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Incursioni di enigmistica botanica

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Anche gli alberi parlano, ma il loro non è un linguaggio semplice da comprendere, a riuscirci meglio sono i folletti e i mille abitanti del bosco, da sempre abituati a dialogare con loro.
Capita a volte, però, che persino qualche umano riesca a comprenderli e a tradurre ciò che dicono. Ed è così che Olmo, un ventottenne innamorato dei suoi boschi, Andrea, stravagante architetto che demolisce invece di costruire, Nalidea, sociologa che lavora presso l’unità forestale, e Anselmo, ex partigiano e nonno della ragazza, si riuniscono per costituire uno stravagante gruppo di Incursori di Enigmistica Botanica. Attraverso enigmi e rebus, i quattro IEB daranno voce agli alberi di un piccolo paesino dell’Altopiano di Asiago con un’unica missione: salvarli dall’abbattimento.

CARTA E PENNA SUL COMODINO
Olmo sogna di Alberi che parlano

Un sogno è un racconto di cui noi, che siamo gli autori, non decidiamo né i personaggi né la trama. Ogni sogno è peròunico, solo nostro, e quasi sempre ci vede protagonisti; anche quello che fece Olmo, in una dolce notte di metà giugno, confermò questa regola.

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Olmo si trova dentro un bosco composto da alberi di molte specie diverse; a qualche decina di metri da lui, intravede una radura soleggiata con al centro un Albero maestoso, e vi si incammina. Durante l’avvicinamento inciampa su una radice, e d’istinto dice: «Scusa». «Non fa niente» risponde l’Albero.
L’uomo rimane di stucco. «Un albero che parla? Non l’avevo mai sentito!»
«Nemmeno io, un uomo che chiede scusa a un albero.»
«Ma tu sei speciale, oppure anche gli altri alberi di questo bosco parlano?»
«Anche tutti gli altri, e anche gli alberi di tutti i boschi. Non è questo l’evento eccezionale, ma piuttosto che qualche uomo ascolti e capisca.»
Il dialogo tra l’Albero e l’uomo continuò, ma quella parte del sogno Olmo non la ricordava più; ne ricordava invece la fine.
Ora si trova nella radura soleggiata sotto l’Albero gigantesco.
«Quanti anni hai?» chiede Olmo.
«Mah… non saprei, di dolori ne ho parecchi. Faccio fatica a respirare, le mie radici faticano sempre di più a trovare alimento nel terreno…»
«Eh, la vecchiaia!»
«No, la vecchiaia non c’entra. Potrei vivere ancora qualche centinaio d’anni! Il problema siete voi umani che ci intossicate l’aria, ci impoverite gli alimenti del terreno, ci avvelenate l’acqua…»
«Hai ragione, me ne rendo conto. Ma cosa posso fare io da solo?»
«Non è perché le cose son difficili da fare che non devi provare a farle» sentenzia l’Albero.
Olmo è pensieroso e in quel mentre l’Albero trae un profondissimo respiro, come se gli mancasse l’aria, e crolla a terra con un boato spaventoso. L’Albero è morto, sanguina dai rami e dalle radici adesso rivolte al cielo. Dal suo tronco escono vermi schifosi e alcuni corvacci neri hanno subito cominciato a beccare furiosamente, quasi come fossero iene sopra una carcassa di animale. Il sangue comincia a scendere anche dal cielo sotto forma di pioggia, sempre più fitta, sempre più fredda, finché…

2021-11-15

VENEZIEPOST

Recensione
2021-11-25

Evento

Biblioteca Comunale di Roncade (TV) Incontro con l'autore
2021-11-21

Evento

Biblioteca Comunale di Roncade (TV) Biblioteca Comunela di Roncade - Incontri con l'autore
2021-10-29

Corriere della Sera Veneto

Corriere della Sera Veneto del 29.09.2021. Recensione di Paolo Coltro
2021-09-26

L’Altopiano – quindicinale dei 7 Comuni

Recensione della Direttrice L'Altopiano Stefania Longhini
2021-08-19

Il Giornale di Vicenza

Recensione di Marina martelletto
2021-08-17

IL VICENZA

Recensione di Francesco Brasco su IL VICENZA
2021-08-16

Io Donna, supplemento del 14.08.2021 del Corriere della Sera

Recensione su Io Donna, supplemento del 14.08.2021 del Corriere della Sera
2021-07-30

Aggiornamento

Caro Paolo, ho letto il tuo libro mentre, per qualche giorno, sono attorniato da migliaia di alberi (tra il Catinaccio e il Latemar). Quale migliore scenario !? Mi è piaciuto molto perchè: 1)- E' una bella storia . . . intricata 2)- I protagonisti INCURSORI rimangono segreti anche alla fine, e questo è innovativo come metodo; anche perchè così i Protagonisti sono e restano gli ALBERI 3)- E' un modo insolito e bello di parlare di Natura ed Ecologia 4)- Mi ha ricordato impegni e gesta di gioventù 5)- Non potevi essere che tu, per come ti conosco, a scrivere un libro così ! Alla prossima . . . Gianpaolo
2021-07-22

Blog Plant for the Planet

Ringrazio Marina Serafini per il suo commento al mio libro che ha inserito nel Blog di Plant for the Planet, dal titolo ECOLOGIA DIVERTENTE. https://www.plant-for-the-planet-italia.org/ecologia-divertente/

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Una bella favola, forse perfino un apologo, scritta con levità e precisione, che mi sono divertito a leggere. Raccomandata per i cuori e le menti ancora disponibili a giocare.

  2. (proprietario verificato)

    Una bella favola, forse perfino un apologo, scritta con levità e precisione, che mi sono divertito a leggere. Raccomandata per i cuori e le menti ancora disponibili al gioco.

  3. (proprietario verificato)

    “Incursioni di enigmistica botanica” mi aveva incuriosito a partire dal titolo. Ho finito ora di leggere la bozza non editata e mi è piaciuto: secondo me è ben scritto, gradevole e brillante. L’ho letto volentieri dall’inizio alla fine. Già questo non è poco.
    Tutti i personaggi, anche quelli minori, sono simpatici, significativi e ciascuno ben caratterizzato; mi sono affezionato subito a tutti.
    L’invenzione del gioco enigmistico per coinvolgere i cittadini è riuscita a rendere originale e avvincente una storia su un tema – quello di salvare gli alberi – che altrimenti sarebbe risultato per me, malgrado la sua importanza, già molto detto e sentito.
    Pur nel tono fresco e giocoso, sottotraccia si leggono alcuni punti di riferimento della cultura dell’autore; saranno alla fine resi più espliciti nel sorprendente, e sempre enigmistico, elenco finale dei personaggi.
    Lo trovo adatto e credo che piacerà anche alle ragazze e ai ragazzi, dai 9 anni in poi; oltre che a tutti gli adulti che hanno mantenuto un cuore puro da bambino.

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Paolo M. Stella
è nato a Vicenza, dove risiede e lavora come architetto giocoso (https://www.stellapaoloarchitetto.it/). Lo accompagnano nella strada della vita la moglie, due figli e molti sogni: andare ad abitare in una località di mare, attraversare l’Italia a piedi, pubblicare un libro, poi due, poi tre...
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