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L'agrodolce ricordo dei colori

L'agrodolce ricordo dei colori

La campagna di crowdfunding è terminata, ma puoi continuare a pre-ordinare il libro per riceverlo prima che arrivi in libreria

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Consegna prevista Aprile 2022
Bozze disponibili

Il racconto si apre in medias res: madre e figlia si preparano a fare un viaggio in macchina per tornare a casa, a Milano, dopo una giornata dai parenti piemontesi.
Tra loro c’è un legame forte, le classiche dinamiche tra madre e figlia.
Sachita è la figlia adottiva di Silvia ed Alberto, che l’hanno adottata dall’India quando aveva quasi tre anni.
Ha ventiquattro anni, lavora in un negozio e le mancano gli ultimi esami per laurearsi.
Le sue radici sono state sempre motivo di orgoglio ma non ha mai sentito l’esigenza di fare ricerche per scoprire l’inizio della sua storia, fino all’arrivo di un’epifania.
Questa decisione importante, di intraprendere la ricerca delle proprie origini origini, le scatena emozioni contrastanti ma al suo fianco ci sono tante persone che la incoraggiano: i suoi genitori sono i suoi più grandi sostenitori.

Perché ho scritto questo libro?

In generale, specialmente in Italia, si parla poco di adozione e quando lo si fa si racconta dei genitori adottivi, della difficoltà dell’iter, di una genitorialità sfidante ed emergono poco le voci dei figli.
E’ un tema tanto delicato quanto complesso e spesso le persone coinvolte direttamente preferiscono non esporsi.
Ora che sono adulta penso sia importante aprire un dialogo su questo tema con una prospettiva differente, partendo dalla mia esperienza, per valorizzare la cultura dell’adozione.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Non raggiungeva il metro e sessanta ma era proporzionata nelle forme, con occhi e capelli scuri lunghi poco oltre le spalle.

Al gioco per cui uno sceglie come definirsi con le iniziali del proprio nome, si riconosceva in ‘Sorriso Contagioso’: Sachita Corvi.

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Indossava un paio di jeans neri, una maglia bianca, un filo di trucco ed i capelli erano raccolti in una treccia.

Di fronte allo specchio, prima di uscire ultimamente si ritrovava spesso a chiedersi se le sue origini emergessero nonostante questi due colori che era invitata ad usare in negozio e che ormai si era abituata a vestire anche nei giorni liberi.

L’India è una terra dalle vivaci sfumature: strade, stoffe, tappeti, spezie, templi e quanto ancora.

Il simbolismo dei colori è molto forte e sentito dagli Indiani che li celebrano ogni anno durante una festa religiosa chiamata Holi durante la quale è tradizione cospargersi con polveri colorate per simboleggiare la rinascita e la reincarnazione.

Per Sachita fino a qualche tempo prima, ogni giorno era un’occasione per indossarne di diversi, abbinati con cura agli accessori, numerosi e preferibilmente con stile orientaleggiante.

Questo amore per le tonalità non l’aveva respirato in casa, si trattava di una questione atavica, ne era convinta.

In India, nello stato del Bengala, ci era nata ed aveva trascorso quasi un anno nell’orfanotrofio di Calcutta gestito dalle Missionarie della Carità, le suore di Madre Teresa.

Alberto e Silvia, i suoi genitori, li aveva conosciuti in un caldo giugno di oltre venti anni prima all’aeroporto di Fiumicino: lei aveva quasi tre anni e un’espressione sperduta e loro, occhi emozionati e un bel gruppetto di amici ad accompagnarli in quel momento speciale.

Le avevano trasmesso l’amore per i libri, il cinema, la musica, i viaggi e tanto altro ma quello per i colori era di certo merito delle sue origini.

Un bacio ad Oliver, il gattone di casa, e via direzione biblioteca con la borsa carica di libri e quaderni e in mente ancora qualche dubbio sul suo aspetto perché vestita solo di bianco e nero sentiva di star scalfendo pian piano la parte più superficiale della sua identità.

Chi conosceva Sachita, e magari anche altri ragazzi adottati, non si domandava

come potesse essere avere una nazionalità che non rispecchia i propri tratti somatici.

Durante il suo viaggio di tre settimane in India, accompagnata da un professore di Hindi e da tanti altri ragazzi, suoi studenti e non, si era riconosciuta anche lei così come la vedevano tutti: un’occidentale che nel suo paese natale ci era appunto solo nata.

“You look like an Indian!” ovvero “sembri un’Indiana!” le ripetevano con insistenza gli sconosciuti che incontrava.

Sembri e non sei la rendeva straniera nella propria terra natia.

2021-09-23

Aggiornamento

L'agrodolce ricordo dei colori ha raggiunto il numero di preordini necessari per procedere con la pubblicazione!🎉 Sono molto felice e ci tengo a ringraziare tutte le persone che hanno sostenuto questo progetto facendo il preordine. Non si fanno nomi ma davvero è bellissimo vedere che ci sono tante facce amiche, vicine o anche lontane nel tempo, negli spazi, facce conosciute ed anche sconosciute, di persone di che sto conoscendo grazie ai social. Vi ho in mente tutti e davvero vi ringrazio! Ho sempre amato scrivere e l'idea di scrivere un libro è stata per anni un sogno, un progetto lontano. Non avrei mai immaginato di riuscirci davvero e di trattare il tema dell'adozione, la mia storia, e di avere il coraggio di condividere con altri queste cose però era proprio da qui che dovevo partire evidentemente... Il primo titolo cui avevo pensato era 'Impronte', da lì anche l'acronimo 'In Momenti Propizi Ricercare Origini Non Temendo Emozioni' ma alla fine credo che 'L'agrodolce ricordo dei colori' sia ancora più azzeccato. Questo titolo è un'ottima sintesi di quel che provo pensando alla mia storia: l'India, la terra dei colori, c'è sempre nei pensieri, nelle memorie e gestualità 'ataviche', mentre 'agrodolce' suggerisce bene le sensazioni di ricerca, nostalgia, distacco. La pubblicazione è prevista per Aprile 2022. Si può continuare ovviamente con i preordini e, se voleste leggere subito la versione scaricabile in pdf in attesa della copia ordinata e vi andasse di farmi sapere cosa ne pensate, le vostre opinioni/eventuali domande etc, io ne sarei super felice perché sono molto curiosa di conoscere i vostri pareri! Con qualcuno di voi abbiamo già avuto modo di confrontarci ed è stato davvero emozionante, interessante ed arricchente. Perdonate il lungo messaggio, pensatemi sorridente e un po' emozionata mentre lo sto scrivendo e grazie ancora!
2021-07-10

Evento

Ieri, sabato 10 Luglio, ho avuto la fortuna di trascorrere una giornata felice con persone interessate a ciò che avevo da raccontare. Ho presentato 'L'agrodolce ricordo dei colori' a facce amiche, facce conosciute e sconosciute. È stato un'occasione di confronto interessante perché abbiamo approfondito i temi del mio racconto e si è parlato di adozione dalla mia prospettiva, di persona adottata. Abbiamo anche letto insieme alcuni passaggi della storia. Per me è stato stimolante e che bello, dopo aver partecipato a tante presentazioni, aver provato, nel mio piccolo, la stessa emozione dall'altra parte.

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Conosco personalmente Sachita ma non la conoscevo ancora nell’anno in cui ha intrapreso la sua ricerca delle origini. Che dire? Leggere il libro mi ha permesso di avvicinarmi ancora di più a lei, che è davvero un ‘Sorriso Contagioso, ed è stato molto interessante poter leggere i pensieri e le dinamiche che attraversa una persona adottata. Come dice lei, ogni persona ha una storia che va a sé ma questa lettura offre ottimi spunti di riflessione non solo per coloro che la conoscono ma anche per altri, figli adottivi o genitori, che vogliono conoscere meglio un’altra prospettiva.
    Scritto bene, scorrevole e anche molto emozionante. Lo consiglio davvero a tutti!

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Sachita Corvi
Sachita Corvi nasce in una città nel Nord dell’India, vicino all’altopiano montuoso dell'Himalaya, nel 1991.
Viene adottata quando ha quasi tre anni da Alberto e Silvia, una coppia di Milano.
L’amore per le sue radici e il paese di origine viene coltivato in casa e nel 2012 partecipa ad un viaggio di gruppo in India dove percorre circa 3600km, da sud a nord.
Quest’esperienza è molto importante per lei, che poco più che ventenne si ritrova “straniera nella propria terra natale”.
Dopo aver conseguito la Laurea in Comunicazione Interculturale, sceglie di completare il percorso formativo con il Master in Management per lo sviluppo del capitale umano.
Appassionata di lettura, amante degli animali, del cinema e della musica, vive a Milano con il suo compagno e i loro due gatti.
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