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Carta carbone

Carta carbone
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Consegna prevista Settembre 2021
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Creta. Sembra ci sia una maledizione. Per la cittadina di Hersonissos, girano degli strani foglietti di carta carbone, recanti un nome proprio e il nome di una via. Ciascuno di questi circola assieme a un misterioso invito, con un otto rovesciato su uno dei due lati.
Il protagonista Roberto Sciullo vede svenire davanti ai suoi occhi l’amico barista Kalisto Spera, non appena un vecchietto di nome Eugenio Pastore lo induce a toccare uno di quei foglietti maledetti. Sul foglietto c’è scritto “Kalisto Spera, Lyktou Dròmos”.
Dopo una serie di ragionamenti, Roberto decide di recarsi ad una festa, dove pensa di riuscire a fare giustizia all’amico.
Come può una persona perdere i sensi toccando un biglietto?
Sulla collina che guarda la città, sembra ci siano tutte le risposte, ma la presenza costante di Pastore condizionerà le vite di Rob e Kal per sempre…

Perché ho scritto questo libro?

Uno dei miei sogni nel cassetto è sempre stato quello di pubblicare un romanzo. Prima di “Carta carbone”, scrivevo soltanto poesie e racconti brevi. Dopo un viaggio a Creta e la lettura di “On writing” di Stephen King, è arrivata l’ispirazione che serviva. Così ho cominciato a scrivere e ho lasciato che i personaggi prendessero vita da soli. Volevo comunicare qualcosa di concreto creando una situazione paradossale: spero di esserci riuscito.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Con la sua camminata lenta, si stava avvicinando al bar un signorotto sulla sessantina. Portava un cappello a cilindro nero e si aiutava a camminare con un bastone. Il suo frac nero toccava terra e copriva con eleganza la sua schiena gobba.

Era un personaggio che non mi convinceva: mi faceva quasi paura.

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Si fermò a qualche metro dalla baracca di Kal e ci osservò con sguardo schifato. Proseguì col suo passo tranquillo e si bloccò davanti al bancone.

Aveva gli occhi del barista puntati addosso, mentre io sorseggiavo il cuba, fingendomi rilassato. L’uomo levò gli occhiali da sole e se li infilò nel taschino del frac. Mi strinse la mano destra e porse la sinistra a Kal, senza parlare.

«Ha bisogno di qualcosa, signore?» chiese quest’ultimo, rifiutando la cortesia.

Il signore si pulì le labbra con un fazzoletto e rispose: «Sono Eugenio Pastore. Mi serve soltanto un’informazione da voi, che mi sembrate brave persone.»

Io veramente ne avevo combinate di cotte e di crude quel giorno, ma… lasciamo perdere.

«Dica, signor Eugenio. Sono a sua completa disposizione!» Si fece avanti Kal, dopo un attimo di esitazione.

Non volevo intervenire e speravo di non doverlo fare.

Pastore cominciò a cercare qualcosa nelle tasche dei suoi pantaloni scuri. Tirò fuori un bigliettino e lo lesse ad alta voce:

“8, sei stato invitato!”

Rischiai lo svenimento, giuro. C’era qualcun altro nel panico, un po’ come me.

Presi il mio biglietto uguale e identico e glielo mostrai, sfoggiando un sorrisetto spastico! Lui ricambiò l’espressione e disse: «Allora questa sera festeggiamo insieme! Ma dove?»

L’altro foglietto, quello di carta carbone, era rimasto sul banco di Kal per quasi tutta la giornata. Lo allungai al vecchio Eu, che lo girò tra le mani, senza comprenderne il significato.

«8, Lyktou Dròmos, Hersonissos; alle ore otto di stasera, puntuale!» precisai, come per convincermi di doverci andare per forza!

Mi restituì il foglietto e mi chiese: «E Valeria Fragitti? Chi è?»

«Non lo so, ma spero di innamorarmi di lei!»

Mi sarebbe davvero piaciuto sapere chi fosse questa Valeria Fragitti, ma probabilmente era troppo presto.

Le risposte che stavo cercando non sembravano dietro l’angolo.

«Ma se nemmeno sai chi è, come fai a innamorarti di lei?» chiese Eugenio. Si rimise gli occhiali da sole e si appoggiò sul banco, di fianco a me.

Mi metteva ansia quell’uomo, ma sentivo che poteva essermi utile. Non credo sapesse dov’era Jonny, ma magari poteva accompagnarmi alla festa.

«Io mi innamoro della musicalità dei nomi. Se un nome è bello, la persona che lo porta deve essere straordinaria!» Avevo sparato l’ennesima cazzata, ma non importava. Mi aiutava a mantenermi su col morale!

«Il mio nome com’è? Ti piace?» L’anziano sembrava in cerca di apprezzamenti.

«No, sinceramente Valeria Fragitti è un nome preferibile. Se vuoi ti posso chiamare Eu. EU È SUBLIME!» Lo stavo prendendo in giro, ovviamente. Mi stavo divertendo un po’; poco prima avevo dovuto prendere per il collo Kal, per combattere la noia.

«Eu Past, che potenza! Mi stai già simpatico, ragazzotto. Cosa beviamo?»

«Facciamo un bel mohito, magari un secchiello così beviamo in due.» A dire il vero dovevo ancora finire il mio libre, ma ordinai ugualmente. Le scorte non devono mai finire, per principio!

Kal preparava la pozione alcolica, mentre io ed Eu discutevamo su alcuni centri benessere di Creta. Dopo qualche minuto, succhiavamo come pazzi dalle rispettive cannucce. La pacchia durò poco, forse il secchiello era bucato!

«Offro io, ragazzo!» si fece avanti Eu. Io non potevo rifiutare, anche perché avevo finito i contanti di Jonny.

Fece per estrarre una banconota da dieci euro dal taschino del frac.

Nel frattempo, gli uscì dalle tasche un foglietto. Me ne accorsi subito e feci per raccoglierlo. Lessi cosa c’era scritto e sbiancai di colpo. Lo porsi ad Eugenio, che lo rigirò un attimo tra le mani, assieme ai soldi.

«Facciamo dieci euro tondi tondi, Eugenio» disse Kal. Il vecchio allungò il denaro al barista, assieme al pezzo di carta, in modo che lui vedesse solo le banconote.

Non appena lui lo prese, iniziò a tremare. I suoi occhi si rovesciarono all’indietro e il suo corpo sembrò sul punto di cadere da un momento all’altro. Si aggrappò al banco con tutte le sue forze, ma non bastò: dopo qualche secondo, Kal giaceva a terra, privo di sensi.

Il foglietto gli rimase sulla pancia.

C’era scritto proprio così, su carta carbone:

“Kalisto Spera, Lyktou Dròmos”

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Romanzo breve e scorrevole
    Genere: Soft horror
    Atmosfera: Surreale
    Narrazione: Essenziale
    La Morte arriva cavalcando un foglietto di carta carbone.
    Sei pronto a giocare?

  2. (proprietario verificato)

    Una vicenda che scorre via veloce, fatta di intrighi e colpi di scena, a volte anche situazioni assurde. Il protagonista Roberto Sciullo è un nome e un personaggio, difficile non affezionarcisi. Colpisce per l’imprevedibilità delle sue azioni e affermazioni, tanto da rimanerne più di una volta spiazzati. Il finale rimane un po’ amaro, forse uno spunto di riflessione. Inevitabilmente il passato condiziona le nostre vite: sta a noi decidere quanta importanza dedicargli.

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Diego Crozzolin
Sono Diego Crozzolin, nato a Mantova l’01/01/1993.
Nel 2012, mi sono diplomato come Ragioniere Programmatore. In seguito, ho lavorato come impiegato in un’industria cartotecnica, mentre ora sono operatore addetto agli impianti in un caseificio.
La mia passione per la scrittura è nata in tenera età, grazie a mio nonno che mi stimolava a scrivere delle storielle e delle brevi poesie. Nel 2012, ho cominciato a caricare diversi testi sul blog “Club Poetico”, ricevendo diverse recensioni positive.
La mia poesia “Sarà soltanto un dono” è stata pubblicata nel 2019 in un’antologia dell’Aletti Editore, in occasione del concorso “Dedicato a…Giornata internazionale della poesia”.
Inoltre, nel 2020 ho ottenuto un terzo posto al “Premio Kanaga”, sezione narrativa inedita, con il romanzo "Carta carbone".
Oltre a scrivere, mi dedico con costanza alla corsa su strada e al trekking in montagna.
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