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DivinDinero. Tra qui e altrove

DivinDinero. Tra qui e altrove
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Consegna prevista Luglio 2022
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“Sai, io non mi sono mai fermato a chiedermi veramente cosa volevo fare: tu te lo stai chiedendo, e ti auguro di trovare la risposta giusta, perché quando si fa ciò che si ama, la paura non ti azzanna. Non corri più in avanti per sfuggirle, non hai un buco da riempire. Sei. Punto. Mi accorgo ora di essere stato molto più vicino a fare ciò che amo in questo anno, che nel mio passato. Anzi, ora me lo chiedo: sto facendo ciò che amo? Se dovessi morire tra un anno, continuerei a fare ciò che faccio?”

Giuseppe Mantegna, imprenditore troppo creativo, ora vive facendo lavoretti e i tarocchi nelle piazze. Il fedele compagno Geremia sa bene cosa accade, ma lui è un cane e non può spiegarlo al suo padrone. Può solo accompagnarlo, mentre Giuseppe sogna di Joseph, litiga con Joseph, invadente alter-ego notturno. Tra episodi di vita diurna e sogni che svelano una trama che non capisce, Giuseppe inizia a rendersi conto che tutto è energia circolante, se si è disposti a guardare là dove non si vuole.

Perché ho scritto questo libro?

Il perché lo scopro sempre dopo, nella vita. È come il gioco dei puntini della Settimana Enigmistica. Quindi era la storia che voleva essere scritta da me. E io volevo saper come andava a finire. Domanda di fondo: come circola, l’energia? Come sarebbe, se potesse circolare liberamente, mentre sciogliamo paure, rancori, punti ciechi? Cosa accade, quando un “nodo” si scioglie”? Cosa accade, quando hai per compagno un cane intelligente? E vuoi scoprire la tua verità?

ANTEPRIMA NON EDITATA

“FERMI tutti, questa è una rapina!”

La voce di Joseph era rauca, tesa e semisoffocata dal passamontagna di lana che si era ficcato in testa per non farsi riconoscere.

Nessuno gli fece caso.

Nella banca c’erano poche persone, e solo due casse aperte. Ma ormai aveva deciso, e tornò a gridare con più vigore, agitando la pistola: “Fermi tutti, questa è una rapina!”

La donna davanti a lui stava compilando un modulo; era giovane, vestita di un tailleur giallo chiaro, e non fece alcun segno di averlo udito. Joseph esasperato abbassò il passamontagna – il sudore gli colava a rivoletti – e agitò la pistola. Finalmente il cassiere – un uomo alto di mezza età, vestito con semplice eleganza, lo notò.

“Avete capito? Non è uno scherzo questo”.

La voce di Joseph ora, non più bloccata dal passamontagna, si udiva chiaramente, e lui respirò di sollievo: almeno, ora, lo avrebbero ascoltato! La ragazza restò con la penna alzata e si girò lievemente verso di lui, che squittì furibondo:

“Non mi guardi! Si volti! Tutti giù per terra!”.

Il cassiere elegante abbassò gli occhiali sul naso, per poterlo guardare al di sopra delle lenti – occhi chiari, un po’ stupiti:

“Oh, signor Mantegna! Non la aspettavamo così presto. Prego, mi dica che cifra le occorre”.

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Joseph si sentì collassare, e strinse freneticamente la pistola. Come diavolo faceva quell’uomo a conoscerlo? E poi, diceva che lo stavano aspettando! Nessuno si stava scomponendo per la sua irruzione. Per una frazione di secondo, si vide dal di fuori: un giubbotto di pelle nera screpolata dai molti anni d’uso; jeans aderenti e stivaletti di pelle nera alla cow-boy… e soprattutto quel ridicolo passamontagna! Se lo tolse di testa stancamente, si lisciò i bruni capelli sudati, e si avvicinò alla cassa – la giovane giallovestita se n’era andata nel frattempo, salutandolo con un leggero cenno del capo – e lui neppure aveva tentato di fermarla… forse ormai era andata ad avvisare la polizia.

Il cassiere gli porgeva un modulo, con quella gentilezza che lo aveva tramortito fin dal primo momento:

“Ecco qua, compili per piacere: numero di conto, importo…”

Joseph balbettò:

“Ma io veramente, mica ce l’ho, un conto, qui…”

Il cassiere sorrise apertamente, aprendo le braccia in un gesto accogliente:

“Evvia, signor Mantegna! Certo che ce l’ha!” consultò rapidamente il registro “14-10-14, eccolo qua”.

Joseph scrisse nervosamente il numero, mentre nella sua testa ancora accaldata vorticavano mille pensieri. Ho un sosia. Di certo. Un sosia stravagante che si può permettere di arrivare in banca e fingere una rapina. Allora è un miliardario dai gusti strani, e la banca gli lascia fare tutto quello che vuole. Ecco. Però… il cognome è il mio.

Il cervello si arrestò – si sentiva in un corto circuito mentale. La testa vuota, l’occhio vitreo, Joseph velocemente scrisse l’importo che aveva pensato gli avrebbe fruttato la rapina – detrasse rapidamente alcune spese ora non più necessarie – e porse con un gesto stupito la cedola al cassiere. Il quale non si scompose, e gli chiese: “Bene; li vuole in biglietti da duecento o cinquecento?”

Joseph annaspò, ingurgitò l’aria, sorrise al cielo e finalmente balbettò:

“Oh, non ha importanza, faccia lei”

Il cassiere andò alla cassaforte – quante volte aveva immaginato questo gesto, il nostro Joseph! E tornò con le mazzette di banconote. Gliele porse.

“Firmi qui, per ricevuta, grazie”

E Joseph firmò, con tutta la nobiltà di cui fu capace. Infilò le mazzette sotto al giubbotto di pelle, che gli faceva un caldo boia.

“Arrivederla, signor Mantegna. A presto”

Joseph uscì, con passo da sonnambulo. Teneva tutte le mazzette strette al petto, venti milioni di lire in biglietti fragranti; in mezzo al petto il cuore gli batteva come un tamburo selvaggio.

2021-10-24

Aggiornamento

Presentazione del libro DivinDinero - Tra qui e altrove Presso: Centro Vishuddha - il Quinto Chakra, a Ferrara, via del Luccio 19. telefono: 334/8708077 mail vishuddha.ilquintochakra@gmai..com

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Franca Errani
Mancavano 3 mesi al 1950 quando sono nata in una giornata ancora intrisa d’estate, a Bologna. A Bologna ho studiato, mi sono laureata in Fisica, mi sono sposata e ho avuto due figli. Ora vivo a Lugo.
Nella prima fase della mia vita ho arrancato nel vano compito di contenere un padre specializzato in rapide ascese e clamorosi fallimenti. Ho fatto mille lavori, guidata da ciò che gli altri consideravano incostanza, e io desiderio di capire cosa volevo davvero.
Attorno ai 40 anni l’ho trovato e mi sono finalmente “definita” professionalmente. Ho trovato il Voice Dialogue e mi ha cambiato la vita, mi sono formata al metodo e l’ho insegnato in Italia.
Ho scritto diversi libri su tali temi, ho creato una Scuola di Counseling, che continua a esistere e prosegue bene anche senza di me.
Adesso voglio “tirare fuori” i miei racconti e romanzi.
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