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L'angelo e il dio ignorante

L'angelo e il dio ignorante

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Consegna prevista Dicembre 2021
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Nell’atmosfera livida e notturna di una megalopoli e poi nelle viscere del “Ghetto”, vero inferno in terra generato dal degrado ambientale e morale; si muove l’ombra disperata di una creatura che di umano ha solo l’apparenza.
Liam vaga alla ricerca del suo Artefice e di colui che ne ha commissionato l’esistenza. Egli è il prodotto della scelleratezza del consumismo che dà un prezzo a ogni cosa e della sacrilega arroganza della scienza, quando privata di ogni valore etico, violenta la natura.
Come la creatura artificiale del dottor Frankenstein, Liam agisce, anche nelle manifestazioni di violenza, con l’innocenza di un bambino che qualcuno ha gettato nella vita senza alcuna ragione plausibile.
Nella ricerca tesa a incontrare l’altro da se e nel contempo se stesso, egli dovrà confrontarsi con l’orrore, il male, la paura, la trascendenza e l’amicizia; tutte esperienze che alla fine gli restituiranno quel po’ di umano che nessun Artefice in questo mondo, potrà mai di dargli.

Perché ho scritto questo libro?

In questi anni ho lavorato alla pubblicazione di romanzi del genere thriller, ma devo dire che il mio primo amore letterario è sempre stato la Science Fiction.
La SF, infatti, conferisce allo scrittore maggiori spazi creativi oltre che nell’ambientazione e nella costruzione dei personaggi, anche nelle diverse articolazioni del plot narrativo.
Inoltre sono sempre stato affascinato da tutto ciò che è estremo, distopico e “weird”, tutti elementi che ho potuto sviluppare liberamente nel romanzo.

ANTEPRIMA NON EDITATA

A una prima lettura potrebbe risultare arduo collocare questo romanzo in un determinato genere.

Fantascienza? Forse, ma non solo.

Horror? In qualche passaggio probabilmente sì.

Cyber Punk?  Forse per alcuni aspetti del plot narrativo. Certamente non come scrittura che, al contrario, è piana e del tutto tradizionale.

Thriller? In parte. Non mancano i delitti, la tensione narrativa e il finale a sorpresa.

Romanzo di formazione? Certamente sì.

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In sintesi si tratta di un racconto fortemente distopico, nel quale sono tratteggiati alcuni argomenti molto attuali, quali la manomissione del genoma umano, l’eutanasia, l’accanimento terapeutico, la mercificazione del corpo; ma anche l’amicizia, la ricerca del trascendente, il mistero della morte etc. L’azione, talvolta si colora di toni estremi, ma mai gratuiti e comunque sempre giustificati dalla logica narrativa.

In un futuro lontano (ma non troppo) la clonazione umana è ormai legale e al centro di rilevanti interessi commerciali.

A livello planetario, la BSP* Corporation (Biological Spare Parts*) è l’azienda leader del settore e riconosce quali punti di forza,  il suo amministratore delegato (il Dottor Chen) e il responsabile scientifico, il  dottor K. Abram.

Il primo è un perfetto e spregiudicato manager, dotato di grandi capacità organizzative e del completo controllo delle proprie emozioni, che conduce un’asettica vita da single in un hotel extralusso. L’altro è uno scienziato geniale, reso estremamente fragile, oltre che da una grave sindrome bipolare anche dai postumi di una terribile sciagura familiare e da una forte propensione all’alcolismo.

  1. Valentine, star planetaria dello sport, è affetto da un male incurabile:

“ Il chiarore dell’alba aveva appena cominciato a scolorare il tappeto luminoso della città, quando l’elicottero si posò tra le luci di posizione della pista in cima al grattacielo dell’Health General Hospital, a quell’ora ancora avvolta dalla foschia. 

Il frastuono martellante delle eliche cominciò a ridursi, i motori si spensero e fu silenzio.

 Solo allora dal ventre della macchina si materializzarono due figure bianche che spingevano una barella verso l’ingresso che si apriva luminoso al centro della terrazza.

Dal fondo della lettiga George Valentine riconobbe il dottor Maggath, l’oncologo che lo aveva preso in cura fin dall’inizio. Se ne stava lì dritto sulla soglia per accogliere proprio lui; l’illustre malato. Era un uomo elegante, magro e con il viso compatto, che appariva abbronzato anche se immerso nel bagliore del neon.

«Allora come va il nostro grande campione? Tutto a posto?» gli chiese, sfoderando un sorriso di circostanza, «vedrai non ci saranno problemi. Ora ti portiamo nella tua stanza così potrai riposare. Domani le biopsie e poi di nuovo a casa… » Il dottore, senza aspettare risposta, con un gesto autorevole indicò ai paramedici di muoversi e li seguì a passo svelto.

Ora George poteva vedere solo i tubi al neon che correvano lungo il soffitto del corridoio seguendo gli improvvisi cambi di direzione della barella.

 Ormai la paura gli si era stabilmente incistata dentro come un parassita. L’incubo non era cominciato quando il dolore lo aveva abbattuto sul campo da gioco. No, l’angoscia aveva preso a crescere dopo, mentre spiava le facce perplesse dei dottori intenti ad analizzare le immagini del suo ginocchio o quando cercava di interpretare le loro mezze frasi, piene di allusioni sfuggenti e di incomprensibili termini tecnici.

Solo con l’entrata in scena di Maggath tutto gli era diventato chiaro. Lui era una star dell’oncologia, conosciuta da tutti. Il suo nome significava solo una cosa: cancro! “

L’ anziano manager e mentore del campione, “il Colonnello”, chiede all’Azienda di realizzare mediante clonazione, un sosia da utilizzare in vista delle scadenze dei milionari contratti di sponsorizzazione. La produzione di una copia perfetta di un essere umano non era mai stata tentata prima, poiché fino ad allora ci si era limitati a produrre poveri abbozzi umani, più o meno ritardati e deformi, da usare solo come donatori per trapianti d’organo.

Grazie a un’intuizione del dottor Abram che, per la prima volta, utilizza il DNA non codificante, l’esperimento, mai tentato prima, riesce e il risultato va oltre le più ottimistiche previsioni. La creatura così prodotta (Liam), infatti, benché il suo stato di coscienza sia ancora allo stato embrionale, dal punto di vista organico è ormai un essere umano perfettamente sviluppato, che riproduce in maniera perfetta le fattezze e la possanza fisica del grande atleta di cui è la copia.

Nella fase finale dell’esperimento, il clonato è vittima di una crisi epilettica che costringe i medici a sedarlo e a stabilizzarlo. Subito dopo Abram, in preda a una delle sue solite crisi depressive, decide dapprima di lasciare la conclusione della procedura ai suoi collaboratori e in seguito, di ritirarsi in maniera definitiva dall’attività.

Liam nel frattempo, ha cominciato a sviluppare un imprevedibile quanto efficiente stato di coscienza che, ovviamente gli genera un forte disagio esistenziale fatto di solitudine e di innumerevoli domande senza risposta

Egli sta per essere consegnato ai suoi committenti, quando un pomeriggio, sfuggito alla sorveglianza, si addentra nel parco che circonda l’edificio della Corporazione dove s’imbatte nell’anziano giardiniere (Pat):

“ Si erano fatte le sei del pomeriggio e Liam, seduto sul bordo del letto, contemplava da ore il vassoio con il pranzo che non aveva neppure toccato. Da quando il pensiero di poter uscire in giardino aveva cominciato a rimbalzargli nel cervello, la fame sembrava scomparsa. Non aveva mai considerato la possibilità di andare fuori ma ora quell’idea si era trasformata in qualcosa di concreto, in un impulso cui non sapeva e non voleva resistere.

 Consapevole del fatto che nessuno si sarebbe più occupato di lui fino all’ora di cena, si accostò alla porta e dopo aver ascoltato il silenzio per qualche istante, uscì.

Il corridoio era deserto. Passò rapido come un’ombra davanti alla stanza degli infermieri del turno pomeridiano, dei quali colse di sfuggita il chiacchiericcio sommesso e raggiunse l’ascensore che si aprì silenzioso. Nessuno si era accorto di lui.

Nella grande sala al piano terra, in quel momento il personale era assente. L’ingresso era incustodito e in un attimo si ritrovò all’esterno.

Fuori c’era ancora luce. Come tutti i Prodotti, indossava un pigiama piuttosto leggero e l’aria fresca del pomeriggio gli provocò una sensazione che non aveva mai provato. Inspirò a pieni polmoni, poi s’inginocchiò curioso per contemplare l’erba più da vicino. La sfiorò, era morbida e umida.

Temendo che qualcuno potesse scorgerlo, attraversò di corsa il prato e s’inoltrò tra due siepi di bosso, al riparo dell’ombra protettiva degli alberi. Colmo di meraviglia percepiva il crepitio dello strato di foglie secche sotto i piedi. Ogni tanto si fermava a respirare l’odore del muschio. Un piccolo uccello nero volò frullando fuori da un cespuglio e scomparve nel verde.

Continuò a camminare fino a quando il vialetto si aprì in una radura; fu allora che vide Pat seduto su una scassata sedia a dondolo intento a fumare la pipa. L’uomo si girò di scatto e lo squadrò con il suo sguardo acquoso: «E tu da dove salti fuori? Come sei arrivato fino a qui?» gli chiese, senza mostrare sorpresa. “

Pat è un individuo malvagio e sessualmente pervertito che gli rivela il nome e l’indirizzo del suo artefice e dopo averlo terrorizzato svelandogli la sua condizione di creatura artificiale, tenta un ripugnante approccio sessuale che scatena la reazione spaventata di Liam che, perso il controllo di se, lo uccide. Commesso l’omicidio, nella speranza di ottenere altre informazioni (quando scadrà il mio tempo? Chi è il committente?)  Liam fugge dalla Corporazione, nel tentativo rintracciare il dottor Abram che ritroverà abbrutito dall’alcool e tormentato da un terribile senso di colpa. Il dottore, infatti, consapevole di aver creato un essere dotato di coscienza e pertanto in grado di soffrire, è attanagliato dal rimorso che tenta di mitigare rifugiandosi in maniera compulsiva nell’alcool.

Abram spiega a Liam che nessuno conosce il suo termine vita (non c’è stato il tempo di studiare il problema) e gli fornisce l’indirizzo di Chen, l’unico che conosce l’identità del committente. I due s’incontrano e Chen gli rivela il nome di colui che lo ha commissionato e il luogo dove vive (L’inaccessibile Capo dei profumi). Poi lo blandisce nel tentativo di convincerlo a tornare alla Corporazione ma tra i due nasce un diverbio che avrà un tragico epilogo.

Continua così la fuga di Liam.   Nel disperato tentativo di raggiungere il suo gemello, egli sarà costretto ad  attraversare “ il Ghetto”, luogo nel quale  miseria morale e materiale, vizio e malvagità regnano sovrani e  in cui, nel corso di una vera  propria “ discesa agli inferi” , incontrerà due amici e compagni di strada (Lo storpio e Gomez) che perderà in circostanze tragiche.

Nel suo peregrinare Liam, conoscerà Jacob, sacerdote di un’oscura religione e Sniff-Snuff psicopatico cocainomane, regista di terrificanti snuff movies. In quest’occasione il romanzo toccherà il suo momento più estremo.

La fuga prosegue fino al mare, dove dei pescatori (anime semplici e pervase da un ingenuo quanto appagante credo religioso), gli propongono di unirsi a loro. Liam accetta ma chiede che prima lo sbarchino al “Capo dei profumi” per incontrare G. Valentine:

“ Arrivarono al Capo che era ancora buio, il mare stava appena rinforzando e la luna era bassa sull’orizzonte. Sunil accostò, Liam saltò a terra.

I pescatori, nell’alone di luce generata del fanale di prora, sorridevano. « A domani Liam; cerca di farti trovare. Ricorda, non ti potremo aspettare per molto.» lo ammonì Chandra. L’altro puntò il remo sulla banchina e spinse per riprendere il largo. I due uomini lo salutarono con un cenno. Lui li seguì con lo sguardo fino a che la barca non scomparve, strisciando sull’oscurità dell’acqua.

Il molo era solo una piattaforma di granito, collegata alla terra ferma, come fosse una penisola, da un sottile istmo sassoso. Quando il mormorio del motore svanì Liam fu colto da un brivido di sgomento. Ora era veramente solo su quei blocchi di roccia sui quali la distesa dell’oceano si rompeva incessante.

Raggiunse la spiaggia, una striscia di sabbia non più larga di qualche metro e si ritrovò ai piedi di una rupe che si ergeva verticale, con la cima persa nella notte. Sul costone s’intravedeva una scalinata ripida, fatta di gradini scavati nella pietra e aperti da un lato, verso lo strapiombo.

Liam non poté fare altro che salire. Giunto a metà, si volse a guardare indietro ma non riuscì a vedere nulla. Udì solo il latrato della risacca che risaliva dal basso.

Continuò ad andare su, fino a quando gli si aprì davanti una vasta terrazza, bordata da un filare di piccole colonne di marmo, panciute, tutte uguali, rese viscide dalla  pioggerella che aveva preso a cadere quasi impercettibile. Il cielo stava cominciando a schiarire colorandosi del lucore turchino che precede il sorgere del sole. Ora nella prima luce poteva scorgere il mare rivoltarsi in mezzo al grigio degli scogli.

 Sentì che la paura era passata, spinse il piccolo cancello di ferro battuto e si avviò verso la sontuosa facciata della villa.

La grande vetrata era appena accostata. Entrò silenzioso districandosi attraverso pesanti tende di broccato. Si ritrovò in un ambiente popolato da una folla di ombre che occupavano ogni angolo del buio.”

In quel luogo, il suo gemello/committente giace in stato terminale, tenuto in vita solo dall’accanimento terapeutico, voluto dal “Colonnello” e gestito dal Dottor Maggath.

Valentine, in preda a indicibili sofferenze fisiche e morali lo prega di porre fine a quell’esistenza larvale, ormai priva di senso. Liam, dopo non poche esitazioni acconsente e lo sopprime. Egli quindi tenta di raggiungere i pescatori, ma non li troverà, poiché costretti ad andare via per le minacciose condizioni del mare. Da questo momento il romanzo va a conclusione, peraltro, in maniera del tutto imprevedibile.

Il percorso attraverso le sofferenze, l’orrore, la pornografia, la droga, la banalità del male in tutte le sue possibili sfaccettature, ma anche il bene, l’amicizia e la solidarietà, avranno come effetto quello di trasformare gradualmente il clonato Liam in un vero essere umano.

In sintesi estrema, la vicenda di Liam, non è altro che la metafora della condizione umana. Ciascuno di noi viene al mondo senza un perché. Tutti noi vorremmo conoscere le ragioni di ciò; il nostro destino; quanto tempo ci resta e soprattutto, perché tutto questo?

Perché? E’ la madre di tutte le domande, cui, ovviamente non c’è risposta per nessuno e tantomeno per il povero Liam.

*Parti di ricambio biologiche

.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Ignazio Pandolfo
Ignazio Pandolfo è stato un docente universitario nella Facoltà di Medicina dell’Università di Messina, che da sempre ha ritenuto dover affiancare alle proprie funzioni professionali, attività di tipo creativo. Egli è, infatti, anche un apprezzato pittore.
Più di recente e si è resa concreta la passione per la scrittura.
È del 2002 l’uscita del suo romanzo d’esordio,“ Viaggio al fondo del diluvio”, lavoro di taglio prettamente fantascientifico.
Nel 2004 ha partecipato alla pubblicazione collettiva di una raccolta di racconti dedicati alla propria città.
Nel 2015 e 2016 escono per i tipi di Leone Editore, i romanzi “ L’ospite oscuro”.” Il Signore della Menzogna“, seguiranno “il padrone del tempo” (2018) e nel 2020 : “La notte delle mantidi”. Si tratta lavori caratterizzati dall’impianto generale del thriller d’investigazione.
Ignazio Pandolfo, vive e lavora a Messina.
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