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Libréria, il sussulto dell'indipendenza

Libréria, il sussulto dell'indipendenza
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Consegna prevista Febbraio 2022
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Un viaggiatore, del quale nulla è dato sapere, decise un giorno di compilare il catalogo dei viventi e delle idee che incontrò vagando per Libréria, città immaginaria da molti frequentata ma mai, prima di questo libro, descritta.
Che luogo è mai, dunque, Libréria?
La si potrebbe confondere con le molte megalopoli che la imitano dilatando spazi e moltiplicando scaffali, ammettendo qua e là personaggi che con i Libri non hanno nulla a che fare, promettendo sconti e mostrando i muscoli.
Ecco, Libréria non è nulla di tutto questo: vi incontrerai Ibuchi smarriti o Sognalibri assonnati, Squalibri affamati e Libracche ruminanti.
Ognuno di loro ha qualcosa da dirti, e ci ha pensato il Nostro, in questo simpatico libercolo (da non confondere con Libercoloe), a raccontarteli in tutta la loro intima bellezza.
Se ami i Libri, li riconoscerai.
Altrimenti, non è posto per te.
Ora, dunque, non devi far altro che varcare quella soglia.
E non lasciarti intimorire dai modi di Librolo…

Perché ho scritto questo libro?

Frequento posti che vendono libri da nemmeno più ricordo quando.
Il mio sogno è vivere in una casa in cui i libri sono l’unico arredamento concesso (a parte gli scaffali per i libri, ovviamente), e quando facevo il libraio chiedevo a me stesso: “Ma io che li vendo, cosa mi compro di migliore?”.
Libréria, con i suoi luoghi e personaggi, ha invaso la mia fantasia quando ho ascoltato il suo grido di battaglia: lunga vita alle Libréria-libre!

Ebbi un sussulto d’indipendenza.

E scrissi.

ANTEPRIMA NON EDITATA

1 – Prefazione

Tutto inizia sempre da qualche parte. Per quanto mi riguarda non ricordo nessun inizio, ma posso dire con assoluta certezza che ho conosciuto Libréria da vicino per averla a lungo frequentata ed amata.

Eppure “frequentate ed amate” mi sembrerebbe ora, ora che le cose stanno cambiando così velocemente, l’espressione più adatta: perché Libréria era (è?) una e multipla, o almeno lo sarà finché riuscirà e riusciranno ad esistere.
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Quello che leggerete, miei cari lettori, tanti o pochi che siate, è il frutto di una serie indefinita di viaggi accaduti, di esperienze e di incontri che il sottoscritto ha avuto l’occasione di fare in una delle più avvincenti avventure della sua vita: l’esplorazione di Libréria.

Avrete a che fare dunque, se ne avrete la voglia, con un certo numero di personaggi, una certa quantità di concetti, una possibile varietà di luoghi: anche voi, ne sono certo, li riconoscerete per averli frequentati almeno una volta, e se forse vi stupirà il nome con cui li ho designati, poi ne riconoscerete l’intima necessità.

Altro da dirvi non ho, miei cari e ipocriti lettori: fatemi sapere se vi va, io ve ne prego, di quei personaggi, quei luoghi, quei concetti di Libréria che per qualche ragione ho trascurato, dimenticato, perso.

Prima che Libréria scompaia del tutto.

Buona lettura.

2 – Il Libragno

Animale strano, non c’è che dire, questo libragno: dotato di otto zampe, una diversa dall’altra, le usa tutte otto per scrivere. C’è la zampa penna, la zampa biro, la zampa matita, la zampa pennino, le due zampe pigia tasti e, recentemente, la zampa capacitiva; l’ottava zampa la chiama the next zampa.

Con gli altrettanti occhi vede ovunque e ovunque tesse le sue libragnatele, altrimenti note come trame: se ne contano 361, le cui combinazioni possono dar vita a veri e propri capolavori.

Se passeggiando vi accorgerete di essere incappati in una libragnatela c’è ben poco che possiate fare, non ne verrete più fuori, neanche se vi metterete a piangere: non vi resterà che lasciarvi avviluppare dai suoi esili fili, e aspettare che arrivi il libragno, il morso del quale vi trasformerà una volta per tutte in un cittadino di Libréria.

Non conosco nessuno che se ne sia lamentato, e quelli che ancora non sono stati morsi spesso se ne vergognano.

Tranne forse in alcune lande desolate, i cui abitanti pare vadano fieri di non avere neanche un libragno in casa: dicono di non avere tempo.

Può succedere che costoro si mettano a scrivere libri.

3 – La Libra

La Libra è metro e misura di tutte le cose, qui in Libréria. I Libri sono costantemente misurati, da prima della loro nascita fino alla loro entrata nelle case che li custodiranno finché dura. I Librologi li misurano in battute, le Libracche in ricchezza lessicale, Librolo in gusto, il Libruco Nero azzera ogni misura. Ognuno ha il suo metro.

Eppure le Libre sono metro e misura, diciamo in un senso… elastico: ecco una dei grandi misteri di Libréria che tu, mio caro amico, comprenderai solo se lo hai già capito.

Femmine per natura, le Libre sono sia uomini che donne, girano spesso mano nella mano e non vanno mai in bagno da sole: femmine perché il bello da queste parti non può che essere femmina, maschi perché da tempo immemore il maschio vive questa grande ossessione per la misura.

Come già detto le Libre girano sempre in coppia: identiche in tutto o quasi, vengono spesso riconosciute, e nominate, a partire dalla nazione di provenienza: ci sono le USALibre, le LiechtensteinLibre, le Burkina-FasoLibre, e via dicendo.

Tra le più famose ricordiamo le CubaLibre, note per la loro capacità di suscitare le idee più strampalate anche alle persone meno dotate d’immaginazione. Va da sé che la quantità di idee dipende da quante CubaLibre uno frequenta: più ne incontri, e più saranno le idee confuse e strampalate2.

Un discorso a parte meritano le LibrériaLibre, che non appartengono a nessuna nazione ma al popolo disperso di Libréria: anche se in via d’estinzione (pare che in molte città siano già scomparse) restano le più interessanti di tutte e, perché no, le più ricche di idee.

Dimenticavo, un’ultima cosa: come sono fatte le Libre? Boh, mai vista una…

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Quando entri in Libréria, riconosci alla prima occhiata Libertà.
    Sì, perché in questo spazio-tempo ti puoi muovere come desideri.
    Fra i libri.
    Con i libri.
    Seguendoli, trovandoli, lasciandoli e riprendendoli.
    Puoi procedere passo passo lungo le pagine, o partire dalla fine, o saltellare qua e là dove odi un LIBRusio, vedi spuntare un sognaLIBRO, riscopri finalmente un LIBReccoloqua!
    A me, la prima volta in Libréria, è capitato tutto questo e tutto insieme. probabilmente perché, goduta la prima lettura, non ne sono più uscita e non ho nessuna intenzione di farlo, ammaliata da ciò che mi appartiene in natura e che a tutti auguro: il LIBRINCANTO!

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Giovanni Benzi
Sono nato nel 1970 con un mese d’anticipo rispetto alla tabella di marcia perché ero di fretta: i maligni sostengono che avessi finito quello che stavo leggendo, dunque non potevo perdere tempo nell’utero di mia madre.
Da allora tre sono i fuochi attorno cui ruota la mia vita.
Innanzitutto lettura e scrittura: libraio per vent’anni, ho scritto per il teatro, ho collaborato con riviste, ho insegnato Scrittura Creativa nelle Scuole, ho promosso la lettura nelle stesse, ho raccolto libri abbandonati negli angoli bui di stradine secondarie.
Oggi vivo raccontando storie per conto di quelle Aziende che riconoscono il valore di buone narrazioni, e continuo la mia attività di promozione della lettura e della scrittura nelle Scuole.
E invento storie.
È del 2016 il mio romanzo “Tutto è come sembra”, edito da Maddali e Bruni.
Ah, dimenticavo!
Il terzo fuoco?
L’indipendenza.
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