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La chiave nella busta

La chiave nella busta
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Consegna prevista Gennaio 2022
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1963. In un cortile di una piccola città vivono Giulia e Massimo. Lei ama
sognare fra le pagine dei libri. Lui trascorre interi pomeriggi in sella alla sua bicicletta. Fino a ora non si sono mai presentati. Un giorno, però, lui si avvicina a lei costringendola a interrompere la lettura.
Il Destino, però, li dividerà: Giulia è costretta a trasferirsi. Si rincontreranno anni dopo, e una proposta indecente cambierà per sempre la loro vita.
2016. Eleonora, Lorenzo e Vicky sono tre ragazzi intrappolati in una vita che non hanno scelto. Il loro futuro sembra infatti già stato scritto, e non da loro. Eleonora sarà uno splendido avvocato, come i suoi genitori. Lorenzo, che non può permettersi di iscriversi all’università, lavorerà per sempre nel bar dello zio. Vicky è destinata a vivere lontano dal mondo perché è cieca. Ognuno di loro ha un sogno, pronto a trasformarsi in un progetto. Devono solo trovare il coraggio di percorrere il proprio sentiero.

Perché ho scritto questo libro?

Sono trascorsi quasi due anni dal momento in cui ho iniziato a scrivere questo romanzo. Al suo interno c’è tanto di me. Ci sono le mie insicurezze e le mie passioni. Ma se ripenso ai mesi di gestazione del romanzo, in cui ogni protagonista ha un sogno nel cassetto, mi accorgo che sono stati mesi di svolta per me. Mentre cercavo un modo perché i protagonisti del romanzo realizzassero i propri sogni, io cercavo il sentiero migliore per inseguire il mio, scrivere.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Una figura magra e minuta sedeva sulla panchina arrugginita che chiedeva

riparo all’ombra della quercia che regnava al centro della corte. Leggeva un libro dalla copertina in cuoio.

Giulia, capelli bruno chiaro e occhi scuri e profondi. Era la figlia del signor e della signora Massimino. Era la figlia di un importante professore universitario.

Giulia era immersa nell’Inghilterra medievale e sognava di essere salvata da Ivanhoe. Amava allontanarsi da quella piccola corte nella Brianza per raggiungere l’Inghilterra medievale o l’Italia del Seicento e abbandonare gli abiti da semplice italiana degli anni Sessanta per indossare i panni dell’eroina di Scott o chiunque altro. Le piaceva la sua vita, per quel che aveva potuto conoscere fino a quel momento, ma lasciare che i pensieri volassero lontano e sognare le donava un senso di pienezza che difficilmente aveva raggiunto con i piedi per terra. Rebecca stava per prendersi cura di Ivanhoe; lei, Giulia, si stava prendendo cura di Ivanhoe. E poi insieme avrebbero vissuto felici e contenti.

Continua a leggere

Continua a leggere

Un “ciao” squillante ma timido la strappò via dal castello per ricondurla nell’insignificante mondo reale.

Quando alzò lo sguardo Massimo Rossi la stava fissando in attesa di una risposta.

“Ciao” rispose educatamente nella speranza che tornasse in sella alla sua bicicletta per potersi tuffare di nuovo nel libro.

“Cosa leggi?”

“Scott” rispose la ragazzina sbuffando.

“E chi è?”

“Uno scrittore”

“Non lo conosco”

“Perché è vissuto nell’Inghilterra del Settecento, e lo conoscono in pochi. La mia fortuna è avere un padre che conosce tutti gli scrittori”

“Ma conosco Dante”

“Vorrei ben vedere: tutti conoscono Dante”

“È più vecchio di Scott”

“Be’, non hai tutti i torti. Ma Dante è talmente importante per noi italiani che

 anche un bimbo di tre anni lo conosce. Scott invece non ha portato a nulla, non a noi almeno. E per questo i più non pensano sia importante conoscerlo”. Giulia si spaventò: iniziava a parlare come suo padre.

“Bello!”

“Sì, bello”

“Come stai?”

“Annoiata. Per questo leggo”

“Non sarebbe meglio fare un giro in bicicletta o giocare a nascondino?”

“Per percorrere la stessa strada che ho intrapreso stamane per recarmi a

scuola? Per fingere di divertirmi mentre scopro che ti sei nascosto nella stalla con i maiali? No grazie”

“Ma quello Scott non è reale” obiettò lui

“Vero. Ma amo sedere su questa panchina all’ombra della quercia per lasciarmi trasportare da parole magiche in un luogo lontano, dove si può sognare. Significa abbandonare questo mondo per vivere un’avventura. E anche se poi chiudi il libro, il ricordo sarà uno splendido regalo.”

Massimo si guardò intorno alla ricerca di un’idea che lo aiutasse a farle riporre quel libro nello zaino ai suoi piedi.

“Prendi” la voce di lei mise fine alla ricerca. Quando pose lo sguardo su di lei le due braccia si allungavano verso di lui; le sue mani stringevano un libro dalla copertina verde.

“Non è un regalo, altrimenti rimarrebbe un buco nella libreria di mio padre. Te lo presto. E se fra due mesi non lo avrai terminato – il sorriso della fanciulla era malizioso -significa che non sei un lettore”

Le loro mani si sfiorarono e il libro scivolò dalle dita della sognatrice a quelle dell’avventuriero come fosse un segreto confidato. Fu un gesto intimo e segreto.

“L’isola del tesoro di Louis Stevenson” lesse il ragazzo ad alta voce.

“Ci sono tutti gli ingredienti: avventura, desiderio di ricchezza… una favola della buonanotte per ogni ragazzo”

“Sembra che mi stia vendendo un prodotto” rispose lui, ma c’era un pizzico di sarcasmo nella sua voce.

“Massimo!”

 Era la voce della mamma: la cena era pronta.

“Devo andare” il sorriso imbarazzato dell’avventuriero tradì le sue

emozioni.

“Buon appetito” lo salutò Giulia.

La sognatrice vide l’avventuriero correre verso la sua tana e si rituffò

nell’Inghilterra del Medioevo. Non avrebbe mai ammesso a se stessa che quella mosca fastidiosa di nome Massimo le piaceva, e il suo rientro a casa aveva portato troppo silenzio nel cortile.

Quella sera Massimo chiese ai genitori il permesso di lasciare la luce accesa anche un poco dopo le 10 perché potesse leggere il libro che gli aveva prestato la figlia del professore Massimino. Si infilò sotto le coperte e lasciò che le gambe piegate si trasformassero in un leggio per il suo libro.

La prima pagina, la prima parola di un libro che ti porterà lontano, sono come uno sconosciuto che diventerà il tuo migliore amico. Non ti fidi di quelle parole scritte nero su bianco, ma ti lasci conquistare dal profumo dell’inchiostro sulla carta. Leggi piano, e sei quasi titubante quando noti una virgola di troppo. Poi però qualcosa cambia. Che sia un evento della storia o più semplicemente una frase che fai tua, il libro ora ti ha conquistato e tu sei in balia della storia narrata dall’autore. I tuoi occhi non passeggiano più fra le parole, ma corrono. Destinazione: la fine della storia.

Massimo quella sera apri la prima pagina di un libro di cui sarebbe stato schiavo fino alla parola fine.

Tuttavia, Massimo quella sera litigò con delle gambe irrequiete che non volevano accogliere un libro. Litigò con il libro stesso, troppo pesante per le mani di un ragazzino che aveva stretto libri già quella mattina a scuola. Presto però sarebbe diventato un bravissimo lettore, e le sue gambe avrebbero trovato la posizione che lo avrebbe cullato mentre lui leggeva il libro che le sue mani stringevano senza più curarsi del peso dell’inchiostro sulla carta.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Laura Gusmeroli
Classe 1995, Laura Gusmeroli ama scrivere fin da bambina. Dopo aver frequentato il Liceo Classico, ha proseguito gli studi laureandosi in Archeologia e storia dell'Arte. L’arte e i libri sono la sua grande passione. Scrivere per lei è importante. La chiave nella busta è il suo primo romanzo.
Laura Gusmeroli on Instagram
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