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Cambiare lavoro, cambiare vita

Cambiare lavoro, cambiare vita

La campagna di crowdfunding è terminata, ma puoi continuare a pre-ordinare il libro per riceverlo prima che arrivi in libreria

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Consegna prevista Novembre 2021
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Questo è un manuale che si rivolge alle persone che sono in un momento di difficoltà lavorativa e che devono o vogliono cambiare il loro percorso professionale.  È un manuale che parte da una riflessione sulla sconfitta più che sul racconto di percorsi di successo, parla di persone normali, non di persone famose. La mia storia personale e quella di altre persone citate nel manuale sono la traccia della prima parte del libro.
Attraverso il racconto e la riflessione che ne consegue si può scoprire come “la tragedia potrebbe essere la cosa migliore che ti possa capitare”. È con una profonda comprensione delle proprie sconfitte che ci si può rialzare con più forza.
Nella seconda parte, il libro diventa un vero e proprio manuale di esercizi utili per trovare la propria strada ed uscire da una situazione di crisi recuperando le energie per darsi un nuovo orizzonte professionale.

Perché ho scritto questo libro?

Per aiutare le persone a vedere le opportunità che non stanno vedendo. Sono stanco di essere immerso in questa narrativa del declino, dove non ci sono opportunità, dove si rimpiange sempre un passato che non è mai esistito. Il senso di sconfitta, la sfiducia in noi stessi, l’inseguire falsi ideali, perseguire status fittizi. Questi sono i veri ostacoli. Liberati da questi pensieri fuorvianti siamo in grado di capire quanto il mondo sia pieno di opportunità e come lo possono essere le nostre vite.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Prefazione di Enrico Brivio

Quello che segue è un manuale che può aiutare ad affrontare quel triplo salto mortale, imposto a chi si presenta sull’attuale mercato del lavoro, con la concentrazione, la preparazione e la determinazione del ginnasta olimpionico vincente. Vi si trovano consigli, riflessioni, suggerimenti ed utilissimi esercizi per essere attrezzati ad affrontare una sfida che può sembrare improba, ma impossibile da vincere non è. A dimostrarlo ci sono i molti casi di rinascite professionali e di successi, citati da Raffaele Zago attingendo alle sue vaste esperienze di manager, consulente e formatore in grandi multinazionali e tante rampanti aziende lombarde e del Nord Est. Zone martoriate dal Coronavirus nella primavera del 2020, una pandemia che ha stravolto in modo imprevedibile e strutturale l’attività economica e il mercato del lavoro non solo nel cuore del sistema industriale italiano, ma nell’intera nazione, in Europa e nel pianeta tutto.

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Un terremoto globale che ha aggiunto un ulteriore, tremendo coefficiente di difficoltà ai già impegnativi esercizi mentali, di creatività e intraprendenza che deve affrontare chi ha la necessità di reinventarsi professionalmente per trovare un promettente cammino lavorativo dopo un’inattesa battuta d’arresto, magari in età avanzata. “Quando il disastro è la cosa migliore che poteva succederti” afferma fin dal titolo, con caparbio ottimismo, l’autore. Ma non è un ottimismo di maniera. È radicato nelle lezioni derivanti dalla propria esperienza, da episodi di vita e storie professionali concrete; si basa su sconfitte brucianti e formidabili rilanci ed è ben supportato da una razionale e articolata strategia da perseguire.

Intendiamoci bene. Non troverete le storie mirabolanti di giovani diventati miliardari lanciando a sorpresa una idea a Silicon Valley o di inarrivabili influencer che si arricchiscono dall’oggi al domani non si sa come. Il libro è invece costellato di ben più preziose “case histories”, di piccoli e grandi imprenditori, manager, professionisti, consulenti e commercianti. Si tratta di avvincenti esempi di persone cadute o insoddisfatte, in un certo momento (o anche in ripetuti momenti) della propria vita professionale, che hanno saputo rialzarsi e intraprendere cammini di successo, valorizzando talenti che non sapevano di avere o non erano in grado di utilizzare al meglio. Primo tra tutti Zago stesso, che come filo conduttore scandaglia a fondo e ripetutamente le lezioni tratte dalla sua doppia avventura di lancio di un’attività indipendente, in condizioni ed età differenti.

Il libro offre soprattutto un valido metodo operativo, basato su casi concreti e solide basi teoriche, per evitare insidie e cogliere opportunità al fine di trasformare un’idea in un lavoro o avviare, e rendere solida, un’attività autonoma. Con chiarezza divulgativa quasi-anglosassone, l’autore espone le tappe di una ginnastica mentale propedeutica a trovare un’occupazione o a lanciarsi in un’attività indipendente in linea con le proprie aspettative e i propri talenti. Ogni capitolo è accompagnato da una serie di semplici ma raffinati esercizi, con riferimenti anche a consolidati test psicologici e di management, che aiutano a mettere a fuoco insidie e oggettive opportunità, trappole mentali da evitare ed elementi da valorizzare. Esercitazioni che lo rendono un prezioso manuale “fai-da-te” per arrivare alla soddisfazione personale e professionale, una sorta di “protocollo di aiuto”, come definito dallo stesso Zago.

Chiave di volta è l’introspezione e l’analisi delle proprie esperienze. “La convinzione che la propria visione della realtà sia la sola realtà è la più pericolosa delle illusioni” sostiene lo psicologo Paul Watzlawick, uno dei pensatori di riferimento di Zago. E, fedele a questo principio, l’autore prende per mano il lettore e lo invita a considerare “altri punti di vista”; lo accompagna, amichevolmente e senza pretenzioso sussiego, e lo invita a ripensare la propria esistenza, evitando fughe e scorciatoie; a trovare uno scopo e trasformarlo in idea e, a sua volta, a trasformare quell’idea in un lavoro o in una solida attività autonoma. Chiede soprattutto di identificare ed esorcizzare quelli che chiama i “pensieri stroncanti”: gli alibi, i pretesti e i luoghi comuni che ci impediscono di guardare in faccia la realtà per quello che è, soprattutto nei momenti più difficili di transizione professionale.

Il libro è sotteso di solidi principi di management, di psicologia applicata e di consigli di esperti. Ma quella che alla fine campeggia è la voce saggia e di buon senso di un esperto allenatore, che ha vissuto sul campo tante esperienze e conosciuto in prima persona sconfitte e vittorie, interrogandosi sulle loro ragioni profonde. Una voce calda, stimolante e particolarmente preziosa per chi debba di questi tempi affrontare quel triplo salto mortale di rialzarsi da una situazione difficile, avviare un’attività lavorativa appagante e consolidare nella tumultuosa situazione economica attuale.

Enrico Brivio, Esperto di comunicazione, ex giornalista del Sole24Ore e Portavoce della Commissione Europea.

Il libro

So cosa si prova quando ti dicono “si chiude una porta si apre un portone”. Queste parole suonano a chi la riceve come fossero condoglianze, è come ti dicessero “è passato a miglior vita”, “riposa finalmente in pace”. Il morto in questo caso è la tua identità professionale. È un pezzo della tua vita che se ne è andata per sempre.
Le condoglianze hanno dentro un suggerimento importante, ti invitano, più o meno esplicitamente, a guardare avanti, alla vita che continua. Ma quando si prova un dolore non si riesce a non guardare a quel passato che lo ha provocato. Si prova a trovare una spiegazione che, in quel momento, è molto difficile da accettare. È facile trarre delle conclusioni sbagliate che poi non aiuteranno a trovare una soluzione. È difficile guardare al futuro. È più facile pensare ad una soluzione che assomigli il più possibile a quello che è stato. Un lavoro in una azienda dello stesso settore con un ruolo simile e magari anche con lo stipendio simile. Le società di Ricerca del Personale fanno proprio questo, propongono ai candidati e alle aziende orizzonti tranquillizzanti. Sia l’azienda che il candidato, devono soddisfare delle attese precise e tranquillizzanti che, se si incontrano, possono funzionare. Ma non sempre questo avviene, soprattutto di questi tempi in cui tutto sta cambiando. L’asimmetria tra attese aziendali e attese di chi ha 20 o 30 anni di esperienza si sta divaricando in modo impressionante, come mai accaduto prima.

Quando ho perso il mio posto di lavoro ero un dirigente di una grande impresa italiana. Negli 8 anni precedenti avevo creato e gestito una piccola società di consulenza con un discreto successo che poi ho ceduto per rientrare in azienda. Aver già avviato un’attività di tipo imprenditoriale faceva di me una persona “fortunata.” Dentro di me c’era la consapevolezza che, come l’avevo fatto una volta, sarei stato in grado di farlo di nuovo. Questa mia sicurezza interiore fece molta fatica ad affiorare, coperta com’era da rabbia, paura, ansia,… ed un po’ di depressione. Ricordo il giro, senza successo, dei vari “cacciatori di teste”, e la frustrazione che mi rimaneva addosso nel non ottenere quel riscontro che solo pochi anni prima davo per scontato ed ottenevo così facilmente.
Spesso in quel periodo, a seguito di un colloquio che non aveva portato a nulla, mi sono ritrovato a pensare: “Come fanno quelli che magari hanno lavorato per 20 anni nella stessa azienda, che hanno sempre lavorato nella calda protezione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato? Ma come fanno?”
Questo mio lavoro è il tentativo di aiutare le persone, che si trovano in queste situazioni, ad uscirne. Aiutare le persone a vedere “quel portone aperto”, che in quel momento, in quello stato d’animo, non riescono a vedere.
In realtà, questo non serve solo a chi ha perso il lavoro, serve anche a chi è stanco del lavoro che fa, a chi è stanco del posto dove lo fa o peggio ancora del modo in cui si sente costretto a farlo. Il mio intento è quello di aiutare chiunque voglia cambiare il suo status professionale in modo meditato, consapevole e con la ragionevole sicurezza di non commettere una “corbelleria”.

A tale scopo, il libro è strutturato in due parti distinte: la prima parte, più autobiografica, ha lo scopo di raccontare cosa succede quando ci troviamo in mezzo ad una strada e dobbiamo rispondere alla domanda: “e ora che faccio?”.
La seconda è un vero e proprio manuale operativo che, spero in modo semplice e pratico, aiuta a trovare la strada e a prendere le decisioni che si vorranno prendere in modo strutturato.
Potrete leggere questo libro con due modalità diverse. Potrete seguire la cronologia dei capitoli fino in fondo per poi, se volete, affrontare la parte pratica. Altrimenti, se avete già le idee chiare rispetto a quello che volete fare, alla fine di ogni capitolo potrete divertirvi a fare la parte pratica.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Complimenti all’autore, per un’opera di grande attualità visti i tempi che corrono.
    Il fatto poi di scrivere anche delle proprie esperienze fatte di alti e bassi, rende quanto scritto più credibile e meno professorale. Un libro, anche per coloro che ritengono di non averne bisogno ma che farebbero comunque bene a leggerlo per prevenire attraverso una maggiore comprensione, di quali potrebbero essere gli strumenti per gestire orgoglio e depressione. Un sentimento ed uno stato d’animo che se mal gestiti non ti consentono di rispiegare le ali per un nuovo volo. UF

  2. (proprietario verificato)

    Complimenti all’autore, per un’opera di grande attualità visti i tempi che corrono.
    Il fatto poi di scrivere anche delle proprie esperienze fatte di alti e bassi, rende quanto scritto più credibile e meno professorale. Un libro, anche per coloro che ritengono di non averne bisogno ma che farebbero comunque bene a leggerlo per prevenire attraverso una maggiore comprensione, di quali potrebbero essere gli strumenti per gestire orgoglio e depressione. Un sentimento ed uno stato d’animo che se mal gestiti non ti consentono di rispiegare le ali per un nuovo volo.

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Raffaele Zago
Figlio di imprenditore del Nord Est italiano, va a studiare a Milano dove si laurea in Economia Aziendale all’Università Luigi Bocconi con l’intenzione di tornare dopo la laurea a lavorare nella piccola azienda di famiglia.
Dopo la laurea decide di fare un po’ esperienza in grandi aziende e lavora alla direzione del personale. Passano così 10 anni.
Nel 2000 lascia la grande azienda dove lavora. La possibilità di rientrare nell’azienda di famiglia ormai è sfumata e decide di aprire un' attività di consulenza organizzativa e manageriale che gestisce fino al 2007, anno in cui torna a lavorare in una grande azienda italiana. Nel 2010 viene licenziato, decide così di frequentare un corso annuale di Business Coaching e ritorna alla consulenza.
Oggi si occupa prevalentemente di Consulenza Aziendale, con un impegno equamente distribuito tra grandi aziende e PMI
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