Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages

Ester - Il sole dentro

Ester - Il sole dentro
42%
117 copie
all´obiettivo
78
Giorni rimasti
Svuota
Quantità
Consegna prevista Agosto 2021
Bozze disponibili

Lorenzo, nato in un corpo che non è il suo, torna a casa dopo dieci anni, con una nuova forma e un nuovo nome: Ester. L’occasione per farlo le viene offerta da una gara di scultura organizzata nella sua Reggio. Un cuore che trema di paura e una richiesta di perdono, questi i suoi bagagli.
L’estate sta per esplodere, una famiglia spezzata, una città che brilla al cospetto della Sicilia, un gruppo di artisti che provano ad imitare il genio anonimo di chi, molti secoli prima, aveva saputo scolpire sul bronzo la bellezza maestosa del corpo umano, si preparano a essere avvolte dal suo calore.
Ci sono uomini e donne che nascono in un corpo sbagliato e lottano contro un malessere continuo che non li fa sentire adatti alla vita. È difficile, per loro, sia prenderne consapevolezza che dirlo al mondo e, quando finalmente ci riescono, è il mondo a dover imparare a reagire.
La famiglia di Lorenzo sarà pronta a vederlo come lui si è sempre visto allo specchio?

Perché ho scritto questo libro?

Ester nasce dall’esigenza di comunicare la bellezza della diversità, gli innumerevoli e sorprendenti modi che si hanno per poter stare al mondo, per sentirsi a posto con se stessi, prima ancora che con gli altri. Ho sempre creduto nel potere delle parole, e credo ancora di più nel potere delle storie. Questo è un romanzo sulla bellezza, con dentro la storia di un cambiamento. È la storia di chi si guarda allo specchio e non si vede, ma ha comunque voglia di cercarsi.

ANTEPRIMA NON EDITATA

TRATTO DAL CAPITOLO 4

Ester e Vittorio sono appena scesi dal treno. Ester si ferma e chiude gli occhi. Anche Vittorio si ferma, ripetendo il suo gesto, ma li riapre subito dopo, stranito. Scuote la testa, sentendosi matto. Le valigie pesanti, la stanchezza del viaggio, la gente che li guarda.

– Cosa stiamo facendo? – chiede, avvicinandosi all’amica.

– Assaporiamo il momento – risponde Ester, sorridendo. È emozionata così tanto da sentire i brividi perfino nel cervello, gli occhi lucidi, pronti a lacrimare. Riconosce l’odore, inconfondibile, del mare, quel mare che l’ha vista nascere, crescere, non volersi, poi volersi, avere paura, scappare, poi avere coraggio, adesso tornare. Quel mare pronto ad accoglierla, di nuovo, come nuova, e a consolarla, cullarla, avvolgerla. Farla sentire a casa.

– O mio Dio Ester, mi pento sempre di più di averti seguita in questo posto dimenticato dal mondo! – ironizza Vittorio, che sente solo tanto caldo in quel momento e osserva una stazione che in confronto a quella di Milano sembra essere abbandonata a se stessa.

Continua a leggere

Continua a leggere

– Ti farà bene Vittorio, ti farà bene – l’amica lo rassicura, come se stesse vivendo in una dimensione parallela, tutta circondata da sensazioni unicamente positive. Sembra aver cambiato volto, espressione, sembra non esserci più la sua malinconia, fedele compagna fin da quando l’aveva conosciuta.

Si incamminano. Ester non riesce a non sorridere. Arrivano sul lungomare, la luce del sole quasi li acceca. Vittorio strizza gli occhi per ripararsi dal sole, poi lentamente li riapre, riparandosi sotto l’ombra di un enorme palma.

– Caspita! – Vittorio si avvicina alla ringhiera che segue la linea del mare – ma quella è la Sicilia? È così vicina? È così vicina! – domanda ed esclama insieme. Un brivido di freddo attraversa il suo corpo. Un brivido strano, piacevole, necessario. Sono le correnti dello Stretto, che contribuiscono a rendere quel posto così paradisiaco ogni volta che ci si trova immersi dentro.

Ester si avvicina all’amico e gli dà una pacca sulla spalla.

– Ti innamorerai presto di questo posto – afferma, con tono sicuro.

Vittorio guarda estasiato lo spettacolo che ha davanti, le palme, il sole, l’acqua, la gente. Respira a pieni polmoni quell’aria che sa di fresco nonostante le alte temperature. Respira la bellezza della natura che ha di fronte. Non ha più caldo, si sente bene, in perfetta armonia con quel quadro di emozioni nel quale l’amica passeggia già da un po'.

– Quanto ci mettiamo ad arrivare a Roccaforte? – chiede, quasi non avendo voglia di lasciare quella ringhiera.

– Ci metteremo circa dieci minuti con la macchina. Guarda, è quel paesello su quella montagna – Ester gli indica le montagne alle sue spalle, di cui Vittorio ancora non si era accorto.

L’amico osserva esterrefatto la vicinanza che quelle montagne, che sembrano altissime, hanno con il mare. Blu, verde, giallo. Quel posto è un’esplosione di colori. Quei colori li sente dentro, si sente attraversare da quei colori così come dalle correnti: in un attimo, si trova dentro quegli odori, come se fossero già famigliari.

Passato qualche minuto di contemplazione, si avvicinano al marciapiede. La strada è abbastanza larga e all’altra estremità giganteschi alberi, intervallati a statue dal sapore contemporaneo, formano un viale che separa la strada dalla sua parallela, dove le auto viaggiano nella direzione opposta. Al di là della seconda via, una serie di palazzi nobiliari, per lo più in stile liberty, decorano la sua vista.

– Michele dovrebbe essere qui a momenti – Ester pensa ad alta voce e si guarda nervosamente intorno, senza riuscire a fermarsi. La piacevole frescura delle correnti sembra averla abbandonata. L’agitazione la costringe a cercare quanto più ossigeno possibile.

– Sei sicura che ti riconoscerà? – chiede Vittorio, notando la sua aria preoccupata e la forza con la quale Ester sta stringendo il manico della valigia con la sua mano destra.

– Siamo cresciuti insieme… – dice, ma si blocca non appena lo vede arrivare in lontananza.

Michele, dall’altra parte della strada, tiene una mano sulla fronte per ripararsi dal sole e guarda dritto nel luogo dove Ester gli aveva detto che lo avrebbe aspettato. Sembra non accorgersi di lei. Ester continua a guardarlo ma non ha il coraggio di alzare la mano per salutarlo. Si sente paralizzata. La paura regna sovrana in tutto il suo corpo. Se lo ricordava più snello e con più capelli sulla testa. Le viene un po' da ridere e un po' da piangere. Dieci anni sono tanti. È sempre molto più alto di lei. Ha sempre i capelli biondi, anche se sono molti di meno.

Michele si accorge di lei. Abbassa la mano, poi la rialza, poi la riabbassa. È confuso, imbarazzato, scalpita, non riesce a stare fermo. Cerca di concentrare lo sguardo per essere sicuro di non sbagliare. Si calma. La osserva ancora per un po'. Decide di attraversare e piano piano si avvicina verso il luogo stabilito per l’incontro.

A Ester trema il cuore.

Forse non è così pronta come aveva detto a se stessa, forse il coraggio di presentarsi necessitava più tempo, forse occorreva pentirsi di quella scelta.

Michele è sempre più vicino. Vittorio, muto e in disparte, assiste alla scena.

Ester fa qualche passo in avanti, quasi per dare conferma al vecchio amico circa la sua ipotesi. Michele, da lontano, accenna un mezzo sorriso. Ester ha gli occhi lucidi. Arrivano a due metri di distanza l’uno dall’altra. Continuano a guardarsi. Ester si emoziona, ha paura, è contenta, si sente sollevata. Non ha idea di che cosa l’amico stia pensando, non ha idea di che cosa lei stessa stia pensando. Forse perché è uno di quei momenti in cui riesce a non pensare, quei momenti che sanno di vita vera, di presente, di pienezza. Michele la scruta con attenzione. Il mondo che gira loro attorno sembra essersi fermato. Poi esplode in una risata senza fine, ride, ride così tanto da doversi tenere la pancia. La guarda e ride. Ester si morde il labbro inferiore, vorrebbe non ridere ma non ci riesce. Fallisce nel trattenersi ed esplode anche lei. Vittorio non ci capisce niente, si sente strano, li guarda e non sa cosa pensare.

– Belle tette che ti sei fatto! – esclama Michele, continuando a ridere e stringendosi il ventre con le mani. L’imbarazzo, la gioia, il tonfo al cuore.

– Sono costate cinque mila euro, non c’è niente da ridere! – risponde Ester, ridendo ancora di più.

Si abbracciano.

– Cavolo, Lorenzo, ora mi viene duro? Che faccio? Che schifo! – 

Ester lo allontana. Lo guarda volendogli bene.

Lo guarda con tenerezza e nostalgia. Lo guarda con gli occhi sorridenti, ammorbiditi dall’emozione, quasi umidi per la voglia incombente di piangere di gioia.

– Sono Ester adesso – ammette, continuando a sorridere di gioia e a guardarlo con delicatezza e con l’espressione tipica di chi sa di essere tornata a casa.

– L’ho notato… perdonami ma mi ci devo abituare – Michele si gratta la testa per far fronte al disagio e continua a osservare il suo corpo, così nuovo, così diverso, così famigliare.

Si sente un po' imbarazzato nel guardarla. I suoi atteggiamenti spontanei fanno esplodere il cuore di Ester di nostalgia, è riuscito a conservare la stessa spontaneità di quando erano ragazzini e il loro unico pensiero era quello di rincorrere un pallone o di bere birra ammassati sulle panchine della piazza.

Ridono ancora. La Terra ricomincia ad espletare i suoi moti di rotazione e rivoluzione. Le persone passano accanto a loro, Vittorio che li guarda, i clackson, i bambini che mangiano il gelato, le vele che trovano la pace nel mare, il sole che si abbassa e colora il mondo di arancione.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Una storia che entra nel cuore, profumi e colori di una Calabria eterna, paesaggi e sentimenti che si intrecciano in un racconto delicato, atmosfere che fanno sognare. Una storia d’amore, che esalta la bellezza e riempie l’anima.

  2. (proprietario verificato)

    Strepitoso

Aggiungere un Commento

Condividi su facebook
Condividi
Condividi su twitter
Tweet
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Antonella Ferraro
Sono nata e cresciuta in un piccolo borgo medievale in provincia di Reggio Calabria, un posto di cui sono follemente innamorata. Ho una laurea in Filosofia, grazie alla quale non ho mai smesso di tormentarmi e di tormentare gli altri. Scrivo da sempre. Ho pubblicato il mio primo romanzo nel 2011 con il titolo "Non mi voglio perdere niente", una dichiarazione d'amore per la scrittura e per la vita. Nel 2016 ho pubblicato "On Air" con Città del Sole Edizioni. Ho frequentato un Master in Arti del Racconto presso l'Università IULM di Milano. Conduco un programma radio e non la smetto mai di scrivere e di parlare.
Antonella Ferraro on FacebookAntonella Ferraro on Instagram
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages

Questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti per aiutarci a migliorare la tua esperienza di navigazione quando lo visiti. Proseguendo nella navigazione nel nostro sito web, acconsenti all’utilizzo dei cookie. Se vuoi saperne di più, leggi la nostra informativa sui cookie