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Cocci di vetro - Brevi racconti a caccia di frammenti di luce

Cocci di vetro - Brevi racconti a caccia di frammenti di luce campagna
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Consegna prevista Febbraio 2021
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Una raccolta di differenti storie, di riflessioni sparpagliate, di frammenti, di pezzi disseminati su di un foglio in attesa di uno sguardo, una lettura, un frammento di luce.
Qual è il legame che unisce questi racconti? Qual è il filo logico che unisce dei cocci gettati sul pavimento?
Questi racconti sono legati dall’inchiostro e dalla carta, come un cuore e un polmone sono legati dal sangue e dalla carne. Componenti dello spesso corpo. Il loro respiro comune è semplicemente la voglia di raccontare.
La voglia di raccontare il cupo animo umano. E il modo in cui esso si manifesta nelle sue emozioni, nelle sue forme e nelle sue avventure, da quelle più logiche a quelle più astratte.
È la semplice voglia di raccontare le nostre sfumature tramite una modesta raccolta di storie brevi.

Perché ho scritto questo libro?

Questo libro è frutto di periodi diversi della mia vita, del mio quotidiano. Di vissuti differenti e stati d’animo differenti.
Ognuno di questi racconti è un frammento di me, un frammento della mia persona. Una mia sfumatura.
E trovo che la scrittura sia l’unico mezzo a mia disposizione per dare corpo alla mia persona, per renderla reale grazie alle pagine di un libro.

ANTEPRIMA NON EDITATA

TRE INCIPIT DI RACCONTI:

PARLA, TI ASCOLTO
Dialogo fra un uomo che giace sul letto di morte e il lettore stesso.
Breve copione.
Indicazioni dello scrittore: Tu, mio caro lettore, sarai il protagonista e dovrai dialogare con l’altro personaggio, interpretato da sole parole. Come dici? Non hai modo di recitare… di comunicare con l’altro? Non preoccuparti, in quali occasioni sei riuscito a comunicare realmente con un’altra persona? Non noterai alcuna differenza…
…………………………………………………………………………………………..
Il lettore volta la pagina e inizia il racconto.
Si apre il sipario, pubblico in sala.
Silenzio.
L’uomo morente giace solo in una camera ospedaliera, illuminato da un riflettore scenico.
BIP… BIP… BIP… BIP… BIP…
Suona pacato lo strumento medico.
BIP… BIP … BIP… BIP… BIP…
Continua a cantare soavemente sottostando al ritmo cardiaco del paziente imbrigliato ad esso. Il tempo si è fermato, ma il lento ticchettio continua a far vibrare nelle pagine la sua meccanica melodia premonitrice di morte.
UOMO: Mi scusi, signore, mi permetta una cortesia… Sto cercando l’umanità, sa, per caso, dove potrei trovarla?
LETTORE: Silenzio.
[…]

Continua a leggere

IL NUOVO CUCCIOLO
Non sarei davvero in grado di indicarvi il quando o il dove trovai quella creatura e, a pensarci a lungo, non saprei descrivervi nemmeno il perché decisi di portarla via con me. Tutto ciò che riaffiora alla mia memoria è il sentiero che costeggia il fiume, quello che ero solito percorrere ogni domenica mattina, e un verso, ormai sfocato al ricordo, che attirò la mia attenzione. Nulla di più.
Qualcosa deve avermi colpito, turbato, affascinato, altrimenti non saprei spiegare il perché abbia deciso di accogliere sotto il mio tetto questa creatura.
Un cucciolo dai grandi occhi gialli, ridicoli se paragonati alla sua corporatura gracile e magra, dal pelo tanto scuro e tanto nero da rendere quasi impossibile distinguerne con esattezza la sagoma. Pertanto, non saprei dirvi se si tratti di un animale grazioso o meno, so soltanto che lo adottai.
[…]

LA TRAMA DAGLI OCCHI
La tenebra non ha corpo.
L’ombra non ha cuore.
Il buio ha solo occhi. Un unico paio di occhi.
Occhi tanto scintillanti da confondersi con le stelle.
Occhi tanto brillanti quanto invisibili, celati dietro l’opaco color notte.
Occhi incorporei che ti osservano, nascosti, ad altezza di viso.
La solitudine non è mai tale finché c’è la tenebra ad avvolgerla, perché in essa ci sono, e per sempre ci saranno, nascosti i suoi bulbi oculari.
Non si sa se vi sia, dietro di loro, una mente che giudica ciò che vede.
Non si sa con quale umore o intenzione quegli occhi guardino: curiosità, simpatia, rancore… Non si sanno le motivazioni né i fini di quella coppia d’iridi.
L’unica cosa che si sa è che osservano.
L’unica cosa certa a questo mondo, a dispetto della scienza, è: ciò che è invisibile sa osservare meglio di qualsiasi altro essere visibile.
[…]

01 luglio 2020

Aggiornamento

L'obiettivo è stato raggiunto... è stato raggiunto in maniera rapida, improvvisa, inaspettata.
Ringrazio col cuore tutti coloro che hanno supportato i miei cocci di vetro e sono davvero fiera di poter finalmente dirvi "grazie per questo risultato, ci rivediamo in libreria".
Grazie ancora per tutto il vostro supporto.
- Valeria
08 giugno 2020

Aggiornamento

Qualche giorno fa ho avuto il piacere di fare un'intervista con Giorgia Colucci per la radio della mia università (Radio IULM).
Si tratta di un'intervista molto particolare anche perché è avvenuta a distanza (un po' come tutto in questo periodo) tramite registrazioni montate in seguito da Giorgia.
Ecco qui il podcast: https://www.radioiulm.it/mondo-iulm/universita/valeria-franco-scrittrice-iulm-e-i-suoi-cocci-di-vetro/
Spero possa piacervi!
03 giugno 2020

Aggiornamento

Ci tenevo veramente a ringraziare tutti i sostenitori per come sta andado la campagna; superare l'80% non è assolutamente un traguardo indifferente! E per questo devo solo ringraziare coloro che hanno supportato la campagna. Oggi vorrei offrirvi un paio di immagini, un paio di citazioni prese dal libro Cocci di vetro - Brevi racconti a caccia di frammenti di luce. Ci tenevo a proporvi proprio questi due racconti perché hanno una cosa in comune che li distingue dagli altri: sono una critica al femminile.
I racconti in questione sono "Io, Te e Lui. - L'amara esistenza d'un ideale" e "La Fabbrica della Felicità".
Se, invece, volete conoscere altre curiosità su questi racconti vi lascio il link di questo articolo che ho scritto:
http://viaggidicarta.altervista.org/una-penna-in-rosa-a-volte-storia-di-un-libro/
Spero che queste immagini possano piacervi e vi ringrazio ancora per tutto il supporto!
18 maggio 2020

Aggiornamento

LA TRAMA DAGLI OCCHI -Curiosità E siamo arrivati al 70%... Chi lo avrebbe mai detto? Io no di certo… Ringrazio tutti coloro che mi hanno sostenuta e che mi stanno sostenendo in questa campagna! Allora, oggi vorrei parlarvi di un racconto in particolare presente nella raccolta, “La trama dagli occhi”. È la storia di un paio di occhi, gli occhi del buio. Occhi che non fanno nulla, se non osservare. Ed è anche la storia di un piccolo e anonimo protagonista che si troverà costretto a rapportarsi con questi occhi, scappare da loro o accettarli. In questo racconto è presente una tematica che mi piace particolarmente, quella della non-azione e della non-intenzione. Dell’immobilità senza significato, della paura latente. Personalmente, l’idea di un pericolo potenziale e non ancora rivelato mi spaventa molto di più di uno manifesto: sapere già di cosa avere paura ti tranquillizza, mentre l’ignoto ti congela. E questa paura, nel testo, è resa dagli occhi invisibili del buio che nulla fanno se non osservare. Sono un qualcosa che c’è, ma non si vede. Un qualcosa che agisce senza farlo davvero, senza una motivazione. Rappresentano l’angoscia di un pericolo latente, un qualcosa che mi ha sempre terrorizzata. Questi occhi che non agiscono, questa oscurità che è ovunque e accarezza ogni cosa… rappresentano sì il pericolo latente, ma anche il lato nascosto di ognuno di noi. Quello del lato oscuro (che sia della Forza, della Luna o semplicemente dell’animo umano) è una tematica molto discussa. Ed è presente anche in questo testo. Ora come ora nemmeno io saprei definire con esattezza cosa si intende con “lato oscuro dell’animo umano”… magari la parte malvagia di ognuno di noi, il nostro inconscio, ciò che ci sforziamo di sopprimere oppure quei pensieri malati che ci solleticano il cranio. Insomma, tutto ciò che vogliamo allontanare, ma che, essendo parte di noi, non possiamo. E gli occhi del buio, in questo testo, rappresentano anche questo: un’altra versione di noi stessi che, per quanto tentiamo d’ignorare, è sempre lì a farci compagnia. frase dal racconto la trama degli occhi
07 maggio 2020

Aggiornamento

COS'È LA SCRITTURA? - Piccola curiosità sull'autrice
Finalmente abbiamo superato il 50%! Non ci sono parole per dirvi quanto vi ringrazi e quanto stia apprezzando il vostro sostegno. Per "festeggiare" questo traguardo mi sembrava bello proporvi una mia riflessione sulla scrittura: cos'è la scrittura, per me?
Per me la scrittura è, semplicemente, "ciò che un domani farò meglio". L’esercizio porta al miglioramento; è una formula molto semplice che tutti conoscono e che (bene o male) può essere applicata a ogni pratica… Ma, sebbene possa suonare come una frase veramente molto ottimista, ha anche un suo lato tetro. Perché tutto ciò che può essere migliorato, per definizione, è imperfetto.
Quindi se la scrittura è "ciò che un domani farò meglio" vuol dire che è anche "ciò che sono destinato a sbagliare". Ed ecco cos’è veramente la scrittura per me.
La penso così perché guardare il bicchiere mezzo pieno non è nella mia natura… E perché credo che l’insoddisfazione nei confronti del proprio lavoro sia un’ottima cosa (per quanto, a volte, sia snervante). Vedere sempre ogni nuovo traguardo come un punto d’inizio è un’ottima cosa.
E così vedo ogni mio scritto, ogni mio lavoro. Ogni volta che li rileggo trovo sempre una virgola, un oggettivo, un qualcosa che può essere migliorato; è raro che a distanza di anni non abbia nulla da ridire o cambiare (anche se ogni tanto l’eccezione capita).
Questa è la scrittura per me: una strada composta da infiniti obiettivi da raggiungere, una strada che non si finisce mai di percorrere ma che si è sempre felici di aver intrapreso.
25 aprile 2020

Aggiornamento

"PARLA, TI ASCOLTO" - Alcune curiosità sul racconto Prima di tutto, buon 25 aprile! Oggi vorrei parlarvi di "Parla, ti ascolto" il racconto che apre la raccolta Cocci di vetro. Spero che queste piccole curiosità possano interessarvi e, nel caso, le trovate anche sul mio blog! ... Inizierei col dire che io e miei scritti abbiamo uno strano rapporto… Nel momento in cui li metto su carta e li etichetto come “completi” mi alieno da loro. Mi svuoto, riempiendoli di tutto ciò che avevo da dire. E quindi è sempre difficile, per me, recuperare il “retroscena” di un mio testo, perché lo vedo sfumato nella mia memoria. Il testo ha tutto ciò che avevo da dire, mentre a me non rimane più nulla da aggiungere. Detto ciò, potrei continuare dicendo che il teatro ha avuto una grande influenza sui miei scritti, ma su uno in particolare... proprio su "Parla, ti ascolto". Questo racconto è strutturato interamente come fosse il copione di uno spettacolo teatrale, che porta su carta il vivo dialogo tra un uomo morente e il lettore stesso. I due parlano, dialogano… Oppure hanno solo l’illusione di farlo? Qual è la reale efficacia della comunicazione e della parola? Secondo me, proprio sulla parola e sulla comunicazione si basa il concetto stesso di umanità. La parola è il mattone attraverso il quale costruiamo noi stessi e il nostro quotidiano (dalla frase più banale a quella più significativa) e, da lì, la nostra intera essenza. Ma possiamo dire che la parola sia affidabile? Che sia realmente in grado di farci comunicare in maniera “sincera e pura”? L’intero racconto riflette su questo: la parola è un ponte o una barriera? E ho voluto comunicare questo mio pensiero proprio tramite un dialogo, come a teatro. Per tutto il racconto Il Personaggio (chiamato non a caso “UOMO” dal testo) parla con Il Lettore e a tratti pare quasi che quest’ultimo gli risponda. Cos’è questo? Un dialogo vero? O un dialogo mutilato, trasformato in monologo dall’incapacità che hanno gli uomini di comunicare fra di loro? Se il teatro e i ritmi teatrali hanno influenzato il mio modo di scrivere, il tema della parola e della comunicazione mi hanno dato di che scrivere. Questi sono argomenti abbastanza ricorrenti nei miei lavori e mi hanno sempre affascinata nel loro essere così necessari all’uomo nonostante la loro inaffidabilità, la loro volatilità. Diciamo che sulla parola ci sto fondando tutta la mia vita (aspirante scrittrice che studia “Comunicazione, Media e Pubblicità”), quindi questo tema è particolarmente sensibile per me. Blog Viaggi di carta (http://viaggidicarta.altervista.org/)
17 aprile 2020

Aggiornamento

Buongiorno a tutti!
Vi segnalo che, qualche giorno fa, il libro Cocci di vetro - Brevi racconti a caccia di frammenti di luce ha ricevuto la sua prima recensione!
Il blog in questione è WriThings (https://writhingsit.wordpress.com/) e ringrazio di cuore Elisa per aver speso il suo tempo per leggere e recensire il mio libro. Grazie di cuore!
Eccovi il link della recensione, nel caso vi interessasse: https://writhingsit.wordpress.com/2020/04/14/cocci-di-vetro-valeria-franco/ Grazie a tutti! E a presto, con nuovi aggiornamenti.
- Valeria
10 aprile 2020

Aggiornamento

Beh, che dire? Eccomi qui…
La campagna finalmente è partita… Non credo ci sia altro da aggiungere, se non “grazie”.
Grazie a tutti coloro che mi hanno sostenuta fino a questo punto e grazie a coloro che vorranno sostenermi in futuro. Grazie a tutti, per questo inizio.

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Valeria scava nella profondità dell’animo umano, coglie sentimenti universali ed emoziona il lettore con la freschezza della sua giovane età.
    Le vicende narrate- così originali, misteriose e sorprendenti- raccontano la difficoltà di comunicare con gli altri e la solitudine dell’uomo di fronte al proprio destino, la ricerca del senso della vita, la speranza luminosa di una risposta: una lettura accattivante.

  2. (proprietario verificato)

    Un insieme di storie molto interessante che ci portano a riflettere. E ci fanno capire che quello che è più terrificante non è la natura oscura delle vicende narrate, non è la presenza del soprannaturale come nel “Il nuovo cucciolo”, non sono gli scenari macabri… a far più paura è la realtà.
    Perché? Essa rimane terrificante anche se affiancata da macabre fantasie, e fa ancor più effetto perché sappiamo che essa non è una mera invenzione di una mente, essa è per l’appunto realtà. E, in quanto tale, viene associata dalla nostra mente a una cosa che siamo costretti ad affrontare; la nostra mente sa che non c’è nulla di più pericoloso per l’uomo di sè stesso, di quello che è capace di fare e degli angoli oscuri del suo cuore.

  3. (proprietario verificato)

    “Leggere un libro non è uscire dal mondo, ma entrare nel mondo attraverso un altro ingresso.” (F.Carmagna)
    Questa citazione esprime al meglio l’essenza di quest’antologia di racconti…. accattivanti ed emotivamente coinvolgenti.
    Perciò, se avete voglia di leggere un bel libro, vi consiglio questo piccolo capolavoro! Rimarrete affascinati dai suoi personaggi, situazioni ed ambientazioni. Consigliatissimo!!!!

  4. (proprietario verificato)

    Libro intenso quanto scorrevole. Ti rapisce per gli intrighi delle trame. A volte inquieta, a volte fa sorridere. Lo consiglio vivamente!

  5. (proprietario verificato)

    Raccolta di storie brevi talora ruvide e graffianti, tal altra malinconiche e liriche. Frammenti di umanità in cerca di senso, di giustizia o solo di ascolto. Consigliato a chi ama ambientazioni indefinite avvolte nella nebbia.

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Valeria Franco
Nata a Varese nel 1999 da sempre amo perdermi tra le pagine, sia in quelle che leggo sia in quelle che scrivo a mia volta.
Mi sono diplomata al liceo classico e, attualmente, sto seguendo il corso di laurea di “Comunicazione, Media e Pubblicità” alla IULM.
Nel 2017 ho avuto la fortuna di riuscire ad auto-pubblicare il mio primo libro “La landa delle strane idee”, un’altra raccolta di storie brevi. Uno di quei testi, “Mondo Ufficio”, verrà utilizzato dalla casa di produzione QDdesing come soggetto per un cortometraggio, questo progetto è in fase di preproduzione.
Nel 2018 ho aperto il mio blog, “Viaggi di carta”, dove scrivo di libri e recensioni.
Parlando, invece, di cose più personali… Sono un’appassionata di lettura e scrittura, come probabilmente si è già capito. Amo passare il mio tempo leggendo, scrivendo o coccolando uno dei miei tre gatti.
Valeria Franco on InstagramValeria Franco on Wordpress
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