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La chiave nella busta

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Nel 1963, in un cortile di una piccola città vivono Giulia e Massimo. Lei ama sognare fra le pagine dei libri, mentre lui trascorre interi pomeriggi in sella alla sua bicicletta, finché un giorno le si avvicina, costringendola a interrompere la lettura. Nonostante il destino li divida, poiché Giulia è costretta a trasferirsi, si rincontreranno anni dopo, e una proposta indecente cambierà per sempre la loro vita. Le storie del passato si intrecciano con quelle del presente, con le voci di tre ragazzi, Eleonora, Lorenzo e Vicky, intrappolati in una vita che non hanno scelto. Il loro futuro sembra infatti già stato scritto, e non da loro. Eleonora sarà uno splendido avvocato, come i suoi genitori. Lorenzo, che non può permettersi di iscriversi all’università, lavorerà per sempre nel bar dello zio. Vicky è destinata a vivere lontano dal mondo perché è cieca. Ognuno di loro ha un sogno, pronto a trasformarsi in un progetto. Devono solo trovare il coraggio di percorrere il proprio sentiero.

CAPITOLO PRIMO 2016

La città dormiva, mentre la fanciulla dai capelli del colore dell’alba camminava lentamente. La notte indossava gli abiti di una primavera precoce, ma Eleonora aveva freddo nel cappotto firmato che la madre le aveva regalato il Natale precedente: compensazione di un abbraccio che non era in grado di offrirle.

 

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Si appoggiò al muretto del Ponte dei Leoni e sospirò. La piccola città di Monza non era un luogo sicuro alle due del mattino di un qualunque mercoledì sera, ma i quattro leoni – plasmati molti anni prima da un blocco di marmo di Carrara – vegliavano su di lei. Un piede davanti all’altro, il petto si alzava e si abbassava seguendo il ritmo del suo respiro.

Aveva appena lasciato i suoi compagni di classe del liceo, non i suoi amici, dopo una serata trascorsa fra ricordi di un passato che non era il suo, ma il loro.

Rivolse lo sguardo verso il cielo, un dipinto senza stelle. Avrebbe fermato il tempo, avrebbe riscritto il libro della sua vita. Domani, si disse.

«Codarda» si rispose, prima di riprendere a camminare, diretta verso l’appartamento freddo ma alla moda che era la sua casa.

Le vetrine dei negozi avevano colori che la notte nascondeva, ma con la coda dell’occhio scorse un abito che sarebbe sicuramente piaciuto a sua madre.

L’ombra dell’Arengario, l’edificio che un tempo aveva segnato il centro della vita cittadina, svelava le forme maestose e minacciose. Attraversò il porticato e, dopo pochi passi, sfiorò la vetrata trasparente del portone del suo palazzo. Si maledisse per non aver infilato le chiavi nel taschino della borsa, accorgendosi che stavano giocando a nascondino. Quando finalmente le trovò, varcò la soglia. Scosse la testa in direzione dell’ascensore: «No, no» mormorò. Per l’ennesima volta avrebbe fatto sei piani a piedi, col fiatone e le ginocchia che già al quarto iniziavano a cedere.

Quando raggiunse il sesto piano il respiro era accelerato, ma non ci badò. Girò le chiavi nella toppa, cercando di non fare troppo rumore, quasi impossibile per il portachiavi di metallo a forma di orso.

Si chiuse la porta alle spalle, sistemò borsa e cappotto nel guardaroba e lanciògli stivaletti con il tacco nel ripostiglio. Poi, però, li afferrò e li ripose nella scarpiera di sua madre. Non odiava i tacchi perché erano scomodi, li odiava perché rappresentavano sua madre.

Attraversò il corridoio dai mobili neri e le pareti grigie e scivolò nella sua camera. Senza nemmeno fermarsi, si levò il vestito d’argento gettandolo a terra, superò la cabina armadio ed entrò in bagno. Qui si liberò degli orecchini e della collana e, finalmente, anche della maschera di trucco con cui aveva cercato di nascondersi.

Odiava struccarsi: sfregava gli occhi con precisione, ma sul cuscino restavano sempre le tracce del mascara.

Nel letto rotondo, le lenzuola erano gelate ma il suo corpo le avrebbe presto scaldate.

Chiuse gli occhi e l’inconscio la trasportò indietro nel tempo, a quando era solo una bambina.

Sedeva sul divano in salotto, dallo studio di suo padre provenivano le voci di uomini in riunione; la puzza di whisky e fumo era insopportabile. Eccola, finalmente. Lara sedette sul divano e l’abbracciò. La strinse forte, e lei abbandonò il viso fra i suoi capelli. E si sentì a casa.

2021-07-22

Aggiornamento

Ho raggiunto il goal! Pubblicherò il mio romanzo e fra qualche mese fra gli scaffali delle librerie comparirà un libro con il mio nome. E' un sogno che diventa realtà. Ora il mio romanzo verrà editato e sceglieremo la copertina. E fra qualche mese prenderò per mano il lettore sconosciuto per condurlo nel mondo che ho creato. Vi aspetto.
2021-07-22

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Ho raggiunto il goal! Pubblicherò il mio romanzo e fra qualche mese fra gli scaffali delle librerie comparirà un libro con il mio nome. E' un sogno che diventa realtà. Ora il mio romanzo verrà editato e sceglieremo la copertina. E fra qualche mese prenderò per mano il lettore sconosciuto per condurlo nel mondo che ho creato. Vi aspetto.
2021-07-22

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Ho raggiunto il goal! Pubblicherò il mio romanzo e fra qualche mese fra gli scaffali delle librerie comparirà un libro con il mio nome. E' un sogno che diventa realtà. Ora il mio romanzo verrà editato e sceglieremo la copertina. E fra qualche mese prenderò per mano il lettore sconosciuto per condurlo nel mondo che ho creato. Vi aspetto.

Commenti

  1. TIZIANA FOGLIETTA

    (proprietario verificato)

    Entro sera Ti lascio un paio di recensioni da mettere su Bookabook, ti va?

    Ho deciso di sostenere questo progetto perché la trama mi è piaciuta subito: ho letto le bozze non editate di questa storia, in cui le emozioni che trapelano dalle pagine diventano veri e propri fili per tessere una narrazione fluida e senza grosse sbavature. Due lassi temporali distinti che si intrecciano, fino a ricollegare le storie dei protagonisti. Un passato, quello degli anni 60, in cui Massimo e Giulia, seppur molto diversi, diventano finalmente amici, ed un presente in cui 4 ragazzi vorrebbero sdoganare i confini del futuro che le proprie famiglie avevano disegnato per loro ed andare alla ricerca del loro posto nel mondo. La giovane Laura Gusmeroli ci racconta così una storia di riscatto e di rinascita, sullo sfondo di Monza, la sua città, in cui ciascun protagonista esce dalla sua comfort zone e decide di essere ciò che vuole, e non ciò che gli altri vorrebbero che fosse.
    Consigliatissimo!

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Laura Gusmeroli
nasce a Monza nel 1995. Dopo una Laurea in Archeologia e Storia dell’Arte, ha preferito inseguire il suo sogno fin da bambina: scrivere. Per questo ha partecipato al corso di alta formazione Il piacere della scrittura presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, e a un corso di Editing presso l’Accademia della scrittura. La chiave nella busta è il suo primo romanzo.
Laura Gusmeroli on Instagram
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