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Iris. Il crollo dei confini

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Consegna prevista Marzo 2021
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Nella penisola di Iris un potere arcano consente a esseri umani chiamati Atian di entrare in sintonia con alcuni elementi naturali fino a piegarli al proprio volere. La civiltà che fondano prospera nell’armonia, finché tali abilità vengono asservite alla guerra, portando Iris al collasso.

Nikrìo è un giovane Atian pervaso da un grande vuoto interiore. Potrebbe perdersi nel rancore ma, aggrappandosi ai pochi ricordi felici e alla sua bontà d’animo, si ritrova su una strada sconosciuta dove incontra amici, draghi solo in apparenza ostili e nemici, imparando a superare le distanze e ad affrontare la rabbia che prova anche nei confronti di se stesso.

I colori sono la prima forma di diversità che porta bellezza nella vita. I confini ci definiscono e proteggono, ma allo stesso tempo ci limitano. Arriva sempre il momento in cui i muri crollano e la nostra natura cambia, talvolta pervasa da ciò che tenevamo fuori, altre volte sospinta dalla volontà di superare i nostri limiti, crescendo.

Perché ho scritto questo libro?

Il fantasy è un genere socialmente potente che permette di mascherare le dinamiche della storia umana dietro a una patina cangiante, cosicché le persone possano osservare e giudicare col cuore, libere da pregiudizi e condizionamenti. Questo libro è la mia impronta nel mondo, una visione carica di speranza nella vita che, dal primo giorno in cui la mia immaginazione di bambino l’ha creata, non ha mai smesso di crescere.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Capitolo 1 – La prima goccia dell’oceano

I pallidi raggi dell’alba come lame di ghiaccio fendevano la collina e, scivolando a valle, riempivano il letto del ruscello di diamanti luccicanti. Nei pressi delle umili case impreziosite dalla brina, dove l’acqua scorreva con minore rapidità, la luce si fece più calda, regalò riflessi d’oro e di rame ai capelli della piccola Àzura, rannicchiata sui sassi nello sforzo di riempire il secchio senza perdere l’equilibrio. Le baciò la fronte e le accarezzò il viso.
Mentre la bambina guadagnava la strada di casa, la sua attenzione fu attirata da un suono insolito, diverso dal tamburellare del picchio sul tronco della vecchia betulla e dal tintinnante giocare del vento tra gli aghi gelati dei pini. Restò immobile per qualche istante, il tempo necessario per riconoscere lo sferragliare delle giunture metalliche delle armature delle guardie che scendevano scompostamente a valle. Lasciò cadere il secchio e corse a perdifiato fino alla porta della piccola casupola diroccata che chiamava casa. Era così impaurita che nemmeno notò l’insolita figura ammantata di verde che, dal limitare del bosco, osservava il villaggio come un albero cresciuto tutto nel corso di una notte.

“Èiss!” Chiamò il fratellino poco più grande di lei con tutto il fiato che le rimaneva mentre, spingendo contro le assi di legno marcio, apriva la porta appesantita dall’umidità e dalla brina. “Eiss, gli Algidi. Gli Algidi scendono dal colle.”

Continua a leggere

Le guardie del fortino scivolavano giù dal pendio come una valanga, infilandosi in ogni pertugio e in ogni uscio per trovare qualche disgraziato a cui estorcere denaro con il pretesto del tributo marziale. Più che di veri miliziani si trattava di mercenari, reduci che, terminata la lunga guerra con il Regno di Ossir, non avevano trovato miglior impiego di sporcarsi le mani per qualche signorotto nelle lande più desolate, dove il potere centrale del Palazzo Blu, indebolito da anni di conflitti e anarchia, non aveva più la forza di estendere il suo braccio. Gli abitanti di quei luoghi li avevano soprannominati Algidi. Di giorno si diceva per via del metallo delle loro armature e lame, freddo come ghiaccio, ma nascosti dietro il velo della notte si sussurrava una realtà ben più amara, ovvero che il soprannome si riferisse all’insensibilità dei loro cuori. Raramente riscuotevano tasse sulla via stretta e contorta ai confini del villaggio di Rime conosciuta come Vicolo Storto, dal momento che la seccatura di dover affrontare l’olezzo e il gelo tagliente di quell’anfratto perennemente all’ombra del colle non valeva neppure i miseri denari che vi si potevano racimolare. Lì infatti sopravvivevano le anime più povere dell’umile comunità di Rime, a poche miglia dalle sponde ghiacciate del Mare di Deigh-Uisge.
Negli ultimi anni la popolazione del Regno di Liod, dai mari ghiacciati del Nord fino ai Monti Aguzzi del Sud, era stata sottoposta a pesanti tributi, volti a far fronte alla decennale Guerra dei Fuochi Freddi con il confinante Regno di Ossir. Dopo decenni di atrocità perpetrate da entrambi i fronti, si era giunti a una tregua, seppur precaria quanto un artista di strada in equilibrio su una corda. Un trattato che, unicamente sulla carta, sanciva il dominio di un regno o dell’altro sui picchi della catena dei Monti Aguzzi, i quali tuttavia restavano tanto strategici quanto irraggiungibili da entrambi i versanti. Mentre qualche mercante di inchiostro si arricchiva riempiendo vecchie pergamene con la parola pace, nei cuori crescevano malcontento e rancore, e innumerevoli rappresaglie continuavano a divampare da una parte all’altra del confine.

“Maledetti sciacalli.” ruggì il giovane Eiss. “La guerra è terminata da mesi. Che diritto hanno di continuare a dissanguarci?”
Divise l’unica stanza di cui si componeva la casupola tirando una tenda logora da una parete all’altra. Non disse altro ma, mentre si mordeva convulsamente il labbro inferiore cercando di ignorare il disprezzo per se stesso e la propria impotenza, non poté che chiedersi che fine avesse fatto il padre e perché non fosse tornato dopo la conclusione della guerra, perdendosi nel dilemma di scegliere tra un padre fuggiasco e un padre morto. Diede un’ultima occhiata a sua madre, distesa febbricitante sull’unico giaciglio dell’abitazione. Le asciugò il sudore dal viso, accarezzandolo dolcemente, quindi chiuse con decisione la cortina.
Ostentando una sicurezza fasulla, fece cenno alla sorellina di nascondersi dietro la legna ammassata accanto al camino e raccolse i suoi undici anni e tutto il coraggio che poteva. Pochi istanti dopo quattro violenti colpi al portone fecero tremare l’intera casa.
“Aprite. Dovete il tributo marziale al Signore dei Colli Nebbiosi.”

Eiss trattenne il fiato, sperando che gli Algidi si convincessero che nessuno potesse abitare in una baracca tanto fredda e fatiscente ma, quando altri colpi al portone sembrarono far crollare il tetto, d’istinto strinse i pugni e chiudendo gli occhi gridò: “Mio padre, Réis Grìgiomànto, è un grande guerriero e ha già pagato tutto quel che c’era da pagare per la causa di Liod. I suoi servigi e la sua vita non sono sufficienti? Non possediamo nient’altro.” Eiss si accorse di tremare.

Dopo qualche interminabile attimo di silenzio, con un boato la porta si schiantò a terra, sollevando una nuvola di polvere.
Sulla soglia un uomo alto sette piedi scrutava l’interno con occhi di ghiaccio. Osservò il ragazzino per alcuni istanti. Sul volto un sorriso contorto e innaturale. Allentò la presa sull’elsa della spada ancora nel fodero, fece cenno ai compagni di proseguire, poi piegando la testa entrò.

L’arredamento della stanza si limitava a un tavolo di legno, due sedie, un paio di cassapanche e un focolare sopra a cui penzolavano quattro pentole. Eiss scivolò dietro al tavolo e lentamente stese la mano verso un coltello dalla punta smussata.
Lo sgherro travestito da soldato scoppiò in una fragorosa risata, portò a sé una delle due sedie e si accomodò stendendo gli stivali sporchi di fango e neve sul tavolo.
“Ragazzino, non iniziare battaglie che non puoi vincere. Se questa incapacità di giudizio l’hai ereditata da tuo padre difficilmente lo rivedrai.”
Ridacchiò fra sé, compiacendosi della propria battuta.

“Non possediamo denari, mio signore.”
“Lo vedremo.” rispose l’uomo a bassa voce ispezionando l’abitazione.
Alcuni colpi di tosse da dietro la tenda attirarono l’attenzione e i suoi occhi azzurri si fissarono verso l’origine del rumore, come quelli di un falco che scorge la preda tra le sterpaglie. Si alzò e con cautela si avvicinò alla tenda mentre sul volto di Eiss si dipingeva un’espressione di panico. Al ragazzo sembrò che improvvisamente tutta l’aria fosse stata risucchiata via dalla stanza.
“Quindi” riprese a parlare l’uomo “non avete nulla da dare e tuttavia non vi fate alcuno scrupolo a godere della protezione di Òighear Sàlach, Signore dei Colli Nebbiosi? Se non sbaglio, coltivate i suoi campi e vi dissetate della sua acqua. Questo è più che sufficiente per affermare che gli dovete qualcosa in cambio.” Era ormai a pochi passi dalla tenda. “In altre parole potremmo dire che state rubando.”
Con uno strattone rivelò l’angolo della stanza dove la madre dei due bambini, rigirandosi in un giaciglio di paglia, alternava attacchi di tosse e frasi deliranti.
“Bene bene, cos’abbiamo qui?” Il suo sguardo famelico penetrò i vestiti e la carne.

“Lasciatela in pace! Sta male.” Eiss si avvicinò all’uomo brandendo con entrambe le mani il coltello che non avrebbe tagliato del formaggio stagionato.
Nemmeno vide arrivare il calcio. Si sentì sbalzare in aria. Il metallo del parastinchi e il cuoio irrigidito dal freddo si abbatterono sul suo fianco come un colpo di martello, incrinandogli le costole e scaraventandolo contro una delle due cassapanche.
La piccola Azura saltò fuori dal nascondiglio e, mentre grossi lacrimoni le rigavano il volto, prese sul grembo la testa sanguinante del fratello. Un bagliore perverso illuminò gli occhi del soldato sul cui viso era apparso un sorriso che non risparmiava nessuno dei denti gialli che gli rimanevano.
“Non sia mai che questa vecchia carcassa mi contagi col male che la sta consumando.” disse indicando con un cenno del capo la donna sul giaciglio. “Ma tu, mio piccolo fiore di montagna… Potremmo considerarlo un modo per ripagare i vostri debiti.” soggiunse a voce bassa, prima di afferrare con una morsa di ferro il braccio di Azura e sollevarla da terra.
Dopo averla contemplata per alcuni istanti, passandosi la lingua sui denti come un predatore che pregusta il pasto, l’uomo la gettò sul tavolo. Improvvisamente sentì delle braccia attorno al collo: la madre della piccola, raccolte le poche energie, gli si era lanciata addosso ma, non avendo la forza di far presa, all’uomo bastò scrollare le spalle per rigettarla a terra.
Ringhiò avvicinando la mano alla faccia della donna che, ormai inerme, aveva chiuso gli occhi e gettato in avanti le braccia, come a volersi proteggere dalle inevitabili percosse in arrivo. L’uomo non la colpì ma si limitò a strapparle dal collo il monile argentato che durante la colluttazione era scivolato fuori dalle sue vesti.
“Questo cos’è? Il gelo mi colga se non è argento di luna. E spergiuravate di non possedere nulla. Cenciosi villani, dove l’avete rubato?” sentenziò contemplando il bottino.
“Ci appartiene.” sussurrò la donna, accasciandosi a terra. “Reis me lo donò quando nacque Eiss. È tutto quello che posso lasciare ai miei fi…”
Lo sgherro si voltò pronto a colpirla ma si rese conto che aveva già perso conoscenza; ruotò il collo lentamente: la piccola Azura si era raggomitolata come un furetto tremante. Allungò le braccia verso la bambina mentre gli occhi da falco non vedevano null’altro che la preda, ma prima che potesse toccarla sentì tirare la cintura e il suono sottile di una lama sguainata lo mise in allarme. Si voltò e scattò in avanti senza accorgersi che si stava gettando contro la sua stessa spada. Eiss cadde all’indietro senza però lasciare l’impugnatura e lo sgherro sentì il metallo freddo attraversargli le viscere. Lasciò l’impugnatura solo quando il soldato, rantolando, cadde in ginocchio davanti a lui. Gli occhi del ragazzo sprofondarono in quelli dell’uomo, il primo al quale avesse mai tolto la vita. Fu solo un’improvvisa fitta di dolore alle costole fratturate che gli permise di tornare alla realtà.

Nonostante le urla sempre più soffocate dell’uomo, nessuno era accorso in suo aiuto. Così, nel giro di pochi attimi, trapassò Gròmm Tàgliafèrro: rigurgitando il proprio sangue, respirando la polvere del suolo e non potendo distogliere lo sguardo dal volto addormentato di una donna che, in quel momento estremo si accorse, le ricordava quello di sua madre.

Alcuni istanti dopo un uomo con la medesima armatura di Gromm comparve tra la luce e l’ombra della soglia d’ingresso. La sagoma sembrò ingrandirsi mano a mano che, inclinandosi, capitolava al suolo. Dietro di lui un giovane sui vent’anni rinfoderava la spada con cui aveva tramortito la guardia. La brina risplendeva sui suoi capelli candidi come neve; aveva occhi grigi e blu, profondi come l’oceano, pervasi da una luce malinconica. Una pelliccia di lupo gli cingeva il collo e, a parte alcuni indumenti di pelle e protezioni metalliche di pregevole fattura, pareva non curarsi affatto delle temperature glaciali, poiché il suo abbigliamento in diversi punti lasciava intravedere la carnagione candida.

Rimettendosi lentamente in piedi, Eiss raccolse la spada accanto al cadavere di Gromm e, brandendola con entrambe le mani, la puntò verso il giovane guerriero sforzandosi di limitare i tremori. Azura nel frattempo era saltata giù dal tavolo e, raccolta la collana della madre, si era nascosta dietro al fratello. La punta della spada seguì lo strano visitatore mentre si avvicinava alla donna ancora svenuta e, sollevandola delicatamente da terra, la riadagiava sul giaciglio. Poi l’estraneo si diresse verso Eiss portandosi fino a un palmo dalla spada; con un gesto calmo della mano strinse la lama spostandola di lato. Il ragazzino, al limite delle poche forze che le tre patate condivise per cena la sera precedente gli avevano messo a disposizione, non riuscì a opporre resistenza.
“Non temere. Non vi farò del male.” disse il giovane uomo, ma Eiss, sopraffatto dal dolore e dalla perdita di sangue, non fece in tempo a intendere altro e svenne.

Quando riaprì gli occhi Eiss si trovò disteso su un secondo giaciglio di paglia approntato accanto al focolare. Sua sorella stava entrando dalla porta con un secchio di acqua fresca; gli sorrise. “Buongiorno dormiglione. Hai dormito per un giorno e una notte interi.”
“Cos’è successo?” domandò cercando di alzarsi, ma una fitta al fianco gli ricordò i colpi subiti e, a ritroso, gli avvenimenti del giorno prima. Era stato medicato e fasciato con cura.
Poi realizzò: “Ho ucciso una guardia. Verranno a prenderci. Dobbiamo fuggire.”
Mentre cercava invano di mettersi in piedi, la sorella proseguiva imperterrita con le faccende di casa.
“Azura. Mi hai sentito? Non so dove, ma dobbiamo andare via da qui o saremo messi alla forca.”
La bambina rimboccò le coperte alla madre che nel sonno stringeva la collana regalatale undici anni prima dal marito, poi si inginocchiò accanto al fratello porgendogli una piccola sacca di pelle. Stringendola in mano Eiss riconobbe subito il peso e il tintinnio delle monete e guardò incredulo la sorella.
“Il ragazzo dai capelli di brina si è preso la colpa della fine di quel soldato malvagio. Ha detto che sei stato molto coraggioso. Prima che lo portassero via mi ha lasciato questo.” sorrise indicando il sacchettino.
Eiss non capiva.
Non ricordava più l’ultima volta che qualcuno aveva compiuto un gesto di misericordia o di bontà nei loro confronti. Grosse lacrime gli rigavano il volto.
“Perché piangi? Ti fa male la ferita?” chiese rabbuiata la sorellina.
“No,” singhiozzò Eiss “credo di essere felice.”

2020-09-24

Aggiornamento

LOWYAL è il regno della luce: immense pianure di spighe dorate, intervallate da solitarie colline incoronate da qualche cipresso. Piccoli boschi di latifoglie danno rifugio agli animali che vivono in sintonia con i villaggi laboriosi e prosperi. I cavalieri della luce sono gli eroi per antonomasia nelle leggende di tutta Iris. ☀ Il motto del regno è: SOLUS HONOR SUPERIOR QUAM LUX EST Sembra tutto un po' troppo perfetto, non vi sembra? www.irisfantasy.com/lowyal
2020-09-09

SatyrNet – Il primo portale geek italiano

Ringrazio Gianluca Falletta per aver dato spazio a "IRIS - Il Crollo dei Confini" in Satyrnet, uno dei portali di riferimento per i giovani appassionati di animazione, fumetto, cinema e nuove tecnologie. Un sito costantemente sul pezzo riguardo al mondo manga, alla fantascienza, al fenomeno emergente del cosplay e altre tendenze geek. https://www.satyrnet.it/wordpress/iris-il-crollo-dei-confini-di/
2020-09-08

Aggiornamento

È appena stata pubblicata la recensione di "IRIS - Il Crollo dei Confini" da parte di Le Penne Irriverenti 🖋 Blog Letterario ricchissimo di contenuti per i lettori, che vi invito a visitare, iniziando dalla recensione del libro. https://lepenneirriverenti.altervista.org/iris-il-crollo-dei-confini/
23 agosto 2020

Aggiornamento

OSSIR è una terra torrida, patria di vulcani e deserti, ma anche di oasi paradisiache che celano tesori inestimabili. La capitale Meridiem è una delle città piú popolose di tutta la penisola di Iris. Ossir significa "terra rossa". Il motto del regno è: INFRA NOS TERRA, SUPRA NOS CAELUM, IN NOBIS INEXTINGUIBILES FLAMMAE. 🔥 Siete in grado di scoprirne il significato? www.irisfantasy.com/ossir  
13 agosto 2020

Aggiornamento

"Era incredibile come, mentre il mondo attorno a loro pareva crollare, in quell’umile casa fosse ancora possibile trovare pace..." Ecco il secondo appuntamento con il ciclo di brevi letture tratte dal libro "Il Crollo dei Confini". Rinnovo il mio ringraziamento alla Compagnia Teatrale "La Marmotta" 🎭 e a tutti gli attori che si sono resi disponibili a questa bellissima collaborazione. E' possibile ascoltare la lettura completa su https://youtu.be/ivyj8nXzSd4
12 agosto 2020

Aggiornamento

"Era incredibile come, mentre il mondo attorno a loro pareva crollare, in quell’umile casa fosse ancora possibile trovare pace..." Eccoci al secondo appuntamento del ciclo di brevi letture tratte dal libro "Il Crollo dei Confini" (che vi invito a ordinare su https://bookabook.it/libri/iris-crollo-dei-confini) Rinnovo il mio ringraziamento alla Compagnia Teatrale "La Marmotta" 🎭 e a tutti gli attori che si sono resi disponibili a questa bellissima collaborazione. Ricordate di guardare il video completo su YOUTUBE https://youtu.be/ivyj8nXzSd4, di invitare i vostri amici a cliccare MI PIACE alla pagina FACEBOOK https://www.facebook.com/IrisFantasy e a seguire gli aggiornamenti su INSTAGRAM https://www.instagram.com/iris_fantasy_saga    
24 luglio 2020

Aggiornamento

Dopo tanto lavoro e passione, siamo finalmente pronti a condividere con voi un ciclo di brevi letture tratte dal libro "Il Crollo dei Confini".
Rivolgo un GRAZIE grande come il mare alla Compagnia Teatrale "La Marmotta" 🎭 e a tutti gli attori che si sono resi disponibili a questa bellissima collaborazione.
Questa prima lettura è ambientata nella capitale del torrido Regno di Ossir, Meridiem, dove qualcuno ha appena tentato un colpo di mano...
https://www.youtube.com/watch?v=C-pD7i1cQeE
 
16 luglio 2020

Aggiornamento

Gli amici della Compagnia Teatrale LA MARMOTTA, stanno preparando una meravigliosa sorpresa per i lettori di "IRIS - Il Crollo dei Confini" 🤩🎭🎧🎬⚔️


16 luglio 2020

Aggiornamento

Il Regno di REON è una terra sfortunata. 💀 Le sue sette città-stato hanno vissuto tirannie di cui ancora portano i segni, peccati incisi troppo nel profondo dell'animo dei loro abitanti, perché qualche decennio possa lavarli via.
L'etimologia della parola "Reon" è nero, fosco.
Il motto del ragno è: MORS VITA EST.
Il male esiste, ma non sempre è dove crediamo che sia...

01 luglio 2020

Aggiornamento

Sul canale YouTube IRIS FANTASY SAGA è stato pubblicato un video che presenta la creazione del personaggio Kenshod Marsil, tratto dal romanzo fantasy IRIS - Il Crollo dei Confini; dal concept alle prime bozze, dalla mesh poligonale fino alla vera e propria stampa 3D.
Kenshod Marsil è un Atian del fuoco, disciplinato, rigoroso e affidabile. È mancino, sbuffa quando è obbligato a fare qualcosa che non gli va, è allergico al pelo di gatto e porta come pendente un dente di squalo tigre.
Il significato del nome Kènshod è “calore nato dalle fiamme” , Màrsil significa invece “colui che appartiene alla guerra”.
Se disciplinato, il fuoco è un grande alleato: genera energia, luce e calore, riscalda ma soprattutto protegge;
quando tuttavia va fuori controllo, il suo potere può essere devastante.
Oltre al canale Youtube (https://www.youtube.com/watch?v=gXR2wgTpOUE), puoi trovare altri aggiornamenti e contenuti sui social:
Il sito https://www.irisfantasy.com/
Facebook https://www.facebook.com/IrisFantasy
Instagram https://www.instagram.com/iris_fantasy_saga
23 giugno 2020

Aggiornamento

L'Editore Bookabook racconta nel suo LIBRINAR del 23 giugno il libro IRIS - Il Crollo dei Confini.
https://www.youtube.com/watch?v=2RuBnzUz8TA&t=23s
14 giugno 2020

Aggiornamento

Liod è uno degli 8 regni in cui la penisola di Iris è divisa all'inizio della storia. È proprio nel Regno di Liod, tra la bruma e la brina del villaggio di Rime [rim], che muove i primi passi il racconto.
L’etimologia della parola “Liod” è gelido, ghiacciato. Il motto del regno è: "Tantum sempiternus gelus flumen impedire potest" ❄️🌊
Siete in grado di scoprirne il significato?
12 giugno 2020

Aggiornamento

L'articolo del settimanale La Settimana di Saronno incuriosisce i lettori con un'intervista esclusiva all'autore e ricorda il conto alla rovescia per l'avvio della campagna di crowdfunding previsto per la sera del 12 giugno.
10 giugno 2020

Aggiornamento

È la testata giornalistica Malpensa 24 a ufficializzare per prima il lancio della campagna di crowdfunding per IRIS - Il Crollo dei Confini. Qui trovate l'articolo integrale: https://www.malpensa24.it/romanzo-fantasy-iris-moltrasi-fagnano-ecco-il-del-vicesindaco-gabriele/

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Scritto con un vocabolario mai banale, questo libro possiede una trama, dei personaggi e delle descrizioni della scena che sono meravigliose.
    Ogni nome nasconde un significato piu profondo e niente è lasciato al caso, questo libro è bellissimo!

  2. (proprietario verificato)

    Storia per nulla banale, anzi. I personaggi sono ben narrati in un contesto creativo che pone le basi sul mondo reale, ma che poi esplode con la fantasia, creando scenari suggestivi, eventi che richiamano l’attenzione e la voglia di leggere e soprattutto caratterizzando i protagonisti non come esser perfetti, ma come uomini e donne con le proprie peculiarità, seppur negative. Non esiste il buono a prescindere, così come non esiste il cattivo a prescindere, ma ogni elemento fa parte di una scacchiera ben precisa e abilmente giostrata dallo scrittore, che ci riporta a una evidenza fondamentale: tutti noi siamo unici perchè fusione di cose belle e cose brutte.
    Il libro però non si limita a questo: ci da la possibilità di muoverci e immaginarsi nel contesto narrativo grazie alle immagini e al mondo creato nei particolari.
    Tutti, dai più piccoli agli adulti, possono trarre insegnamento da queste pagine, dove anche concetti complessi vengono trattati e esauriti in maniera eccellente dallo scrittore. Un libro assolutamente consigliato, da non perdere!!

  3. (proprietario verificato)

    La storia inizia in un fiabesco villaggio innevato, seguendo i passi del giovane Nikrio, che accompagna il lettore alla scoperta di un mondo affascinante, studiato nei minimi dettagli dall’autore. Nikrio è un Atiantale, ovvero uno dei pochi esseri umani in grado di manipolare gli elementi della natura con i quali sono in sintonia, nel suo caso acqua e gelo. Intraprende un viaggio per trovare risposta a sogni misteriosi nei quali riecheggia una richiesta di aiuto e sulla strada la sua solitudine sarà sconvolta da ciò di cui l’umanità è capace, nel bene e nel male. È il primo dei protagonisti a comparire sulla scena, ma forse l’ultimo a svelarsi nelle sue sfumature più recondite: avrebbe tutte le ragioni per odiare il mondo, invece si ostina ad essere buono fino quasi a sembrare ingenuo. Ho detestato e amato al contempo questo suo aspetto; solo alla fine del libro mi sono reso conto di quanto desideravo che fosse finalmente in grado di amare se stesso, come se fosse un mio amico reale. Più avanti nel libro compaiono coprotagonisti il cui spessore nulla ha da invidiare alla complessità di Nikrio, ma che non nomino per evitare di rovinare la storia. L’autore riesce con grande abilità a tenere alta l’attenzione del lettore su più fronti, quelli di una guerra disperata nella quale le strade degli eroi si dividono per poi rincontrarsi alla resa dei conti.
    Lo stile di scrittura è scorrevole, con un lessico ricco ma sempre ben comprensibile. I dialoghi sono genuini. Il racconto è in terza persona ma in alcuni passaggi l’autore lascia che siano i personaggi a raccontarsi in prima persona, queste pagine sono sempre estremamente emozionanti. Ciò in cui l’autore si distingue è la bravura nella descrizione delle scene d’azione e di combattimento, davvero coinvolgenti anche quando sovrapposte su più fronti.
    Infine l’autore nasconde nei nomi dei personaggi e dei luoghi il significato e il senso dei valori che vuole condividere. Un libro di cui, a mio avviso, la società contemporanea ha davvero bisogno.
    PS. Bellissima la mappa della penisola di Iris

  4. (proprietario verificato)

    La bozza di anteprima invoglia alla lettura completa, non vedo l’ora che arrivi il libro! consigliato!

  5. (proprietario verificato)

    Sto leggendo la bozza gratuita scaricabile dopo l’ordine della prevendita e mi sto stupendo davanti al fatto che nulla, in questo libro, è lasciato al caso! Non un nome, non una frase. Ci si lega presto ai personaggi, che pure continuano ad avere qualcosa di misterioso. Generalmente sono un tipo più da fantascientifico, ma questo fantasy mi sta davvero coinvolgendo. Non vedo l’ora di finirlo. Consigliatissimo.

  6. (proprietario verificato)

    In una parola: travolgente. Ho approcciato questo libro con diffidenza, dopo poche pagine sono stato trascinato dalla corrente fino all’ultima, in pochi giorni. Non vedo l’ora di leggere il seguito. Una storia imperdibile per gli appassionati del genere fantasy, che richiama sia l’immersività dei Role Game Play, sia l’intensità emotiva degli anime più belli degli ultimi anni. Un inno alla bellezza della fragilità umana che mi ha lasciato all’ultima pagina con un sorriso sul volto ma anche una stretta allo stomaco. Il mio personaggio preferito è senza dubbio Ken Marsil i cui combattimenti sono entusiasmanti (leggendo non potevo fare a meno di visualizzare le scene). Il potere più bello sicuramente il devastante “fulmen caeli” di Rayden Shango. Da leggere!

  7. (proprietario verificato)

    Storia appassionante, adatta a tutte le età e anche ai non amanti del genere fantasy, impossibile non affezionarsi ai personaggi, ognuno ben definito fisicamente e caratterialmente. Bellissimi anche i disegni, sia dei protagonisti che della mappa, che ci aiuta a capire e seguire meglio il racconto. Ottimo equilibrio tra narrazione, dialoghi, avventura e azione, fluido nella scrittura che rende la lettura veloce e piacevole.
    Insomma, libro consigliato senza alcun dubbio!

  8. (proprietario verificato)

    È un libro veramente bello, coinvolgente e avvincente. Ti tiene attaccato alla storia e ai personaggi, il linguaggio non è complicato ma è molto esaustivo e ben utilizzato.
    Libro molto bello e consigliatissimo agli amanti dei Fantasy

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Gabriele Moltrasi
Gabriele Moltrasi laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, nella quotidianità si occupa di affari istituzionali e regolazione dei mercati dell’energia. Viaggiatore per studio, passione e lavoro. "Iris. Il Crollo dei Confini" è il suo primo romanzo.
Gabriele Moltrasi on FacebookGabriele Moltrasi on InstagramGabriele Moltrasi on Wordpress
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