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L'apparente felicità di Sofia

L'apparente felicità di Sofia
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Consegna prevista Marzo 2022
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Giulia e Sofia sono amiche fin da ragazze. Si tratta di un’amicizia unita da sogni e confidenze, che cresce insieme alle due giovani. Entrambe sognano l’amore non solo come massima realizzazione della vita, ma come risposta all’esigenza di un’indipendenza, che sembra far da padrona nell’età dell’adolescenza. Ed è proprio in questo complesso meccanismo di maturazione che si inserisce l’amore sbagliato, quello narcisista che, con atteggiamento manipolatorio, sceglie la propria preda; un amore che cattura la sensibilità di colei che, abituata a mettere al centro della propria vita il bisogno dell’altro, arriverà a trascurare anche se stessa, per un uomo, il cui unico desiderio è quello di essere adorato e magnificato, senza alcuna reciprocità di intenti. Il paradosso in termini diviene quindi il coraggio di non osare, di non permettere alla violenza di avere il sopravvento sulla fragilità con l’illusione di poter gestire, per la ricerca della verità, la propria vita.

Perché ho scritto questo libro?

Dal dipinto di Gaia Bolognesi dal titolo “Sofia” è nata l’esigenza di incitare, dopo tanti episodi di violenza contro le donne, al coraggio di non osare, perché la violenza, spesso inattesa e fulminea, usa la fragilità di chi si trova di fronte, spazzando via i sogni e la voglia di vivere. L’immagine di Sofia con i piedi bloccati nella pietra, dalla quale non riesce a liberarsi, porta a sperare che il vero coraggio sia proprio quello di chi riesce a tirarsi indietro senza osare.

ANTEPRIMA NON EDITATA

A lei devo l’abbandono della mia immaturità. Mi ritenevo all’altezza di ogni situazione, sempre.

Pensavo che fare l’amore con una donna fosse il massimo della virilità e l’espressione della forza. La vita era stata fortunata con me, ero affascinante e incontrare una donna, corteggiarla e giocare con lei, non era poi così difficile.  Mi sono spesso chiesto se non sia stata colpa anche di mia madre, che negli anni mi ha sempre permesso di sentirmi un re, seduto sul trono della sua vita.

Avevo mai amato? Non lo so.

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So che non avevo voglia di legami, ritenevo che fosse una perdita di tempo, un’umiliazione che non potevo permettermi. Non contento, mi spingevo sempre oltre. Avevo iniziato a corteggiare donne su un social, le illudevo, mi muovevo come un serpente che striscia viscido e umido nel buio della città, mi infilavo in letti diversi, ogni volta fingendomi innamorato della mia preda, alla quale succhiavo ogni petalo d’amore, lasciandola poi, nella più totale solitudine dell’inganno, un fusto di immensa fragilità. Quella sera, vestito della mia immaturità, mentre rientravo a casa dopo l’ennesima notte di quello che nelle menzogne vendevo come amore, la vidi, mescolarsi con l’odore soave dei glicini che accompagnavano la mia passeggiata.

Era in piedi, sul bordo del muro, con un vestito azzurro.

Mi sembrò una statua e se non fosse stato per il tremore, forse non mi sarei accorto di lei.

Sotto, il vuoto.

I suoi capelli biondi, proiettandosi nel vento come riflesso di stelle, squarciavano il nero del cielo, un empireo di dolcezza infinita.  Vidi le lacrime sul suo volto, capii l’umiliazione che aveva subìto. Se mi fossi mosso, lei sarebbe saltata giù. Se l’avessi chiamata, inventando un nome, ridendo, piangendo, lei sarebbe sparita davanti ai miei occhi.

Mi misi in ginocchio e tendendo la mia mano verso lei, in quel preciso istante, io ebbi paura.

Provai l’amore, fatto di delicatezza, di profondo rispetto, sentii l’aria entrare nei polmoni, sentii l’umido della notte entrare nei pori della pelle. Ti amo, sussurrai, perché sei figlia, sarai madre, perché sei il cielo, il mare, l’universo. Ti amo perché ho paura che, anche solo sfiorarti, sia dolore. Mi inchinai e guardai la sua anima.

Non mi vide.

Il vento spazzò via la sua libertà e ogni abbraccio sulla sua pelle, lasciandomi nell’illusione di non essere, per una volta, immerso nella colpa delle mie fragilità.

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2021-06-12

Aggiornamento

Mancano solo 15 copie all'obiettivo....che gioia! grazie ai miei amici che mi stanno sostenendo! grazie davvero.
2021-06-11

Aggiornamento

Sono felice di comunicare ai miei sostenitori/amici che la campagna di raccolta pre-ordini ha raggiunto il 91%...direi che ci siamo quasi!

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Silvia Cecconi
Silvia Cecconi è nata a Firenze nel 1971 dove vive e lavora come libera professionista. Ha scritto “La mia amica blu” (Gedi Gruppo Editoriale – 2020) – con il quale ha ricevuto un diploma d’onore nel Concorso Premio di Poesia e Narrativa “ Ti meriti un amore “III Edizione 2020. Ha partecipato alla realizzazione dell’Antologia “ Penso donna e scrivo…” edita da Apollo Edizioni – marzo 2021 ricevendo un attestato di merito. Ha partecipato altresì alla realizzazione dell’antologia “A mio padre” edita da Apollo Edizioni – Maggio 2021 ricevendo un attestato di merito. E’ stata selezionata a maggio 2021 per l’antologia “L’Italia che lavora” in corso di pubblicazione edita da Apollo Edizioni. Questo è il suo secondo romanzo
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