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Eroi in pigiama - Cronache di un bambino in quarantena

Eroi in pigiama - Cronache di un bambino in quarantena
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Consegna prevista Febbraio 2022
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Il libro parla, a mo’ di diario personale, dell’anno 2020 e della pandemia di Covid-19 visti attraverso gli occhi di un bambino di 9 anni. Gabriele, questo il nome del protagonista del racconto, racconta del suo 2020 a partire dal mese di marzo. E’ a marzo, infatti, che ha smesso di andare a scuola per una ragione che, inizialmente, gli risulta poco chiara. Il libro è il racconto – genuino e senza filtri – della quarantena di Gabriele: delle sue giornate, dei suoi dubbi, delle sue emozioni, delle sue relazioni. E’ uno scorcio su uno spaccato di vita che ha toccato tutti, nessuno escluso, ma da un punto di vista forse poco esplorato che è quello dei più piccoli. E’ un viaggio alla scoperta di ciò che veramente ha valore e dà sapore alla quotidianità della vita domestica e familiare. E’ un percorso di presa di consapevolezza e di maturazione che non perde, nel suo divenire, la leggerezza e la spontaneità propri di un bambino. E’ uno slancio a migliorarsi e mettersi in gioco.

Perché ho scritto questo libro?

Durante il lockdown ho provato ad impegnarmi per non ritrovarmi a sprecare il mio tempo, anzi per renderlo prezioso. Ascoltavo interventi di personalità di spicco su temi a me cari, leggevo, studiavo. L’approccio alla scrittura è stato un po’ fortuito. Da sempre ho immaginato che mi sarebbe piaciuto scrivere un libro, ma prima d’ora non era mai arrivata quella scintilla capace di concretizzare questo desiderio. Poi un giorno ho preso il pc e le dita hanno cominciato a scorrere sulla tastiera..

ANTEPRIMA NON EDITATA

5 marzo 2020

Oggi mamma ha detto che non devo andare a scuola. Ieri sera, a quanto pare, è arrivata una comunicazione che diceva così. Non so chi l’ha mandata, ma di mamma mi fido. Non dice mai le bugie e se lo fa ho capito che è per il mio bene. E poi non mentirebbe mai sulla scuola, perciò deve proprio essere vero. È qualcosa che ha a che fare con questo virus di cui parla la televisione, da quello che ho capito. Dalla scorsa settimana anche a scuola se ne è parlato più volte: la maestra diceva sempre di lavare spesso le mani e non toccare bocca ed occhi. Tanto meglio, weekend lungo! Una figata.

Mamma e papà vanno al lavoro e io posso stare tutto il giorno a giocare alla Play con i miei amici. Non capita quasi mai! Ovviamente fino a quando Luca, mio fratello più grande, non la vorrà per sé. Già, perché pure Luca non va a scuola. Sembra che non abbiano chiuso solo la mia scuola elementare, ma anche i licei non hanno aperto i cancelli stamattina. Sentivo che, parlando al telefono, diceva che probabilmente sarà così per i prossimi 10 giorni. Mi ha subito detto: “Gabriè vedi che puoi fare, appena finisco la videochiamata con Elena la Play è mia”. Elena è la sua fidanzata. Stanno sempre appiccicati quei due, io proprio non li capisco. Che avranno da dirsi tutto il giorno! Luca ha sempre il cellulare in mano e quando fa una telefonata non posso nemmeno camminare in mutande in cameretta altrimenti Elena mi vede. Maledette videochiamate. Forse a 9 anni si è troppo piccoli per certe cose, per questo non le capisco, ma quando sarò fidanzato io sarà completamente diverso. Alice – così si chiama la bambina di cui sono innamorato

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– abita alla porta accanto. Perciò basterà giocare insieme a casa mia o sua, oppure incontrarci sul pianerottolo o vederci dal balcone. E poi frequentiamo la stessa scuola, quindi niente telefonate. Il mio migliore amico Patrizio dice che dovrei spicciarmi a dirle che mi piace, altrimenti qualcun altro potrebbe soffiarmela via. Lui è convinto di sapere come “funzionano” le ragazze perché ha tre sorelle, ma secondo me non ci capisce proprio nulla. Comunque ho intenzione di scriverle un biglietto quando torneremo a scuola, tra due settimane. Cosa può cambiare in due settimane? Lo darò alla sua amica Sofia, che è in classe con lei, e quando glielo consegnerà, sarà fatta. Mamma dice sempre che non si può resistere a due occhioni blu come i miei! Ma comunque non è questo il momento per pensarci, oggi devo battere Patrizio alla Play, così smetterà di credersi sempre il più bravo in tutto. Ci conosciamo da quando siamo nati perché i nostri papà lavorano insieme e si frequentano anche al di fuori del lavoro. Lui è il mio migliore amico praticamente da… sempre! Ma non lo sopporto quando dice che è il più bravo, il numero uno e nessuno potrà mai superarlo. È molto intelligente, lo so, ed è vero che in qualsiasi cosa riesce sempre senza difficoltà, ma a volte esagera con la sua aria di superiorità e gliel’ho sempre detto. Mi dice che mi vuole bene perché sono sempre schietto e sincero con lui, “ma non potrai comunque mai competere con me”: questa la conclusione di ogni suo discorso. Lo farò ricredere, non c’è dubbio.

10 marzo 2020

Altro che weekend lungo, questa è una vacanza! Domenica ho finalmente stracciato Patrizio alla Play. Che goduria. Questi giorni a casa mi stanno piacendo da matti. Gioco praticamente tutto il tempo e siccome sta facendo bello e c’è il sole posso anche andare lungo il viale con la bicicletta, cosa che normalmente non faccio spesso. Mamma dice che devo lo stesso fare un po’ di compiti per non perdere l’abitudine. La maestra ce li assegna scrivendoli sul registro elettronico e un’oretta o due mi ci metto il pomeriggio. Ma vuoi mettere un paio d’ore in confronto ad un’intera settimana a scuola!? Non ci sono paragoni. Luca invece studia di più. Addirittura si vede con i prof e i compagni online per fare lezione. E li interrogano pure!

Non ho capito bene cosa sta succedendo, ad essere sincero. I grandi sembrano preoccupati. Al telegiornale si parla solo di questo virus, di posti in ospedale che non sono sufficienti, di medici e infermieri che lavorano senza sosta e, purtroppo, di tanti morti. Io quando siamo a tavola dopo un po’ non ascolto più. È noioso. E triste. Ho solo capito che è una cosa arrivata dalla Cina, dove ha già fatto una strage, e che ora è l’Italia il paese più colpito. O almeno così sembra.

Da domani anche papà sarà a casa. Stranissimo! Dice che lavorerà da lontano con il computer. Ha utilizzato un termine inglese che non ricordo ma vabbè il senso è che sentirà i colleghi online, un po’ come fa Luca con i prof o come faccio io quando gioco connesso con gli amici. Più o meno. Mamma invece continuerà ad andare al lavoro. Dice che ormai in ufficio

indossano tutti mascherina e guanti perché il virus si attacca sugli oggetti e ci si deve difendere. Parlano tutti di una strana battaglia con un nemico invisibile, ma io non mi sento mica in guerra… Luca sta scapocciando perché dice che sicuramente si prolungherà il periodo a casa e così la maturità sarà un casino, ma anche perché non può vedere né i suoi amici né Elena. È il solito esagerato. Li vede comunque tutti quanti online, ogni sera.

Ho domandato a papà quando potremo andare a trovare nonno Pippo (si chiama Filippo ma io l’ho sempre chiamato così) che abita in un altro quartiere. È il papà di papà, l’unico nonno che mi resta. La mia nonna paterna e il mio nonno materno non li ho mai conosciuti, mentre la mamma di mamma è morta quando ero più piccolo. L’estate prima che iniziassi le elementari. Era malata da tanto tempo mi ha detto mamma. Io e nonno Pippo trascorriamo tutti i pomeriggi insieme dopo la scuola; è lui che mi viene a prendere all’uscita e con lui mi diverto da morire. Inoltre mi compra sempre una miriade di pacchetti di figurine dei calciatori e infatti sono sempre il primo in classe a terminare l’album. Mitico nonno! Almeno in questo Patrizio non può rompere con la storia che è il numero uno. Purtroppo però sembra che per un po’ non potremo vederci. Gli anziani sono più fragili, l’ho sentito anche alla televisione, e quindi possono prendere più facilmente il virus, ma è più complicato per loro guarire. Ci sentiamo al telefono però. Tutte le sere. Mi ha detto che quando finisce la quarantena mi porta al parco e alle giostre. Ma che parola è quarantena? Secondo me si è sbagliato. Strano da parte sua, non sbaglia mai nulla. Forse comincia a perdere i colpi. Non si diceva quaresima? Ero

convinto si chiamasse così il periodo prima delle vacanze di pasqua. Lo dicevano pure al catechismo. Il nome me lo ricordo benissimo, perché ho sempre odiato il fioretto di quaresima. Boh! Fatto sta che bisogna aspettare e quindi aspetteremo.

2021-07-21

Aggiornamento

Grazie mille per avermi sostenuta in questo progetto! Ancora non mi sembra vero! Ho raggiunto l'obiettivo delle 200 copie, pertanto ora potrà cominciare la fase di editing, revisione, impaginazione e progettazione grafica del mio libro! Ed è anche merito tuo! Puoi continuare a promuovere "Eroi in pigiama" tramite passaparola. Infatti, se dovessi raggiungere l'extra-goal delle 250 copie, si attiverebbero per me: - una specifica attività di digital pr, volta ad individuare il blogger o l’influencer più rilevante ai fini della vita del libro e a sottoporgli l’opera per una recensione; - un supporto strategico per l’organizzazione di una presentazione/evento di lancio del libro; - la promozione online (declinabile in diversi modi) insieme al coinvolgimento dei miei sostenitori. Non male eh? GRAZIE GRAZIE GRAZIE!! Con immenso affetto, Michela

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Michela Balmas
Ho 27 anni, sono nata e cresciuta a Roma e nella vita faccio la psicologa. Mi sono diplomata al liceo scientifico indirizzo bilingue e la passione per le lingue straniere, unita alla mia indole, mi ha portato a viaggiare molto. Sono sempre stata un'entusiasta, desiderosa di vedere e scoprire cose nuove. E' forse per questo che, nel tempo, ho maturato tante e diverse passioni: alcune passeggere, altre che mi accompagnano tutt'oggi. Durante i miei anni universitari ho potuto svolgere un Erasmus in Francia: questo mi ha permesso di crescere umanamente e professionalmente e di tessere un'ampia rete di relazioni sociali ed amicali incredibilmente arricchenti. Nello stesso periodo ho effettuato anche un periodo di studio a Londra, altrettanto importante. Oggi lavoro principalmente con pre-adolescenti e adolescenti in contesti scolastici e anche grazie a loro non smetto di mettermi alla prova.
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