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Il ballo dei ricordi

La campagna di crowdfunding è terminata, ma puoi continuare a pre-ordinare il libro per riceverlo prima che arrivi in libreria

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Consegna prevista Febbraio 2022
Bozze disponibili

Una ragazza rapita, morsa da un serpente velenoso, e poche ore per salvarle la vita. Così si apre l’indagine del giovane commissario Baldi e della sua squadra, in servizio presso la questura di Parma, questo avvenimento però sarà solo l’inizio del caso che ha nella vendetta la sua realizzazione.

Vendetta che prende vita attraverso alcuni versi della Commedia dantesca, utilizzati per mettere alla prova l’abilità investigativa del commissario e dei suoi uomini, ma anche per creare un effetto scenico e criminale destabilizzante.

Perché ho scritto questo libro?

La lettura e la scrittura sono sempre state presenti nella mia vita e sono fondamentali nel mio lavoro, per creare un rapporto significativo con gli studenti attraverso le parole degli autori della letteratura. Questo libro racconta quello che io conosco meglio: Parma e la sua provincia e la letteratura italiana, da questo connubio è nata una storia gialla che spero possa appassionare i lettori dalla prima all’ultima pagina.

ANTEPRIMA NON EDITATA

1

“Che splendido pomeriggio”, pensa Lara mentre il sole le scalda le spalle nude e i capelli raccolti in una coda le ondeggiano al ritmo dei passi che, dal centro del paese, la conducono verso le colline che addolciscono il paesaggio.

Nelle orecchie le parole di un ritornello, “bam bam bam un twist ancora bam bam bam cos’è l’amore…”(Achille Lauro), e la ragazza si lascia andare e canta, tanto, pensa, nessuno la sente.

Lara non si accorge che alle sue spalle un ragazzo si avvicina in tenuta da corsa, la affianca e la saluta. Poi come in un sogno tutto diventa confuso, la musica ovattata nelle orecchie e le palpebre pesanti.

Sviene.

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***

Il telefono squilla all’improvviso almeno tre o quattro volte.

“Che ore sono? Cazzo, le cinque del mattino e domani, cioè oggi ,sono di riposo. Pronto? “

“Commissario, mi scusi lo so che non dovrei chiamare lei ma, vede, sono arrivate due strane telefonate, un’emergenza, e io non sapevo proprio cosa fare, gli altri sono tutti fuori”.

“Non importa, Riva. Arrivo tra mezz’ora”.

Deniz Baldi si prepara rapidamente, prima di uscire, come fa sempre. Accarezza, con un gesto fugace, il viso di una donna bellissima che sorride, immortalata in una foto incorniciata e posata sulla mensola della sua libreria.

***

“Riva, che cosa è successo?”

“La nostra centrale ha registrato alle 4.52 e alle 4.55 due telefonate . Ascolti, commissario”. Un urlo terribile squarcia il silenzio della stanza.

“Questa è la prima. Questo urlo agghiacciante e niente altro” ,dice Riva, “e poi la seconda: “Baldi mezzosangue dimostrami quanto vali”. Una voce metallica e contraffatta.

“Commissario, cosa pensa?”

“Baldi mezzosangue. È uno che mi conosce o conosce la mia storia”.

“Allora ,Riva, da dove iniziamo? È tutto molto vago, siamo sicuri che non sia uno stupido scherzo? In ogni caso non possiamo fare finta di niente. Tra un’ora vai al laboratorio della scientifica con la

registrazione delle due telefonate perché voglio sapere se l’urlo appartiene a un essere umano. Dobbiamo poi sapere se sono arrivate nelle ultime ventiquattro ore delle denunce di scomparsa, iniziamo da qui e vediamo che cosa troviamo. Però adesso devo bere un caffè bollente ma buono. Andiamo, il bar di Antonio ormai è aperto e facciamo colazione. Chiama Ruggeri e dille di raggiungerci lì”.

***

Deniz Baldi, trent’anni, nominato commissario di polizia a Parma.

Un ritaglio di giornale vecchio di tre anni ma accuratamente conservato.

“Il giovane commissario è l’unico figlio del noto avvocato Baldi, esponente di spicco della politica del capoluogo lombardo, nonché socio di un’importante multinazionale farmaceutica di Milano. Laureato in Giurisprudenza con il massimo dei voti, entra in polizia con il ruolo di vice ispettore a 26 anni, a 28 diventa ispettore al commissariato di Monza . Deniz Baldi ha dichiarato che è pronto ad assumere l’incarico a Parma, con la volontà di far sentire ai cittadini che la Polizia è sempre al loro servizio .”

Le parole dell’articolo sono corredate da una foto a colori che mostra il neocommissario con l’uniforme della Polizia di Stato.

La punta della freccetta colpisce il petto dell’uomo ritratto nella foto.

“Morirai Baldi. Ma prima ti farò impazzire”.

2

L’ispettore Laura Ruggeri raggiunge il commissario e il vice ispettore al bar di Antonio, sono le 6.30 del mattino, l’aria è frizzante ma la luce del sole illumina le vie della città ancora semi deserte. Chissà cosa è successo per ricevere la telefonata di Riva, agitato più del solito, poi un messaggio del commissario che la invita a fare colazione. Baldi e la sua mania per il caffè buono, come dice lui, almeno quattro volte al giorno, Baldi e la sua intraprendenza, la sua grande professionalità e una caparbietà nota in tutta la provincia, così come la sua bellezza. Ma guai a fargliela notare, il commissario usa parole taglienti con chi prova a lusingarlo a causa della sua avvenenza, e Laura lo sa fin troppo bene, per aver assistito più di una volta, agli inutili assalti del viceprocuratore Gioia Asoli, testardamente innamorata di lui e ancora non rassegnata a un no secco e deciso.

“Ah Baldi, quanti cuori infranti… “ pensa Laura e sorridendo apre la porta del bar “ Ciao, ragazzi , buongiorno Antonio, mi prepari un caffè macchiato e mi dai anche una brioche alla marmellata? Grazie”.

“Certo, ispettore, subito” risponde il barista.

“Laura, buongiorno, scusa se ti abbiamo fatto venire prima del previsto ma è successo qualcosa che vogliamo discutere con te. Fai colazione, poi ti raccontiamo tutto.” Deniz le rivolge un sorriso e prende con le mani la tazza del suo caffè, quasi volesse scaldarsi i palmi per tranquillizzarsi. Lo sguardo di Laura è catturato dall’anello che l’uomo porta all’anulare della mano destra: è d’argento e ha un lapislazzuli rettangolare di un blu vivo con striature d’oro, intorno alla pietra il metallo è leggermente lavorato, creando un movimento che lo rende un pezzo unico, lui non se ne separa mai. È il regalo di sua madre per il suo diploma liceale, un antico gioiello turco appartenuto alla sua famiglia. Laura lo sa, è stato lo stesso Baldi a raccontarle questa storia mentre una notte stavano facendo un appostamento in un caso di spaccio.

“Andiamo?” Dice Riva dopo una decina di minuti.

“Pronta, sono molto curiosa di sapere cosa sta succedendo”.

Tornati in questura, i tre si dirigono nell’ufficio di Baldi. Il viceispettore Riva espone i fatti, Laura ascolta senza battere ciglio.

“Sappiamo se sono già arrivate le segnalazioni di scomparsa?” chiede l’ispettore.

“No.” risponde il commissario.

“Ok. Vado io e sollecito. Sono le 7 passate, qualcosa si dovrebbe già sapere”.

“Prendo le registrazioni e mi incammino verso l’ufficio della scientifica”, dice Riva “ci vediamo dopo”.

“Va bene, a dopo, ho bisogno di alcune conferme prima di avvisare il vice procuratore”, aggiunge Baldi.

***

Buio, freddo e il latrato di un cane in lontananza.

Lara si risveglia. Ha un dolore acuto al polso sinistro, che le è stato torto con violenza per farla urlare mentre il suono veniva trasmesso attraverso un cellulare usa e getta.

Poi, più nulla, era svenuta di nuovo. Cosa le stavano facendo? Dove era?

“Aiuto! “Pronuncia questa parola molte volte.

Cerca di alzarsi ma è molto debole e poi non può andare lontano è incatenata alla parete.

“Bambina, una voce gracchiante e improvvisa rompe il silenzio, il gioco è appena cominciato, bevi e cerca di stare tranquilla. Non sei tu che voglio”.

Lara prende la bottiglia che le viene data nel buio, beve e poi si addormenta.

***

“Deniz, hai un minuto?”

“Certo, Laura. Novità?”

“Una segnalazione giunta dal posto di polizia di Fidenza.”

Una ragazza di ventidue anni Lara Maggi, uscita da casa sua un giorno prima in tenuta sportiva per la solita passeggiata pomeridiana. Non ha fatto ritorno a casa. I genitori, dopo aver sentito il fidanzato e le sue amiche, ne hanno denunciato la scomparsa. La famiglia dice che Lara è una brava ragazza, metodica e ordinata con la passione per le lunghe passeggiate. Insomma, niente di strano da segnalare apparentemente. Il cellulare della ragazza è spento. Chiediamo l’autorizzazione per provare a rintracciarlo?”

“ Sì, assolutamente, anzi telefono alla Asoli e le faccio aprire un fascicolo d’indagine perché questa storia non mi piace per niente. Voglio andare a fare un sopralluogo, abbiamo la foto della ragazza scomparsa?”

Il cellulare di Baldi squilla :“ Riva dimmi.”

“La scientifica conferma che l’urlo è umano , ma le due telefonate non sono tracciabili perché fatte con un dispositivo usa e getta non più attivo”.

“ Questa è una prova importante. Io e Ruggeri andiamo a controllare una segnalazione. Ci vediamo tra due ore”.

“Va bene, a dopo”.

“Laura, andiamo”.

“Certo. Ritiro la stampa della foto e arrivo”.

La località dove vive Lara Maggi è una frazione tra Fidenza e Tabiano Terme: qui la campagna circonda le poche case e spesso, poco lontano dalle abitazioni, ci sono le stalle. Dalla piccola villetta

bianca di proprietà dei Maggi è facilissimo raggiungere un sentiero che porta in mezzo ai campi e ad un boschetto. Il sentiero però crea un anello ed è quindi impossibile perdersi. Deniz e Laura camminano con circospezione, osservano attentamente entrambi i lati del sentiero alla ricerca di una prova che dia senso a quella ricerca. Il commissario sa che tra poco arriveranno altri agenti, ma vuole farsi una idea sua senza avere troppa confusione intorno.

Nessuno ha visto la ragazza quel pomeriggio, improvvisamente l’ispettore si ferma , si avvicina al fosso e si china per guardare meglio.

Sembra un tappo di una bottiglietta d’acqua abbandonato di traverso, Laura allunga la mano coperta dal guanto di lattice e si accorge che non è un tappo ma un auricolare senza filo avvolto in un pezzo di carta.

“Guarda qui.” Il commissario si avvicina e Laura delicatamente srotola la carta e libera l’auricolare.

“C’è una frase scritta. No, sono versi”. L’ispettore legge ad alta voce:

“con serpi le man dietro avean legate

quelle ficcavan per le ren la coda

e il capo ed eran dinnanzi aggrappate”.

“Cosa significa? Se l’auricolare è di Lara, abbiamo una prova. Chiamo la scientifica e dico di raggiungerci”.

***

Quando tre anni prima giunse per il giovane Baldi il momento di scegliere la sede per il nuovo incarico, una sola fu la motivazione che lo guidò: una sede lontana dalle conoscenze paterne. Voleva fare esperienza senza avere il fiato di suo padre sul collo. Così si era presentata quell’occasione: Parma, una città lontana dai riflettori di Milano, il luogo ideale per un giovane che deve imparare i trucchi del mestiere. Suo padre non aveva commentato, ed era come se il suo silenzio dicesse che disapprovava, come del resto ogni sua scelta. Deniz e suo padre avevano una visione della vita diametralmente opposta, al giovane non interessava ereditare lo studio paterno, e non interessava la carriera diplomatica. Era cresciuto frequentando le scuole migliori e le famiglie più facoltose, ma si era sempre sentito soffocare. Non lo attraeva il prestigio, ma lo appassionava dare un senso alle sue azioni, essere responsabile del bene comune. Sua madre lo aveva sempre capito e sostenuto ma una rara malattia incurabile se l’era portata via quando Deniz aveva vent’anni. Lei , figlia del console turco a Milano, non lo aveva mai forzato, lo ascoltava, poi lo lasciava libero di scegliere. Dio, quanto

gli mancava. La morte di sua madre aveva peggiorato il già difficile rapporto con il padre, così i due uomini evitavano di incontrarsi, sentendosi un paio di volte all’anno il giorno del rispettivo compleanno.

Nei tre anni trascorsi a Parma, Baldi si era misurato con molti casi, a volte complessi, ma aveva imparato a conoscere bene la sua squadra e a fidarsi di loro, e aveva capito che c’era un’idea che guidava le sue scelte da quando aveva deciso di entrare in Polizia: proteggere i deboli, anche quelli che non sanno di esserlo.

Ma questa volta era diverso. Un formicolio alle mani gli diceva che non era un’indagine come le altre, che chiunque ci fosse dietro tutto questo aveva pianificato ogni più piccolo particolare con una cura maniacale.

2021-02-07

Aggiornamento

Il ballo dei ricordi ha vinto per la sezione thriller il premio letterario Rotary Bormio Contea. Premiazione il 7 luglio a Bormio

Commenti

  1. Scrittura agile e raffinata con citazioni letterarie ricercate. Trama certamente avvincente che si snoda in luoghi noti, evocando atmosfere suggestive di epoche passate.

  2. (proprietario verificato)

    Un genere che appassiona da sempre, dei personaggi convincenti, una trama costruita in modo sapiente, una scrittura scorrevole e uno scenario casalingo che però riesce a rinnovarsi e nel contempo a ripercorrere luoghi noti. Direi che non manca niente. Se non un’altra storia.

  3. (proprietario verificato)

    Questo romanzo apre una dimensione preziosa, da inaugurare insieme con i personaggi stessi, che sono alla ricerca anche della propria strada. La cura della cornice non vela, anzi attesta e corrobora l’autenticità dell’indagine, che penetra nello spazio e nel tempo, sostenuta da uno stile asciutto e convincente. E’ una storia vicina, che rende immediatamente partecipi, scuote e rimane.

  4. Elena Gerra

    (proprietario verificato)

    I punti di forza di questo libro sono i personaggi che sanno conquistarti fin dalla prima pagina e la storia appassionante con dei riferimenti geniali a Dante; consigliatissimo per chi vuole leggere un libro tutto d’un fiato.

  5. (proprietario verificato)

    I luoghi in cui si snoda la vicenda, sembrano loro stessi prendere vita e rafforzare quelle emozioni che già i personaggi della storia regalano al lettore. Un racconto appassionante che si legge tutto d’un fiato! Consigliato!!

  6. (proprietario verificato)

    Coinvolgente, intrigante, non vorresti mai smettere di leggere. Una storia piena di colpi di scena e sviluppi inaspettati. Mi è davvero piaciuto! Ovviamente super consigliato!!

  7. (proprietario verificato)

    Una storia avvincente che tiene il lettore incollato al libro dall’inizio alla fine facendoti affezionare ai personaggi. Assolutamente consigliato

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Barbara Spotti
Barbara Spotti
Docente di Lettere nella scuola superiore da quasi trent’anni, è sposata e ha due figli studenti universitari. Vive a Salsomaggiore Terme in provincia di Parma e proprio tra Parma e la sua provincia è ambientata la prima indagine del commissario Baldi . Ama il mare in tutte le stagioni, il suo luogo del cuore è l’Isola d’Elba.
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