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Diario di un fisioterapista (in)fortunato

Diario di un fisioterapista (in)fortunato
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Consegna prevista Marzo 2022

Puglia, soleggiata e mite giornata di fine febbraio.
Il fisioterapista ed appassionato cicloamatore Roberto si appresta ad uscire con la sua inseparabile bici per l’ennesimo piacevole allenamento domenicale.
Ma il destino gli gioca un brutto scherzo, tendendogli un’insidiosa trappola, nascosta dietro un incrocio a Porto Cesareo.
In seguito al grave incidente, decide di iniziare a scrivere un diario, con l’intento di riempire le lunghe giornate della sua convalescenza e magari di aiutarsi a ritrovare la serenità perduta nel drammatico momento dell’impatto.
Ogni singolo racconto giornaliero corrisponde ad un capitolo del diario; per ciascuno vi è una ricercata citazione musicale, la quale si amalgama perfettamente con il contenuto delle storie.
L’opera si presenta come una guida ricca di interessanti spunti di riflessione, soprattutto per i professionisti sanitari, per gli appassionati di ciclismo, oltre che per chiunque abbia voglia di soffermarsi a pensare sulla propria vita.

Perché ho scritto questo libro?

Il Diario è nato per raccontare il contenuto delle mie altalenanti giornate, le difficoltà iniziali dello stop forzato dal lavoro e dallo sport, il lento e faticoso recupero dopo il terribile incidente. Grazie a questa esperienza ho scoperto la splendida opportunità di individuare e raccontare gli aspetti positivi che si celano dietro una vicenda personale negativa, traendo insegnamento persino dai miei stessi sogni – spesso incubi – che irrompono apparentemente in modo casuale in tale periodo.

ANTEPRIMA NON EDITATA

INTRODUZIONE

Mi chiamo Roberto, ho trentadue anni e sono un fisioterapista.

Amo la mia vita e il mio lavoro e, soprattutto, adoro praticare sport.

Come tutti, ovviamente anch’io ho i miei problemi. Ma nonostante ciò, mi ritengo una persona estremamente fortunata. Mi alzo al mattino con la voglia di fare del bene, di provare nel mio piccolo ad aiutare gli altri, soprattutto grazie al mio bellissimo lavoro.

Quando ho del tempo libero mi piace dedicarlo a qualche svago; su tutti, ultimamente, svetta prepotentemente il ciclismo. Mi fa stare bene pedalare come se non ci fosse un domani, godendomi il momento e flirtando in continuazione con la fatica e con il piacere di provare ad avvicinarsi ai propri limiti.

Questa è la mia vita. O almeno, questa era la mia vita fino al giorno in cui ho pescato un evento avverso ed indesiderato dalle tessere “imprevisti e probabilità” del Monopoli, ed è spuntato fuori l’incidente.

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GIORNO 0 – DOMENICA 28/02/2021

PROLOGO – IL MIO ANGELO CUSTODE

Puglia, fine febbraio.

Sveglia all’alba e mi rendo subito conto che sarà una giornata super soleggiata, quasi a voler manifestare in modo netto ma dolce una fantastica primavera in anticipo.

Non esiste miglior modo per me di combinare una domenica con un clima simile ad una bella passeggiata in bici; o meglio, ad un bell’allenamento in bici, da corsa o da strada, che dir si voglia; è vero che interpreto l’uscita in bici come una piacevole passeggiata, ma è anche vero che da un paio di mesi a questa parte mi sto allenando bene, almeno tre volte a settimana, mi sento in forma smagliante ed ho programmato la partecipazione ad una gara che si terrà il 25 aprile. In realtà non è una vera e propria gara, in gergo ciclistico si chiama randonnée ed indica un evento in cui non contano i tempi o l’ordine d’arrivo ma l’importante è concludere l’intero percorso. Anche perché nel mio caso specifico, trattandosi di una “Gran fondo”, già completare il percorso previsto di 170 km con oltre 3200 metri di dislivello, per chi come me si allena regolarmente in bici da pochi mesi, sarebbe un risultato trionfale, come vincere una Classica Monumento o il Campionato del mondo.

Ho affrontato parecchie salite ultimamente, quindi avendo già messo del fieno in cascina, decido di godermi un giro in modalità solitaria andando verso il mare. Percorso previsto: 106 km, partenza alle 8 in punto da Francavilla Fontana dopo una ricca colazione, sosta dopo quasi 60 km nella bellissima Porto Cesareo e rientro verso casa. Non faccio in tempo a cominciare a far girare le gambe con il “rapportone”, né a godermi i paesaggi che costeggiano il mare ed un leggero e graditissimo vento a favore, che già mi ritrovo all’ingresso di Porto Cesareo, dopo poco più di un’ora e mezza di strada; mi rendo conto di essere molto vicino al punto previsto per la sosta

quando osservo davanti a me le panchine con vista mare, mio primo traguardo di giornata.

Mancano ancora pochi incroci lungo questa strada.

Un solo incrocio.

Bum.

2021-07-14

Aggiornamento

Cari Lettori, vi sono davvero grato per l'impegno e la sensibilità che state dimostrando nei confronti della campagna di crowdfunding del mio Diario! Non avrei immaginato di toccare quota 50% di copie preordinate (sull'obiettivo di 200) già nei primi 20 giorni! Grazie di cuore, il vostro sostegno è fondamentale! Un grande abbraccio virtuale a tutti! Roberto

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    L’empatia profonda (con “le due ruote”, con la natura e con le persone che il suo lavoro gli permette di incontrare), che si può “respirare” dall’anteprima del DIARIO DI UN (IN)FORTUNATO FISIOTERAPISTA, mi ha fatto venir voglia fin da subito di leggere il sequel di questa “cronaca di un incidente annunciato” per scoprire cosa si celi dietro quel fatidico incrocio…

  2. Tiziana Tondi

    Che bello scoprire che adesso sei anche uno scrittore, Roberto. Non vedo l’ora di leggere il tuo libro, che prenoto immediatamente. Ti auguro il successo che meriti. Orgogliosa di essere stata una tua docente 😘

  3. (proprietario verificato)

    ….che dire…..chi ottimizza il proprio tempo, soprattutto quando “questo tempo” può sembrare non in favore, ha in sé la voglia di godere appieno della vita e di guardare sempre oltre …scoprendo x gioco i propri Talenti e ,se pensiamo chei siamo nati proprio per questo!!…intanto non vedo l’ora di scoprire i prossimi capitoli … GRAZIE x questo tuo dono Roberto….sono in intrepida attesa 😉

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Roberto Pichero
Roberto Pichero è un fisioterapista nato e cresciuto a Francavilla Fontana (Brindisi) nel 1988.
Da sempre amante della lettura e dello sport, decide di scrivere il suo "Diario di un fisioterapista (in)fortunato" quasi per gioco, per svago, dopo essere stato coinvolto in un grave incidente durante uno dei suoi tanti allenamenti in bici da strada; la decisione di scrivere il Diario è nata per provare ad impiegare l’enorme ed indesiderato tempo a disposizione durante il periodo di convalescenza.
"Diario di un fisioterapista (in)fortunato è la sua opera di esordio.
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