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L'altra terra

L'altra terra
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Consegna prevista Febbraio 2022

La protagonista Emma si ritrova ad affrontare la scomparsa del padre avvenuta in montagna qualche mese prima, le circostanze sono ancora misteriose.
Ad un anno esatto dalla vicenda, Emma ed il suo fidanzato Tommaso, decidono di trascorrere una giornata in montagna esattamente nel luogo dell’accaduto.
Nel cuore dell’Abruzzo, alle pendici del monte Camicia, Emma si ritroverà faccia a faccia con il padre, sarà solo un’allucinazione o davvero le loro strade si sono incrociate di nuovo?
Da qui il viaggio fatto di sogni rilevatori ha inizio.
Ogni sogno porterà Emma a porsi più domande e ad affrontare nuove sfide.
Il loro amore sarà così grande da resistere al tempo e allo spazio?

Perché ho scritto questo libro?

So che può sembrare assurdo ma questo libro è davvero frutto di un sogno, avvenuto qualche anno fa.
Era così vero, così lucido da non poter rimanere semplicemente un lontano ricordo nella mia mente.
Quindi ho buttato giù due righe, che poi sono diventate quattro, dieci, due pagine e così via, fino a creare nuovi personaggi ed una storia che mi piacesse.
Una storia che ha molto di mio, piccoli pezzi della mia vita intrecciati in un sogno fantastico.

ANTEPRIMA NON EDITATA

RICOMINCIARE

Non è facile ricominciare, uscire dal buio.

Raccontare quello che è successo in quest’ultimo anno.

È sparito il pilastro della mia vita, senza dare una spiegazione, senza chiedere aiuto, senza lasciare traccia.

In ogni momento della giornata mi guardo intorno e penso a lui, mi ritorna in mente come l’amaro in bocca.

Mio padre, la mia ancora di salvezza, la forza nei momenti difficili.

Lui, la speranza di farcela nonostante questo mondo malato.

Questo fino a sei mesi fa.

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Ricordo ancora quel giorno, ormai stampato nella mente.

Io e mia madre lo aspettavamo a casa dopo una delle sue escursioni in montagna.

Amava rilassarsi in vetta, prendersi un po’di tempo per sé, scollegare completamente il cervello per ricaricare il corpo e la mente.

Poi una volta rigenerato tornava a casa. Dio solo sa cosa è realmente accaduto quel giorno. Ricordo l’ultima sua chiamata, la sua voce così felice, l’unica cosa bella che mi rimane di quel giorno.

Era così ogni volta, era sempre bello quel momento, mio padre esternava raramente la sua gioia, ma lì, nel suo mondo, riusciva davvero a ritrovare sé stesso e ad essere felice.

Poi il telefono ha iniziato a fare capricci, il segnale andava e veniva.

I suoni metallici mi davano la sensazione di sentirlo lontano, sempre più distante, fino al silenzio più totale.

Da quel momento in poi, non l’ho più sentito … è sparito nel nulla, non è più tornato. 

Il suo telefono è ancora non raggiungibile.

Tutto sembra sospeso nel tempo, ed io sospesa con lui.

                                                       TOMMASO

Ho conosciuto un ragazzo, ormai è qualche mese che ci frequentiamo.

È venuto al lavoro per via di un gemellaggio con un’altra azienda, da quel giorno non so come è entrato nelle mie giornate trasformandole completamente.

È passato come un uragano, stravolgendomi la vita, facendomi sentire di nuovo bene.

È riuscito a tirare fuori una forza che non ricordavo più di avere, a trasmettermi nuovamente la sicurezza di cui avevo bisogno.

Somiglia terribilmente a mio padre, è inarrestabile. Ama lo sport e la natura, affronta la vita a testa alta senza cedimenti, senza incertezze e piano piano sta trasmettendo anche a me questa grinta.

Mi ha proposto di andare in montagna e di cercare un punto in cui io possa sentire mio padre il più vicino possibile e di farlo mio, il mio rifugio.

Ma la ferita è ancora fresca e non credo si rimarginerà così facilmente.

In cuor mio spero sempre che torni, a volte per farmi forza fingo che sia partito per un viaggio spirituale alla ricerca di sé stesso, che in realtà si trovi in qualche vetta a respirare aria fresca e sorridere.

Ritornerà da noi ringiovanito e con quel sorriso speciale, quello che non lascia trapelare quasi mai, ma è custodito nella mia mente, chiuso a chiave per non dimenticarlo.

… Se non torni tu verrò io a cercarti.                                                                     

Le giornate con Tommaso ormai volano e ventiquattro ore non sono sufficienti per soddisfare i nostri piaceri e le nostre passioni.

Mi fa sentire viva, ma soprattutto mi riempie costantemente di attenzioni.

Mi fa ridere, ridere di cuore, delle volte riesco anche a dimenticare i brutti pensieri.

Ho intrapreso con lui questa sua passione per la mtb o per lo meno ci provo.

Mi sento scoordinata ma non voglio mollare, basterà solo un po’ di pratica mi dico, quindi tengo duro e continuo ad allenarmi.

Qualche settimana fa mi ha regalato una bici, la sera che è venuta a portarla a casa non sapevo minimamente di questo regalo.

Dovevamo andare a cena, era in ritardo come sempre, quei ritardi che se non conti fino a dieci, poi venti e respiri a fondo, mandi tutto a quel paese senza pensarci due volte.

Ma Tommaso ci sa fare, continuava a farmi ridere al telefono mentre cercava di raggiungermi a casa. Dopo un’ora, me lo vedo sfrecciare davanti con la macchina, sopra il portapacchi, avvolta da un fiocco rosso gigante, la mia splendida bici.

E anche quella volta mi dico, si è fatto perdonare.

Ora non posso proprio rifiutare e poi a parte tutto, fare fuori strada e allontanarmi dalla città mi piace, mi permette di scaricare la tensione accumulata nella settimana e mi dà una grande carica.

Forse un giorno percorreremo in bicicletta le stesse strade di montagna che fino a qualche mese fa percorrevo con mio padre, ma per ora mi accontento dello sterrato e di un’altra guida per questo nuovo viaggio.                                                              

L’estate ormai è giunta da qualche settimana. Tommaso ed io ci siamo trasferiti nella sua casa al mare per cercare di stare più tempo insieme, ogni pomeriggio appena stacca da lavoro ci mettiamo i costumi e ci tuffiamo in mare.

È il momento più bello della giornata, la spiaggia inizia a sfollarsi e l’acqua raggiunge la giusta temperatura per una nuotata al calar del sole.

Tutto quello che faccio con lui è un momento speciale, diventa parte di me.

Le nostre camminate lungo mare mangiando un gelato, le chiacchiere infinite di notte, i week end passionali chiusi in casa.

Non c’è stato un solo giorno in cui non ci siamo visti, anche solo per un breve saluto, per un abbraccio, anche solo per respirare un po’ della sua aria.

Sono felice come non lo ero da mesi, mi ha proposto di andare a vivere con lui ma non so se voglio lasciare mamma da sola in quella casa così grande, mi si spezzerebbe il cuore vederla in quelle mura senza parlare con nessuno, senza condividere le sue giornate con me.

Non è stato facile per lei ricominciare, non ha mai amato la solitudine ha differenza di mio padre, lei ha un bisogno costante di relazionarsi con qualcuno, di parlare e condividere momenti anche di semplice quotidianità.

Non potevo essere io la causa del suo nuovo dolore.

So che prima o poi succederà, ma credo che per lei sia ancora presto e so benissimo che Tommaso può capire ed aspettare.

Per adesso viviamo e ci godiamo ogni singolo giorno come se non ci fosse un domani, donandoci l’uno all’altro e sentendoci vivi.

                                                         

                                                          ANNIVERSARIO.

                                                            25 luglio 2013

Ad un anno esatto dalla sua scomparsa, eccomi in macchina in viaggio verso la montagna, la sua montagna, quella che lo rubava ogni domenica e che un giorno, senza avvisare, ha deciso di tenere.

Non so ancora come abbia fatto Tommaso a convincermi, ho il cuore fermo e la mente piena di pensieri. La speranza di poterlo vedere, di poterlo riabbracciare, la paura di capire con certezza che non tornerà più.

I ricordi di quel giorno mi pulsano nella testa, è lei che batte in assenza del cuore.

L’ultima volta che sono stata lì ero con mamma il giorno dopo la sua scomparsa, faceva freddo o forse ero io a sentirlo così tanto.

Ero stanca, priva di sonno e di vita; non sembrava lo stesso posto calmo e tranquillo di sempre. Da quel giorno mi risucchia e spaventa come un buco nero.

Non potemmo prendere nessuno dei suoi effetti personali rimasti nella macchina, erano tutte prove per la scientifica che non avremmo mai rivisto.

Gli occhiali da sole erano sul sedile del passeggero.

Dei biglietti con degli appunti svolazzavano sul cruscotto. Adesso così preziosi perché incisi con la sua scrittura.

Non sono più così sicura di voler andare, ma Tommaso è talmente contento che abbia accettato.

Con lui ogni singolo momento diventa speciale e mi rallegra, forse anche questo posto tornerà a brillare, a donarmi la serenità che mi recava fino a un anno fa, a riempirmi di positività e di terra.

Mia madre non dovrà mai sapere che sono venuta, per lei ormai questo posto è off limits, crede sia come il triangolo delle Bermuda, dove nessun riesce ad uscire, dove nessuno riesce a fare ritorno a casa.

Un posto dove vieni risucchiato e intrappolato per sempre.

Non posso metterle altra ansia addosso, le ho detto che sarei andata al mare, si fida di Tommaso le trasmette sicurezza e la calma di cui ha bisogno.

Anche a lei è tornato il sorriso da quando l’ha conosciuto, ed ora non permetterei mai di scaraventarla nella depressione che l’ha circondata in questi mesi, i miei occhi non potrebbero sopportare altra sofferenza.

Lotterò come non ho mai fatto prima per proteggerla e per renderle la vita speciale.

                                                       MONTE CAMICIA

Non credevo di potermi rilassare così a fondo, ma ci sono riuscita e ne sono felice.

Ho portato Tommaso per la prima volta sul monte Camicia, è una delle mie vette preferite ed è stata la prima che ho percorso con mio padre.

Da qui su si può ammirare un panorama eccezionale, dal Mar Adriatico alla Maiella, ed oggi poi, senza nemmeno un po’ di foschia, ci siamo goduti lo spettacolo.

Credo di essere riuscita a farlo stancare per la prima volta, forse credeva che queste camminate in montagna fossero delle semplici passeggiate; a dire il vero lo sono, bisogna solo fare i conti con l’altitudine, la pendenza, ed il battito del cuore che aumenta.

Si è pronti a prendere il volo, a mettere le gambe in spalla per raggiungere finalmente la vetta. Abbiamo mangiato il nostro panino a 2053m. d’altezza, esattamente come facevo con mio padre, l’abbiamo conservato come premio per la camminata.

Sono riuscita finalmente a mostrarli l’altra parte di me, quella che credevo di aver perso. Quella parte libera purtroppo nascosta o silenziata, quell’entusiasmo, quell’energia che mi mancava. Ero finalmente tornata a vivere con coraggio nella mia montagna, ero qui, sospesa nell’aria, tra il cielo e la terra, ho solo dovuto recuperarla.

                                                                   

                                                                  VISIONE

Siamo pronti per tornare a casa.

Una folata di vento mi riporta stranamente indietro di un anno, lo stesso brivido di freddo percorre la mia schiena e mi fa sobbalzare sul posto, Tommaso si accorge e accelera il passo per raggiungere la macchina.

Una volta entrata il freddo non passa, continuo a sentirmi confusa, a ricordare dei flashback di quella giornata.

Imbocchiamo la via principale e svoltiamo verso l’autostrada ma davanti a noi qualcosa mi sembra famigliare, guardo meglio e non credo ai miei occhi.

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Nella stessa strada sul lato opposto della carreggiata, il Pick up di mio padre viene verso di noi. Sgrano gli occhi e inizio a tremare, la macchina di mio padre è in sequestro da un anno non può essere lui! Si avvicina sempre di più, riesco ad intravedere la targa, è la sua!

Cosa diavolo sta succedendo? 

Non so cosa pensare né tanto meno cosa fare, all’improvviso vengo riportata con i piedi per terra, il mio telefono inizia a suonare, lo prendo dalla borsa sul display lampeggia un numero sconosciuto.

Il cuore mi batte all’impazzata, rispondo e vengo immediatamente catapultata ad un anno fa, eccola la voce di mio padre, la voce dolce e calda di mio padre che mi ripete esattamente le stesse parole di quel giorno, la stessa gioia nel raccontarmi la giornata trascorsa, e poi di nuovo ecco lo stesso suono metallico in sottofondo.

Mi giro a sinistra il Pick up sfreccia così veloce da non riuscire a vedere nulla, mi butto addosso a Tommaso, gli strappo il volante dalle mani e tento nel migliore dei modi di fare inversione senza far male a nessuno.

Capisce subito cosa sta accadendo, schiaccia il piede sull’acceleratore e segue la macchina cercando di non perderla, nel frattempo io continuo a urlare contro il telefono sperando in una sua risposta, ma continuo solo a sentire rumori strani.

Sono solo io a vederlo o davvero c’è una remota speranza che possa essere lui?

All’improvviso il telefono si fa muto, ma a differenza dell’altra volta riesco a sentire la sua voce, sento mio padre dire qualcosa ma c’è troppo rumore e faccio fatica a capire.

Di colpo la chiamata si chiude e il Pick up, che un attimo prima era davanti a noi, si dissolve, come una nuvola di fumo…

Ho bisogno di scendere dalla macchina.

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2021-06-11

RADIO SPERANZA PESCARA

Ospite nella rubrica "Benedetta tra le righe" di Pisano Benedetta. Parleremo del mio libro L'altra terra. Della trama, come è nata l'idea e cosa rappresenta per me. Del perché ho scelto una casa editrice online, del percorso in crowdfunding e dei prossimi step.

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Stupendo, ho iniziato a seguire Francesca su Facebook e Instagram per cercare di capire qualcosa in più sul libro, ogni volta che pubblica qualcosa di inerente, qualcosa che troveremo poi nel libro, inizio a leggere e basta poco per sentirmi preso. La curiosità è tanta, non vedo davvero l’ora di poterlo leggere.
    Non ho avuto dubbi nel comprarlo. Soldi ben spesi.
    Vi consiglio almeno di informarvi bene, approfondite, leggete tutto ciò che pubblica inerente al libro, l’acquisto sarà sicuramente una logica conseguenza.

  2. Francesca Giuliani

    (proprietario verificato)

    Grazie Agostino 😊 sono contenta che ti sia piaciuta l’anteprima del libro.

  3. Agostino Terranova

    Ciao Francesca, prima di tutto benvenuta in questa “famiglia” alla quale, come autore, appartengo anche io. Ho letto l’anteprima e acquisterò il libro, Non mi resta che farti i complimenti e augurarti la migliore buona sorte che so. Agostino

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Francesca Giuliani
FRANCESCA GIULIANI
Sono nata e cresciuta a Pescara una bellissima città marittima sulla costa abruzzese, il mio sguardo però dall’infanzia è sempre rivolto alle nostre montagne, la Majella ed il Gran Sasso che hanno per me un posto speciale nel cuore.
Diplomata al liceo Artistico, ho sempre messo al centro gravitazionale della mia vita l’arte, la musica e la letteratura, e come dicono in molti “mi hanno salvata nei momenti più bui”, la scrittura poi è una passione che è cresciuta negli anni, fino al raggiungimento di un sogno.
Escursionista per passione, grazie a mio padre (il mio sherpa) quando posso, cerco di fuggire dalla vita frenetica e di raggiungere la natura insieme a mio marito e a mia figlia.
Francesca Giuliani on FacebookFrancesca Giuliani on Instagram
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