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La piantagione dei cervelli

La piantagione dei cervelli
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Consegna prevista Gennaio 2022
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Anno 2119: Darius e la figlia Kira vivono in una città costruita sulle rive dell’antico fiume Padus, ridotto a un rigagnolo dopo una guerra costata ottocento milioni di vittime. C’è una Volta a proteggerli dalle radiazioni ionizzanti del sole, divenuto nemico degli uomini per loro stessa colpa. Il Complessum è l’organismo che garantisce la pace attraverso il controllo totale della società: Darius non accetta i meccanismi che governano la vita di tutti. Di lontana ispirazione Orwelliana, Fabio Carapezza ci regala un romanzo distopico affascinante, pronto a coinvolgere ragazzi e adulti amanti del genere ma non solo. Un’opera intima e romantica, inserita tra i dieci finalisti in un’edizione del Premio Urania Mondadori, che racconta con delicatezza uno degli amori più grandi al mondo: quello di un padre per sua figlia, affrontando tematiche urgenti come la libertà, l’ambiente, l’etica della responsabilità, i vantaggi e le insidie delle nuove tecnologie.

Perché ho scritto questo libro?

“Fabio, cosa succederebbe se vivessi in un mondo dove la libertà non è più un diritto da vivere, ma un’istanza da riconquistare? Se Hamolix 004 spiasse con il suo occhio ciclopico il tuo labiale per trasferire ogni informazione al Complessum?”
Ho cercato le risposte scrivendo la storia di Darius e sua figlia Kira. Quando sulla pelle della bambina è comparso il simbolo alchemico dell’oro, secondo quanto scritto nel “Liber Lucis et Obscuritatis”, ho fatto la mia scelta.
La tua quale sarà?

ANTEPRIMA NON EDITATA

«Papà, che cos’è la guerra?»

Kira si tolse il visore per la realtà aumentata e si avvicinò al refrigeratore magnetico. Aveva fame e fu salutata dall’ologramma di Mizzy, il suo pupazzetto guida che le faceva compagnia quando il padre non era nell’unità abitativa. Lo aveva progettato lei sbagliando un po’ le proporzioni. Mizzy era un peluche tridimensionale di color bluetto e dotato di personalità, cantava bene ed era programmato per intrattenere Kira facendola giocare.

«La guerra…»

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Darius distese l’avambraccio robotico sollevando la figlia con delicatezza, la strinse al petto e fece finta di mordicchiarle la pancia. La bambina, di sei anni, aveva capacità cognitive sviluppate da una curiosità che la spingeva ad assillare il padre con domande a volte imbarazzanti da soddisfare. Se solo Afra fosse stata con loro… Darius si mosse lungo la linea del tempo, tornando alla compagna che le avevano destinato e la ritrovò lì, come se non fosse morta mai. Adesso era una medusa che gli faceva visita in mezzo al mare agitato dei sogni, e gli parlava senza che lui potesse risponderle. Quando si conobbero furono fortunati a piacersi, non a tutti poteva andare così: Familia 6.0 era un programma gestito in automatico che si affidava a un database d’informazioni interrelate. Comandava la domanda e richiesta di nuove unioni seguita da rigidi protocolli. Era lui a decidere chi autorizzare ogni semestre. Una volta che l’algoritmo sceglieva due individui compatibili, non era consentito sottrarsi pena la perdita del diritto ai legami. Lui e Afra erano risultati idonei per età, gusti personali e test dinamici d’interazione che avevano sostenuto in sedi separate prima di essere ammessi a incontrarsi. Darius fece calare un display spesso un millimetro con un comando vocale, si mise ad ascoltare il notiziario. Comparve un tecnobot che con precisione riportò i dati dell’ultimo censimento: undici miliardi di umani con una previsione di crescita che preoccupava il Complessum, la struttura politica organizzativa al potere su tutto il mondo.

«Allora papà, non mi dici niente sulla guerra?»

Nelle ultime settimane Kira aveva perso peso, il rilevatore biometrico era andato in preallarme suggerendo a Darius che la figlia doveva assumere più frutta e verdura. Il display del refrigeratore segnalò una lista di cibi che occorreva procurarsi, con le relative quantità e percentuali per un’assunzione calorica soddisfacente. Era programmato sia per Kira sia per Darius, e di quanto prescritto non era disponibile nulla. L’inventario

comprendeva quattro buste di alghe arame, due bistecche di carne biotecnologica, un barattolo gran risparmio da un chilo di cavallette surgelate. Mizzy roteò intorno ai due accanto al refrigeratore dell’unità domotica in cui vivevano. Si trovava al novantacinquesimo piano di una struttura in titanio e vetro metallico, era dotata di un concentratore solare con superficie parabolica riflettente che generava energia. Cent’anni prima, quando esistevano ancora i Liberi, era chiamata casa. Darius aveva visto immagini di villette monofamiliari disposte con ordine in mezzo a giardini curati: in quell’età dell’oro si coltivavano gli ortaggi a uso domestico, adesso divenuti così rari e costosi.

«Dove hai imparato quella parola, Kira? Ormai le guerre non ci sono più.»

«Uffa papà, perché non mi vuoi rispondere? Lo chiederò a Mizzy.»

La sagoma del pupazzetto smise di volteggiare sulla testa di Kira, portò le zampe davanti agli occhi scuotendo il capo con rassegnazione. La sua voce cambiò tono divenendo malinconica e le rispose: «Non lo so Kira, sembra strano ma Mizzy non sa cosa sia la guerra. Mizzy vuole giocare con te! Creiamo una nuova città, cosa ne dici se la chiamiamo Città dei bambini? Tu diventi la regina ed io il tuo re.»

«No no no, voi mi dovete dire prima cosa sia la guerra, io lo voglio sapere!»

La piccola era brava a insistere su quello che le interessava di più, provava un piacere quasi sadico a mettere il padre in difficoltà. Fu distratta dalla voce tranquilla dell’assistente di rete.

«Buongiorno Darius, ciao Kira. Questa mattina come state? La temperatura all’esterno è perfetta: 22° stabili sotto la Volta. Fra dieci minuti l’Aerodrome vi preleverà dal gate cinque. Il numero quattro di vostra ordinaria pertinenza è sotto manutenzione. Kira, sei pronta per la scuola? Darius, il tuo orario di lavoro odierno prevede nove GFL, datti da fare. Trascorrete una serena giornata.»

Nove gradienti forza lavoro, poteva andarmi peggio fu il pensiero di Darius, intanto che Kira la terribile cercò di tirargli le orecchie per fargli i dispetti. Rivendicava soddisfazione alla domanda e non dava segno di volersi calmare. Darius pensò ad altro. Da troppi giorni la figlia non assumeva vitamine naturali e lui doveva trovare una soluzione. Finalmente le diede ascolto e se la strinse ancora più vicino.

«Piccola, io non ti voglio fare conoscere la guerra. Preferisco insegnarti cosa sia la pace.»

Arrivarono al gate cinque, privo di spazio per il rullaggio. L’Aerodrome era equipaggiato con macro turbine ad aria che permettevano il decollo verticale. Il take off fu tranquillo e sicuro, Kira aveva ancora il broncio e una lacrima rese i suoi occhi chiari più brillanti alla luce del cielo sotto la Volta. Darius cercò di distrarla facendole notare un piccolo stormo di tortore che volò più in alto che poté, fino a rallentare nei pressi del confine: la resistente Volta dallo spessore di dieci metri che era tenuta in costante manutenzione dalle unità di controllo strutturale. Un processore ultraquantistico con elevata potenza di elaborazione, sezionava ogni millimetro dell’arco protettivo alla ricerca della più piccola anomalia. In caso di necessità, i tecnobot intervenivano per le riparazioni che dovevano garantire la salubrità dell’aria circolante sotto la Volta. Oltre c’erano le radiazioni del sole, divenuto nemico mortale degli uomini per loro stessa colpa. In ogni trasferimento, Darius incontrava sempre le solite persone. Erano colleghi con figli fatti scendere in uno stop del volo. Poi proseguivano verso i centri didattici accompagnati dalle squadre educative. Darius era contento, almeno quel giorno era stato ammesso a lavorare ben nove GFL, tre GFL straordinarie che gli avrebbero consentito una ricarica extra dell’allocatore energetico. Lo aveva fatto innestare nell’avambraccio meccanico. L’allocatore era un micro serbatoio di sostanze nutritive a elevata densità che integravano il cibo. Più lavorava e più poteva mantenerlo a regime. Ne aveva uno sottocutaneo anche Kira, e i serbatoi erano collegabili con porte logiche che si riconoscevano a distanza. In questo modo, Darius poteva trasferire a Kira elementi sintetizzati, utili per la sua crescita. Al termine della giornata avrebbero avvicinato le porte e, come in una donazione di plasma, Kira si sarebbe fatta una scorpacciata di biotina.

Darius seguì con lo sguardo sua figlia, era appena stata presa in custodia all’uscita dell’Aerodrome per raggiungere il centro educativo. Avrebbe chiesto anche lì il significato della parola guerra, ne era sicuro: si voltò verso uno dei tanti screen digitali situati dappertutto, più numerosi della cartellonistica pubblicitaria. Il count up informava la popolazione che da 32800 giorni non c’erano conflitti planetari. Sembrava che la storia fosse incominciata da lì. Il mondo era in pace totale da quasi novanta anni, dall’ultimo grande scontro costato ottocento milioni di vittime. Si diceva in segreto che era stata programmata una nuova catastrofe con lo scopo di contenere l’aumento demografico sotto la soglia dei dodici miliardi di persone, considerata critica per la sopravvivenza della specie. Nessuno poteva prevedere quando sarebbe successo. Pochi conoscevano il passato

del mondo prima della fondazione del Complessum, l’organismo trans-continentale con i suoi meccanismi, le sue regole che avevano ridisegnato l’educazione dei giovani cancellando gran parte delle impronte della storia. Lo stesso XXI secolo apparteneva a un’archeologia post digitale che si perdeva nel tempo. C’è qualcosa di cui i potenti hanno una folle paura: la diffusione del sapere, strumento di dominio che è pericoloso dispensare alle masse. Rimase seduto attendendo il proprio turno per scendere dall’Aerodrome e recarsi al lavoro. Ritrovò come ogni mattina Gillack, il suo assistente di turno. Dovevano raggiungere insieme l’unità di trattamento aria, un plesso grande come tre campi da calcio interamente preposto ai circuiti di raffreddamento.

Gillack era nervoso, Darius capì subito il perché. Lo vide fregarsi le mani lungo i fianchi e non era contento di ripetere il rituale del tragitto casa-lavoro e viceversa ogni giorno.

«Oggi non ti hanno consentito molte GFL, vero?»

Il collega scosse il capo per confermare: significava meno guadagno senza possibilità di chiedere un aumento delle ore al prezzo del tempo libero ridotto. La precedenza per i lavori extra era data a chi aveva figli. Non si poteva scegliere perché il Complessum aveva previsto d’impiegare tutti assegnando a ciascuno specifici incarichi.

«Almeno non devi pensare a come mantenere un bambino, ti dico che non è facile, Gillack.» Darius fece il possibile per dare coraggio al collega, sapeva dei suoi debiti che non era nella disponibilità di saldare a breve. Gillack ringraziò Darius della solidarietà.

«Sai – gli rispose – vivere da soli non è altrettanto facile. Sto ancora aspettando che Familia 6.0 peschi il mio nome e mi assegni la compagna. Chissà come sarà. La vorrei con occhi brillanti come piscine, non troppo alta, la vorrei soprattutto con i capelli, non importa se siano lunghi o tagliati corti, ma che li abbia, solo che non si può!»

L’aumento della popolazione aveva imposto pesanti regole igienico-sanitarie che prevedano a chiunque un trattamento appena nati: la depilazione totale al laser che cicatrizzava i bulbi piliferi. Gillack si pentì subito di avere espresso il desiderio di una donna, temette di rattristare Darius perché aveva conosciuto Afra. Era una ragazza energica, sempre pronta a sorridere nonostante capisse, come Darius, che non si poteva vivere bene in quel mondo troppo perfetto. Forse era stato il senso di non appartenenza che provavano entrambi verso tutto, a farli sentire più vicini: l’amore era la vera libertà nella vita. Afra non c’era più e Darius era rimasto solo con la piccola Kira e l’amarezza dei

ricordi: se avesse voluto tentare con una nuova ragazza, avrebbe dovuto rimettersi in lista aspettando il riscontro del programma.

Le storie clandestine erano sanzionate, in alcuni casi prevedevano la detenzione. Sono ancora giovane, pensò, ho solo trentanove anni, e Kira avrebbe bisogno di una madre. Scesero dall’Aerodrome e furono indirizzati da una voce diffusa con megatofoni lungo il tracciato pedonale, oltre il quale non era consentito camminare: «Muovetevi con ordine, disponetevi su otto file, non di più. Grazie per l’attenzione. Porgete il palmo al lettore di riconoscimento per ricevere gli input di processo e i parametri operativi da rispettare in produzione. Grazie.»

«Gillack – accentuò Darius – ma tu non sei stanco della solita voce ogni mattina? Sempre la stessa che ci guida su cosa fare e non fare, io sono quasi al limite.»

L’amico si allarmò: «Stai zitto, sei pazzo? Vuoi beccarti un richiamo per insubordinazione? Lo sai anche tu, chi si lamenta è spedito lontano, in qualche reclusorio fuori dalla Volta.»

«Mi piacerebbe andarci, magari per vedere cosa ci sia là.»

«Stai scherzando amico, oltre la Volta c’è veleno dappertutto, servono permessi speciali per spostarsi da una Volta semisferica all’altra, che protegge altre città come questa. Sono tutte uguali, non ti perdi nulla.»

I solar bus navetta erano più piccoli degli Aerodrome, avevano una capacità di carico di solo duecento passeggeri. Non c’era pilota: il sistema driverless le faceva muovere come balenottere fluttuanti nell’aria, coordinate da una centrale interattiva.

Un solar bus avrebbe raccolto Darius e Gillack per l’ultima parte del loro tragitto. Darius dilatò lo sguardo fin dove poté, arrivando allo skyline fitto di dormitori che sembravano voler bucare la grande Volta. Non pioveva mai lì sotto, le piogge artificiali irrigavano riserve-foreste innestate sotto altre cupole: la temperatura era mantenuta costante in un eterno, monotono clima di primavera. Ciò che stupiva Darius era la quasi totale assenza di rumore: com’era possibile che ci vivessero trecentomila individui, e ci fosse qualcosa di molto vicino al silenzio? Un silenzio scavato nell’anima, pesante da incutere timore. Era come se quella massa indifferenziata di esseri umani avesse paura di respirare, o di aprire la bocca per cantare. Tutti erano vestiti con abiti in grafene dotati di tecnologie indossabili. Erano fatti con tessuti riciclabili e l’assortimento si poteva

richiedere due volte l’anno, all’approssimarsi delle uniche ricorrenze festeggiate: la fine del Grande Buio e la fondazione del Complessum.

2021-06-21

Evento

Agriturismo Viantiqua Fidenza (Pr) 4,5 stelle su Tripadvisor, un motivo per cenare all'Agriturismo Viantiqua ci sarà. Venerdì 9 luglio ci aspetta una serata fresca con cibo di qualità e il commento a #lapiantagionedeicervelli. 😁
2021-06-14

Aggiornamento

Il blog 2099.it commenta La piantagione dei cervelli al seguente link. Dopo le 200 copie raggiunte, continua la campagna con il passaparola di chi sta leggendo il libro. 👍 http://2099.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1317:la-piantagione-dei-cervelli-di-fabio-carapezza&catid=37:libri&Itemid=97
2021-06-07

Aggiornamento

"Il retainer era un dispositivo che sottoponeva i bambini indisciplinati a una differenza di potenziale. Una mini scarica opportunamente calcolata provocava la tetanizzazione temporanea dei muscoli, e i piccoli rimanevano intorpiditi qualche secondo preferendo la disciplina a un nuovo contatto". (Da La piantagione dei cervelli).
2021-06-01

Aggiornamento

Eh sì. Ci siamo arrivati ma non ci fermeremo. 200 copie pre-acquistate in 48 giorni mi danno la consapevolezza che le fatiche ripagano sempre. Sono felice non solo per me, ma per chi nelle mie storie ci ha sempre creduto. Sono grato agli amici veri (pochissimi ma molto buoni) e ai molti sconosciuti che hanno scaricato questo progetto. Saranno i lettori a decidere se potrà crescere con il proseguo della campagna o meno. 👋
2021-05-28

Aggiornamento

Ieri sera Ilaria Biondi mi ha posto domande che hanno poi coinvolto gli uditori della diretta su Facebook. Ringrazio lei e tutti quelli che mi stanno sostenendo. Siamo al 90% in neanche la metà dei giorni disponibili per il crowdfunding. Ecco la registrazione a questo link. 😅 https://www.facebook.com/fabio.carapezza.libri/videos/167367488679457/
2021-05-20

Aggiornamento

160 copie in cinque settimane non sono un traguardo ma un buon risultato verso la meta. Ne parleremo in diretta su Facebook giovedì sera prossimo sulla pagina Fabio Carapezza Libri. La competente Ilaria Biondi mi farà domande sul libro in crowdfunding con il coinvolgimento degli ascoltatori.
2021-05-15

Aggiornamento

Ho sempre creduto nella collaborazione sincera e attiva fra amanti della scrittura, riscontrando spesso lo sterile solipsismo di autori che preferiscono percorrere la strada senza curarsi di ciò che fanno gli altri. Sul mio sito web www.fabiocarapezza.it puoi vedere le rassegne ed eventi organizzati con la partecipazione di numerosi scrittori. In questo crowdfunding ho conosciuto altri spiriti che si sono proposti con i loro manoscritti. Uno di loro è Nicola Scutti, autore del libro "Una storia di ordinaria redenzione". Domenica sera ci collegheremo su Instagram per una diretta dove ci porremo domande sui nostri testi per raccontare un po' di noi. .
2021-05-12

Aggiornamento

"La piantagione dei cervelli" è diventata un gioco. Sei tu che puoi scegliere come procederà la storia. Non ci credi? Clicca su questo link. 👇 https://bit.ly/2S1ipkN
2021-05-08

Aggiornamento

La registrazione del commento a "La piantagione dei cervelli" con Francesca Ciani della Libreria Piccoli Labirinti di Parma. https://www.facebook.com/Piccoli.Labirinti/videos/532386464421740
2021-05-02

Evento

Pagina Facebook e Instagram Libreria Piccoli Labirinti di Parma Venerdì 7 maggio alle H. 19,00 Darius e Kira vi aspettano con l'autore, insieme a loro dialogherà Francesca Ciani. Perché questo libro? Come è partita l'avventura dei protagonisti? Commenteremo alcuni spunti del testo dando voce ai personaggi con alcune letture.
2021-04-29

Popolis.it sito web di cultura e società

Quando si è informati di un articolo che compare sul web e che riguarda un proprio scritto, è certamente una soddisfazione. Cosa dice Popolis.it a proposito di "La piantagione dei cervelli"? Scopriamolo qui. https://bit.ly/32WzZZs
2021-04-28

Aggiornamento

Nel seguente video possiamo scoprire qualcosa di Kira, la bimba per la quale Darius dovrà battersi contro qualcosa di molto più grande di lui. https://www.facebook.com/fabio.carapezza.libri/videos/212501913639124
2021-04-26

Aggiornamento

Nel link seguente, commento la figura di Darius Boerg del distretto HMZ Nord-Est. La consapevolezza è un percorso, se si è fortunati è un destino. https://www.facebook.com/fabio.carapezza.libri/posts/280164373733265
2021-04-21

Aggiornamento

È passata una settimana dall’inizio della campagna e la considero un ottimo esperimento sociologico. A poco a poco si rivela l’umanità delle persone nei loro aspetti, che non sono diversi dai tuoi. Si trova il sostegno di amici, parenti e figli illegittimi, e con sorpresa ci sono i download di molti sconosciuti che neppure puoi ringraziare. Il vocabolario riporta significati precisi di parole come “sì”, “no”, “forse” in riferimento all’eventuale sostegno. Scopro che la coerenza con quanto si dichiara suppone una sincerità non posseduta da tutti. Nulla mi è dovuto e ne sono consapevole: arrivare in fondo sarà molto dura, ma la vera motivazione non me la dà chi alle mie storie ci crede davvero. Non ho mai cercato né cercherò mai la gloria e il red carpet, il mio difetto è di non avere i gomiti affilati per farmi largo in quell’oceano di squali che è l’editoria. La spinta motivazionale mi viene proprio dai detrattori, da coloro che mi hanno definito “assillante”, da quelli che mi credono un “elemosinino” perché cerco di allargare il pubblico dei miei venticinque lettori. Da quelli che se ne stanno al palo controllando più di me se la percentuale per raggiungere l’obiettivo salga o rimanga invariata. Gli sciocchi godono dei fallimenti degli altri perché nella vita soffrono per non avere obiettivi propri. Scrivere, per me, è una forma di sopravvivenza. Se riuscirò nell’obiettivo bene: diversamente, ci metterò la faccia senza imbarazzo o vergogna, grato a chi mi vuole bene e orgoglioso di averci almeno provato.
2021-04-17

Aggiornamento

Darius! Mentre ti chiedi perché si abiti sotto una Volta costruita dai tecnobot e non sia permesso andare oltre, tua figlia consuma la cena a base di alghe. Non puoi permetterti di comprarle una mela. A questo link, il blog di Libero Libro sta parlando di voi. urly.it/3cf71
2021-04-15

Aggiornamento

Darius! La tua storia inizia qui. Questo è il booktrailer per chi vorrà battersi insieme a te. https://www.youtube.com/watch?v=dyZCLOg3g2c
2021-04-13

Aggiornamento

La tua avventura è partita, Darius. Noi che viviamo nel 2021 ti stiamo consegnando il mondo che dovrai subire tu. Forse c'è una possibilità per rimediare alle nefandezze, ma si deve lottare ogni minuto per sentirsi vivi. Per il momento, dovrai rispondere con credibilità a tua figlia e ai lettori: "Che cos'è la guerra?"

Commenti

  1. Silvia Poletti

    Il libro mi è piaciuto davvero tanto! Confermo assolutamente la prima impressione avuta dalla lettura delle prime pagine! Bello, avvincente, dolce. Mi piace molto il modo di alternare i dialoghi con le descrizioni. È scritto in un modo che…mentre leggevo mi sembrava di vedere il film! Davvero complimenti!!!!

  2. Ilaria Biondi

    Un romanzo dalla struttura ben congegnata e dallo stile raffinato. Lettura molto avvincente, che tiene incollati alle pagine. Un autore di razza, che conferma con questa ennesima prova letteraria il suo talento e la sua bravura.

  3. (proprietario verificato)

    Amo il genere e apprezzo molto la capacità di ideare mondi e situazioni. L’autore lo sa fare bene e con stile, la lettura è fluida e coinvolgente. Gli auguro di riuscire nell’impresa e che ne seguano altre.

  4. (proprietario verificato)

    “Nell’ambito delle cosiddette teorie del bello o dell’estetica, si tende a dare al termine arte un significato privilegiato, … per indicare un particolare prodotto culturale”. La scrittura è un’arte e, sicuramente, Fabio è un artista. Ho prenotato l’ebook, ma spero di poter trovare presto questo romanzo anche in libreria.

  5. Letto il libro in pochissimi giorni.
    Trama FANTASCIENZA-AZIONE-AMBIENTALISTICA.
    Lettura fluida, che stimola il continuare la lettura e finirlo “TUTTO D’UN FIATO”!
    Avvincente!

  6. (proprietario verificato)

    Essendo un appassionato di fantascienza, ho acquistato questo libro attirato dalla storia di Darius e la figlia Kira ambientata nel futuro, che allo stesso tempo raccoglie spunti di riflessione sul presente.

  7. (proprietario verificato)

    Apprezzo lo stile narrativo raffinato e ricercato dell’autore, questo libro sarà sicuramente una piacevole lettura e offrirà spunti di riflessione su chi siamo e dove stiamo andando.

  8. Storia molto interessante,che descrive una situazione allucinante con qualche rimando alla realtà odierna di alcune zone del mondo. L’autore però non manca di svolgere il ruolo di educatore al rispetto della natura ( come già nella sua fiaba ecologista con protagonista il rispetto pulito) e di sottolineare l’importanza della figura paterna per un sereno sviluppo della figlia. Un libro senz’altro da leggere anche per scoprire un lato ancora sconosciuto di questo autore.

  9. (proprietario verificato)

    Ho acquistato il libro avendo letto altri titoli di questo autore. Mi ha incuriosito come abbia deciso di cambiare genere cimentandosi con la fantascienza dopo avere pubblicato una fiaba per ragazzi. Sono curiosa di capire se questo titolo sarà all’altezza delle pubblicazioni già lette.

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Fabio Carapezza
Fabio Carapezza vive sulle colline parmensi. Laureato in Filosofia ha esordito in poesia sotto pseudonimo con la silloge Pezzi di vetro nel 1993, in seguito al primo premio al Concorso Letterario Giovanni Gronchi. Nel 2010 ha conseguito il primo premio nella sezione narrativa al Concorso Alberto Tallone, pubblicando nel 2011 la raccolta di racconti L'inconveniente di esistere (Demian Edizioni). Nel 2013 è uscita la raccolta di battute e satira politica Il fiore della crisi? Il crisantemo (Demian Edizioni). Nel 2015 ha pubblicato il romanzo giallo La collina degli ulivi (0111 Edizioni). Nel 2020 è uscita la fiaba ambientalista illustrata Freddy il rospetto pulito (Giovanelli Edizioni). Nel 2020 ha ottenuto il primo posto nella sezione “biografie” al Premio Thrinakìa. Collabora con librerie ed enti pubblici nell’organizzazione di eventi letterari volti a promuovere autori emergenti.
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