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Come un segreto

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In una tranquilla casa della periferia torinese una famiglia è costretta a cambiare le proprie abitudini a causa della convivenza con Irene, malata di Alzheimer. Ogni giorno la malattia della donna peggiora sempre più e i gesti e le azioni di tutta la famiglia sono volti unicamente alla speranza, vana, che Irene guarisca. Tutti si prendono cura di lei, in particolare la nipote Sofia. Un giorno, la ragazza trova il diario che suo nonno Silvio ha scritto, di ritorno dalla Seconda guerra mondiale, e lo prende come un segno di speranza. Sofia intraprende un percorso nella memoria sulle orme del suo passato, nel tentativo di recuperare informazioni su suo nonno da giovane.

La memoria diventa la prova più evidente della nostra esistenza, dice cosa siamo stati, per chi, e cosa siamo diventati, il come. Dimenticare è come sparire. Anzi, peggio: è come non essere mai esistiti né per sé né per gli altri.

CAPITOLO UNO

Un bambino corre scalzo sulla terra secca e scura. Ha i pantaloni corti e una maglietta sottile un po’ sbiadita. A ogni passo i suoi piedi si sollevano e la pianta scura contrasta con la pelle chiara delle gambe. Le braccia nude sono tornite e i capelli corti biondo cenere lasciano scoperto il collo già abbronzato. Sta di spalle, corre nel cono di luce che proietta l’ombra del suo corpo in avanti.

Ci sono risate e grida di altri bambini che lo chiamano, lo attirano, e lui cambia continuamente direzione. Lui va avanti, torna indietro, va a destra, poi a sinistra, zigzagando con una corsa libera e felice che fanno solo i bambini, tendendo l’orecchio e inclinando la testa verso ogni nuovo suono che gli arriva.

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Ride, ha la bocca felice e aperta nell’entusiasmo dei suoi pochi anni. Il sole lo acceca spuntando a lame tra le fronde degli alberi. Gli altri bambini sono nascosti. Gli alberi si muovono in gesti e infanzie, solo le voci lo guidano. Lui si guarda ancora attorno e muove la testa veloce mentre il corpo va già in altre direzioni. I piedi scivolano sulle foglie consumate, frenando con i talloni a ogni curva. L’aria è fresca e limpida. Il bambino corre e quando inciampa si rialza.
Sofia sentì dei rumori concitati provenire da fuori. La sveglia sul comodino segnava le dieci passate, ma era un giorno di festa e poteva concedersi di stare ancora un po’ a letto. Si girò dall’altra parte e venne accecata dai taglienti raggi del sole che filtravano dalla persiana socchiusa. Strizzò gli occhi sospirando forte. Restò immobile qualche secondo, ma poi altri suoni al di là della sua stanza la convinsero ad alzarsi. Tanto, non sarebbe più riuscita a riaddormentarsi. Si alzò, aprì la porta e si incamminò con andatura incerta lungo il corridoio. Le camere dei suoi fratelli si aprivano vuote davanti al suo sguardo. I capelli spettinati le si gettavano sul volto impedendole un poco la vista. Una brezza fresca le colpì il viso. Da qualche parte, qualcuno aveva lasciato una finestra aperta. Si guardò attorno. Capì che tutta la sua famiglia stava in giardino, poteva sentirne le voci ovattate provenire oltre la portafinestra spalancata, in cucina. Da lì, proveniva il venticello.
Era una bella giornata, i suoi non avevano resistito ed erano scappati tutti fuori. Si avvicinò senza farsi scorgere, si appoggiò allo stipite e restò a guardarli. I suoi occhi ancora non si erano completamente abituati alla luce. Il cappello a falde larghe copriva il volto di sua madre Elisabetta, ma Sofia poteva immaginarne chiaramente gli occhi, appena socchiusi per via della luce, e la bocca atteggiata al suo sorriso abituale. Suo padre, Tommaso, stava montando le gambe del tavolo da giardino e qualcosa aveva fatto ridere suo fratello Riccardo, tanto da farlo allontanare per riprendere fiato. L’altro fratello se ne stava all’ombra, ma anche da quella distanza Sofia poteva scorgerne lo sguardo benevolo e vagamente canzonatorio tipico di chi è molto intelligente, e Matteo lo era. Provò immediatamente un grande senso di protezione, le nasceva da dentro, dalla pancia, e si propagava in tutto il corpo, ma subito dopo anche un grande senso di lontananza. La colazione che i suoi stavano consumando sull’erba era una lucciola destinata a spegnersi presto.
Sofia distolse lo sguardo e decise di partecipare a quell’allegra riunione. Stava cercando qualcosa da mettersi sulle spalle quando nuovi rumori, questa volta provenienti dall’interno della casa, richiamarono la sua attenzione. Diede un’ultima occhiata fuori e non vide sua nonna. Lasciò la finestra, le risate, il sole, l’allegria per tornare da dove era venuta. Arrivata in fondo al corridoio salì l’unico gradino presente nella casa. Quindi si fermò davanti alla porta socchiusa della camera di Irene. Bussò, sfiorando appena la superficie del legno con le nocche. «Nonna, sei sveglia?» Nulla. Avvicinò l’orecchio e ripeté la domanda, in tono più alto. «Nonna? Nonna, sei sveglia?»
Qualcosa di simile a una risposta la convinse a entrare. La porta cigolò per un breve istante. Nella semioscurità, un pro-fumo di sapone misto a medicine le salì alle narici. In punta di piedi Sofia si avvicinò alla finestra e ne allontanò delicatamente le imposte, il necessario affinché un raggio di luce illuminasse il turbinio di particelle di polvere agitate al suo passaggio. Mentre bloccava le persiane perché non si aprissero ulteriormente, il farfugliare di Irene si fece più comprensibile.«Cos’è questa luce? È notte fonda, maledizione!» imprecò l’anziana donna. «Nonna, è quasi ora di pranzo, guarda che bel sole c’è fuori.» «Ma io stavo sognando, è ancora buio. Guarda, ho la camicia da notte.» «Nonna…» «Zitta!» gridò lei di rimando, con rabbia. Il suo sguardo si fermò duro sul volto della nipote che intanto le si era seduta accanto sul bordo del letto. Gli occhi impenetrabili e la bocca piegata in un ghigno disgustato. Le fossette sulle guance dissonavano sul suo volto acido. Passò qualche secondo e piano piano la rigidità cominciò a lasciare posto allo smarrimento. Irene alzò la mano e la posò sul braccio nudo di Sofia, ma solo dopo aver compiuto il gesto si girò a guardare cosa stava toccando. La riconobbe. Almeno questa volta. «Come sei cresciuta, Sofi» disse con voce materna e un po’ roca.

2021-02-11

Corriere di Saluzzo

Diario che si trasforma in libro. Un diario, custodito per lungo tempo in un cassetto, e la passione per la scrittura diventano libro. Nasce così "Come un segreto" che racconta la convivenza con Irene malata di Alzheimer. È il primo romanzo della saluzzese Laura Giagnetich, tecnico di laboratorio al liceo artistico Soleri Bertoni, lo stesso istituto che ha frequentato da studentessa. L'arte è stata per Laura un'attrazione fatale, un interesse sbocciato sui banchi di scuola che ha continuato a crescere nel tempo ed è culminata nel diploma di laurea in Restauro di dipinti e opere lignee conseguito presso l'istituto Santa Paola di Mantova. Ma non solo l'arte, anche la scritta fa parte di quel cassetto di sogni di Laura, come un desiderio inconscio di riscoprire le proprie radici e tramandare alle generazioni future il passato. È stato così anche per il libro che la stessa autrice definire "un percorso nella memoria". - Perché la memoria è la prova più evidente della nostra esistenza. Dimenticare sarebbe come sparire. O forse, peggio, sarebbe come non essere mai esistiti né per sé, né per gli altri -. Anche per questa ragione il libro ha avuto bisogno di tempo: si è formato lentamente ed è cresciuto con l'autrice. E poi c'era quel diario, che Laura aveva letto , in cui il nonno Silvio Giagnetich raccontava il viaggio di ritorno, a piedi, dal campo di lavoro di Memmingen (Baviera) all'Italia. Un viaggio di 54 giorni intrapreso insieme ad altri due compagni all'indomani della liberazione. Com’è nata l’idea del romanzo? - In realtà, l’idea di fare il libro è maturata in un secondo momento. Io ho sempre amato scrivere ed è sempre stato un modo per fare ordine nei miei pensieri. Poi mi è capitato tra le mani il diario di mio nonno: avevo 22 anni quando l’ho letto per la prima volta, la stessa età che aveva lui quando l’ha scritto. E il diario si conclude con una frase emblematica in cui lui dice che vorrebbe essere uno scrittore per poter descrivere tutte le cose che vede e che si sente. Mi sembrava un segno del destino! Dovevo farne qualcosa-. Così nonno Silvio diventa uno dei personaggi del romanzo. 195 pagine in cui l’autrice trova l’occasione per parlare anche un po’ di sé e delle persone che ha conosciuto. Chi era Silvio Giagnetich? - Mio nonno Silvio era radio marconista nell’esercito. Quando c’è stato l’armistizio si trovava in stazione a Firenze. Mentre prestava servizio di pattuglia viene catturato dai tedeschi e fatto prigioniero a Memmingen, in Baviera. Il diario inizia il 1° aprile, giorno di Pasqua del 1945 con la liberazione del campo. Insieme ai compagni Carlo e Vittorio, mio nonno intraprende una lunga marcia a piedi che li riporterà in Italia. Non potendo tornare nella sua terra d’origine, la Croazia, perché ancora sotto i bombardamenti, mio nonno raggiungerà sua sorella sposata a Savigliano, e inizierà a lavorare come imbianchino insieme al cognato. Dopo il matrimonio abiterà a Saluzzo. Nel 1978 è invitato alla trasmissione Portobello, dopo la lettera che Carlo aveva scritto al presentatore Enzo Tortora, pregandolo di trovare i compagni con i quali era tornato dal campo-. “Come un segreto” è pubblicato online sul sito di bookabook dove è possibile preordinare e votare il libro.
2021-03-06

Aggiornamento

Grazie di cuore!!
2021-03-06

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Ecco i volti di alcuni dei sostenitori di Come un segreto!
2021-03-06

Aggiornamento

Grazie di cuore a tutti per il sostegno!!
2021-03-06

Aggiornamento

Grazie di cuore a tutti per il sostegno!
2021-02-19

Aggiornamento

Ciao a tutti! Buon fine settimana, finalmente due giorni da dedicare alle letture. 📖 Ormai sta diventando una consuetudine farvi compagnia con alcune frasi tratte dal mio libro, "Come un segreto". Chi di voi l'ha già pre-ordinato, e ha iniziato a leggerlo, saprà che viene trattato un tema molto complesso, quello della memoria. E lo affronto parlando di una malattia, l'Alzheimer. Perché la memoria è la prova più evidente della nostra esistenza. Perderla significa sparire?
2021-02-12

Corriere di Saluzzo

Grazie di cuore al Corriere di Saluzzo per le splendide parole. Diario che si trasforma in libro. Un diario, custodito per lungo tempo in un cassetto, e la passione per la scrittura diventano libro. Nasce così "Come un segreto" che racconta la convivenza con Irene malata di Alzheimer. È il primo romanzo della saluzzese Laura Giagnetich, tecnico di laboratorio al liceo artistico Soleri Bertoni, lo stesso istituto che ha frequentato da studentessa. L'arte è stata per Laura un'attrazione fatale, un interesse sbocciato sui banchi di scuola che ha continuato a crescere nel tempo ed è culminata nel diploma di laurea in Restauro di dipinti e opere lignee conseguito presso l'istituto Santa Paola di Mantova. Ma non solo l'arte, anche la scritta fa parte di quel cassetto di sogni di Laura, come un desiderio inconscio di riscoprire le proprie radici e tramandare alle generazioni future il passato. È stato così anche per il libro che la stessa autrice definire "un percorso nella memoria". - Perché la memoria è la prova più evidente della nostra esistenza. Dimenticare sarebbe come sparire. O forse, peggio, sarebbe come non essere mai esistiti né per sé, né per gli altri -. Anche per questa ragione il libro ha avuto bisogno di tempo: si è formato lentamente ed è cresciuto con l'autrice. E poi c'era quel diario, che Laura aveva letto , in cui il nonno Silvio Giagnetich raccontava il viaggio di ritorno, a piedi, dal campo di lavoro di Memmingen (Baviera) all'Italia. Un viaggio di 54 giorni intrapreso insieme ad altri due compagni all'indomani della liberazione. Com’è nata l’idea del romanzo? - In realtà, l’idea di fare il libro è maturata in un secondo momento. Io ho sempre amato scrivere ed è sempre stato un modo per fare ordine nei miei pensieri. Poi mi è capitato tra le mani il diario di mio nonno: avevo 22 anni quando l’ho letto per la prima volta, la stessa età che aveva lui quando l’ha scritto. E il diario si conclude con una frase emblematica in cui lui dice che vorrebbe essere uno scrittore per poter descrivere tutte le cose che vede e che si sente. Mi sembrava un segno del destino! Dovevo farne qualcosa-. Così nonno Silvio diventa uno dei personaggi del romanzo. 195 pagine in cui l’autrice trova l’occasione per parlare anche un po’ di sé e delle persone che ha conosciuto. Chi era Silvio Giagnetich? - Mio nonno Silvio era radio marconista nell’esercito. Quando c’è stato l’armistizio si trovava in stazione a Firenze. Mentre prestava servizio di pattuglia viene catturato dai tedeschi e fatto prigioniero a Memmingen, in Baviera. Il diario inizia il 1° aprile, giorno di Pasqua del 1945 con la liberazione del campo. Insieme ai compagni Carlo e Vittorio, mio nonno intraprende una lunga marcia a piedi che li riporterà in Italia. Non potendo tornare nella sua terra d’origine, la Croazia, perché ancora sotto i bombardamenti, mio nonno raggiungerà sua sorella sposata a Savigliano, e inizierà a lavorare come imbianchino insieme al cognato. Dopo il matrimonio abiterà a Saluzzo. Nel 1978 è invitato alla trasmissione Portobello, dopo la lettera che Carlo aveva scritto al presentatore Enzo Tortora, pregandolo di trovare i compagni con i quali era tornato dal campo-. “Come un segreto” è pubblicato online sul sito di bookabook dove è possibile preordinare e votare il libro.
2021-02-11

Corriere di Saluzzo

Vi lascio un articolo uscito oggi sul giornale della mia città. Si parla del mio libro, di ciò che l'ha ispirato e di quello che racchiude dentro le sue pagine. Pian piano, grazie a tutti voi, il mio sogno sta prendendo forma! 📖📖 ✨Lasciatevi ispirare anche voi dalle splendide parole che hanno scritto su "Come un segreto" ✨
2021-02-09

Aggiornamento

Siamo già al 45%!! Continuiamo a far crescere questo progetto!
2021-02-05

Aggiornamento

Vi lascio un'altra frase tratta dal mio libro, Come un segreto.
2021-02-02

Aggiornamento

Vi lascio una frase tratta dal mio libro. Chissà, magari vi verrà voglia di leggere anche il resto.
2021-01-26

Aggiornamento

Ciao a tutti!! È partita ufficialmente la campagna di crowdfunding per il mio romanzo dal titolo "Come un segreto". Vi ringrazio tutti per il supporto che mi avete dimostrato sin da subito! Sono emozionata e ansiosa di vedere cosa riserverà questo progetto. Andate a leggere subito l'anteprima e fatemi sapere cosa ne pensate! Per chi si avesse iniziato a seguirmi solo ora, ricordo i passaggi: 1_Leggi l'anteprima 2_Pre-ordina la tua copia (puoi scegliere tra formato cartaceo o e-book) 3_Scarica e leggi la bozza integrale del romanzo. Un grazie di cuore a tutti e, mi raccomando, parlatene con gli amici e con chi ama leggere. Facciamo crescere questa campagna e divulghiamo l'amore per la lettura!
2021-01-26

Aggiornamento

Stasera alle 18.30 sarà attivo il link per il pre-ordine del mio libro!!
2021-01-18

Aggiornamento

Daniel Pennac una volta ha scritto: Quando una persona cara ci dà un libro da leggere, la prima cosa che facciamo è cercarla tra le righe". C'è tanto di me in questo romanzo e credo che mi ritroverete, leggendolo. L' approccio autobiografico, in fondo, sta alla base del lavoro di ogni scrittore; ma spero che ognuno di voi vi ritrovi anche un po' di se stesso. È un'emozione davvero grande potervi consegnare un'opera a cui ho lavorato per così tanto tempo. Tra pochi giorni sarà possibile pre-ordinare il libro su bookabook. Allora potrete leggerlo, dirmi che cosa vi ha trasmesso e chissà, magari, dirmi quali emozioni vi ha regalato.

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Laura Giagnetich
è nata in provincia di Cuneo nel 1991. Studia all’Istituto d’arte di Saluzzo, indirizzo oreficeria. In seguito, si laurea all’università di Mantova in Restauro di dipinti e opere lignee. Attualmente lavora come tecnico di laboratorio nel Liceo Artistico di Saluzzo. Come un segreto è il suo romanzo d’esordio.
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