubbi, temo che ci sia più di un motivo per cui la professoressa rimarrà single ancora per un po’.

«Ma comunque non ti voglio trattenere e poi sono anche  maleducata perché non ti ho raccontato nemmeno come inizia il film. Ti dispiace portare il bicchiere in bagno? Sto così comoda e poi voglio vedere come va a finire.»

Prima che ci scappi anche l’ammollo della dentiera torno in economica svuotando lo smoothy al sangue in bagno.

Qualche ora più tardi.

«No grazie, niente. Però mi serve una banana» mi chiede la passeggera stringendosi la testa tra le mani.

Sarebbe stato molto più semplice dire di no, ma mi sembra urgente e vado nella piantagione della Business a prendergliene una.

«Ecco, signora.»

«Grazie!» L’afferra, la sbuccia e ne mangia la metà in un sol boccone. «Tutto a posto!» mi dice sgranchendosi le dita.

«Potassio… è istantaneo.»

Si mette a scrivere al computer e poi mi guarda felice.

«Sai, sono una scrittrice… ero bloccata.»

E io che pensavo che il blocco dello scrittore fosse un disagio della mente, che sciocco.

«Il potassio agisce subito, avevo le dita bloccate, però adesso sono riuscita a finire il capitolo. “And he kissed her on the cheek. Then he hopped out of the room like a kangaroo”. Non so come sia nella tua lingua, però in inglese è un finale ad effetto, non potevo non scriverlo, ce l’avevo in testa, grazie della banana. Prova a tradurtelo, vedrai come è bello.»

La baciò sulla guancia. Poi uscì dalla stanza saltando come un canguro.

«Avrei potuto scrivere: “facendo salti di gioia” e invece ho scelto un’espressione più creativa, più originale e anche più romantica.»

Devo trovarmi qualcosa da fare, tra poco mi chiederà un’opinione.

«Sai come lo intitolo?»

Ma allora la banana ha proprio funzionato, adesso va come un treno.

«Domani ti amerò.»

Nata per il Pulitzer.

«Perché lei è una che non si dà subito, però poi alla fine ha un incidente, mortale, ma i lettori non lo sanno e prima di spirare gli dice: “Ti amerò…” e lui si immagina che lei dica “per sempre”  invece lei si gira dall’altra parte e gli sussurra: “domani”, poi muore. Ti piace?»

Ecco, lo sapevo che me lo chiedeva.

Io voglio andare a lavorare in stiva… e senza banane!

04 novembre 2019

Aggiornamento

Recensione di DeArtes.cloud, periodico di informazione artistica, della nostra presentazione a Mantova presso il Cinema del Carbone  
25 ottobre 2019

Evento

Cinema del Carbone - Mantova Accoglienza strepitosa di Apriti cielo! alla Corte dei Gonzaga di Mantova. Pubblico esultante, grazie della vostra incredibile energia! A presto con le recensioni dei giornalisti presenti in sala… e con altre presentazioni!!!
16 ottobre 2019

Aggiornamento

Oltremanica gli animi sono infervorati per le calde discussioni sulla Brexit, ma non solo… Londra, Italia, il giornale online d'informazione per la comunità italiana londinese, pubblica questo…  
21 ottobre 2019

Aggiornamento

Gli avia(u)tori dialogano con Fausto Fagnoni nel salotto di Focus, programma di approfondimento culturale di Teleromagna e TR24.
25 ottobre 2019

Evento

Il Cinema del Carbone - Via Guglielmo Oberdan, 11 - 46100 Mantova (MN) ******************Gli avia(u)tori atterrano alla Corte dei Gonzaga******************** Ospiti del Cinema del Carbone Franco Lombini & Mario vi invitano alla presentazione del loro libro APRITI CIELO! CONFESSIONI MINIME DI DUE STEWARD AL SERVIZIO DI SUA MAESTA' Una serata all’insegna del divertimento e dell’umorismo, “un viaggio attorno al mondo in 50 racconti dove l’unica morale è l’eterea follia dell’ipossia, dove tutto è permesso, dove nessuno conosce nessuno, nell’“aria” di nessuno, dove domani è un altro giorno, dove l’unico limite è il cielo”. L'evento costituirà un’imperdibile occasione per partecipare al successo di un progetto editoriale a quattro mani sulla vita di bordo - scritto da due steward con toni spesso sarcastici e irriverenti - pre-acquistando il volume. Una volta imbarcati, preparatevi a una presentazione spiritosa e bizzarra… Si consiglia vivamente di allacciare le cinture di sicurezza, si decollerà alla scoperta dell'umana turbolenza! Vi aspettiamo numerosi È GRADITA LA CONFERMA --- Entrata libera --- --- Uscita… di emergenza ---
01 ottobre 2019

Evento

Arena Hesperia - Meldola - FC
Serata emozionante per l'accoglienza calorosa del pubblico numeroso e attento!!!
Presentazione preceduta da questo articolo sulla stampa locale...
01 ottobre 2019

Aggiornamento

Comunicato stampa e recensione
27 settembre 2019

Aggiornamento

Presentazione Apriti cielo! presso Libreria Mondadori Ponti, Milano.
La strepitosa Chiara Mostini di bookabook ci ha deliziati con le sue argute e stimolanti domande. Pubblico attento e numeroso. Tante risate e pochi inghippi tecnici... Due scrittori di bookabook presenti in sala hanno reso la serata particolarmente interessante. Continuate a seguirci, aviolettori!
27 settembre 2019

Evento

Mondadori Bookstore - Milano Ponti - Via Ettore Ponti, 21 - 20143 Milano
Per questo incontro vengono a trovarci Franco e Mario, due steward al servizio di sua Maestà che assistono quotidianamente a scene al limite del surreale.
Uno spettacolo comico irriverente, basato su fatti reali e raccontati in un libro che i due steward stanno pubblicando grazie a una campagna crowdfunding su bookabook.
Vi aspettiamo venerdì 27 settembre dalle 17.30 in poi per aperitivo a prezzo pop e grasse risate!
09 settembre 2019

Evento

Oasi naturale Cala Foma - Forlì
Un'altra splendida presentazione accolta da un pubblico caloroso e numeroso. Per alcuni queste presentazioni sono diventate un'ossessione... non se ne perdono una!
Grazie a tutti di cuore!
21 agosto 2019

Aggiornamento

Apriti Cielo su Forlì Today a questo link.
02 agosto 2019

Evento

Hotel Luxor - 47814 Igea Marina (RN) https://www.facebook.com/events/461145094719113/
Vi aspettiamo nell'accogliente salotto dell'Hotel Luxor per una serata di risate in compagnia!
20 luglio 2019

Aggiornamento

E quando un lettore nonché docente di italianistica alla Middlesex University e raffinato poeta ti scrive questo, il solluchero è inevitabile!
09 agosto 2019

Evento

Fantini Club, Lungo Mare G. Deledda 182 - 48015 Cervia (RA)
Uno splendido momento per incontrare attuali e futuri lettori. Un'occasione unica per ascoltare dal vivo divertenti aneddoti contenuti nel libro e forse sfatare qualche leggenda. Venite a ridere con noi nella meravigliosa cornice del Fantini Club!
Per maggiori informazioni: https://www.fantiniclub.com/2-it-293780-9-agosto-2019-incontri-con-l-autore-apriti-cielo-franco-lombini-e-mario-tadiello.php  
11 luglio 2019

Aggiornamento

E per festeggiare le oltre 100 copie vendute nella prima settimana eccoci qua a scorrazzare per le strade di San Francisco. Ringraziamo di cuore tutti i sostenitori che credono in questa meravigliosa avventura. Avanti, nostri prodi!
07 luglio 2019

Aggiornamento

Cominciano ad arrivare i primi commenti, possiamo solo essere felici e commossi da queste parole. Grazie di cuore!
03 luglio 2019

Aggiornamento

In un luogo magico e senza tempo come il giardino di Palazzo Numai Foschi abbiamo presentato il nostro libro davanti a un folto pubblico. Agli effetti speciali ci ha pensato il tempo. "Apriti cielo!" di nome e di fatto. Tuoni e fulmini hanno reso la serata ancora più romantica. C'è stata una valanga di pre ordini, vuoi partecipare anche tu a questo sogno di mezza estate? Ringraziamo tutti i presenti che con il loro calore hanno reso questo inizio di campagna incandescente.

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Leggi il titolo, ti incuriosisci, pensi che possa essere una piacevole e spensierata lettura estiva e procedi all’acquisto ben consapevole che un’opera prima può rivelarsi una graditissima sorpresa come una delusione assoluta.
    Ti trovi poi ad andare alla presentazione del libro in un bellissimo cortile di un palazzo nobiliare a Forlì e lì vedi i due avia(au)tori alle prese con una presentazione a dir poca informale, atipica, folle e geniale!
    Le nubi a quel punto si diradano, il cielo (come da loro imperativo iniziale) si apre letteralmente ed al tuo cospetto ti ritrovi due personaggi che hanno colto il senso della vita… e che sanno raccontarlo egregiamente con disincantata ed irriverente teatralità!
    La lettura del libro scorre via leggera, grazie ad una scrittura senza tanti fronzoli, ad una capacità di fotografare in parole situazioni grottesche e paradossali ma assolutamente reali, alla capacità di non prendersi mai troppo sul serio di cui gli autori hanno fatto una colonna portante del loro stile di vita.
    Questa esperienza non sarà sicuramente un fuoco di paglia, talenti del genere non possono eclissarsi dopo un’opera prima talmente riuscita ed i loro racconti andrebbero anche benissimo per essere rappresentati in delle sitcom… e chi meglio di loro potrebbe interpretarle?
    Da avia(au)tori ad avia(t)tori il volo è breve!
    Risate assicurate… e fate attenzione al check-in!!!

  2. (proprietario verificato)

    Un gioiellino che ho selezionato attirata dall’accattivante copertina e dalla descrizione divertente. Che piacevole scoperta! Letto quasi tutto d’un fiato in bozza, il libro offre un esilarante spaccato dell’umanità “per aria”. Scrittura scorrevole, irresistibile humor inglese punteggiato di sagaci e insolite osservazioni che creano una sorta di dipendenza nel lettore. Acuti esploratori del vivere, i due autori ci conducono in un divertentissimo viaggio, da cui è si possibile tornare, ma cambiati per sempre. Grazie alla loro narrazione suggestiva e cinematica ci sembra quasi di vedere scorrere davanti ai nostri occhi le scene di un film. Umorismo a 360 gradi: dalla risata sguaiata a quella a denti stretti! Impagabile! Spero in un seguito!

  3. (proprietario verificato)

    Mi ero ripromessa di aspettare fino ad aprile, ma poi mi sono detta ne leggerò solo un paio in bozza. Errore fatale! Non sono riuscita a smettere, peggio delle ciliegie. Non ho mai riso tanto in vita mia. Libro scorrevole, storie esilaranti e avvincenti, osservazioni sagaci e spesso irriverenti “dell’umana turbolenza”. Ora per me volare non sarà più la stessa cosa. Libro super consigliato. Non vedo l’ora di regalarlo ad amici e parenti per condividere indimenticabili momenti di ilarità!

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Franco Lombini e Mario Tadiello
Franco Lombini è nato e cresciuto a Forlì. Dopo la laurea in Interpretariato e Traduzione si trasferisce in Inghilterra dove ha abitato per oltre vent'anni conseguendo un'altra laurea in Studi Classici e un Master in Traduzione Letteraria. Alla professione di assistente di volo, oggi affianca anche quella di traduttore editoriale.

Mario Tadiello, classe 1968, nasce a Bonaldo (VR). Laureato in Interpretariato e Traduzione ha vissuto in Inghilterra per venticinque anni, ottenendo un'altra laurea in Studi Classici e un Master in Traduzione Letteraria. Da oltre vent'anni solca i cieli al servizio di Sua Maestà e traduce per l'editoria.
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