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Iacrù e il pozzo magico

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Iacrù, un piccolo ranocchio rossiccio, e Filip, un leprotto color nocciola, sono grandi amici che vivono nella campagna toscana. Un giorno, per scappare a una gatta dispettosa, Filip cade nel secchiello di un pozzo, e Iacrù, afferrata la cima della corda, si tuffa per tirarlo su. Scampati al pericolo, i due cuccioli si allontanano sollevati, ma presto Iacrù si accorge che qualcosa nel suo corpo sta cambiando: nella sua bocca stanno spuntando due dentoni, un paio di orecchie pelose gli sventolano sulla testa e in fondo alla schiena ha una coda a batuffolo. La piccola ranocchia sta pian piano diventando simile al suo amico leprotto, trasformandosi in qualcosa di totalmente nuovo: una Leprana. E ora?

Calda sera d’estate
C’era una volta una famigliola felice che abitava in una villetta tutta gialla immersa nella campagna lucchese; la casa sorgeva vicino a un piccolo borgo, costruito sul colle Cerruglio, il cui campanile aveva una torre alta e rossa che lo rendeva riconoscibile fin dalle valli più lontane. Il tranquillo paesino portava il nome di Montecarlo, in onore del leggendario principe, figlio del re di Boemia.
In una calda sera d’estate – era infatti il 17 luglio 1992 – una bimba se ne stava seduta in braccio al suo papà, nel giardino della casa gialla; Silvia, così si chiamava, aveva quasi otto anni e portava sempre i capelli biondo cenere in una grossa treccia sulla schiena.
«Ho fame!» disse la bimba dando voce al suo dito pollice, mosso come una marionetta dal papà.
«Non c’è pane. Come faremo?» rispondevano dito indice e dito medio.

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Ma prima che il loro solito gioco potesse continuare, Silvia sussultò e gridò emozionata e impaurita al tempo stesso: «Babbo, babbo! Hai visto, babbo? Una stella si è tuffata proprio nel nostro pozzo! Guarda laggiù! Andiamo a vedere, presto!».
Il papà di Silvia sobbalzò, preso alla sprovvista dall’agitarsi della bambina: «Perdindirindina! Cos’hai visto? Dove? E non continuare a saltellare sulle mie ginocchia!».
«Nel pozzo, babbo! Una stellina nel pozzo!» E alzatasi in piedi cominciò a tirare il papà, sapendo che l’avrebbe certamente seguita, appena fosse uscito dal torpore di completo relax in cui si erano immersi. Ma proprio mentre l’uomo, tanto grande quanto buono, stava per accogliere il desiderio della sua bimba, la mamma di Silvia si affacciò alla piccola finestrella della porta d’ingresso e li chiamò affettuosamente: «Ehi, voi due! Si è fatto tardi. Forza, Tatina, corri a lavarti i denti, ché poi ti metto a nanna».
«La mamma ha ragione, corri a nanna, e domani mattina ti prometto che andremo a cercare quello che hai visto» disse il papà rimettendosi comodo e dandole un gran bacio sulla guancia. Ma poco dopo che entrambe furono entrate, tra una protesta e un lamento, il papà si diresse verso il piccolo pozzo, in un angolo del giardino, poco oltre il portico. Era quasi certo che quelle della piccola fossero solo fantasie, ma era bastato così poco per risvegliare il suo animo di bambino e la sua voglia di avventura, che non resistette ad affacciarsi oltre il bordo in pietra per controllare. Sperava in cuor suo di trovare qualcosa. Niente, probabilmente stava sognando a occhi aperti… pensò, e andò a dormire anche lui, un po’ sconsolato.
«Iacrù! Iacrù, ma dove stai andando?»
«Dai, sbrigati, fifone. Se ne sono andati tutti a dormire.»
Una piccola lepre e un ranocchio saltellarono curiosi, risalendo il vialetto erboso che conduceva dai campi alla casetta, giungendo fino al giardino. Filip, questo era il nome del giovane esemplare di lepus europaeus, aveva il dorso grigio brizzolato di nero, il corpo color nocciola e la pancia tutta bianca; la punta delle lunghe orecchie era bruna, e richiamava il pennacchio all’apice della candida coda e i cerchi intorno agli occhi.
Iacrù, suo inseparabile amico, era una rana dalmatina dall’umida pelle tinta di rosso scuro, che ricordava le 
foglie autunnali, movimentata da piccole macchioline e venature tendenti ora al nero, ora al bordeaux.
I due curiosi animali erano amici da sempre: poco dopo la nascita, infatti, entrambi orfani, erano rimasti l’uno accanto all’altro, aiutandosi nelle difficoltà e imparando a procurarsi il cibo e a difendersi dalle intemperie e dal freddo invernale.
Insieme, si erano ripromessi di non allontanarsi mai troppo da quei campi noti, dopo che Dino, l’ulivo più antico e saggio della Lucchesia, aveva raccontato loro le terribili sorti toccate alle rispettive famiglie: una mattina, poco prima dell’albeggiare, la mamma di Filip si era allontanata per andare a cercare qualche saporito funghetto e qualche castagna caduta dagli alberi, spingendosi fino ai boschi di San Martino; purtroppo non era più tornata, impietrita dalla pallottola di un cacciatore affamato e goloso. La famiglia di Iacrù, invece, era rimasta intrappolata tra l’asfalto caldo e le ruote di un grosso camion, mentre cercava di attraversare la strada grigia e chiassosa per trovare un posto più umido dove trasferirsi. Iacrù, da poco compiuta la trasformazione da girino a piccolo ranocchio, era rimasto ad aspettare per giorni il loro ritorno nella piccola pozza d’acqua dove era nato, ma invano. Soltanto poco dopo, quando lui e Filip erano usciti dai rispettivi rifugi spinti dalla fame, si erano incontrati e avevano iniziato a giocare insieme, saltando qua e là tra i filari delle viti, le campanule e i fiori bianchi e gialli.
Il vecchio e maestoso ulivo Dino sorgeva proprio nel giardino della casa gialla tra il pozzo e un piccolo ruscelletto, che compariva solo nei giorni di pioggia o quando i contadini delle zone vicine irrigavano generosamente i loro campi.
Filip e Iacrù erano soliti giocare in quel prato, specialmente dopo il crepuscolo o quando i proprietari si assentavano per parecchio tempo. Anche se non era una distesa particolarmente ampia, infatti, erano molto affezionati a Dino, e vicino a lui si sentivano protetti. Egli sapeva tutto, ma proprio tutto quello che riguardava le campagne circondanti la rocca di Montecarlo: prevedeva senza difficoltà i cambiamenti climatici, le catastrofi naturali, i fenomeni celesti; conosceva i rimedi naturali più antichi a tutte le malattie e ricordava nel dettaglio storie vere e leggende millenarie. Aveva inoltre molti informatori di fiducia – primo tra tutti un solingo barbagianni – pronti a riferirgli ogni cosa le sue fronde eleganti non riuscissero a captare nell’aria. Proprio quello sfortunato giorno in cui la famiglia del leprotto e quella del ranocchio erano scomparse, Dino si era fatto confidare dal notturno volatile le tristi vicende e, quando aveva ritenuto che i due giovani orfanelli fossero pronti, aveva rivelato loro tutta la verità… o quasi.

22 luglio 2020

Aggiornamento

Carissimi amici e sostenitori ecco a voi il mio piccolo racconto "Iacrù e il pozzo magico" finalmente stampato! Appena è arrivata la scatola ho sentito un brivido ed aprirla è stata un'enorme emozione! E' solo un libricino penseranno alcuni, ma in realtà spero che sia il primo di una serie e inoltre rappresenta la realizzazione di un grande sogno! Grazie ancora a tutti dell'aiuto in questa avventura di crowdfunding... che altro dire... speriamo vi piaccia! Aspetto le vostre impressioni!
03 giugno 2020

Aggiornamento

..Il 3 giugno qualcuno di voi ha ricevuto notizie riguardo al procedere del libro!!! Ebbene sì l'editing è terminato e ora si attendono notizie sulla copertina, che emozione! Tra un mesetto avremo finalmente il racconto ultimato e infiocchettato tra le mani... per l'occasione ho comprato proprio ieri la nuova cartuccia della mia specialissima penna, che freme per scrivere dediche a chiunque ne vorrà!
09 giugno 2020

Aggiornamento

Sul blog un nuovo post per voi piccoli lettori!
L'editing è terminato, ci siamo quasiiii!!!
05 febbraio 2020

Aggiornamento

Sul blog un nuovo articolo vi aspetta! Chi vuole scoprire da dove arriva l'immagine della campagna di Iacru e il pozzo magico? https://www.iacru.isaac-network.x10.mx/
28 gennaio 2020

Aggiornamento

Iacru e la sua autrice vi ringraziano di cuore uno ad uno per l'affetto, la fiducia, la curiosità e il sostegno a questo progetto e per il vostro amore per i libri. Questo racconto sarà pubblicato anche e soprattutto grazie a voi lettori perciò sfogliandone le pagine spero vi sentirete ancora più partecipi alle avventure narrate! Un traguardo importante è stato raggiunto ma siamo ancora in corsa per acchiappare l'over-goal, quindi è il momento di scatenarsi con il Passaparola! Un gracidante saluto a tutti e ancora GRAZIE!
25 gennaio 2020

Evento

Mazzo di Rho Ciaoooo! Eccoci in finale di campagna con un altro laboratorio di lettura, questa volta dedicato ai più piccini! Trovate i dettagli qui: https://www.iacru.isaac-network.x10.mx/?page_id=46 Ringrazio di cuore per l'organizzazione Angela Banderali e Franca Massari! A presto!
30 novembre 2019

Evento

Mazzo di Rho Ciao a tutti, è con grande onore che vi aggiorno su un laboratorio che si terrà nella mia scuola elementare in occasione della mostra del libro, sabato 30 novembre. Nutro un grande affetto per la scuola, la biblioteca e le persone che ci han sempre lavorato, facendomi innamorare dei racconti per bambini! Vi aspetto numerosi! mostra mercato del libro
20 ottobre 2019

Aggiornamento

L' autrice e Iacru (NON LACRU! 😣😂) sono stati citati in un articolo di giornale riguardante l'inaugurazione della ludoteca che li ha ospitati per una presentazione del libro! A parte il piccolo errore nel titolo volevamo ringraziare per questa apparizione! articolo di giornale riguardante l'inaugurazione della ludoteca
22 ottobre 2019

Aggiornamento

Questo è il blog che potete consultare per essere aggiornati su tutte le curiosità che l autrice pubblicherà ogni settimana! blog aggiornamenti autrice

Commenti

  1. delicata favola per bambini e anche grandi, di oggi.

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Laura Verde
è nata a Milano nel 1989 ed è cresciuta nella piccola Mazzo di Rho, dove ha concluso gli studi classici, per poi dedicarsi alla specialissima facoltà di Neuro e psicomotricità dell’età evolutiva. Il suo lavoro le piace moltissimo, ma fin dall’infanzia il suo sogno nel cassetto è scrivere libri per bambini. Da pochi anni vive a Lissone con suo marito Alessandro e il loro piccolo e amato Tommaso.
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