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Bella, intelligente e magari pure bionda

Bella intelligente e magari pure bionda campagna
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Consegna prevista Febbraio 2021

Emma è una giovane donna in carriera, dall’infanzia impegnativa. I suoi affetti più grandi sono il fedele cane Freddie, l’eccentrica amica India e l’amata nonna Annie. Quando chiude il progetto che le cambierà la vita, Emma è pronta a ricevere la promozione accordata, ma le preferiscono un collega uomo più anziano. Ferita e delusa, rassegna le dimissioni… e tutto sembra crollarle addosso. Si risveglia sul ring della vita, dopo essersi ritrovata al tappeto, pronta a fare i conti con una realtà molto dura. Ha imparato una lezione importante e ora tutto è in bilico: amore, professione, famiglia. Gli ostacoli della vita però la conducono a scoprire dentro di sé la forza per inseguire i suoi sogni, il coraggio di non mollare e il desiderio di essere di esempio, dimostrando che nulla è impossibile quando decidiamo di non arrenderci.

Perché ho scritto questo libro?

Ho scoperto, dopo un pericoloso incidente stradale, che la vita è troppo breve per riassumere la mia esistenza in una professione o semplicemente in un ruolo sociale. Mi piacerebbe lasciare il segno in questo mondo, che ogni giorno mi dà tanto.
Mi piacerebbe che i lettori comprendessero due temi fondamentali:
1) che si vive per amare, e l’amore passa attraverso il rispetto e il supporto.
2) che si vive per amarsi, e l’amore per se stessi passa attraverso l’impegno di realizzare i propri sogni.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Nota d’autore

Questo libro è dedicato alla piccola Emma che c’è in te.
Chi lo avrebbe detto a Emma che sarebbe stata in grado di cambiare la sua vita? Nessuno avrebbe scommesso sulla sua vittoria, forse in un primo momento nemmeno lei.
Sin dalla tenera età ha dovuto combattere contro quel seme che cresceva dentro di lei. Il seme dell’ingiustizia vissuta in prima persona, in una famiglia dove il patriarcalismo era uno dei concetti base.
Eppure il fato, il coraggio e l’impegno l’hanno portata al traguardo. Un traguardo fatto di gioia, di una vita sentimentale sana, di una certa libertà finanziaria e di una rivincita professionale tutta al femminile.
Emma ha affrontato con coraggio tutte le difficoltà che una donna può incontrare nella vita di tutti i giorni, dimostrando che nulla è impossibile.
Come ha fatto? Ha deciso di indossare una maschera, ma non una maschera qualunque, bensì la maschera di Xena, la principessa guerriera che da adolescente vedeva in tv. Quella maschera scommetto che sta proprio lì, a portata di mano di ognuna di voi, pronta per essere usata. A volte quando non si ha più la forza di indossarla sembra sia la stessa società a imporcela. Una società che sempre più spesso dipinge la donna con un viso ingenuo e sorridente e un’inclinazione a superare le difficoltà senza lamentele. Possibilmente eliminando tutte le sue ansie e i suoi dolori durante quei suoi giorni al mese, così poco femminili.
Oppure è proprio da qui che bisogna partire. Dalla forza di Emma, che è la forza di tutte le donne, capaci di restare in piedi anche nei momenti più duri. La vita ha deciso di premiare le donne, questo è il pensiero di Emma e grazie a questa convinzione è riuscita ad arrivare al cuore di tantissime donne, parlando con giovani imprenditrici, mamme soddisfatte e studentesse sognatrici. In queste occasioni è solita fare l’esempio di una donna in dolce attesa. Quale sforzo maggiore la vita potrà prospettare una donna che ha appena superato i nove mesi di gestazione, durante i quali il suo corpo, organismo, cellule si sono adattati per generare nuova vita?

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Le donne sono predisposte ad affrontare la vita, generando altra vita, seminando, coltivando e raccogliendo amore, nonostante i dolori e le difficoltà.
In una società frenetica e concentrata sul successo personale, dove i gradi di egoismo e arrivismo sfiorano la punta dell’Everest, sembra impossibile incontrare persone dell’altro sesso capaci di costruire una relazione sana, onesta e senza interessi di alcun tipo, se non quello dell’amore, del rispetto reciproco, del sostegno morale e della condivisione della felicità. I giovani sono sempre sul chi va là, con la consapevolezza che nulla è eterno, con la costante mancanza di desiderio di impegnarsi, con le tentazioni che si moltiplicano appena fuori dalla porta di casa.
Emma non si è data mai per vinta e spero che leggendo la sua storia non vi darete mai per vinte neanche voi.
La storia di Emma è una storia fatta anche un po’ per sognare, per calarsi nei panni di qualcuno che almeno una volta abbiamo immaginato di essere.
Buon viaggio!

CAPITOLO 1
Un seme dalle forti radici

L’infanzia di Emma era stata quanto di più lontano ci si potesse immaginare dai film americani che i famosi registi di Hollywood amavano portare in scena.
Mentre sul grande e piccolo schermo si vedevano famiglie armoniose e felici, in grado di avere dialoghi sani ed esperienze formidabili, la sua famiglia invece era severa, per usare un eufemismo, con principi molto rigidi che ruotavano sostanzialmente intorno a un unico concetto: l’uomo era il capo famiglia e la donna doveva obbedirgli senza remore.
Da piccola Emma era una bimba luminosa e sorridente, amava stare all’aria aperta e si sentiva spensierata, come solo una bambina di sei anni può esserlo. Il suo sorriso però cominciò a ombrarsi ogni giorno un po’ di più. I suoi genitori litigavano un giorno sì e l’altro pure, a nulla serviva nascondersi in camera, le urla l’avrebbero seguita anche fin dentro l’armadio. Suo padre amava comandare la madre per il semplice gusto di sentirsi uomo e in particolare quando rientrava in casa dalla pesca si scatenava l’inferno. Lei e i fratelli recitavano la parte dei soldatini mentre la moglie quella di una geisha premurosa e obbediente. La famiglia viveva nella serenità solo quando lui era fuori in mare aperto. La madre si prendeva cura della casa in modo meticoloso e ai figli donava moltissimo amore, viveva quasi solo per loro.
Vivevano a Monterey, una cittadina di trentamila abitanti nello stato della California a quattro ore di distanza da San Francisco.
Per Emma diventare adolescente significò affrontare una delle sfide più difficili della sua vita. Man mano che cresceva diventava sempre più consapevole delle piccole e grandi ingiustizie che era costretta a subire ogni giorno in famiglia. Non poteva indossare gonne corte perché altrimenti sarebbe sembrata una poco di buono, non poteva uscire con gli amici se in gruppo c’erano più ragazzi che ragazze, non poteva mettersi un filo di lucidalabbra come invece facevano le sue coetanee e soprattutto non poteva mai replicare ai suoi genitori perché una brava donna doveva obbedire in silenzio.
Fu in quel periodo che dentro di lei iniziò a germogliare il seme dell’ingiustizia, con gli anni sarebbe cresciuto a dismisura, con radici talmente forti da restare saldamente avvinghiate al suo cuore per molto tempo. A causarli maggiore sofferenza era il trattamento impari con cui lei e i suoi tre fratelli venivano trattati. A loro era concesso di uscire liberamente per la città senza preoccuparsi di sporcarsi il vestito, non erano tenuti a fare le faccende di casa ed erano liberi di alzare la voce come volevano. Quando capitava che rispondessero a tono alla madre lei era solita perdonarli.
«Sono maschi», ripeteva lei alzando le spalle in segno di noncuranza. Emma invece doveva essere sorridente e obbediente, collaborativa in casa e silenziosa, non doveva rispondere né ai genitori né ai fratelli ed evitare di creare qualsiasi tipo di problema.
«Lasciali perdere Emma, non aggravare la situazione, sono maschi, sai che loro alzano la voce ma poi si calmano. Tu stai buona, anche se loro hanno torto ed evita di irritarli maggiormente», era il ritornello che si sentiva ripetere.
A volte cercava di far ragionare la madre: «Nasciamo tutti con gli stessi diritti e ognuno di noi ha dei doveri. Perché io devo rispettare le regole e loro no? Perché devo aiutarti solo io nelle faccende di casa? Perché loro possono permettersi di non studiare e uscire a divertirsi tutto il giorno mentre io invece devo stare chiusa in casa a fare i compiti?». La madre che la amava immensamente cercava di rabbonirla dicendole che era ancora piccola per capire come girava il mondo.
Ma il semino dell’ingiustizia continuò a crescere al punto che Emma quando se ne sentì soffocare decise che per poter ottenere la libertà desiderata e la vita dei suoi sogni doveva allontanarsi dalla sua famiglia e affrontare le intemperie della vita in modo autonomo e coraggioso.
In questo ebbe una valida alleata, nonna Annie, che la sostenne nella sua decisione più importante: trasferirsi a San Francisco per iniziare a frequentare la San Francisco State University.
Durante quegli anni la nonna ed Emma s’inventarono ogni sorta di lavoretto pur di potersi permettere di pagare l’affitto e le spese. Nonna Annie vendeva torte fatte in casa a tutti i bar del quartiere, mentre Emma dava lezioni private, faceva la babysitter negli orari serali e portava i cani dei vicini fuori al mattino presto.
Alla fine Emma riuscì a laurearsi in tempo e con il massimo dei voti, questo grande risultato le diede ancor più forza per darsi traguardi sempre più alti. Un’unica grande convinzione l’aveva sempre accompagnata: le donne possono realizzare tutti i loro sogni.
CAPITOLO 8
Soffitto di Cristallo

Nel frattempo in sala riunione Carl continuava a scusarsi per il modo in cui aveva manifestato il suo rammarico.
«So perfettamente che abbiamo rischiato di perdere credibilità come studio, ma non era quella la mia intenzione. Sto attraversando un periodo duro ragazzi. Sono mesi che soffro di depressione. Non riesco neanche più a giocare con i miei figli, trovo sempre scuse per sfuggirli e appena posso li affido alla tata. Mi sono chiesto ma come fa un padre a non sopportare i propri figli? come fa un marito a non desiderare più sua moglie? Ľ unica spiegazione che mi sono dato è che sono totalmente insoddisfatto nella mia vita professionale. Perché? Perché una ragazzina dalla folta chioma bionda mi vuol rubare il lavoro, i progetti e i clienti. Voi, siete padri e mariti come me, chi meglio di voi può capirmi?
Date a me la possibilità di diventare partner dello studio e vedrete che non ve ne pentirete. Del resto nella vita così come negli affari bisogna rischiare. Io ora come ora non ho nulla da perdere e ho fame di vittoria.»
Carl si zittì e rimase a guardarli, i tre sembravano assorti in profonde riflessioni.
Vedevano davanti a loro un uomo disperato, capace di qualsiasi gesto folle.
«Abbiamo scelto Emma solo perché ha chiuso il contratto con la Newzond Corporation, ma il posto non è stato ancora assegnato Carl, stai tranquillo, le carte adesso si sono rimescolate», disse infine Thomas. Poi gli mise una mano amichevole sulla spalla e lo accompagnò alla porta offrendogli un weekend in un centro spa a spese dello studio, per lui e la sua famiglia.
Una volta chiusa la porta i tre si guardarono.
«Cancelliamo tutti i nostri impegni, qui c’è un problema da risolvere!», esclamò Albert.
Quando si sedettero per decidere sul da farsi Frederick fu il primo a prendere parola:
«Sappiamo perfettamente che Emma è una ragazza giovane dal viso angelico e sempre sorridente. Seppur queste siano qualità che nel nostro campo possono mettere in dubbio la sua professionalità e la sua determinazione, avete visto come ha colto la mia sfida senza batter ciglio. Non solo ha continuato a prestare consulenza ai suoi clienti e a raddoppiare il loro capitale di rischio facendo ottimi investimenti, ma ha gestito questo progetto enorme in totale autonomia, arrivando a chiuderlo con un accordo di cinque milioni di dollari, come investimento embrionale. Chi l’avrebbe mai detto che il fondo più grande di tutti gli Stati uniti d’America, la Newzond Corporation, avrebbe creduto in questo progetto? E non dimentichiamoci che è stato preparato in pochi mesi e comunque è stato finanziato per una somma simile! Personalmente sono sbalordito dal risultato ottenuto da Emma.
Per questo motivo, ritengo di aver preso la decisione migliore nell’ affidare a lei un compito così impegnativo e delicato. Ha decisamente superato le mie aspettative»,
Thomas lo interruppe bruscamente: «Un risultato sicuramente inaspettato e molto positivo per le nostre finanze, per non parlare poi dei media quando invaderanno tutta la nazione con questa notizia. Già vedo in prima pagina la nostra partnership sponsorizzata sulle migliori testate. Questo però non ci deve far distogliere lo sguardo dalla realtà. Stiamo parlando sempre di una professionista molto giovane, dall’aspetto innocente. Sappiamo tutti quanto questo possa influenzare gli investitori e il buon successo del progetto, forse conviene che sia davvero Carl ad occuparsene. Sicuramente però a Emma bisognerà riconoscere un bonus cospicuo per essere riuscita a portare a termine questo accordo».
I tre soci anziani sapevano che il mercato immobiliare e la finanza avrebbe preso sul serio un uomo di mezza età piuttosto che una giovane donna. Certi cliché sono difficili da sradicare.
Intervenne anche Albert, che era stato zitto ad ascoltare per la maggior parte del tempo: «Sono riflessioni valide le vostre, ma temo che Emma possa dare le dimissioni. La conosciamo bene ormai, non si lamenta, sorride nonostante le difficoltà, si impegna e raggiunge sempre ottimi risultati. Abbiamo vissuto sulla nostra pelle l’invidia dei colleghi, conoscenti e familiari quando collezionavamo successi. Quindi potremmo indossare facilmente i panni di Emma. È pur vero però che Carl ha una famiglia alle spalle e questa situazione lo sta danneggiando sotto molti aspetti. Quello che dobbiamo chiederci e se aiutando Carl avremo comunque una crescita del fatturato e del nostro utile a fine anno. Siamo sempre uno degli studi più importanti della città e gestiamo i fondi patrimoniali di clienti influenti.
Non possiamo permetterci di perdere di credibilità solo perché una persona ha bisogno di aiuto. Sono disposto a dare fiducia a Carl, ma fargli gestire il progetto di Emma lo trovo rischioso. Vi invito a riflettere. Non è semplice per Emma affermarsi in un settore come il nostro. Una donna competente e anche bella attira malignità da parte di tutti. Ci saranno colleghi pronti a denigrare il suo lavoro con insinuazioni irrispettose e ci saranno colleghe che prese dall’invidia cercheranno di allontanarla e isolarla. Il risultato di stamattina è stato qualcosa di eccezionale. Ha portato a termine un obiettivo che noi stessi non credevamo possibile. Il fondo ha messo a disposizione ben cinque milioni di dollari. Sicuramente il buon nome del nostro studio ha influenzato la decisione del fondo nel finanziare il progetto, ma il lavoro di Emma è stato decisivo, senza il suo impegno non esisterebbe nessun progetto».

Frederick aggiunse: «Per quanto ovvio possa sembrare dall’esterno la situazione non è così semplice. In certi contesti esistono barriere invisibili che non permettono a una persona di percorrere un certo sentiero. Con coraggio e determinazione però sono certo che si possono superare tutti gli ostacoli. Bisogna solo assumersi il rischio. Ad esempio non ci si può aspettare che un rinoceronte possa imitare e replicare il volo di un aquila. È evidente che il rinoceronte non ha in dote gli strumenti per poter volare. Effettivamente nemmeno l’uomo può volare, ma l’ingegno lo ha portato a osservare le aquile e a replicare il volo, andando contro a tutti i limiti fisici, ma soprattutto mentali. Sembrerebbe anzi che i limiti fisici in realtà siano meno ingombranti di quelli mentali. »
Fece un gesto stizzito con la mano per evitare che Thomas lo interrompesse: «Recentemente è stato condotto un esperimento. Una formica poggiata su un foglio bianco. Il povero animale percorreva tutta l’area, in tutte le direzioni, da angolo ad angolo, nella speranza di uscire da quel foglio bianco e ritornare sulla via di casa. Quando si trovava sul bordo del foglio la formica notava un cambiamento tra il pavimento in cui si stava muovendo, ossia il foglio bianco, e il tavolo di legno sul quale era stato appoggiato il foglio. Questo la destabilizzava e la portava a tornare indietro, restando all’interno del perimetro. Allora uno degli studiosi presenti decise di disegnare un cerchio con una penna blu tutto intorno alla formica. Anche questa volta la formica riuscì a muoversi, ma solo nello spazio delimitato dal disegno, seppur si trovasse sempre nello stesso foglio bianco. Il suo nuovo limite adesso era rappresentato dalla linea blu».
Albert e Thomas seguivano il discorso con attenzione, dove voleva arrivare Frederick?
«A seguito di questo esperimento si fecero due affermazioni: la prima era che esistevano dei vincoli oggettivi, la seconda era che i vincoli soggettivi pesavano di più rispetto a quelli oggettivi. La società odierna, per quanto moderna possa essere, non riesce, perlomeno non completamente, ad associare l’estrema professionalità a una giovane donna, peggio ancora se si tratta di una bella donna. Ritengo che sia nostro dovere iniziare a sradicare tutti questi preconcetti.»
«Noi non siamo qui per sfidare le leggi dell’universo», esclamò Thomas, «è vero Emma ha un rendimento decisamente più alto rispetto a Carl, ma credo che la scelta più saggia sia quella di dare fiducia a lui e alla sua esperienza. Il mercato non è pronto per accettare la figura di una donna giovane, in carriera e piacente. Non assumiamoci questo rischio».
Seppure a malincuore Frederick e Albert decidono di fidarsi di Thomas e la riunione viene sciolta con la promessa di convocare Emma e Carl non appena fosse terminata la settimana di ferie forzate.

17 aprile 2020

Aggiornamento

Sono stata contattata dal Comitato di Vialba per partecipare al progetto: "conosci il tuo vicino". Superata la paura, ho deciso di accettare con molto piacere.. ed eccomi qui, in questo video spiego cosa mi ha spinta a scrivere questo primo romanzo. Mi auguro il messaggio arrivi forte e chiaro, nel rispetto di tutti.
https://www.facebook.com/watch/?v=268398704189167
15 aprile 2020

Aggiornamento

Desidero ringraziare di cuore tutti e 120 lettori e lettrici che hanno scelto di sostenere Emma nelle prime 2 settimana di campagna!
Molti di voi stanno sponsorizzando il romanzo con grande dedizione e passione, il che mi rende orgogliosa di avere accanto amici veri!
Ringrazio dunque, la giovane e brillante Valentina Barletta: scrittrice, editrice indipendente e recensionista!
Di seguito riporto il link del suo blog dove sponsorizza "Bella Intelligente e Magari pure Bionda".
https://valentinabarlettablog.wordpress.com/category/articoli/

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Anisa Harizaj
Giovane trentenne innamorata della vita. Adoro i numeri, perché credo diano ordine alla vita. Adoro la natura, ci riempie i polmoni di gioia. Adoro l'architettura, allieta la nostra vista e i nostri sensi. Adoro la psicologia e in particolare il cervello umano, che non ha limiti se non quelli da noi stessi imposti.
Laureata per passione in economia e commercio, con successivo master in revisione e controllo di gestione.
Dopo un'intensa esperienza nell'ambito della revisione contabile, scelsi per necessità familiare ed esigenza personale di intraprendere la ripida ma soddisfacente strada della libera professione e dell'imprenditoria. Una scalata ardua, ma che riempie il cuore.
Non contenta di vivere di soli numeri, è esploso il desiderio di lanciare un messaggio di rivincita tutto al femminile, dove le difficoltà si possono trasformare in opportunità, se si è davvero disposti a lottare.
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