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Celeste Amore

Celeste amore
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Consegna prevista Febbraio 2022
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Celeste è una giovane donna alle prese con la sua vita da studentessa e lavoratrice.
Vive di piccole cose che scandiscono una quotidianità che sa di caffè e di luoghi in cui rifugiarsi.
Ama scrivere e ama Pietro, un ragazzo che condivide con lei il giorno di nascita ed il Filo Rosso del Destino.
Un amore ossessivo e venale che si trasformerà per Celeste nell’occasione più grande della sua vita: esplorare il fondo della Voragine per rinascere e per conoscere l’amore vero: quello che ricorda che prima di essere due, si è uno.

Perché ho scritto questo libro?

Questo libro nasce dalla scoperta che per me scrivere poteva essere un antidolorifico efficace ad alleviare i colpi subiti. Ho iniziato partendo da un pacco di fogli che erano gli appunti di una vita, li ho riordinati sul pavimento e li ho ribattuti uno ad uno per l’urgenza di fare ordine, per dare lettera ad ogni emozione sfiorata. C’era una parte di me che aveva bisogno di essere liberata e condivisa: se leggerlo, potrà dare sollievo anche ad una sola persona, ne sarò onorata.

ANTEPRIMA NON EDITATA

1.

Dimmi la velocità di questa freccia, Cupido!

Come spesso accade sono in ritardo!

Ho chiuso il negozio venti minuti dopo l’orario stabilito e sono corsa a casa per fare una doccia.

Questa sera Paola compie gli anni e ci ha invitati a casa sua per una cena.

Saremo le amiche di sempre ed altre persone che non conosco, oppure che conosco di vista, probabilmente.

Sono d’accordo con Giovanni che poi ci incontreremo a metà strada, come sempre, per salutarci.
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Spero che i festeggiamenti non vadano troppo per le lunghe e che tutto scorra senza intoppi del tipo: ‹‹non mi va bene la taglia del vestito che mi avete regalato››, ‹‹vi chiedo scusa se il riso è scotto››, ‹‹la torta ha le fragole››.

Sono allergica alle fragole, se lo scordano sempre le mie amiche.

Alle ventidue in punto saluto tutti e scappo dalla festa.

Foto di rito fatta, candeline spente, la torta aveva le fragole, note al pianoforte, chiacchierio sottovoce: ‹‹che cosa studi?››, ‹‹sei di qui?…Ma dai! Non ti ho mai vista in giro››.

Una coppia va a convivere, lei parla tantissimo, è eccitata e felice, lui ha le mani belle e gli occhi chiari.

Cavoli, lui ha davvero delle mani belle!

Io e Giovanni ci siamo conosciuti all’università, è stato un colpo di fulmine: lui saliva la scalinata di legno dell’aula A del dipartimento di Fisica, mentre io ero seduta in terzultima fila, assieme a due compagne di corso, che si sarebbero rivelate le amiche di una vita.

Martina, la più scatenata del trio, scatenata nel senso che è in grado di organizzare una festa nella sua camera da sola in pigiama di lunedì sera, propone di selezionare attentamente un ragazzo a testa tra tutti i presenti al corso, per invitarlo ad uscire.

Vittoria per la prima di noi che avesse portato a casa un appuntamento.

Io noto subito un ragazzo con i capelli abbastanza lunghi e con l’aria persa di chi sa bene di non essere perso, bensì piuttosto affascinante.

Martina esamina attentamente tra i banchi senza riuscire ad individuare e scegliere il fortunato.

Denise, cuore del trio, emozionata e con gli occhi sgranati, ci grida di guardare alla nostra destra il ragazzo che sta salendo le scale.

Sbam!

Era Giovanni.

Denise ne è stata innamorata per tantissimo tempo, lo stesso tempo che io e lui abbiamo impiegato per conoscerci di nascosto ed innamorarci follemente l’uno dell’altra.

Pensavo di portare a casa un appuntamento, non l’amore, quindi, sotto un certo punto di vista, in quel preciso momento, la vita, mi ha sorpresa.

Dopo svariati tentativi, ed un senso di colpa pressante nei confronti di Denise, sono riuscita a confessarle tutto, peccato che lei lo avesse già capito, elaborato, ed avesse trovato il modo di essere partecipe alla mia felicità con l’entusiasmo e l’euforia che solo un’amica che ti vuole per davvero bene, sa provare.

Giovanni è elettricità allo stato puro: tutte le sue giornate incastrano perfettamente attività lavorative e di studio, oltre a concedergli il tempo per bere il caffè, fumare sigarette e, la sera, stare con i suoi amici o giocare con il fuoco come gli artisti di strada.

Abbiamo condiviso momenti di bellezza rara e di passionalità profonda.

Siamo cresciuti assieme.

Come si cresce quando senti che fa male, ma non puoi impedire il dolore.

Come si cresce quando senti che è bellissimomagicofelicitavera, ma non puoi trattenerla.

Come quando senti dentro le esperienze che si depositano con crosta dura.

Come l’asfalto caldo che cola sulla strada per poi diventare cemento antracite, che ha il colore ed il peso dei ricordi.

Entrambi studenti fuori sede, alle prese con una città più grande rispetto a quella che ci ha visti nascere, con obiettivi completamente nuovi da porci ed una voglia di studiare e di farcela, a farcela, da non sottovalutare.

Io vivevo con altri studenti in un appartamento vecchio e stretto al quinto piano di un complesso sotto i portici che portano al centro, lui in una residenza studentesca con il chiostro di sassolini bianchi e l’odore sempre forte del sugo proveniente dalle cucine.

Il più delle volte mi fermavo a dormire da lui: oramai il dormitorio maschile mi conosceva come fossi una di casa e la mattina sgattaiolavo fuori con la mia amica Chiara che alloggiava lì, con la scusa che ad ospitarmi fosse stata lei.

Ricordo ancora la camera di Giovanni, se chiudo gli occhi riesco a disegnarla. Mi sono pentita di non averne mai scattato una foto, come si fa con le cose belle, che si ha paura di dimenticare, un giorno.

La finestra dava sugli alberi e la scrivania di legno scuro era fissata all’angolo della stanza e gli permetteva di fumare stando seduto con il braccio di fuori mentre studiava.

Io stavo accartocciata sul suo letto per ore a guardarlo sui libri.

La fisica per Giovanni era una donna da conquistare, ne era sedotto, ammaliato, aveva su di lui un potere ipnotico: era capace di trascorrere ore con la testa incastrata sui fogli per farne uscire una scopata o perlomeno un preliminare soddisfacente.

Usava una serie di penne colorate ad inchiostro che gli lasciavano le mani sempre sporche: uno studente così vorace, se mancino, non sa concedere alla sua mente il tempo necessario affinché la penna possa asciugarsi. Per la durata di tutti i suoi anni di studio Giovanni ha avuto la mano sinistra sporca di inchiostro e le penne colorate con il tappo sbagliato nell’astuccio.

Se lui studiava tre ore per prendere trenta, io ne studiavo sessanta per prendere ventiquattro.

Sfogliava i libri ad una velocità imbarazzante e li riduceva a condizioni da macero nel giro di pochi giorni.

Giovanni è nato per fare il fisico, per scrivere la matematica sulle lavagne, per insegnare agli studenti le scienze, permettendo loro di capirle davvero, a costo di portarsi la bicicletta da casa per dimostrare in aula come funziona il moto circolare uniforme.

A lui non sarebbe mai interessato se la camicia si fosse sporcata di gesso di lavagna.

I suoi genitori possiedono una casa in mezzo ai campi e coltivano fiori, vengono dalla terra e ne hanno le mani sporche oltre all’umiltà sacra di chi sa mettersi in ascolto per assecondare i ritmi della natura.

La prima volta che sono stata invitata a casa loro non mi ha voluto preparare il caffè in cucina, siamo andati a berlo ai distributori della serra principale.

Quello è il centro della sua famiglia: la serra di ciclamini nel mezzo del campo.

Verde sotto, azzurro sopra.

Talvolta arrivava a casa mia e lasciava sui tre scalini d’entrata una decina di vasi di ciclamini, poi se ne andava con la sua auto bordeaux che ha tuttora due odori inconfondibili: quello della terra e quello della cenere.

Con Giovanni stavo seduta sul palo della sua bicicletta e giravamo per ore, io stretta avvinghiata, mentre odoravo la sua felpa: lui è sempre stato impregnato del profumo della giacca in pelle che indossava la prima sera che siamo usciti assieme. Profumava di quella indistinguibile fibra di libertà che sa di vento, di abiti stropicciati, di cose da fare senza obblighi, di frasi lasciate su panchine, la sera, mentre si fuma l’ultima sigaretta.

Questa era la sua pelle.

Dura di tempra.

Scura di campo.

Stratificata di viaggi in bicicletta sotto il Sole.

Era l’unico in grado di rispondere alle domande assurde che gli ponevo, del tipo: ‹‹Nel vuoto dello spazio nero si sentono i rumori?››. Ad altre domande invece sorvolava per scelta, perché la programmazione del futuro era qualcosa su cui non voleva interrogarsi: ‹‹Celeste, il tempo esiste solo come variabile di un teorema, non nelle relazioni umane›› mi diceva.

Lui sì che era in grado di vivere il presente senza farsi eclissare dalle ansie del futuro o dalle mancate occasioni non colte in passato, lo aveva dentro dalla nascita questo principio assoluto secondo cui ogni cosa andava goduta e masticata al massimo grado.

Ci siamo amati.

Ci siamo amati tanto.

Ci siamo amati tanto e in modo purissimo.

Lui è puro, come i suoi campi e l’acqua che li impregna: verde sotto, azzurro dentro.

Lui è ad alta densità, come il caffè ristretto.

Ad alta velocità, come un attacco di panico.

Ad alta istintività, come il primo bacio mentre non ricordi se hai lavato i denti.

Siamo stati puri assieme.

Un binomio della matematica bello da scrivere.

2021-07-13

Aggiornamento

Domani sera, 14 Luglio, in occasione dell’apertura dei negozi del centro di Arzignano, sarò ospite presso Canalete, il negozio del mercato equo e solidale, per una serata dedicata alle donne. Non è la presentazione ufficiale del libro, che si terrà a Febbraio, ma potremo scambiarci un saluto e potrete chiedermi tutto ciò che vi incuriosisce su Celeste Amore e sulla mia avventura con bookabook! Vi aspetto. A presto. G.
2021-06-25

Aggiornamento

Oggi mio fratello Luca ha fatto l’esame di maturità ed io ho realizzato di avere un libro in pubblicazione. Oggi abbiamo festeggiato la gratitudine e la fortuna di giornate così belle. Devo un grazie a tutti voi per aver sostenuto la campagna di Celeste Amore affinché arrivasse sugli scaffali delle librerie. Un grazie per avermi supportato e sopportato! Grazie alla casa editrice bookabook per l’opportunità rara e la fiducia regalata. Grazie a Riccardo per non aver mai dubitato di questo mio primo traguardo. Grazie alla mia famiglia che, nonostante l’imperfezione, è un pilastro immobile. Grazie a chi mi ha già letto in bozza e incoraggiata a non desistere. Grazie a tutte le persone, che in 42 giorni su 100, hanno fatto diventare l’obiettivo di 200 copie ordinabili un traguardo di 0 copie! Grazie all’ispirazione che è stata la vera scrittrice di questo romanzo e grazie a questo romanzo per essere stato una cura. Grazie ai miei sogni: volevo fare l’astronauta ed andare sulla Luna, ma poi ho scoperto di avercela dentro. La campagna di crowdfunding continua: ci sono altre 150 copie pre-ordinabili che, una volta raggiunte, mi daranno la possibilità di portare le mie frasi a fare una passeggiata per l’Italia. Il romanzo lo trovate sempre su bookabook.it. Sempre io, sempre le mie parole sempre una storia di intorni che si incontrano a fare somma. Celeste Amore non ha solo un colore, Celeste è anche un dettaglio, una virgola, dello spazio, due parentesi, un po’ di malinconia. Celeste Amore è un evento da leggere a voce alta ed io non vedo l’ora di raccontarvelo. Grazie di cuore, di nuovo. G.

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Racconto breve, ma carico di emozioni travolgenti che ti toccano nel profondo. Consigliato a tutti coloro che credono ancora nell’Amore e nel Destino.

  2. (proprietario verificato)

    Emozionante racconto che si legge tutto d’un fiato. Dalle parole semplici ma estremamente profonde che ti catturano. Storie di sofferenza e di magia d’amore.

  3. (proprietario verificato)

    Il racconto sincero di una persona che crede fino in fondo nell’armonia e nell’altro.
    Chiunque si sia concesso di soffrire si ritroverà tra le pagine.

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Giulia Canton
È nata ad Arzignano, in Veneto, dove tuttora vive.
Ha studiato Astronomia e Filosofia a Padova, dove ha vissuto e lavorato per alcuni anni.
Fa la commessa dall’età di sedici anni, segue i bambini nei compiti a casa e fa la baby-sitter.
Ama leggere, ama scrivere e guardare il cielo. Si diletta nell’arredamento e fa lunghe passeggiate la sera.
Scrivere per lei è appoggiare frasi a mettere ordine, è un’urgenza interna, un’intuizione che scappa se non si deposita a formare un testo, una bozza, un pezzo di dentro su carta.
Crede nella potenza della parola scritta e poi letta a voce alta. Crede nelle persone che usano il cuore ed il sorriso nelle attività quotidiane.
“Celeste Amore” è il suo primo romanzo.
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